foto di Elena Fiorio - Burano maggio 2009
I gatti di Hannah Hillam
9 agosto 2019

Così carino...


Hannah Hillam illustratrice e fumettista di San Francisco dice di sé: "Disegno da tutto il tempo che ricordo e ho deciso quindi di laurearmi di conseguenza. Ho due gatti, Sweatshirt e Battleship, e anche un marito di nome Sean. Mi piace la musica e suono bene il sassofono, discretamente la chitarra e faccio finta di saper suonare l'armonica. Non mangio carne. Mi piace viaggiare. Parlo inglese e gallese".



hannahhillam.com
www.instagram.com/hannahhillam
twitter.com/hannahhillam

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I versi degli animali di Chapmangamo
9 marzo 2019

Ditemi perchè se la mucca fa mu il merlo non fa me...


Solo in Italia i cani fanno "bau" e i gatti "miao" e James Chapman, illustratore di Manchester (Regno Unito), nel suo libro Soundimals mostra visivamente, come in un fumetto multilingue, che le parole che indicano i versi degli animali cambiano da nazione a nazione in un universo di suoni che mutano a seconda della lingua.

Oltre a scoprire i versi di topi, papere, maiali, mucche e cavalli nel mondo, il giovane illustratore ha riprodotto anche il divertente gioco onomatopeico delle parole che in differenti idiomi indicano i suoni prodotti da uno starnuto, da un bacio o da uno sbadiglio. In un altro progetto poi, ha mostrato per immagini alcuni metaforici modi di dire legati a diversi linguaggi e culture, facendo scoprire che non dappertutto "si beve come una spugna"!

L'autore ha raccontato in un'intervista: "L’ispirazione per realizzare questi disegni viene dal desiderio di far sapere alla gente la moltitudine di suoni che esiste, perchè è una cosa a cui non si pensa mai eppure è molto interessante scoprirne di nuovi. Ho iniziato, per esempio, da come vengono percepiti i versi degli animali nei vari Paesi e poi ho continuato a cercare altri tipi di suoni".



chapmangamo.tumblr.com
www.instagram.com/chapmangamo
www.etsy.com/shop/jamesshopman

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Parole d’amore intraducibili
14 febbraio 2017


In alcune lingue del mondo ci sono parole che indicano delle situazioni tipiche dell’innamoramento che in italiano possono essere descritte solo dalla combinazione di più parole o addirittura da frasi complesse.

Ecco dieci paole d'amore intraducibili:

Merak, serbo. Amore profondo per tutto l’universo che nasce dalla capacità di apprezzare le piccole cose.
Cwtch, gallese. Un abbraccio della persona amata che fa sentire di essere a casa e protetti.
Flechazo, spagnolo. Amore a prima vista, momento in cui si vede una persona per la prima volta e si capisce di volerla al fianco per tutta la vita.
Gezelligheid, olandese. Calore che si sente tra lo stomaco e la gola quando si pensa alla persona amata.
Manabamate, rapanui. Improvvisa mancanza di appetito causata dall'innamoramento.
Mamihlapinatapei, yamana. Sguardo di desiderio tra due persone troppo timide per fare la prima mossa.
Oodal, tamil. Finta rabbia che gli innamorati si mostrano a vicenda dopo un banale litigio.
Viraha, hindi. Rendersi conto di amare una persona soltanto poco prima di una separazione.
Retrouvailles, francese. Gioia che si prova quando si ritrova la persona amata dopo una lunga separazione.
Dor, rumeno. Avere l’impressione che il tempo che separa dal rivedere la persona amata non passi mai.

L’illustratrice britannica Emma Block ha realizzato per la campagna "More than just a word", del produttore di diamanti Vashi, 29 immagini che rappresentano altrettante parole intraducibili.



emmablock.co.uk
www.vashi.com/more-than-just-a-word

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Ruzzle
2 febbraio 2013

E’ scoppiata la ruzzlemania. Pronti con il dito sullo schermo? E attenzione alla dipendenza…
L'applicazione gratuita, creata dagli svedesi della software house Mag Interactive lo scorso aprile, funziona su iOS e Android ed è una sorta di Scarabeo 2.0.

Con Ruzzle due giocatori si sfidano, ognuno con il proprio dispositivo connesso a internet alla mano, a un duello all’ultima parola.
Ogni partita è composta da tre manches di due minuti ciascuna. Lo scopo è quello di totalizzare il maggior numero di punti componendo quante più parole possibili di senso compiuto utilizzando sedici lettere disposte su una griglia di quattro colonne e quattro righe.
Le lettere che compongono le parole devono essere collegate tra loro nella griglia (in orizzontale, verticale o diagonale) e una stessa lettera non può essere utilizzata più di una volta nella stessa parola.
Le uniche parole non ammesse sono i nomi propri e quelli di città.
Il punteggio delle parole è dato dai punti assegnati alle lettere usate e dai bonus utilizzati (la sigla DL indica doppio valore della lettera, TL triplo valore della lettera, DW doppio valore della parola e TW triplo valore della parola).
Vince chi ottiene il punteggio più alto dato dalla somma dei parziali delle tre manches.

Si possono sfidare gli amici di Facebook ma anche avversari casuali proposti da Ruzzle.
I turni di gioco possono essere disputati in contemporanea o in differita di ore o giorni.

Ognuno svilupperà la propria strategia di gioco tenendo presente che anche le parole corte e cortissime fanno punteggio, i verbi coniugati sono accettati così come i diminutivi e gli accrescitivi e che la stessa parola può essere ripetuta al femminile, maschile, singolare e plurale. Anche fare scivolare il dito sulla tastiera un po’ a casaccio in attesa dell’illuminazione talvolta può dare i suoi frutti. Perché Bisogna dire che Ruzzle non è forse un fine linguista ma il divertimento è assicurato.

Ovviamente si possono già trovare in rete software che analizzano la griglia suggerendo le combinazioni che danno il maggior numero di punti ma inutile dirlo: allora che gusto c’è?

Si può giocare nelle seguenti lingue: italiano, spagnolo, inglese, danese, norvegese, francese, tedesco, olandese, svedese e portoghese. Il sito ufficiale riporta le classifiche globali divise per lingua.
Al momento attuale pare che i di giocatori di Ruzzle nel mondo siano più di venticinquemilioni.

Allora… Roma spara, Milano risponde…


www.ruzzle-game.com

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