foto di Elena Fiorio - Burano maggio 2009
Il sorriso nel piatto
1 settembre 2015

Iniziamo settembre con un sorriso...


Bento Days è il sito di Jean, una mamma di Singapore, che cucina per i suoi tre bambini simpaticissimi piatti capaci di strappare un sorriso a grandi e piccini.
Guardare per credere!

bentodays.com

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A tavola con micio
15 gennaio 2014

Confermo, confermo...



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Festività e peso forma
6 gennaio 2013

Auguri a tutte le Befane... e adesso dieta!


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Buon appetito
24 dicembre 2012

Iniziano le feste... auguri e buon appetito!

Scrive Massimo Montanari, docente di Storia medievale e di Storia dell'alimentazione dell'Università di Bologna, nella rubrica Cibo è cultura del numero di dicembre di CON (il mensile dei soci COOP):

Il bello di dirsi "Buon appetito!"

Lo dicevamo sempre, all'inizio dei pasti: Buon appetito!
La maggior parte di noi continua a dirlo, anche se ogni tanto capita di incontrare qualcuno che ammonisce: "non si usa più".
Non arrivo a capire il perchè di questa censura. Forse che augurare buon appetito è ritenuto volgare? Forse si ritiene inopportuno in una società di obesi e sovrappeso, ai quali meglio si adatterebbe la raccomandazione di moderare e trattenere l'appetito? Forse è un riemergere di antiche fobie, di quella diffidenza per i piaceri del corpo che una certa cultura ha propagandato per secoli?
Ma, in primo luogo, buon appetito non significa "mangiare molto". Significa semmai "mangiare bene". Significa (...) un appetito buono, un rapporto cordiale con il corpo e un amorevole attenzione ai segnali che esso ci manda. Significa una gestione equilibrata di questi segnali, il riconoscimento di quanto ci serve e ci compete, per godere sobriamente dei piaceri del cibo anche in funzione della salute. (...)
Appetito viene dal latino "ad-petere" e significa desiderio, l'essere attratti da qualcosa. Non è la fame, pulsione istintiva che serve a sopravvivere, a riempire lo stomaco (...) E' qualcosa di meno e più importante. Meno, perchè l'appetito non ci obbliga a mangiare, ma garbatamente ci invita. Più, perchè introduce l'elemento del piacere e della discrezione (nel senso letterare di "scegliere") rielaborando in senso culturare l'istinto della fame. Certo, ciò può accadere solo quando la fame non urla troppo. Perciò l'appetito è un lusso, che non tutti, e non sempre, si possono permettere. Augurare buon appetito è un gesto gentile, affettuoso. Non perdiamolo.

www.consumatori.e-coop.it

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Il latte e la vita
31 marzo 2012

Scrive Fabio Picchi nel mensile di marzo del Teatro del Sale di Firenze:

Il latte e la vita

Va da sè la mia passione per il cibo, con il mestiere che mi porto appresso (...)
Io d'altronde temo sempre che l'argomentazione intorno all'essere cuoco diventi unica, pesante e noiosa. Tengo così nascosta la cosa più cara che mi porto sin da quando ho memoria, dove il tempo dedicato allo studio e ai giochi, al fine, mi portava sempre in cucina. E se non aprivo il frigorifero era la dispensa. L'occhio correva  rapido a comporre mentalmente le possibili merende e la mano cominciava i primi allenamenti per la precisione dei tagli, anche di semplici fette di pane. Sì, i morsi che seguivano mi davano un'estasi di piacere nell'atto della deglutizione. A quel punto le endorfine già giravano vorticose, placando le ansie giovanili e portandomi in uno stato di estrema felicità. (...)
Era sufficiente la speranza della fragranza di un panino al lampredotto. E, nei pomeriggi passati in casa, erano sufficienti quelle fette di pane e burro e marmellata, o quelle fette di panettone, o le marie farcite di miele e sovrapposte, o i bucaneve inzuppati, sempre e comunque, in quelle tazze di latte. (...)
Fu per quelle endorfine che ho scelto, per sfrenata passione, il mio mestiere misurandolo con il mio talento più prezioso, quello di saper mangiare.



www.ambasciatateatrale.com
www.ilfattoquotidiano.it/blog/FPicchi/

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Simon’s Cat
27 novembre 2011

Il primo video che ho visto (Cat Man Do) è proprio quello che mi è rimasto nel cuore… solo chi vive con un gatto può averlo disegnato. Geniale!

Chi non conosce Simon’s Cat? E’ alla rete e in particolare a YouTube che si deve la grande popolarità del cliccatissimo felino.

Si tratta, per chi non lo sapesse, di brevi animazioni realizzate in flash, ideate e realizzate a partire dal 2008 dal grafico inglese Simon Tofield direttore dello studio grafico Tandem Films di Londra, dove i protagonisti sono delineati con tratti essenziali in bianco e nero come in una striscia a fumetti.

Protagonista indiscusso delle animazioni è un micione domestico (il gatto di Simon) che in ogni episodio ne combina di tutti i colori spesso con il solo scopo di riuscire a ottenere da mangiare, adora infatti le sue scatolette ma non disdegna uccellini, topi e i pesci dello stagno nel giardino di Simon.

Altri personaggi oltre a Simon, il tormentato e bersagliato proprietario del gatto, sono: il cane della sorella di Simon che appare nell’episodio Fed Up e mangia da sotto il tavolo durante il pranzo, l’uccellino che in Business Snow provoca il gatto con il lancio di palle di neve, il riccio che vive nel giardino di Simon che il gatto ama infastidire e lo gnomo da giardino spesso considerato dal gatto come un amico e non un oggetto inanimato.

Il pulito e deciso disegno al tratto di Tofield riesce a rendere scene esilaranti, dove chi ha un gatto non potrà non riconoscere atteggiamenti e situazioni vissute.

Con il primo episodio della serie, dal titolo Cat Man Do, Simon Tofield si è aggiudicato il premio Best Comedy ai British Animation Awards 2008. Il secondo Let Me In! è stato premiato con il riconoscimento Most Outstanding Animation alla settima edizione del "Animae Caribe, Caribbean Animation Awards Festival". TV Dinner, il terzo episodio della serie, è stato trasmesso dal programma The Culture Show di BBC2 il 15 giugno 2008 prima ancora di essere caricato su YouTube.

Dal 2009 Simon Tofield ha realizzato, oltre alle animazioni, tre libri a fumetti che riportano numerose vignette con il gatto protagonista di divertenti avventure.

Simon Tofield disegna fumetti sin da quando era giovanissimo, ha studiato animazione alla De Montfort University e vive nel Bedforshire ovviamente con tre splendidi gatti.



www.simonscat.com

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