foto di Elena Fiorio - Burano maggio 2009
Ricetta: cappelloni friarielli e salsiccia
10 ottobre 2021

Con salsiccia e friarielli non si sbaglia mai...


Cappelloni friarielli e salsiccia

600 gr. di cappelloni n.37 (pasta fresca Maffei)
260 gr. di cimette di rapa già pulite
1 salsiccia e mezza
2 spicchi d’aglio
olio extravergine d’oliva
olio al peperoncino
sale


Tagliare le cimette di rapa, foglie e gambi, a strisce sottili poi stufarle dolcemente in un'ampia padella con poco olio e due spicchi d'aglio. Aggiungere, se necessario, poca acqua per volta fino a quando risulteranno tenere.
Spellare e sbriciolare le salsicce poi rosolarle a fuoco vivace in una padella senza condimento.
Cuocere i cappelloni in abbondante acqua salata e scolarli al dente.
Togliere gli spicchi d'aglio dalla padella con i friarielli, salare con moderazione poi unire le salsicce e i cappelloni. Mantecare aggiungendo eventualmente poca acqua di cottura della pasta e in ultimo un giro d'olio al peperoncino.

I cappelloni n.37 Maffei sono simili alle più note orecchiette ma molto più grandi e meno a coppetta. Ottimi con i sughi classici della tradizione pugliese o in interessanti piatti rivisitati.



www.pastaiomaffei.it/cappelloni

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Degattoupage 18 – Oliver pastaio
19 maggio 2020

Il ritorno del degattoupage con Oliver con le zampe in pasta...


Degattoupage 18
Oliver pastaio
collage 14,8x21 cm.

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Museo della Pasta
28 agosto 2017

Il Museo della Pasta a Collecchio

La sede del museo è collocata all’interno della Corte di Giarola, nel comune di Collecchio, in un centro di trasformazione agroalimentare d’epoca medievale. La pasta secca di semola di grano duro, di origine mediorientale, ha trovato in Italia la patria d’elezione, sviluppandosi nei secoli in diverse aree del Paese. Nell’Ottocento inizia a Parma l’attività di Barilla che ha contribuito in maniera determinante alla nascita del museo dedicato alla conoscenza storica, tecnologica e culturale della pasta.
La prima sezione, dedicata al grano, alle sue caratteristiche e alle modalità di coltivazione, presenta modelli, antichi attrezzi contadini e documenti che testimoniano l’evoluzione delle tecniche agricole. La seconda è dedicata alla macinazione, alle varie tipologie di mulino, con modelli e iconografia storica di grande interesse, la ricostruzione di un mulino a macine e un moderno mulino a cilindri.
La preparazione casalinga della pasta fresca, a cui è dedicata la terza sezione, viene raccontata attraverso piccoli attrezzi domestici, l’arte del matterello e la straordinaria varietà della più ricca collezione italiana di "speronelle", o rotelle da pasta.
Un vero pastificio industriale della prima metà dell’Ottocento consente al visitatore, nella quarta sezione, di comprendere le varie fasi di produzione della pasta secca, con macchinari originali, perfettamente restaurati. Un secondo nucleo di macchine antiche, mostra, nella quinta sezione, le metodiche di produzione in un laboratorio artigianale emiliano del secolo scorso. La prima pressa continua, progettata dagli ingegneri parmigiani Mario e Giuseppe Braibanti nel 1933 introduce il tema dell’automazione sviluppato nella sesta sezione, con modelli e video, che presentano le attuali, modernissime tecnologie impiegate nei pastifici industriali.
La settima sezione illustra, attraverso le "trafile", il modo di formatura di oltre cento differenti formati di pasta, vere "architetture per la bocca". Alla comunicazione della pasta è dedicata l’ottava sezione, con manifesti, locandine, affiches storiche di cartellonisti e grafici famosi. La sezione gastronomica presenta la storia dello scolapasta, dei ricettari e gli abbinamenti ideali tra formati e condimenti. Una panoramica sulla pasta nell’arte e nella cultura, dai dipinti ai francobolli, chiude il ricco percorso espositivo.


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