foto di Elena Fiorio - Burano maggio 2009
Museo della Pasta
28 agosto 2017

Il Museo della Pasta a Collecchio

La sede del museo è collocata all’interno della Corte di Giarola, nel comune di Collecchio, in un centro di trasformazione agroalimentare d’epoca medievale. La pasta secca di semola di grano duro, di origine mediorientale, ha trovato in Italia la patria d’elezione, sviluppandosi nei secoli in diverse aree del Paese. Nell’Ottocento inizia a Parma l’attività di Barilla che ha contribuito in maniera determinante alla nascita del museo dedicato alla conoscenza storica, tecnologica e culturale della pasta.
La prima sezione, dedicata al grano, alle sue caratteristiche e alle modalità di coltivazione, presenta modelli, antichi attrezzi contadini e documenti che testimoniano l’evoluzione delle tecniche agricole. La seconda è dedicata alla macinazione, alle varie tipologie di mulino, con modelli e iconografia storica di grande interesse, la ricostruzione di un mulino a macine e un moderno mulino a cilindri.
La preparazione casalinga della pasta fresca, a cui è dedicata la terza sezione, viene raccontata attraverso piccoli attrezzi domestici, l’arte del matterello e la straordinaria varietà della più ricca collezione italiana di "speronelle", o rotelle da pasta.
Un vero pastificio industriale della prima metà dell’Ottocento consente al visitatore, nella quarta sezione, di comprendere le varie fasi di produzione della pasta secca, con macchinari originali, perfettamente restaurati. Un secondo nucleo di macchine antiche, mostra, nella quinta sezione, le metodiche di produzione in un laboratorio artigianale emiliano del secolo scorso. La prima pressa continua, progettata dagli ingegneri parmigiani Mario e Giuseppe Braibanti nel 1933 introduce il tema dell’automazione sviluppato nella sesta sezione, con modelli e video, che presentano le attuali, modernissime tecnologie impiegate nei pastifici industriali.
La settima sezione illustra, attraverso le "trafile", il modo di formatura di oltre cento differenti formati di pasta, vere "architetture per la bocca". Alla comunicazione della pasta è dedicata l’ottava sezione, con manifesti, locandine, affiches storiche di cartellonisti e grafici famosi. La sezione gastronomica presenta la storia dello scolapasta, dei ricettari e gli abbinamenti ideali tra formati e condimenti. Una panoramica sulla pasta nell’arte e nella cultura, dai dipinti ai francobolli, chiude il ricco percorso espositivo.


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Il re spaghetto
24 febbraio 2014

A me piace variare e provare formati nuovi... ho solo un'avversione totale per le ruote...


Academia Barilla svela, riportando i dati 2013 sulle vendite raccolti dalla società di sondaggi Nielsen, quali sono i formati di pasta preferiti dagli Italiani tra gli oltre trecento presenti sul mercato.

La classica vede ai primi dieci posti:
  1. Spaghetti (14,4% del volume totale di pasta venduta in Italia). Il nome deriva da “piccoli spaghi”, sono il formato più amato in assoluto, non a caso rappresentano la cultura alimentare italiana nel mondo e sono presenti in tutte le tradizioni culinarie regionali. Universalmente conosciuti e apprezzati sono gli spaghetti al pomodoro e basilico, senza dimenticare quelli alla carbonara classici della cucina romana.
  2. Penne rigate (8,5%). Devono il proprio nome alla penna d’oca utilizzata per scrivere che era tagliata in obliquo, sono uno dei rari formati con una data di nascita certa, infatti nel 1865 un pastaio genovese brevettò una macchina in grado di tagliare in diagonale la pasta fresca. Le penne rigate sono perfette all’arrabbiata, ricetta piccante tipica della cucina siciliana proposta nei ristoranti di tutto il mondo.
  3. Fusilli (7%). Il nome deriva dal termine “fuso”, strumento di legno per la filatura a mano su cui si avvolgeva la pasta, il formato di derivazione araba si è diffuso in Italia a partire dalle regioni meridionali. l fusilli si sposano con moltissimi condimenti dai più elaborati ai più semplici a base di verdure.
  4. Tortiglioni (5,6%). Il loro nome nasce dal latino popolare tortillare ovvero girare, formato caratteristico dell’Italia del sud, in particolare della Campania, sono oggi presenti in tutte le regioni. I tortiglioni sono esaltati da sughi saporiti e corposi a base di carne o formaggio.
  5. Mezze penne rigate (5,3%). Della grande famiglia delle penne, sono più corte ma hanno lo stesso diametro delle penne. Le mezze penne sono molto versatili e si abbinano con sughi di vario tipo, sono utilizzate anche per insalate fredde e pasticci al forno.
  6. Spaghettini (5%). Hanno il diametro più sottile degli spaghetti e conseguentemente una cottura più rapida. Generalmente gli spaghettini si abbinano a sughi all'olio che non li appesantiscono, possono essere usati anche per l’intramontabile aglio, olio e peperoncino.
  7. Bavette (3,7%). Formato antico di origine ligure, forse già presenti nel XIII secolo. La forma schiacciata delle bavette offre una superficie maggiore per far aderire il sugo, l’abbinamento più tipico è quello con il pesto alla genovese.
  8. Pennette rigate (2.7%). Più sottili rispetto alle penne, si amalgamano alla perfezione con i sughi. Sono molto utilizzate per la pasta alla norma, tipica ricetta della cucina siciliana.
  9. Farfalle (2.6%). Molteplici sono i nomi regionali dati a questo formato diffuso in tutta Italia, con ali che trattengono il sugo e una pinzatura centrale che risulta diversamente consistente. Le farfalle sono adatte sia per condimenti robusti e invernali, sia per sughi più leggeri e tipicamente estivi.
  10. Rigatoni (2%). Tipici dell’Italia centro meridionale, il loro nome deriva dalla rigatura ottenuta dalle trafile in bronzo che permette di assorbire e raccogliere il condimento. Sono i protagonisti di uno storico spot Barilla girato negli anni 80 da Federico Fellini dove di fronte a un menu ricco di piatti dai nomi altisonanti, una signora sofisticata sorprende il cameriere ordinando semplicemente: “RIGATONI”. Perfetti per pasticci e timballi al forno, sono adatti anche per sughi da mantecare come nella tipica ricetta laziale cacio e pepe.
Barilla pubblica per l’occasione il nuovo libro “I love pasta” che propone una ricetta per ciascuno dei primi dieci formati classificati.

www.academiabarilla.it

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