foto di Elena Fiorio - Burano maggio 2009
Bella ciao
25 aprile 2020

La mia ninna nanna (di un'infanzia alternativa). Grazie mamma...

Una mattina mi son svegliato
o bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao
una mattina mi son svegliato
e ho trovato l'invasor

O partigiano portami via
o bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao
o partigiano portami via
che mi sento di morir

E se io muoio da partigiano
o bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao
e se io muoio da partigiano
tu mi devi seppellir

E seppellire lassù in montagna
o bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao
e seppellire lassù in montagna
sotto l'ombra di un bel fior

E le genti che passeranno
o bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao
e le genti che passeranno
mi diranno che bel fior

E questo è il fiore del partigiano
o bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao
e questo è il fiore del partigiano
morto per la libertà

E questo è il fiore del partigiano
morto per la libertà

ASCOLTA Bella Ciao della #propagandaorkestra

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Sisu
16 ottobre 2018

Un po' di sisu, un po' di lexotan...


Sisu è un termine finlandese per il quale manca una traduzione letterale in qualunque altra lingua, deriva da sisus, che significa intimo o interiore ed è una parola chiave per capire la cultura finlandese.

E' un'espressione che unisce i concetti di forza di volontà, determinazione, perseveranza e razionalità, rappresenta una sorta di coraggio quotidiano che aiuta ad affrontare le sfide della vita non tanto in una ricerca della felicità momentanea ma piuttosto in una conquista di un benessere duraturo. Sisu è soprattutto resilienza.

Per la popolazione finlandese, questa parola ha un significato mistico, quasi magico e costituisce una filosofia di vita che funge da migliore rimedio alle avversità. E' un serbatoio da portare nel proprio cuore per potersi avvalere di quel coraggio di cui si ha bisogno per affrontare piccole e grandi difficoltà, non è una strategia da adottare in circostanze specifiche né un cerotto o una medicina per un momento di disperazione ma un atteggiamento da mettere in atto ogni giorno.

La parola sisu ha radici lontane, quando il 30 novembre 1939, tre mesi dopo l’inizio della seconda guerra mondiale, l’Unione Sovietica dichiarò guerra alla Finlandia i finlandesi sembravano non avere speranza alcuna contro i loro avversari dotati di un valido esercito con potenti mezzi militari ma la cosiddetta "guerra d’inverno" durò appena 105 giorni e rappresentò una vera sconfitta per i russi. Fu proprio allora che la parola sisu venne per la prima volta pronunciata per indicare una fonte di coraggio e determinazione.

Katja Pantzar, giornalista e scrittrice, nel libro "Sisu. La via finlandese al coraggio, al benessere e alla felicità" racconta come ha sconfitto la propria depressione e si è caricata di una nuova energia grazie a questa magica arte nordica. Parla dell’immersione nella natura, della semplicità dei piccoli piaceri, degli atti creativi di tutti i giorni che si rivelano essenziali per il corpo e lo spirito e invita a praticare il sisu nella quotidianità abbracciando i cinque componenti principali: la perseveranza, la gestione dello stress, la resilienza, l’onestà e il porsi obiettivi concreti.

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