Amore incondizionato
20 marzo 2012

E’ Primavera…

Lo psicologo statunitense Marshall B. Rosenberg racconta:

Mi ricordo una volta, tanti anni fa, quando Brett aveva tre anni. Mi chiedevo se ero riuscito a comunicare a lui e agli altri figli il fatto che li amavo incondizionatamente. Mentre stavo pensando a questo, Brett mi venne vicino. Mentre entrava nella stanza, gli chiesi:
«Brett, perché papà ti vuole bene?».
Mi guardò e rispose immediatamente: «Perché ho imparato a fare popò nel vasino?».
Così gli dissi: «Ma certo, questo mi fa piacere. Ma non è il motivo per cui ti voglio bene».
E allora aggiunse: «È perché non butto più la pappa per terra?». E io: «Se tieni il cibo nel piatto mi fa piacere, ma non è il motivo per cui ti voglio bene».
Allora si fece serio, mi guardò e chiese: «Papà, allora perché mi vuoi bene?».
A quel punto mi domandai: “Perché mi sono infilato in una conversazione astratta sull’amore incondizionato con un bambino di tre anni? Come posso esprimere questo concetto ad un bambino della sua età?”.
E così gli dissi: «Beh, ti voglio bene perché sei tu!».
In quel momento pensai di aver detto una cosa vaga e banale. Ma lui capì il messaggio. Lo lessi dal suo volto. Si illuminò e mi disse: «Oh, mi vuoi bene perché sono io, papà. Mi vuoi bene perché io sono io!».
Nei due giorni successivi ogni dieci minuti veniva da me, mi tirava per la manica e mi diceva: «Papà, mi vuoi bene perché sono io. Mi vuoi bene perché io sono io!».

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