Ricetta: frittata piccante con germogli di soia
1 agosto 2014

Frittata piccante con germogli di soia

6 uova
250 gr. di germogli di soia
1 spicchio d’aglio
peperoncino piccante fresco
prezzemolo
olio extravergine d’oliva
sale

Togliere le uova dal frigorifero. Lavare e asciugare bene i germogli di soia, lavare e tagliare sottilmente il peperoncino dopo aver eliminato eventuali filamenti bianchi interni e i semi.
Scaldare l’olio con lo spicchio d’aglio in una larga padella antiaderente poi aggiungere i germogli di soia e una quantità di peperoncino a piacere (deve dare il giusto sprint alla frittata senza sovrastare il sapore dei germogli). Quando i germogli saranno leggermente trasparenti ma ancora croccanti togliere l’aglio e salare.
Rompere le uova (che hanno raggiunto la temperatura ambiente) in una ciotola e sbatterle brevemente con una forchetta aggiungendo un pizzico di sale e abbondante prezzemolo tritato poi unire i germogli cotti e amalgamare ulteriomente.
Versare il tutto nella padella usata precedentemente per saltare i germogli aggiungendo se necessario un altro goccio di olio. Cuocere a fuoco medio per alcuni minuti la frittata sino a quando il lato a contatto con la padella è colorito al punto giusto quindi girarla e cuocere l’altro lato. La frittata è fatta!

Ognuno ha i suoi piccoli segreti per girare la frittata senza romperla, io mi semplifico la vita usando una fantastica padella doppia (detta anche girafrittata) che ungo da entrambi i lati.

“Chi è che non sappia far le frittate? E chi è nel mondo che in vita sua non abbia fatta una qualche frittata? Pure non sarà del tutto superfluo il dirne due parole. Le uova per le frittate non è bene frullarle troppo: disfatele in una scodella colla forchetta e quando vedrete le chiare sciolte e immedesimate col torlo, smettete. Le frittate si fanno semplici e composte; semplice, per esempio, è quella in foglio alla fiorentina che quando un tale l’ebbe attorcigliata tutta sulla forchetta e fattone un boccone, si dice ne chiedesse una risma. Però riesce molto buona nell’eccellente olio toscano, anche perché non si cuoce che da una sola parte, il qual uso è sempre da preferirsi in quasi tutte. Quando è assodata la parte disotto, si rovescia la padella sopra un piatto sostenuto colla mano e si manda in tavola. Ogni erbaggio o semplicemente lessato o tirato a sapore col burro, serve per le frittate, come può servire un pizzico di parmigiano solo o mescolato con prezzemolo. Se non fosse indigesta, grata è la frittata colle cipolle. Due delle più delicate, a gusto mio, sono quelle di sparagi e di zucchini. Se di sparagi, lessateli e tirate a sapore la parte verde con un poco di burro, mescolando un pizzico di parmigiano nelle uova; se di zucchini, servitevi di quelli piccoli e lunghi, tagliateli a fette rotonde, salateli alquanto e quando avranno buttato l’acqua infarinateli e friggeteli nel lardo o nell’olio, aspettando che siano rosolati per versare le uova. Anche i piselli, mescolati tra le uova, si prestano per un’eccellente frittata. Si fanno anche frittate alla confettura, spargendovi sopra della conserva di frutta qualsiasi, ridotta liquida, quando la frittata è cotta. Esse saranno buone, ma non mi garbano; e vi dirò che quando le vedo segnate sole fra i piatti dolci di una trattoria, comincio a prendere cattivo concetto della medesima.” Pellegrino Artusi

frittata piccante con germogli di soia

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