foto di Elena Fiorio - Burano maggio 2009
Autoritratti onirici di Brooke Shaden
19 novembre 2018

Rigenerarsi...


Brooke Shaden è una fotografa americana nata nel 1987 in Pennsylvania e cresciuta nei pressi di un villaggio amish fino al momento dell'iscrizione all'università. Ha iniziato la sua carriera fotografica a Los Angeles dedicandosi prevalentemente ad autoritratti, scelta dettata non tanto da un desiderio autobiografico quanto dalla comodità di avere un soggetto sempre disponibile e dalla possibilità di poter esercitare un pieno controllo sulle immagini.

Attratta dall'oscurità e dalla bellezza, affronta temi ricorrenti e con un forte valore simbolico come il decadimento e la rinascita. I suoi lavori in formato quadrato catturano realtà fantastiche, fiabesche e metafisiche dentro una cornice fotografica, delineando mondi sospesi tra sogno e realtà.

Brooke Shaden dice: "Voglio che la mia immaginazione vada al di là della fotografia, per toccare la pittura e stili alternativi di arte. Non sono innamorata di un particolare strumento artistico, ma della possibilità di rappresentare visivamente le storie che ho nella mente".

brookeshaden.com
www.flickr.com/photos/brookeshaden

Per visualizzare eventuali immagini legate a questo post cliccare qui.


Commenti
Categorie: arte · fotografia
Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Vita privata
18 ottobre 2018

Ciao mamma...

"Non so perchè le persone siano così entusiaste di rendere pubblici i dettagli della loro vita privata. Dimenticano che l'invisibilità è un super-potere." Banksy

Per visualizzare eventuali immagini legate a questo post cliccare qui.


Commenti
Categorie: arte · citazioni
Tags: , , , ,

Frida. Oltre il mito
26 aprile 2018

Oggi senza prenotare e senza coda...

Frida. Oltre il mito
Mudec - Museo delle Culture, Milano, dal 1 febbraio 2018 al 3 giugno 2018

Il Museo delle Culture di Milano celebra Frida Kahlo (1907–1954) con una grande e nuova retrospettiva. Un’occasione per vedere in un’unica sede espositiva dopo 15 anni tutte le opere provenienti dal Museo Dolores Olmedo di Città del Messico e dalla Jacques and Natasha Gelman Collection, le due più importanti e ampie collezioni di Frida Kahlo al mondo, e con la partecipazione di autorevoli musei internazionali che presteranno alcuni dei capolavori dell’artista messicana mai visti in Italia.
Grazie anche all’Archivio di Casa Azul, scoperto nel 2007 e oggetto di studi effettuati dal curatore della mostra Diego Sileo, la mostra proporrà nuove chiavi di lettura dell’artista messicana. Le opere scelte per l’esposizione delineeranno, in questa retrospettiva presentata al Mudec, una trama inedita attorno a Frida Kahlo, riconsiderandone la figura “oltre il mito”, come dice il titolo stesso della mostra.

"Spero che la fine sia gioiosa e spero di non tornare mai più" queste le ultime parole di Frida Kahlo scritte nel suo diario prima di morire. Aveva quarantasette anni.


Autoritratto con collana di spine e colibrì, 1940

http://www.mudec.it/ita/frida/

Per visualizzare eventuali immagini legate a questo post cliccare qui.


Commenti
Categorie: arte · citazioni · fotografia · mostre · pittura
Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Barbie. The Icon
11 novembre 2015

Barbie. The Icon
Mudec - Museo delle Culture, Milano, dal 28 ottobre 2015 al 13 marzo 2016

Il suo vero nome è Barbara Millicent Robert, ma per tutti è solo Barbie. Definirla una bambola sarebbe riduttivo. Barbie è un’icona globale, che in 56 anni di vita è riuscita ad abbattere ogni frontiera linguistica, culturale, sociale, antropologica. Per questo motivo il Museo delle Culture di Milano le dedica una mostra, curata da Massimiliano Capella, dal titolo "Barbie. The Icon".



La mostra racconta l’incredibile vita di questa bambola che si è fatta interprete delle trasformazioni estetiche e culturali della società lungo oltre mezzo secolo di storia ma che, a differenza di altri miti della contemporaneità che sono rimasti stritolati dallo scorrere del tempo, ha avuto il privilegio di resistere allo scorrere degli anni e attraversare epoche e terre lontane, rappresentando ben 50 diverse nazionalità e rafforzando così la sua identità di specchio dell’immaginario globale.



La mostra è articolata in 5 sezioni e preceduta da una sala introduttiva, Who is Barbie, dove si trovano sette pezzi iconici che rappresentano le decadi dal 1959 ad oggi, la time line, le curiosità, i numeri e il making off globale di Barbie.



www.mudec.it/ita/barbie
www.thebarbiecollection.com

Per visualizzare eventuali immagini legate a questo post cliccare qui.


Commenti
Categorie: architettura · arte · cinema · giochi · mostre · oggetti · pittura · scultura
Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Art Aquarium
12 luglio 2015

Art Aquarium, Circolo Filologico Milanese, Milano, dal 29 maggio al 23 agosto 2015.
Un’esperienza che lascerà a bocca aperta.


Dopo l’enorme successo riscosso nelle principali città del Giappone, dove ha raggiunto 4 milioni e mezzo di visitatori, la mostra Art Aquarium esce per la prima volta dai confini del Giappone e raggiunge Milano per la sua prima internazionale.

Il Kingyo (pesce rosso), simbolo di prosperità e fortuna, è il protagonista delle monumentali vasche d’acqua di Art Aquarium, installazioni che evocano la cultura del Sol Levante immerse di luci, immagini, musiche e profumi che prendono vita grazie alle sinuose danze acquatiche dei pesci rossi.

Gli acquari in mostra, vere opere d’arte, sono degli ecosistemi complessi creati dall’artista Hidetomo Kimura per mettere in scena eleganti spettacoli legati alla millenaria tradizione nipponica che celebra la vita e la bellezza.

Art Aquarium rappresenta un vero e proprio viaggio alla scoperta della cultura giapponese tra design, tecnologia e tradizione che stupisce il visitatore e lo coinvolge in un’esperienza multisensoriale.

"Da artista, sono particolarmente attratto dai pesci colorati per la loro grazia ed eleganza innata. In particolare, mi colpisce la bellezza misteriosa e la naturale semplicità di cui il è dotato. Per questo nei miei lavori lo prediligo, perchè è già da solo un’opera d’arte.
Inoltre, quando realizzo una mostra come Art Aquarium, desidero ricreare ed evocare la tradizione nipponica, per unirla alle innovazioni artistiche e tecnologiche. Art Aquarium diventa un palcoscenico per i Kingyo, un modo unico per far conoscere all’uomo la loro bellezza ed eleganza.
Art Aquarium è una fusione tra natura e realtà, design e arte, rappresentati nelle vasche e personificati dal Kingyo. Nei miei acquari c’è la bellezza che questo pianeta ha creato: il Kingyo è il segno tangibile della provvidenza di madre natura.
Spero che attraverso l’incontro con la mia opera, i visitatori possano fare esperienza della sublime arte dell’acquario, possano percepire e meglio comprendere il suo messaggio, sentire il desiderio di conoscere, proteggere e amare la bellezza che la natura ha creato"
. Hidetomo Kimura

www.artaquarium.it

Per visualizzare eventuali immagini legate a questo post cliccare qui.


Commenti
Categorie: animali · arte · mostre
Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Piero Manzoni 1933-1963
19 aprile 2014

Il Conte Giuseppe Manzoni di Chiosca, è stato mio professore di storia dell'arte per due anni al liceo, che fosse il fratello minore di Piero l'ho appurato con certezza solo a fine studi...


"Piero Manzoni 1933-1963" Palazzo Reale, Milano, dal 26 marzo al 2 giugno 2014.

A poco più di cinquant’anni dalla morte improvvisa di Piero Manzoni, la sua opera è riconosciuta sempre più come una delle esperienze fondamentali dell'avanguardia del XX secolo. Milano con questa mostra gli rende un doveroso omaggio.

"Non ci si stacca dalla terra correndo o saltando; occorrono le ali; le modificazioni non bastano: la trasformazione dev'essere integrale". Piero Manzoni

"Non c'è nulla da dire: c'è solo da essere, c'è solo da vivere". Piero Manzoni



www.mostramanzonimilano.it
www.pieromanzoni.org

Per visualizzare eventuali immagini legate a questo post cliccare qui.


Commenti
Categorie: arte · mostre
Tags: , , , , , , , , , , , , , , , ,

Lego Bombing
11 marzo 2013

Una nuova forma di "guerrilla" anima il panorama della street art, dopo il Guerrilla Gardening e il Guerrilla Knitting arriva il Lego Bombing.

Il Lego Bombing, che utilizza i famosi mattoncini da costruzione per i propri interventi di denuncia, è un fenomeno artistico, principalmente urbano, che ha lo scopo di attirare l’attenzione non solamente verso una creazione artistica ma anche in direzione di un problema.
Spesso gli interventi sono realizzati su edifici decadenti e abbandonati e i coloratissimi mattoncini inseriti nelle pareti sgretolate o che ricostruiscono parti architettoniche mancanti sottolineano e rendono evidente una situazione di degrado che, se presente da tempo, tende inevitabilmente a essere notata sempre meno da chi l’ha sotto gli occhi.

Questa nuova forma di street art si sta diffondendo un po’ in tutto il mondo. Colorati rattoppi Lego sono stati visti e fotografati in Germania, Francia, Equador, Tunisia, Israele e Cile.

Interessante l’installazione, realizzata nel 2008 dal giovane artista tedesco Jan Vormann, a Bocchignano, in provincia di Rieti, nel contesto della manifestazione “20eventi” Arte contemporanea in Sabina.
Nel lavoro di Vormann scultura, architettura, restauro e design confluiscono nel dispatchwork (disperate patchwork - rattoppo disperato).



www.dispatchwork.info

Per visualizzare eventuali immagini legate a questo post cliccare qui.


Commenti
Categorie: arte · creatività
Tags: , , , , , , , , , , , , ,

Robert Mapplethorpe
27 febbraio 2012

Mi ricordo mia nonna con un libro di Mapplethorpe in mano che dice “… ma Giuliano ti sembrano cose da regalare a tua figlia?”

Robert Mapplethorpe, Fondazione Forma per la Fotografia, Milano, dal 2 dicembre 2011 al 9 aprile 2012.

Per la prima volta a Milano, una grande retrospettiva dell’opera di Robert Mapplethorpe.

La mostra presenta centosettantotto fotografie, provenienti dalla Robert Mapplethorpe Foundation di New York e rappresenta un’occasione unica per ripercorrere l'opera di Mapplethorpe, dalle prime polaroid degli inizi degli anni Settanta, fino ai celebri still life, ai fiori, ai ritratti e autoritratti, alla sorprendente serie dedicata alla culturista Lisa Lyon, alle splendide immagini dedicate al corpo maschile (indagato e celebrato come mai prima di allora), all’omaggio alla sua musa Patti Smith, agli insoliti, teneri e malinconici ritratti di bambini.

Scenario del suo lavoro è la New York degli anni Settanta e Ottanta, quello della rivoluzione pop, del new dada e di Andy Warhol, la città creativa e disinibita della liberazione sessuale, dell’esplosione della performance e della body art.

Tra i più importanti autori del Novecento, Mapplethorpe ha influenzato con le sue immagini dalla composizione rigorosa generazioni di fotografi e artisti.

La ricerca della perfezione, mito irraggiungibile per la maggior parte degli artisti, è per Robert Mapplethorpe la condizione necessaria da raggiungere in ogni singolo scatto.

“Cerco la perfezione della forma. Lo faccio con i ritratti, lo faccio con i peni, lo faccio con i fiori. Non c'è differenza tra un soggetto e l'altro. Cerco di catturare quello che mi appare scultoreo.
Se fossi nato cento o duecento anni fa, avrei potuto fare lo scultore, ma la fotografia è un mezzo molto veloce per vedere e per fare scultura”.
Robert Mapplethorpe



www.formafoto.it

Per visualizzare eventuali immagini legate a questo post cliccare qui.


Commenti
Categorie: arte · fotografia · mostre
Tags: , , , , , , , , , , , , , , , ,

Guerrilla Knitting
19 febbraio 2012

Il Guerrilla Knitting sta colorando la Cornovaglia.
Alcune donne, la cui identità è al momento segreta, hanno creato un gruppo il Graffiti Grannys che realizza decorazioni a maglia e a cucito per abbellire l'ambiente e l'arredo urbano.

Panchine, staccionate, grondaie e pali della luce usurati dal tempo sono oggetto di particolare attenzioni e vengono avvolti in scialli e tubolari coloratissimi o invasi da pon pon, fiori o animaletti realizzati con lana, uncinetto e tanta fantasia.

Il gruppo sferruzza di giorno e entra in azione al tramonto disseminando paesi e città di piccoli o grandi esempi di creatività che al mattino attireranno l'attenzione di chi solitamente attraversa distrattamente strade e piazze tutte immancabilmente grigie.

Come il Guerrilla Gardening, il Guerrilla Knitting è in fenomeno di autoproduzione che vuole combattere il degrado degli spazi dedicati alla collettività.

Il gruppo sempre più apprezzato dalla stampa britannica, che ne parla frequentemente, sta raggiungendo una notorietà anche sovranazionale grazie anche alla creazione di una pagina Facebook.

Artista di riferimento del Guerrilla Knitting può essere considerata la texana Magda Sayeg ideatrice di un nuovo tipo di street art, lo Yarn Bombing (bombardamento di filati) che nel 1995, con il nome Knitta Please, ha iniziato a rivestire arredi urbani, autobus in disuso e cabine telefoniche di varie città in giro per il modo. Le sue sono performance artistiche, realizzate con incursioni a sorpresa, che trasformano oggetti comuni in straordinarie, morbide e calde sculture colorate.



www.facebook.com/graffitigrannys

www.magdasayeg.com

Per visualizzare eventuali immagini legate a questo post cliccare qui.


Commenti
Categorie: arte · creatività
Tags: , , , , , , , , , , , , , , ,

Artemisia Gentileschi
28 gennaio 2012

"Artemisia Gentileschi. Storia di una passione" mostra monografica a Palazzo Reale, Milano, dal 22 settembre 2011 al 29 gennaio 2012.

Apertura straordinaria dalle ore 9.30 di sabato 28 fino a mezzanotte di domenica 29 gennaio.

La mostra ospita una vasta selezione delle opere di questa poliedrica autrice. Oltre 40 tele e diversi documenti inediti, tra cui le lettere d'amore autografe scritte dall'artista al gentiluomo fiorentino Francesco Maria Maringhi.

Il percorso espositivo è suddiviso in quattro sezioni che corrispondono ad altrettanti significativi periodi della vita della pittrice: gli inizi romani strettamente legati all'opera paterna di Orazio Gentileschi, il periodo fiorentino, il ritorno a Roma intorno agli anni venti che la vide figura guida tra i naturalisti, il ventennio e oltre di attività a Napoli dove morì.

Grande pittrice, protagonista del Seicento europeo, Artemisia Gentileschi (1593-1653) affrontò con grande maestria un'ampia gamma di generi pittorici e di temi, fu capace di sfidare le convenzioni sociali dimostrando coraggio, eclettismo e determinazione.

Roberto Longhi, in un saggio del 1916, esprimeva nei confronti di Artemisia il seguente giudizio: "l'unica donna in Italia che abbia mai saputo che cosa sia pittura, e colore, e impasto, e simili essenzialità...".

"Oltraggiata appena giovinetta, nell'onore e nell'amore. Vittima svillaneggiata di un pubblico processo di stupro. Che tenne scuola di pittura a Napoli. Che s’azzardò, verso il 1638, nella eretica Inghilterra. Una delle prime donne che sostennero colle parole e colle opere il diritto al lavoro congeniale e a una parità di spirito tra i due sessi".
Anna Banti in Artemisia (Firenze, 1947).

www.mostrartemisia.it

www.enciclopediadelledonne.it

Per visualizzare eventuali immagini legate a questo post cliccare qui.


Commenti
Categorie: arte · mostre · pittura
Tags: , , , , , , , , , , , ,