foto di Elena Fiorio - Burano maggio 2009
Kaspar il quattordicesimo commensale
17 gennaio 2017

Un racconto curioso da "111 gatti e le loro pazze storie" di Elke Pistor...


In molte culture il dodici è considerato un numero fortunato: dodici sono i mesi dell'anno, le ore di una giornata sono due volte dodici, dodici erano gli apostoli.
Diffusa è invece la credenza che essere tredici a tavola porti sfortuna e di qui la convinzione più generale che il tredici sia un numero iellato. Bisogna ammettere però che, almeno in un caso, la superstizione si è rivelata fondata.
Siamo a Londra, nel 1898. Il proprietario di miniere Woolf Joel, di origini sudafricane, invita a cena all'Hotel Savoy di Londra un gruppo di colleghi d'affari e amici. La rinuncia di uno di loro fa sì che i convitati si ritrovino in tredici a tavola. Inevitabilmente la conversazione va a cadere sulla sfortuna che colpirà il primo che si congederà dagli ospiti. Woolf Joel, che il mattino deve partire presto per far ritorno a casa, deride la superstizione e accetta la sfida di essere il primo a lasciare la tavola. Durante il viaggio per Johannesburg viene ucciso a colpi di fucile dal barone Kurt von Veltheim, un ricattatore: casualità o verità della profezia?
Quando al Savoy si viene a sapere dell'incidente nessuno ha dubbi: mai più tavoli con tredici commensali. Inizialmente si pensa di far partecipare alle cene un dipendente dell'albergo, ma la proposta non incontra il favore degli ospiti, per nulla bendisposti a condividere pasti e conversazioni con un estraneo.
Nasce allora l'idea di un invitato muto e negli anni Venti l'hotel incarica l'artista Basil Ionides di scolpire un gatto. Da allora Kaspar, questo è il nome del felino di legno, siede a tavola, con tanto di piatto e posate e provvede a tenere lontana la sfortuna dagli altri commensali.
Nel 2007 l'hotel è stato completamente ristrutturato e gran parte degli arredi degli anni ruggenti sono stati venduti all'asta, tranne naturalmente Kaspar, il quattordicesimo convitato, della cui compagnia al tavolo è possibile godere ancora oggi.

www.kaspars.co.uk

Per visualizzare eventuali immagini legate a questo post cliccare qui.


Commenti
Categorie: animali · gatti · lettura · ristoranti · scultura
Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

“La pizza per autodidatti” di Cristiano Cavina
23 ottobre 2016

Anche a fissarla molto intensamente, una pizza non cuoce più in fretta.

Se non la fisserete molto intensamente, si brucerà.

Quando siete in ritardo, il tempo smette di scorrere dentro il forno, mentre vola per chi aspetta a tavola.

Quando tutto fila liscio, non ci sarà mai nessuno a guardarvi.

Appena si presenterà un qualsiasi problema, un divertito spettatore si materializzerà al vostro fianco.

Quando comprerete un condimento particolare che tenete tanto a far assaggiare, nessuno lo vorrà.

Il giorno in cui deciderete di non comprarlo più, sarà il giorno in cui ve lo chiederanno.

Quando finirete un qualsiasi condimento, sarà proprio quello di cui i vostri ospiti all'improvviso non potranno fare a meno.

Se dopo cinque minuti il suo piatto non è arrivato, l'umanità in generale aspetta a tavola come se fosse seduta su una sedia elettrica.

Non abbattetevi: nella vita non si smette mai di sbagliare.


Fare le pizze è come amare qualcuno.
Deve venire facile.
Quando si inizia a faticare vuol dire che c'è qualcosa che non va.
E in entrambe queste cose nella mia vita, quando non veniva facile era solo colpa mia, ma ero sempre troppo distratto e inquieto per rendermene davvero conto.
Forse non imparerò mai come impastare gli ingredienti dell'amore, ma con le pizze, alla fine ho capito come si fa.
Nasciamo tutti autodidatti in questo mondo, e alcuni le cose ci mettono un po' più di tempo a impararle.

Diedi la mia prima intervista proprio in pizzeria, a un giornalista del «Corriere della Sera».
La prima domanda che mi fece, la prima domanda in assoluto a cui ho mai dovuto rispondere come scrittore, è stata se il mio libro era inventato o c'era qualcosa di autobiografico.
Il libro era ambientato a Casola, gli amici del protagonista avevano i nomi dei miei amici, la sua bicicletta era la mia bicicletta, perfino il suo indirizzo coincideva con il mio.
"C'è qualcosa di autobiografico?" mi chiese il giornalista.
"Niente" risposi io.
Non sapevo come rispondere. Di solito gli scrittori nelle interviste che mi capitava di leggere parlavano di come fosse necessario allontanarsi dalla propria vita per raccontare il mondo da un punto di vista universale, e io invece ero completamente impastato nel mio mondo: non conoscevo nient'altro.
La seconda domanda fu cosa si provasse a essere uno scrittore.
Io mi guardai intorno.
Avevo la sala piena, stavo rispondendo mentre sfornavo le pizze.
"Ma io faccio il pizzaiolo..." mi permisi di far notare.
Sono passati più di dieci anni da quel giorno, e non è che sia cambiato molto, se non che ormai non so più chi sono, di preciso. (...)
Quando mi chiedono che mestiere faccio, rispondo il pizzaiolo, anche se molti non ci credono più.
Soprattutto non ci credono i giornalisti.
Quando mi intervistano, hanno questa idea che per me sia solo un vezzo, quello di spacciarmi per pizzaiolo. Pensano che l'abbia fatto per due mesi, d'estate, da ragazzo.
E accompagnano questi loro pensieri con un sorriso malizioso, come se avessero scoperto un mio peccato di gioventù.
Ci sono lettori che vengono apposta su a Casola per controllare se è vero.
E sono molto soddisfatti quando mi vedono vestito di bianco dietro il bancone, sembrano sollevati e felici e io sono contento, perché so di non aver tradito la loro fiducia.

Non si può insegnare a fare la pizza.
Al massimo, si può avvertire degli errori che si faranno.
Spiegare da dove arriveranno e perché.
È una scuola solitaria, che frequentiamo in compagnia delle nostre mani, dei nostri occhi, del nostro palato e del nostro naso. Tutto qua.
Quando alla fine ci riusciamo, non abbiamo imparato a fare la pizza.
Abbiamo imparato a fare la nostra pizza, diversa da tutte le altre.
Credo che sia proprio questo il bello.

Per visualizzare eventuali immagini legate a questo post cliccare qui.


Commenti
Categorie: cibo · lettura
Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

A tavola con micio
15 gennaio 2014

Confermo, confermo...



Per visualizzare eventuali immagini legate a questo post cliccare qui.


Commenti
Categorie: animali · cibo · fumetti e vignette · gatti · umorismo
Tags: , , , , ,

Un paese e cento storie
12 novembre 2012

Un paese e cento storie.
Festa del cibo e dell’accoglienza in famiglia.
Dal 7 all’11 novembre 2012.
Belvedere Fogliense, Candelara, Case Bernardi, Monteciccardo, Montefabbri, Montegaudio, Novilara, Padiglione, Sant’Angelo in Lizzola, Villa Betti.

Che gusto ha un paese? Qual è il sapore dei ricordi?
Assaporare un’atmosfera non è solo un modo di dire se si parla di Un paese cento storie l’originale iniziativa, ideata e curata da Cristina Ortolani, che anima nel fine settima di San Martino alcuni borghi della provincia di Pesaro e Urbino.

La festa del cibo e dell’accoglienza in famiglia, nata a Belvedere Fogliense e giunta alla settima edizione, parte da una semplice quanto coraggiosa idea: aprire le case per accogliere a cena ospiti sconosciuti ai quali raccontare il proprio territorio e le proprie tradizioni, scambiando parole e storie intorno a una tavola imbandita come nei giorni di festa.

Per partecipare alle cene in famiglia non si paga, si prenota e ci si presenta presso la famiglia che verrà indicata con un mazzo di fiori, una bottiglia di vino, una scatola di cioccolatini o qualsiasi cosa si ritenga possa essere gradita, esattamente come a casa di amici.

Si cena in cucina, in sala da pranzo o nel tinello con piatti tipici di un territorio che, vicino al confine con la Romagna e a pochi chilometri da Urbino, presenta un crogiolo di tradizioni culinarie. Gli ingredienti sono quelli che in un altro contesto verrebbero definiti a chilometro zero ma qui sono più semplicemente: le verdure dell’orto, i funghi raccolti dal vicino, le uova delle galline che razzolano nel cortile.

Ospitalità e condivisione sono le parole chiave di questa esperienza che scalda il cuore. Lo spirito di Un paese cento storie è sincero e genuino come gli ingredienti della cucina di casa e si è rivelato capace di conquistare un numero sempre maggiore di persone disposte a dare o chiedere ospitalità.

Simbolo dell’iniziativa è “La Dirce” (rigorosamente con l’articolo), rappresentazione di tutte le cuoche, raffigurata nell’atto di offrire su un vassoio le storie dei paesi che partecipano all’iniziativa, racchiuse nell’antica rocca malatestiana di Belvedere Fogliense realizzata con pan di spagna e cioccolato.

Per l’edizione 2013 è prevista l’uscita del volume “In cucina con la Dirce” raccolta di ricette delle cuoche di Un paese cento storie legate a una storia o a un ricordo di famiglia, perché... un pasto è l’anima del cuoco fatta cibo.

Grazie a tutti per la bellissima avventura: a Walter e Cristina per aver reso tutto possibile, a Marica e Massimo che ci hanno scarrozzato e sopportato, a Alice e Andrea per averci ospitato e coccolato alla Locanda Montelippo, alla famiglia Mariotti Del Baldo e alla famiglia Balestrieri Antonelli per la meravigliosa accoglienza, alla cuoca Vanda e al cuoco Francesco veramente mitici e a tutti gli interessanti ospiti delle cene in famiglia. Grazie a tutti quelli che hanno piacevolmente riempito le nostre giornate e altrettanto piacevolmente le nostre pance! Grazie ai miei fantastici compagni di viaggio: Alex, Michela, Simone e non certo ultimo Ste.



unpaesecentostorie.farememoria.com

Per visualizzare eventuali immagini legate a questo post cliccare qui.


Commenti
Categorie: bere · cibo · eventi · viaggi
Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Tappo di sughero segnaposto
7 aprile 2012

Un simpatico segnaposto facile da realizzare.

Occorrente: tappi di sughero cilindrici, cartoncino, pennarello o penna stilografica, taglierino, carta vetrata.

Con un robusto taglierino praticare nei tappi un taglio lungo tutta la lunghezza sufficientemente profondo e largo da poterci infilare un cartoncino.
Ottenere poi da un cartoncino bianco o colorato dei bigliettini rettangolari, ovali o di altra forma, tenendo presente che andranno infilati nella fessura creata nei tappi di sughero.
Scrivere con un pennarello o con la penna stilografica il nomi dei commensali sui bigliettini e inserirli nei tappi.

Se i tappi dovessero risultare poco stabili sarà sufficiente creare un punto d'appoggio carteggiando leggermente il lato del tappo opposto a quello dove è stata incisa la scanalatura.

Per visualizzare eventuali immagini legate a questo post cliccare qui.


Commenti
Categorie: bere · creatività · oggetti
Tags: , , , , , , , , , , , ,

Bacheca per la cucina
22 gennaio 2012

Sto già raccogliendo tappi di sughero usati, soprattutto quelli macchiati di vino rosso che hanno un fascino tutto particolare…

Un’idea per una originale bacheca per la cucina da realizzare con i tappi di sughero, ma volendo anche con quelli sintetici. Un posto dove appendere con delle puntine ricette, bollette, biglietti e messaggi di ogni genere.

Si realizza incollando su una tavola, preferibilmente con una bella cornice in legno, dei tappi formando delle colonne in orizzontale o in verticale o alternando colonne orizzontali e verticali o componendo una scacchiera in modo da riempire al meglio tutta la superficie disponibile.

Se a disposizione si ha una tavola con una cornice piuttosto alta o, ancora meglio un vecchio cassetto di una credenza, i tappi possono essere messi anche in piedi ottenendo così una superficie tutta a circoli.

E se proprio la voglia di decorazione non è del tutto soddisfatta, o se la cornice della tavola è un semplice bordo di legno non trattato si possono incollare o inchiodare lungo tutto il bordo dei tappi a corona o dei copritappo in metallo dello spumante.

Buon lavoro!


Per visualizzare eventuali immagini legate a questo post cliccare qui.


Commenti
Categorie: bere · creatività · oggetti
Tags: , , , , , , , , , , ,

Moodboard
3 gennaio 2012

Una moodboard (dall'inglese mood umore e board tavola) è solitamente una serie di immagini unite come in un collage che i designer utilizzano per esporre al cliente un progetto e il suo concept in un formato visivo.

I confini fra inspirationboard e moodboard sono solitamente molto sfumati e spesso vengono confuse le une con le altre. Sono comunque entrambi strumenti utilizzati da varie tipologie di progettisti (fashion, visual e interior designer).

La moodboard ha comunque un livello di dettaglio maggiore rispetto a quello della inspirationboard: raccoglie elementi legati al progetto e al suo stile come forme, texture, palette cromatiche, immagini evocative, ecc.

Capito, tutto chiaro? Non è così importante…


Il sito olioboard rende tutto ciò un gioco facile e immediato. Si scelgono degli oggetti e si crea un ambiente dallo stile personalissimo, improvvisandosi arredatori.



www.olioboard.com

Per visualizzare eventuali immagini legate a questo post cliccare qui.


Commenti
Categorie: creatività
Tags: , , , , , , , ,

Seggioline segnaposto
20 dicembre 2011

Un originale segnaposto per queste feste: la mini seggiolina ricavata dalla gabbietta metallica del tappo dello spumante.

Per realizzarla servono un tronchese, una piccola pinza (o meglio due una tonda e una piatta), della colla cianoacrilica e ovviamente una gabbietta dello spumante completa di copritappo.

Si inizia smontando la gabbietta tagliando con il tronchese il filo metallico che la assicura al collo della bottiglia.
La struttura del sedile con le quattro gambe è praticamente già pronta, basta sagomare un po' le gambe per assicurare la stabilità della seggiolina.
Dal filo metallico tagliato invece si ricava lo schienale modellandolo a piacere poi lo si assicura al sedile attorcigliando le due estremità attorno alle gambe posteriori della seggiolina.
In ultimo si riposiziona il copritappo incollandolo con due gocce di colla per creare la seduta. Ecco fatto.

Si possono ottenere seggioline diverse per ogni commensale con la struttura in oro o argento e differenti schienali e sedute.


Per visualizzare eventuali immagini legate a questo post cliccare qui.


Commenti
Categorie: bere · creatività · oggetti
Tags: , , , , , , , ,