foto di Elena Fiorio - Burano maggio 2009
Il gattaro da legare
23 agosto 2020

Ricorda qualcuno?

Il gattaro da legare estratto da "Fatti i gatti tuoi” di Federico Santaiti

Siamo arrivati all'ultima delle dieci patologie, sicuramente la peggiore fra tutte quelle citate finora. Come suggerisce il nome, siamo davanti a una persona malata a tal punto da essere irrecuperabile, o meglio «da legare».

È una persona che accusa tutti i sintomi e tutte le patologie elencate in precedenza. Colleziona oggetti, controlla il proprio gatto con la videosorveglianza, ne è servo, è iperprotettivo e morboso, come il localizzatore attrae
a sé ogni gatto del quartiere, li fotografa e li condivide sui social, e avere una conversazione con lui significa inesorabilmente finire a parlare di gatti. Siamo di fronte a un individuo che preferisce la compagnia dei gatti a quella dell'uomo, in un certo senso risulta talmente condizionato dalla convivenza con l'animale da arrivare a imitarne i comportamenti, si isola, rimane con lo sguardo fisso nel vuoto e resterebbe a letto tutto il giorno.

Cosa ancora più sconcertante, come un felino ti dimostra odio senza il minimo rancore e pudore, sbattendotelo semplicemente in faccia. Se doveste imbattervi in una persona con questa sindrome, o peggio condividerei la
vita, ahimè sappiate che per lui o lei non sarete mai abbastanza, e che nel suo cuore prima di chiunque altro ci sarà sempre e solo il gatto.

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Fubirai e l’isola dei gatti
7 febbraio 2014



Il fotografo giapponese Fubirai ha trascorso cinque anni a documentare la vita dei gatti che vivono nell'isola di Tashirojima al largo della costa di Fukuoka, in Giappone.
La piccola isola ospita un villaggio di pescatori dove i gatti sono molto più numerosi degli abitanti umani con una media di quattro a uno.

I gatti furoni portati sull’isola nei tempi antichi del periodo Edo (1603-1868) per cacciare i topi dagli allevamenti di bachi da seta e in seguito, cessata la produzione di seta, sono stati tenuti in grande considerazione dai pescatori perché ritenuti utili per prevedere l'arrivo delle tempeste nonchè capaci di proteggere durante le uscite in mare garantendo fortuna e prosperità.

Secondo la tradizione locale, un giorno un pescatore che stava raccogliendo delle pietre da utilizzare per le sue reti, ha fatto rotolare accidentalmente un masso che ha ucciso un gatto, il profondo rispetto che il pescatore nutriva per questo animale lo ha portato a seppellire il suo corpicino e a creare un santuario, il Neko-jinja, in ricordo dello sfortunato felino e per proteggere tutti i gatti dell'isola.
Oggi a Tashirojima si contano almeno una decina di santuari simili, oltre a una cinquantina di statue raffiguranti mici e molti edifici a forma di gatto.

I felini considerati il porta fortuna dell'isola, nota anche come "il paradiso dei gatti", sono nutriti e tenuti in buona salute dagli abitanti del villaggio. Abituati al contatto con gli uomini seguono sempre i numerosi turisti accompagnandoli nella visita del loro regno.

Ecco il sito di Fubirai con le foto dei gatti dell'isola di Tashirojima:
d.hatena.ne.jp/fubirai

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