foto di Elena Fiorio - Burano maggio 2009
Sonno ristoratore IKEA
27 settembre 2018

Premio GAC in salsa svedese...

Dal catalogo IKEA svizzero: "Sonno ristoratore: un nuovo status symbol?"

Poter dormire bene dovrebbe essere scontato, ma con il nostro stile di vita attivo è diventato quasi un lusso. Il riposo notturno è comunque prezioso: dalla qualità del sonno dipende infatti la nostra risposta alle sfide della vita quotidiana.

Torbjorn Akerstedt, professore e studioso del sonno, ti rivela tre semplici trucchetti per un riposo notturno davvero rigenerante.

Prima di andare a letto, rilassati e stacca la spina. L'orario ideale per andare a dormire è sedici ore dopo il consueto risveglio. Due ore prima di coricarti inizia a rallentare le tue attività, smetti di lavorare ed evita di guardare un qualsiasi schermo.

Mantieni fresco l'ambiente: 15-17° sono la temperatura ideale per dormire.

Metti la sveglia e non pensarci più. Non usare il cellulare, ma una sveglia normale. Impostala, girata verso la parete e se durante la notte ti svegli non guardare l'ora: non farebbe che stressarti e riaddormentarti sarebbe più difficile.

Buonanotte!

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“Il sangue degli altri” di Antonio Pagliaro
12 aprile 2017

Alle tre e un quarto stava ancora pensando all'affare del casinò di Riga. La Casinò Paradise. Riga, Lettonia. Il morto era lettone. Il casinò doveva essere un affare di Cosa nostra, come poteva essere altrimenti? E quando c'è la mafia, spesso ci sono cadaveri.
Quel lettone - Viktors, così si chiamava - doveva essere una vittima di quell'affare. Più ci pensava, più era certo che fosse così.
Con un rombo che lo risvegliò, se davvero si era appisolato, passò una motocicletta a una velocità da gran premio. Lo Coco si sorprese a sperare di sentire un forte botto e un rumore di lamiere. Ma il rombo si allontanò veloce, e il motociclista sopravvisse alle sue maledizioni.
Finalmente prese sonno, ignaro del fatto che poche ore dopo Cascioferro lo avrebbe chiamato.

«Corrado, che dobbiamo risolvere la guerra di Cecenia qui? Chi sono io, Goldrake? Mi trasformo in un razzo missile con circuiti di mille valvole? Che fa? Ci mando i raggi laser, ci mando? ... Talè, finiscila. Ci pensano gli amici tuoi della jeep. Qui a Palermo siamo, e abbiamo i nostri problemi. Non posso stare dietro al tuo tenente, e a 'sto Kavalè. Dai, oggi c'è pure il playoff di serie C/I. Speriamo che magari stavolta il Trapani ce la fa.»
«Con chi gioca?»
«Con la Ternana, deve recuperare da 2 a 0.»
«Difficile.»
Cascioferro portò la mano destra sotto la scrivania per un gesto scaramantico. Poi aggiunse: «E stasera Giovanna fa pure la caponata, Anzi, vuoi avvicinare e mangi da me?»
«Nino, grazie, non stasera.»
«Non sai che ti perdi... è bellissima la caponata di Giovanna.»

In via delle Sedie Volanti, al numero 33, piano terzo, abitava Andrij Mazurenko, clandestino ucraino.
L'edificio, nel centro storico, era uno di quelli che stanno in piedi per miracolo, o forse perché in qualche modo sorretti da ingombranti impalcature di ferro e travi di legno orizzontali.
Accanto al grande portone in legno del palazzo dove abitava l'ucraino, la strada era sommersa di rifiuti di ogni genere, scorze di mellone, vecchi materassi sfondati, mozziconi di sigarette, kleenex e preservativi. C'era un odore forte, misto di urina, umidità e muffa.
Sul muro di pietra, dietro un ammasso di immondizia, campeggiava la minacciosa scritta: «CHIUNQUE PISCIA O LASCIA LA MUNNIZZA QUI CI DEVE VENIRE UNA MALATTIA SENZA RIMEDIO».
Due scheletri di Vespa erano abbandonati poco più avanti. Giorno dopo giorno, qualcuno ne sottraeva pezzi che in qualche modo dovevano essergli utili. Adesso degli scooter rimaneva ben poco, e quel poco aveva il colore marroncino della ruggine.
Sul citofono, sotto la scritta rossa «SUCA CHI LEGE», non trovarono il nome dell'ucraino. Miola provò a suonare a caso. Il primo a rispondere fu un uomo dall'accento africano. Il maresciallo disse: «Carabinieri, apra il portone.»
L'uomo riagganciò.
Con il secondo, Miola non ripeté l'errore. Disse in tono gentile che stava cercando un ucraino di nome Andrij.
«Telzo piano» si sentì rispondere.

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Mappa del letto felina
2 febbraio 2017

Chi non conosce la gettonatissima postazione d'attacco dei piedi... alzi una mano!


La mappa prevede le seguenti zone: posto dove dormire la notte, spazio dove russare, palestra di yoga e stretching, salone di toelettatura, trampolino di lancio per la cassettiera, salotto, postazione di attacco dei piedi, area di meditazione, zona pisolino.

Rymes with orange è una striscia americana scritta e disegnata da Hilary Price. Il titolo "Fa rima con arancia" nasce dalla convinzione diffusa che nessuna parola in lingua inglese faccia rima con orange. La striscia non ha personaggi ricorrenti ma include spesso cani e gatti.

Il sito rymes with orange di Hilary Price:
rhymeswithorange.com

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Agosto in città
2 agosto 2016

Estratto dal Capitolo primo (Agosto in città) di "Crêuza degli ulivi" di Bruno Morchio.

Era un'altra notte di passione. Una di quelle notti che a Genova vengono sul finire di agosto, schiacciate da una calura viscida e spugnosa di umidità. Quando ogni cosa appare sospesa in un'immobilità senza respiro e non si avverte neppure un alito, una bava d'aria.
Dallo stradone saliva un'afa che rimbalzava contro il muro dell'antico convento di San Silvestro. Ed entrava tutta in casa mia. L'unica luce accesa nel deserto del mio palazzo disabitato. Da ore ormai mi crogiolavo in un inferno dilatato e immenso, come il silenzio della notte. Non un'auto, un motorino nè una voce umana nella città addormentata. C'era solo da aspettare il nuovo giorno. E le frustate del solleone, sempre più incarognito, come se si piccasse di lasciare il segno prima di passare le consegne alla Vergine.
Avevo fatto la spola tra il terrazzino e il fastidio inutile del letto, cercando invano un po' di refrigerio. Neanche il ventilatore a piantana dello studio-ufficio, che avevo sistemato in camera da letto, riusciva a lenire la morsa dell'afa. Eppure era acceso al massimo. Pensieri sconnessi si rincorrevano nella mia testa. E si arrotolavano nelle lenzuola sudate, nel letto sfatto.
- Che giorno è? Probabilmente sabato. Già sabato, e poi domenica. Odore marcio di weekend. Solo come un cane rognoso. Odore marcio di weekend e di un cane rognoso chiamato Bacci Pagano.

Crêuza: termine ligure che indica un viottolo stretto fuori dalla città che taglia la strada principale e porta alle case.

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Proverbi valtellinesi
5 agosto 2015

"Quand el gal el canta fö de ura, se l’è serén el se nigùla"
(Quando il gallo canta ad un’ora diversa dal solito, se è sereno si rannuvola)

"Quand el vén serén de nòt, l’è cume na végia che va al tròt"
(Quando si rasserena di notte, è come una vecchia che va al trotto, cioè dura poco)

"Cume gh’è miga galena senza bèch, ghè miga persona senza difètt"
(Come non c’è gallina senza becco, non c’è persona senza difetti)

"Tücc i més al végn la lüna, tücc i di me n’impara üna"
(Tutti i mesi viene la luna, tutti i giorni se ne impara una)

"Chi séguita a giügà en malura prést el va"
(Chi continua a giocare presto va in malora)

"Al fa de so tésta se sc’campa ciüsè"
(A fare di testa propria si vive di più)

"S’ha da crét metà de quel che se vètt e gnént de quel che se sént"
(Bisogna credere a metà di quello che si vede e nulla di quello che si sente)

"A diventà vècc la va a la pècc"
(Diventando vecchi, le cose vanno sempre peggio)

“L’è méi murì pién che campä schìsc”
(Meglio morire pieni che campare di stenti)

"Per cugnoser al merlu bisogna stac insem istaa e invern"
(Per conoscere il merlo bisogna starci insieme d’estate e d’inverno)

“Püsée se ràia, püsée se sbàia”
(Più si raglia, più si sbaglia)

"I pirèe i-a mai facc’ sü pum"
(I peri non hanno mai prodotto mele)

"Bon bec l'è mai lec"
(Un buon caprone non è mai schizzinoso)

"A fac del ben a l’asen se ciapa pesciadi in del cul"
(A fare del bene all’asino si prendono pedate nel sedere)

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Lilli e il Vagabondo
14 febbraio 2012

Mi è piaciuto così tanto che da piccola ho voluto vederlo due volte di fila al cinema...


Lilli e il vagabondo (Lady and the Tramp), film d'animazione del 1955 diretto da Clyde Geronimi, Wilfred Jackson e Hamilton Luske, è il quindicesimo classico Disney secondo la numerazione dell’elenco ufficiale dei Classici pubblicato nel 2008.
Prodotto da Walt Disney e distribuito dalla Buena Vista Distribution, è il primo lungometraggio animato girato in CinemaScope.

Elenco completo dei Classici Disney del sito ufficiale Walt Disney Animation Studios.



www.disneyanimation.com

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Solstizio d’inverno
22 dicembre 2011

Il solstizio d’inverno quest'anno cade il 22 dicembre.

Il termine solstizio viene dal latino solstitium che letteralmente significa sole fermo (da sol sole e sistere stare fermo).

Se ci si trova nell’emisfero nord della terra infatti, nei giorni che vanno dal 22 al 24 dicembre, si può osservare come il sole paia fermarsi in cielo. Il fenomeno è tanto più evidente quanto più ci si avvicina all’equatore. In termini astronomici, in questo periodo il sole inverte il proprio moto nel senso della “declinazione”, cioè raggiunge il punto di massima distanza dal piano equatoriale. Il buio della notte raggiunge quindi la massima estensione e la luce del giorno la minima, si ha così la notte più lunga e il giorno più corto dell’anno.

Subito dopo il solstizio, la luce del giorno torna gradatamente ad aumentare e il buio della notte a ridursi fino al solstizio d’estate, il 20 o 21 giugno, quando si ha il giorno più lungo dell’anno e la notte più corta.

Il giorno del solstizio cade il 21 o 22 dicembre e l’inversione apparente del moto solare diventa visibile il terzo o quarto giorno successivo. Il sole, quindi che nel solstizio d’inverno giunge nella sua fase più debole e pare precipitare nell’oscurità, ritorna vitale e sembra rinascere invincibile sulle tenebre proprio il 25. Questa interpretazione astronomica può spiegare perché il 25 dicembre sia una data celebrativa presente in culture e paesi così distanti tra loro.

I popoli primitivi erano intimamente legati al ciclo della natura. I fenomeni naturali apparivano indecifrabili, incombenti, potente espressione di forze da venerare. Vedere il sole perdere forza e ridurre sempre più il suo corso nel cielo era una minaccia per la vita stessa, il timore che il sole non sorgesse più doveva essere esorcizzato con riti che avessero lo scopo di aiutarlo nel momento di minor forza.

Partendo da questa considerazione si possono individuare le origini dei rituali e delle feste pagane collegate al solstizio d’inverno. Durante queste feste venivano accesi fuochi che con il loro calore e la loro luce, avevano la funzione di ridare forza al sole indebolito.

Uno dei luoghi più caratteristici per festeggiare la notte più lunga dell'anno e aspettare il sorgere del sole è sicuramente il sito di Stonehenge in Inghilterra.
Centinaia di persone si riuniscono all'interno di questo anello di pietra per celebrare il sorgere del sole con balli e canti, sono neopagani vestiti da sacerdoti druidi ma anche turisti e curiosi.

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