foto di Elena Fiorio - Burano maggio 2009
Bento box felini
7 settembre 2018

Sono in fase nippogattosa...


Oriental Foods di Tokyo propone bento box a forma di gatto composti da due scomparti e venduti con tanto di pranzo incluso. Riso variamente condito in uno scomparto e portata principale e contorno nell'altro.

I tre bento box (Ranmaru, Miyabi e Sakura) sono stato creati sulle sembianze di gatti reali che vivono con l'ideatore delle scatolette e il cibo contenuto è stato pensato tenendo conto del carattere del felino che li ha ispirati.

Le scatole per il pranzo possono essere riutilizzate anche come ciotole porta snack dolci e salati, stampi per budini o gelatine e contenitori per ogni uso che venga in mente.

www.fukuneko.style

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Felice San Valentino da Catsu
14 febbraio 2018

Sono soddisfazioni...


Sei dichiarazioni d'amore tutte feline:
"Voglio vomitare solo sul tuo tappeto".
"Sei la mia preferita da mordere".
"Abbracciami. Vai via. Coccoliamoci? Ho cambiato idea..."
"Questo dimostra quanto ci tengo a te" (omaggiandoti di un povero topino morto).
"Non sei così cattiva... sei proprio cattiva".
"Ti sopporto molto".

www.catsuthecat.com

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Gli animali nascosti nelle ciotole di Geraldine
5 marzo 2017

Una colazione piena di poesia...


Le chat, le loup et l’oiseau
è il kit di ciotole realizzato da Geraldine de Beco, giovane designer francese, per il prestigioso marchio di porcellane Bernardaud.

Queste eleganti ciotole, bianche all’esterno e smaltate a colori internamente, nascondono tra le misteriose forme ondulate dei piccoli segreti.
Solo riempiendole, quasi sino all'orlo, appariranno magicamente le sagome degli animali celate al loro interno.

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“Lezioni di vita randagia” di Susan Wilson
16 settembre 2012

E' risaputo che la mia è una razza difficile da piazzare. La nostra reputazione di cani aggressivi, gli usi a cui veniamo notoriamente destinati ci impediscono di essere adottati facilmente. Nessuna vecchietta bisognosa di compagnia sceglierà di portarsi a casa un pit-bull, nemmeno se è un incrocio, come lo sono io. Tanto per cominciare sembriamo troppo forti. Secondo, sembriamo feroci. Terzo, non siamo per niente belli. Insomma, alle vecchiette lasciamo i cagnetti dal pelo lungo e vaporoso. Poi ci sono i giovanotti che vengono a farsi un giro in cerca di un cane virile. Niente da fare. Le autorità non sono mica nate ieri. Non si vendono combattenti di secoda mano, qui. Restano le coppie più giovani che vogliono prendere un cane dalla cattiva reputazione e con problemi di relazione. Non è che ce ne siano molte, a dire il vero, e noi invece siamo tantissimi.

Adam aguzza le orecchie, per capire se riesce a localizzare dov'è, nel mezzo acro di quel terreno incolto. Ma è scomparso. Scappato. Adam pensa alle ciotole vuote sul pavimento della cucina.
Arrotola il guinzaglio. Non può nemmeno chiamarlo, perchè non ha nome. Ha quel cane da quasi tre settimane e si è rifiutato di chiamarlo in qualsiasi modo che non fosse "bello", "amico", o "tu". Si è rifiutato di considerarlo qualcosa di più di un ospite fastidioso. "Vieni, bello. Qui, amico."
La sensazione della pelliccia morbida era come raso sotto le sue dita. La cosa più morbida che abbia mai toccato dopo la pelle di Ariel appena nata.
In lontananza coglie il suono di un fiutare forsennato.
"Ehi. bello!"
E dal buio spunta il cane, che agita la coda.
Un incredibile senso di sollievo inonda Adam e gli trema un po' la mano quando riaggancia il guinzaglio al collare. "Bravo, bello." E gli accarezza la testa.

"Forse dovresti chiamarlo Chance. In fondo tu gliene stai offrendo una, no? E credo che anche lui ne stia dando una a te." Gina arrossisce un po'(...)
"Una chance per cosa?"
Gina si allontana, recupera il retino e torna a spostare i pesci. Qualunque cosa pensi, non ha intenzione di dirla, e Adam si chiede se forse non sia imbarazzata anche lei della propria presunzione.
"Chance. Sì. Forse. A te piace? Ehi, Chance!"
Il cane, che stava ficcando il naso nell'espositore di cibo per pesci, piega la testa guardando Adam e la sua bocca enorme si apre in un sorriso canino.
"Credo che gli piaccia."
Gina appende di nuovo il retino e si avvicina a Adam (...) Si china sul cane. "Ehi, a quanto pare abbiamo qui un vincitore." Carezza la grossa testa, poi sfiora l'avambraccio di Adam. "Stai facendo una buona cosa."
Ora è il suo turno di arrossire. Gli piace quel tocco, così semplice, così umano. Svela una solitudine che è il tema centrale della sua vita.

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