foto di Elena Fiorio - Burano maggio 2009
Decanoupage 1 – Lola
31 maggio 2020

Uno strappo alla regola... per la piccola Lola!


Decanoupage 1
Lola
collage 21X14,8 cm.

Collezione privata Giuliana Cabo

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Ricetta: focaccia all’uva rosata
1 ottobre 2016

Finalmente questa bellissima e dolcissima uva ha trovato la sua destinazione...


Focaccia all'uva rosata

400 gr. di pasta lievitata per focaccia
400 gr. di uva rosata senza semi
3 cucchiai di zucchero (45 gr. circa)
olio extravergine d'oliva
rosmarino


Scegliere un'uva rosata senza semi ad acini molto piccoli, lavarla e asciugarla bene.
Dividere la pasta lievitata in due parti, una poco più grande dell'altra. Oliare generosamente una teglia rettangolare piccola e stendere all'interno con le mani la parte di pasta più grande.
Coprire fittamente la pasta con gli acini d'uva interi lasciando libero solo un piccolo bordo perimetrale poi aggiugere lo zucchero in uno strato omogeneo e pochissimo rosmarino tritato fine.
Chiudere la focaccia con la seconda parte della pasta lievitata facendola aderire bene lungo il bordo. Spennelare con l'olio, bucherellare la superficie e completare con altri acini d'uva.
Infornare a 200° per circa 30 minuti.
Lasciare raffreddare completamente prima di tagliare la focaccia a quadrotti. Servire spolverizzata a piacere con zucchero semolato.

La schiacciata (stiacciata, schiaccia, stiaccia, ciaccia) toscana è un antico dolce contadino che veniva cucinato nel periodo della vendemmia con l'uva di varietà canaiola, dai chicchi piccoli e con molti semi poco adatta alla vinificazione.


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Viropa
14 agosto 2015

Tra regali e acquisti cinque novità Viropa da provare...


Viropa, il mondo delle tisane e degli infusi.

Infuso alla melagrana "BIO"
Il melograno (punica granatum) è un arbusto cespuglioso alto fino a 4/5 metri. Il frutto, la melagrana, è una bacca con buccia molto dura e coriacea che ha al suo interno diverse partizioni interne che dividono i semi. I semi sono circondati da una polpa traslucida, colorata dal bianco al rosso rubino, succosissima e dolce-acidula. L'infuso alla melagrana Viropa da agricoltura biologica ha un sapore leggermente amaro-acidulo ed è un'ottima bevanda da gustare anche fredda come dissetante delle giornate calde.

Infuso ai litchi
L'infuso con vero succo di litchi è un infuso del tutto particolare. Il litchi (litchi chinensis), della famiglia delle sapindaceae, é originario della Cina meridionale e si contraddistingue per il suo sapore unico dal gusto gradevolissimo.

Tè verde con zenzero "BIO"
Dalla combinazione di tè verde giapponese pregiato sencha e zenzero selezionato nasce questa particolare miscela. Lo zenzero, originario dell'Estremo Oriente, in India è tradizionalmente usato in aggiunta al tè per ottenere una bevanda gradevole e carica di sapore aromatico.

Tè verde con zafferano "BIO"
I petali di zafferano, scrupolosamente selezionati e raccolti a mano sono da sempre una spezia nobile e costosissima. Il sapore unico del pregiato zafferano naturale accompagnato dal gusto fine del tè verde sencha conferiscono a questo infuso un carattere unico e inconfondibile.

Spezie per vin brulè
Il vin brulè ha una antica tradizione. La composizione di questa miscela di spezie si basa su una vecchia ricetta del Sudtirolo per dare al vin brulè un gusto pieno e carico.

www.viropa.it

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Un mandala nel piatto
2 febbraio 2015



Amalia Bussard realizza e fotografa meravigliosi mandala gastronomici. Opere d'arte vegane che sono cibo per il corpo e per la mente.

Mandala è un termine sanscrito, letteralmente essenza (manda) + contenere (la), tradotto anche come cerchio o ciclo. Identifica un’immagine simbolica circolare che riveste un significato spirituale e rituale sia nel Buddhismo che nell'Hinduismo. I mandala sono utilizzati da guide spirituali come strumento di meditazione. La creazione di un mandala è una ricerca di pace interiore.

instagram.com/the_wholesome_bowl

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Ricetta: zuppa di cicerchie
11 febbraio 2014

Zuppa di cicerchie

350 gr. di cicerchie secche
2 patate grosse a pasta bianca
100 gr. di misto per soffritto surgelato
200 gr. di passata di pomodoro
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
1 dado vegetale
olio extravergine d'oliva
peperoncino
sale


Mettere a bagno le cicerchie in acqua tiepida per almeno dodici ore, avendo cura di cambiare l’acqua due o tre volte. Prima di cucinarle risciacquarle bene in acqua corrente eliminando eventuali pellicine coriacee.
Pelare e tagliare a piccoli cubetti le patate. Soffriggere leggermente in una pentola a pressione il misto per soffritto nell'olio poi unire le cicerchie, le patate, il dado e un pizzico di peperoncino. Versare sulle verdure la passata di pomodoro e acqua sino a comprirle di due dita circa poi aggiungere il concentrato di pomodoro. Chiudere la pentola a pressione e fare cuocere 20/30 minuti circa a partire dal fischio (con una pentola tradizionale più del doppio). E' consigliabile controllare sempre eventuali tempi di cottura indicati sulla confezione dei legumi che possono essere estremamente variabili.
Terminata la cottura verificare la consistenza e la sapidità della zuppa, se necessario aggiungere acqua e sale.

Servire con crostini aromatizzati alle erbe (origano, erba cipollina o rosmarino). Portare a tavola del parmigiano grattugiato.

La cicerchia (Lathyrus sativus), proveniente dal Medio Oriente, è una leguminosa appartenente alla famiglia delle Fabaceae presente in Asia, Africa orientale e limitatamente anche in Europa. In Italia è coltivata solamente in alcune zone dell'Italia centrale in quantità ridotte. Pianta erbacea a ciclo annuale, molto simile a quella dei ceci, non ha bisogno di cure particolari e cresce anche in condizioni difficili con carenza di acqua. Conta una ventina di specie che producono semi diversi per forma e dimensioni. Quella coltivata in Toscana, Abruzzo e Marche produce baccelli che contengono semi piccoli, schiacciati e spigolosi poco più grandi dei piselli. La cicerchia contiene, in quantità variabile, una neurotossina per questo il legume secco prima della cottura va sottoposto a un ammollo di dodici ore con almeno due o tre ricambi d’acqua. Legume ormai quasi dimenticato è oggi considerato un prodotto di nicchia.

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Silene Stenophylla
22 febbraio 2012

E' tornata a fioririre anche se era estinta da circa 30mila anni.

La Silene Stenophylla, una pianta erbacee dai piccoli fiori bianchi, molto diffusa nel Pleistocene, quando i mammut popolavano la terra, è stata resuscitata da alcuni ricercatori dell'Accademia delle Scienze russa.

I semi, ritrovati in una tana fossilizzata di scoiattolo a trentotto metri di profondità nel terreno ghiacciato della Siberia nordorientale, grazie ad un processo di rigenerazione hanno riportato in vita la preistorica pianta.


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