foto di Elena Fiorio - Burano maggio 2009
Dicono di Antonio Rezza
4 luglio 2011

“Antonio Rezza e Flavia Mastrella incarnano il prototipo puro e assoluto di anarchia ed indipendenza.
(…) le rispettive tensioni (nella massima esemplificazione di tale 'riduzione', Rezza nel corpo, Mastrella nell'occhio) si fondono in un novus che, sia per il teatro che nel cinema, sferza, a chi vi è sottoposto (critica e pubblico), un colpo di reni capace di sollecitare ed attivare molteplici canali percettivi, sotto la lente della destabilizzazione: visiva innanzitutto, e quasi simultaneamente, mentale, di senso, di significato.” Maria Cera

"Antonio Rezza sperimenta, elabora un linguaggio cinematografico che è un precipitato di surreale anarchia, spietata visionarietà, fulminante poesia.” Silvia Ballestra

“Il viso alienato di Antonio Rezza e la sua comicità sublunare, la sua mimica schizoide fanno bene agli occhi e all'anima. Quella di Rezza è una vibrazione elettrica che attraversa i generi comici e li polverizza dentro una maschera che riesce a fondere la parodia, la gag, la provocazione, la reiterazione che sfocia nell'assurdo, l'idiozia metafisica. Un viso magrissimo, immateriale e dantesco che moltiplica le espressioni. E poi la voce: una voce alterata in una lingua che mescola mozziconi di dialetto marchigiano, umbro e del basso Lazio: querula, invadente, depressa e colpevolizzante.” Marco Lodoli e Paolo Repetti

“Antonio Rezza è uno dei più apprezzati e creativi videomakers italiani, autore di corto e mediometraggi premiati nei più importanti festival specializzati. Non semplici 'pezzi' di teatro filmato ma opere assolutamente autonome che coniugano povertà di mezzi, provocazione tematica e ricerca stilistica. Il mondo dei video di Antonio Rezza è fatto di storie surreali e metaforiche, di personaggi lunari e corrosivi osservati da punti di vista insoliti e mai banali.” Massimo Marino

“... il suo teatro del disturbo, protervo e angosciante, ironico e scorticante. Un teatro che sfiora la politica soprattutto nel mettere in gioco il degrado, tutto mentale e talvolta comportamentale, che induce nella gente, gestito in prima persona da lui con la sua faccia pasoliniana, sghemba, spiritata, con il suo corpo allampanato.
Per scelta, una mina vagante gettata dentro il tranquillo ron ron della comicità di casa nostra: del resto è impossibile definire questo eccentrico interprete un comico (…)
… con un linguaggio irriverente e iconoclasta (…) mescola funambolicamente storie senza storia continuamente dentro a fuori il personaggio, gettando in faccia agli spettatori tutto il suo malessere e ricevendone indietro risate. Ovunque vada, del resto, Rezza ha un suo pubblico affezionato e numeroso che gioisce ai suoi irriverenti inviti, ai suoi richiami, alle sue grida da padreterno, al suo corpo elastico che può diventare piccolissimo o lunghissimo, trasformarsi in un animale immaginario o in una vecchietta, in un ieratico folle o in uno squinzio inventore del nulla.
… Rezza ha fatto della provocazione il suo mestiere, il suo segno di riconoscimento e i suoi spettatori sanno ormai quello che possono aspettarsi da lui: una serata fuori dalle norme ma mai qualunque, una cattiveria quasi infantile ma non per questo meno sincera.” Maria Grazia Gregori

“Rompe, irrompe, spiazza, scheggia, frulla parole e scompiglia anime, strapazza il pubblico, è un fenomeno senza eguali, somiglia solo a se stesso. Si chiama Antonio Rezza, guai a qualificarlo attore è un performer, anarchico e amabilmente scorretto. Genialoide fuori da ogni schema, autore, cineasta, scrittore (…) Ragazzaccio scalmanato  è un vero animale da palcoscenico, traboccante, irruento, sciabordante, adrenalinico. Non è facile riassumere i suoi spettacoli senza trama lineare, azioni e quadri in sequenza, voraci, simultanei, pazzeschi. Bisogna vederlo con quel volto puntuto e furfante che come una maschera di lattice si deforma e trasfigura, la chioma inanellata e scarmigliata, il corpo parlante in movimento costante senza pace e tregua, il carisma da teatrante di razza, la parlantina roteante. Artista corrosivo, sanamente fuori di testa, fa accorrere miracolosamente frotte di giovani a teatro e chiunque cerchi nuovi linguaggi e salutari novità outsider. (…) Parossistico e surreale, le sue non sono mai movenze circensi, bensì gesti come prolungamento del pensiero e della parola. Rezza pantagruelico nel suo nuovo delirio cabalistico ben organizzato, affronta un tema a lui caro: l'uomo e la fatica di vivere (…) Proibito capire (…) inutile cercare significati razionali e codificabili, ognuno legge ciò che vuole. (…) Pugni allo stomaco ben sferrati ed efferati, non c'è scampo, ti fai malissimo piangendo e sganasciandoti dalle risate. Gianburrasca diabolico del terzo millennio, colto luciferino e geniale.” Francesca Motta


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Antonio Rezza
4 luglio 2011

Serata dedicata alla proiezione di alcuni cortometraggi realizzati in un corso di produzione audiovisiva frequentato da un amico. Guasto tecnico… attesa interminabile… poi l'annuncio “nell'attesa proiettiamo La divina provvidenza di Antonio Rezza”… coro unanime “chissà che rottura di coglioni” invece… una grande rivelazione!



Nato a Novara nel 1965 dopo solo un anno si è trasferito a Nettuno, in provincia di Roma e attualmente vive ad Anzio. E' attore, regista, scrittore e molto di più. Dopo gli esordi teatrali risalenti al 1985 inizia nel 1987 il sodalizio artistico con la pittrice, scultrice e artista multimediale Flavia Mastrella che dura tutt'oggi.

Teatro
Nuove parabole (1988)
Barba e cravatta (1990)
I Vichinghi elettronici (1991)
Seppellitemi ai fornetti (1992)
Pitecus (1995)
Io (1998)
Fotofinish (2004)
Bahamut (2006)
7-14-21-28 (2009)

Cortometraggi e lungometraggi
La beata mancata (1990)
Fratello Kraus (1990)
Suppietij (1991)
La divina provvidenza (1992)
Il vecchio dentro (1992)
Confusus (1993)
Torpore Internazionale (1993)
L'orrore di vivere (1993)
Larva (1993)
De civitate rei (1994)
Il piantone (1994)
Praeoccupatio (1994)
Evolutio (1994)
Fiorenzo (1995)
Psicosi multipla (1995)
Schizzopatia (1995)
Represso (1995)
Raptus (1995)
Il telefonetto (1995)
Mongana (1995)
Zero a zero (1995)
Escoriandoli (1996)
Critico e critici (1996)
Virus (1997)
L'handicappato (1997)
Hai mangiato? (1997)
Porte (1997)
Il Mosè di Michelangelo (1999)
Turo (1999)
Troppolitani (1999)
Delitto sul Po (2002)
Samp (2002)
Fotofinish - documento a vita bianca (2006)
Ipotesi di film su Cristo Morto (2008)
Il passato è il mio bastone (2008)

Romanzi
Non cogito ergo digito (1998)
Ti squamo (1999)
SON[N]O (2005)
Credo in un solo oblio (2007)

“Mi piace far ridere il pubblico, non compiacerlo. E la fantasia è l'arma di cui mi servo.” (Antonio Rezza)

“Qui non si racconta la storiella della buonanotte, qui si porge l'altro fianco. Che non è la guancia.” (Antonio Rezza)

Da un'intervista di Luigi Farina
“Cosa vuoi trasmettere agli spettatori?”
“Niente, assolutamente niente. Non è che si fa una cosa, almeno noi, per trasmettere qualcosa. Noi facciamo le cose per noi stessi, se poi lasciano qualcosa nel pubblico, forse è l'unico limite dell'arte, quello di lasciare delle sensazioni al pubblico, di non essere completamente staccata dal pubblico. Non prevediamo la sensibilità del pubblico, saremmo appunto dei miserabili se prevedessimo che cosa suscita nel pubblico quello che noi facciamo. Lo facciamo per noi stessi, se poi hanno e danno qualcosa bene, ma mai messi nella testa del pubblico, mai, nemmeno una volta. Cioè l'artista che crea un ponte fra se e il pubblico è un pezzente, non è un'artista. Purtroppo siamo inquinati da questa miseria d'animo e non ce ne accorgiamo. Tutta l'arte che prevede il giudizio del pubblico a priori è arte misera, è l'arte di cui siamo abituati. Quindi il pubblico diventa copartecipe dello spettacolo e il biglietto dovrebbe costare la metà, perchè si fanno interi spettacoli basandosi sul gusto del pubblico, e ripeto mi sembra altamente scorretto tutto ciò.” (Antonio Rezza)

www.rezzamastrella.com

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Il museo
28 giugno 2011

Museum of Thieves

E' il classico gioco delle differenze, caratterizzato da un aspetto grafico particolarmente curato ed evocativo. Basato sull’omonimo libro di Lian Tanner, del 2010, ne ripropone le illustrazioni originali.

Nell’inquietante città di Jewel, in cui una società repressiva protegge per il loro bene tutti i ragazzi, il giovane Goldie Roth riesce a scappare da casa ed arrivare al museo di Dunt...

L'avventura si snoda su 16 immagini. Si gioca muovendo il puntatore del mouse e cliccando sui dettagli differenti.



Per giocare:
www.flashgames.it/museum.of.thieves

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“Tutta colpa dello scirocco” di Maria Di Piazza
24 giugno 2011

Storie di ordinaria prevaricazione per 7 fermate. Subway Letteratura.

E' stata una brutta notte, una di quelle notti, afosa, opprimente, spennellata di un mal di testa in lento inesorabile crescendo, gocce di dolore che stillavano nelle vene come farmaco da una flebo, sempre più frequenti pungenti lancinanti in misura proporzionale all'avvicendarsi di cifre digitali rosse sulla radiosveglia (...)

Lillo ha fatto la sua parte, mettendosi a piangere tre volte, infastidito dalle zanzare, dal caldo da serra per orchidee, una volta anche da un motorino che è passato scoppiettando sotto la finestra che avevi lasciato aperta per creare una parvenza di ventilazione, aria bollente in movimento sopra il comò e le poltroncine gemelle foderate di stoffa crema, sopra il letto matrimoniale e la culla con i pizzi e le trine voluta dalla madre di Silvana quando si era scoperto che aspettavate un bambino e lei era sicura, assolutamente sicura, che sarebbe stata una femmina; prendeva un'aria ispirata, tua suocera, quando ripeteva questa frase, un'aria ebete da predicatrice-santona di tv privata che a te stringeva lo stomaco in maniera quasi violenta. Silvana, dal canto suo, faceva sì con la testa e mormorava con un tono da prefica che sua madre queste cose le sapeva, se le sentiva. Appunto, sette mesi dopo era nato Lillo.

(…) Silvana davanti e te preparava l’ennesimo biberon. Hai provato a ricordarle che il pediatra aveva detto di non accontentare il bambino appena inizia ad agitarsi, ma di provare a farlo piangere un po’. Aveva consigliato di impostare l’ora del sonno in maniera uguale, una successione di canzoni e ciucci e pacche, orsetti sul cuscino, carillon con le api di plastica a cui dare la carica a intervalli di tempo regolari per poi guardare gli insetti giocattolo mentre girano inquietanti sopra la culla. Api che svolazzano su tuo figlio addormentato, che assurdità, appena l’hai visto ti è sembrato un congegno inquietante, ma era stata Loredana a regalarvelo, e, mentre tu avresti preferito aspettare per vedere se qualcun altro vi avrebbe omaggiato di un carillon più rassicurante, magari non a contenuto entomologico, Silvana ti aveva fatto trovare accanto alla culla il foglio dell’imballaggio con le istruzioni per montare la casetta con l’ape regina e tutte le altre piccole immonde creaturine. Il pediatra, allo studio, non aveva mai smesso di sorridere.

Eri andato via trascinando Silvana, il bambino avvolto in una coperta per non fargli prendere freddo in una giornata appena tiepida. Avevi riflettuto su quanto questa fosse stata l’ennesima umiliazione auto-inflittavi, uno sconosciuto che vi fa notare come vi facciate tenere in pugno da un bambino che vi ricatta strillando perché lo si nutra e culli e consoli; ti era sembrato più interattivo del solito. Lillo, dotato finalmente di un comportamento intellegibile anche se volto alla distruzione del vostro sonno e della vostra serenità, del vostro matrimonio.

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Subway Letteratura
23 giugno 2011

Quella di quest'anno è la decima edizione di Subway Letteratura, manifestazione letteraria nata a Milano per promuovere la creatività e premiare il talento di scrittori e poeti esordienti, rigorosamente under 35, pubblicando e distribuendo gratuitamente le loro opere in tutta Italia.

La distribuzione gratuita dei libretti Subway Letteratura 2011 delle opere vincitrici, tutte introdotte da una prefazione d’autore a firma di uno dei membri della giuria, è iniziata anche quest'anno a Milano.

Gli ormai famosi Juke-Box Letterari sono presenti dal 16 giugno al 7 luglio nelle stazioni della metropolitana milanese e si trasferiranno successivamente nelle altre città del sempre più ampio circuito Subway (Bologna, Napoli, Palermo, Roma, Treviso e Venezia).

La tiratura complessiva dei 19 volumetti, stampati su carta riciclata al 100%, supera quest’anno i 5 milioni di copie.

Il comitato che ha selezionato le opere vincitrici è composto da Davide Franzini e Oliviero Ponte di Pino (curatori della manifestazione) e da: Andrea Bajani, Erica Berla, Caterina Bonvicini, Massimo Cacciapuoti, Roberto Carnero, Alessandra Casella, Pepa Cerutti, Maurizio Cucchi, Roberto Deidier, Luca Doninelli, Davide Federici, Giulia Ichino, Lucrezia Lerro, Paola Loreto, Francesco Lucioli, Raul Montanari, Enrico Palandri, Andrea G. Pinketts, Davide Rondoni, Stefano Salis, Alberto Samonà, Flavio Soriga, Francesco Paolo Ursi e Alessandro Zaccuri.

Questi i 12 scrittori, gli 8 poeti e i 13 illustratori che si sono aggiudicati il diritto di pubblicazione e distribuzione nazionale delle proprie opere:
Poeti
Anna Ruotlo, Antonio Pensiero, Silvia Patrizio, Francesco Iannone, Nicoletta De Angelis, Enzo Comin, Riccardo Fabiani, Viola Marongiu.
Scrittori
Maria Di Piazza, Elena Tea Russo, Francesca De Pascale, Loredana De Vitis, Francesco Cancellato, Astrid Mazzola, Susanna Combusti, Elena Cattaneo, Daniela Zuccotti, Giovanni Locatelli, Martina Botti
(Under 19), Luigi Fattore (Premio 80anni di ATM).
Illustratori
Sergio Di Petrillo, Daniele Fabiani, Simona D'agostino, Margherita Morotti, Anna Paola Bevilacqua, Graziano Leoni, Mariagiovanna Di Iorio, Licia Martina Tommaso, Adriano Berera, Annalisa Cocozza, Silvia Mauri, Ilaria Rebecca Lamanna, Salvatore Zanfrisco.


www.subway-letteratura.org

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Kukuxumusu
21 giugno 2011

Mi sono imbattuta in un vestito Kukuxumusu a Tarragona nell’agosto 2009… ed è stato mio… un fantastico groviglio di mostriciattoli color carta da zucchero...

Kukuxumusu, una fabbrica di idee e disegni.

Kukuxumusu è la trovata di tre amici di Pamplona  messa in atto per guadagnare qualche soldo da investire in vino durante i festeggiamenti di San Fermin.
L’idea ha preso forma durante un viaggio in Australia che i tre amici Mikel, Koldo e Gonzalo hanno fatto nel 1989.
Il progetto iniziale era decisamente minimale: vendere per strada t-shirts durante i giorni di festa e bersi di litro in litro tutti i ricavati.
A parte qualche incidente di percorso la trovata cominciò ad avere successo.
Poco a poco quella che era semplicemente una "idea divertente" si trasformò in un "progetto interessante".
Altre persone sono state coinvolte e la storia è cresciuta fino a diventare quello che è oggi Kukuxumusu.
Ovviamente il progetto continua a divertire i tre amici di Pamplona e il vino continua a piacere loro molto!

Kukuxumusu, “bacio di pulce” in lingua basca, partorisce idee bizzarre creando disegni per t-shirts e un’infinità di altri prodotti: borse e zaini, penne, asciugamani, quaderni, ombrelli, copriwater, tende da bagno, occhiali, caschi da moto e persino elicotteri.
Kukuxumusu è l'insieme di tante e varie cose, generalmente divertenti. O almeno questo è il suo obiettivo.

Dicono di loro stessi:
“A seconda del punto di vista, possiamo sembrarti una cosa o esattamente un’altra. Quello che ci è fermamente chiaro è che ci diverte quello che realizziamo, e facciamo quello che facciamo soprattutto per divertirci.”

www.kukuxumusu.com

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“La donna delle rose” di Charlotte Link
17 giugno 2011

"E Helene rimase con lui fino alla fine?" (…)
"Lei tenne duro. Dio solo sa chi o che cosa le diede la forza. Io non ce l’avrei fatta. Non conosco nessuno che ce l’avrebbe fatta. Erich morì lentamente, fra atroci sofferenze, e lei non solo rimase al suo fianco, ma portò a termine il suo piano con decisione ferrea. Io pensavo per tutto il tempo: ora cederà, non potrà andare fino in fondo, chiamerà un medico, soltanto un mostro potrebbe negargli aiuto in questo momento. E Helene non era un mostro. Era una donna instabile, sentimentale, piuttosto piagnucolosa, che passava dai lamenti ai piagnistei e faceva sempre in modo che fossero gli altri a levarle le castagne dal fuoco e a prendersi cura di lei. Non era in grado di prendere da sola una decisione del genere e di assumersi una simile responsabilità. Invece tenne duro e assistette all’agonia di Erich, senza fare niente, assolutamente niente, per impedirne la morte."

"… noi in effetti abbiamo salvato Pierre, un giovane prigioniero di guerra francese, che era stato sfruttato e tormentato da Erich per anni. Penso che nessuno condannerebbe quello che abbiamo fatto. Ma so che non è stata la fedeltà di Erich a Hitler il motivo che ci ha indotte a lasciarlo morire, e neanche il pensiero di Pierre. Helene voleva liberarsi di lui. Aveva sposato l’uomo sbagliato e non sapeva in che modo mettere fine alla storia. Ora le si offriva una possibilità, e lei ne ha approfittato subito. E’ molto semplice, e tutt’altro che eroico. Un uxoricidio bell’e buono, che non aveva niente a che vedere con la guerra, la persecuzione o le esigenze del momento. Niente di niente."

"… lei ha descritto il movente di Helene, ma quale era il suo?" (…)
"Il mio movente era la vendetta. Vendetta per l’occupazione della mia isola, vendetta per i miei genitori costretti ad andarsene, vendetta per gli anni che lui aveva trascorso nelle mia casa senza averne diritto. Non lo avrei ucciso di mia iniziativa, ma non vedevo alcun motivo per impedire la sua morte."

"Che cosa pensa di noi, di me, di Helene e di quello che abbiamo fatto. Ai suoi occhi è stato un omicidio? Lei pensa che siamo state due assassine?"

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Referendum
13 giugno 2011

Referendum 12/13 giugno 2011: tutti i risultati.

Ha votato il 57% degli aventi diritto. Il successo dei SI tocca il 95%, un successo travolgente, sperato e cercato, percepito già da domenica sera, ma comunque sorprendente nel momento della rivelazione.

L’entusiasmo dei comitati promotori e degli elettori esplode nelle piazze e su internet non solo per i risultati ma anche per il "vento nuovo" di partecipazione.

Quelle che arrivano dal Ministero dell'Interno sono percentuali di assoluta rilevanza, con il quorum raggiunto e superato per la prima volta dal 1995.

Gli Italiani sono stati d'accordo nel bocciare alcune norme in vigore e hanno detto addio alla privatizzazione dell'acqua, al nucleare e al legittimo impedimento.

Referendum n. 1. Sui servizi pubblici locali ha votato SI il 95,84% degli elettori e  NO il 4,16%. Totale votanti: 57,04%.
Referendum n. 2. Sulla tariffa del servizio idrico ha votato SI il 93,32% degli elettori e NO il 3,68%. Totale votanti: 57,05%.
Referendum n. 3. Sul nucleare ha votato SI il 94,75% degli elettori e NO il 5,25%. Totale votanti: 57,01%.
Referendum n. 4. Sul legittimo impedimento ha votato SI il 95,15% degli elettori e NO il 4,85%. Totale votanti: 57 %.

www.greenme.it

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Festa arancione
31 maggio 2011

Anche questa volta c'ero... finalmente qualcosa da festeggiare...

Festa della liberazione arancione in piazza Duomo a Milano. 30 maggio 2011.

Giuliano Pisapia è il sindaco di Milano e il popolo arancione, riunito dal primo pomeriggio in piazza Duomo per seguire l'esito del ballottaggio è esploso in un lungo e fragoroso applauso quando sul maxischermo sono apparsi i risultati.

La città si è colorata di arancione, migliaia di persone hanno raggiunto il centro per festeggiare il nuovo primo cittadino. E’ un happening di decine di migliaia di persone che cantano, ballano e fanno festa.

Dopo tante manifestazioni contro la gioia di una piazza per.
"Milano è già cambiata, perché non aveva più emozioni" dice Pisapia.

“Grazie è la prima parola che mi viene a mente: dieci, cento, mille volte grazie” questo ha voluto dire il nuovo sindaco di Milano a chi è venuto a festeggiarlo in piazza. “Non lasciatemi solo perché abbiamo scoperto che insieme siamo fortissimi. Sarò il vostro sindaco, sarò il nostro sindaco”.

www.pisapiaxmilano.com

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Èvento
28 maggio 2011

Io c’ero… la pioggia anche… ma ne è valsa la pena…

Èvento - Grande chiusura della campagna elettorale di Giuliano Pisapia.

Dal sito pisapiaxmilano:

Èvento
Grande chiusura della campagna elettorale di Giuliano Pisapia
Piazza Duomo Milano - venerdì 27 maggio ore 19.30 - 23.30

Tutti voi che, come noi, avete un sogno, non potete mancare.

Saranno con noi:
Elio e le Storie Tese
Daniele Silvestri
Giuliano Palma & The Bluebeaters
Antonio Cornacchione
Lella Costa
Paolo Rossi
Gioele Dix
Deborah Villa
Arianna Scommegna

presenta la serata Claudio Bisio.

Teniamoci per mano e prendiamoci Milano!

www.pisapiaxmilano.com

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