foto di Elena Fiorio - Burano maggio 2009
Moltalbano e il cibo
26 febbraio 2012

Post(ino) numero cento... chi l'avrebbe mai detto...

Estratti da “La caccia al tesoro” di Andrea Camilleri.

Annò in cucina, raprì il frigorifero e gli cadero le vrazza.
Tanticchia di caciocavallo, quattro passuluna, cinco sarde sottoglio e 'na troffa d'acci, chiuttosto scarso il contenuto. Però meno mali che Adelina il pani frisco glielo aviva accattato.
Raprì il forno. E fici un ululato lupigno di filicità.
'Na porzione bastevole per quattro di milinciane alla parmigiana, fatte con tutti i sacramenti!
Addrumò il forno per quadiarle, annò nella verandina, conzò la tavola, sciglienno 'na buttiglia di vino speciali.
Aspittò che la parmigiana quadiasse bona, e po' se la portò a tavola nella teglia stissa, senza travasarla in un piatto.
Quando finì, un'ora e mezza doppo, alla teglia non ci sarebbi stato nisciun bisogno di lavarla. L'aviva accuraramenti puliziata col pani, il suco era 'na maraviglia.

Alla trattoria di Enzo, pur avenno fatto il proposito di mantinirsi dintra limiti ragionevoli di mangiata, sbracò davanti a un piatto di involtini di pisci spata e sinni fici portari un’altra porzioni, pur avennosi agliuttuto in precedenza ‘na bella varietà d’antipasti di mari e un gran piatto di spachetti alle vongole.
La passiata al molo fino a sutta al faro fu perciò cchiù che necessaria e magari l’assittatina supra allo scoglio chiatto con relativa sicaretta.

Doppo essirsi stipato con pasta al nìvuro di siccia e ‘na mezza chilata di gammaroni, si fici la solita passiata fino al faro, s’assittò supra allo scoglio chiatto e passò ‘na mezzorata bona a scassare i cabasisi a un granchio.
Po’ sinni tornò in ufficio (…)

Forsi Adelina aviva fatto la bella pinsata di celebrari in forma sullenne il so ritorno in servizio.
Fatto sta che raprenno prima di tutto il frigorifero, s’attrovò davanti a ‘na decina d’involtini di pisci spata fatti come piacivano a lui e dù grossi finocchi tagliati e puliziati, quelli che ci volivano per rinfriscari la vucca. E c’era macari ‘na buttiglia di vino in friddo. Nella parti interna dello sportello ci stava ‘mpiccicato un foglio di carta con supra scritto: taliare macari nel forno. E lui taliò.
Dintra al forno risplendeva ‘na teglia di pasta ‘ncasciata!
Manco con l’uso della forza o della seduzioni si sarebbi fatto persuaderi da Ingrid ad annari a mangiare in qualchi ristorante.

“Che mi porti?”.
“Tutto quello che voli”.
“E io tutto voglio”.
“Oggi havi pititto?”.
“Non tanto. Però spilluzzicanno canticchia di tutto, alla fini avrò mangiato a malgrado che non avivo pititto”.
Finì che s’abbuffò suo malgrado. E sinni vrigugnò, per la prima volta nella sò vita.
Po’, mentri s’addirigeva verso il molo, si spiò pirchì si era vrigugnato d’aviri mangiato a tinchitè.

S’arricampò a Marinella che erano squasi le tri del matino. Aviva un pititto che si sarebbi mangiato vivo un liofanti. Dintra al forno, ‘na gran teglia di pasta ‘ncasciata. E otto arancini, ognuno cchiù grosso di ‘n arancio. Mentri sinni annava in bagno a farsi ‘na doccia, si misi a cantare ad alta voci. Stunato come ‘na campana. E quanno finì di mangiare, divitti squasi strascinarisi fino al tilefono per chiamari a Livia (…)

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Trattoria del pescatore
17 dicembre 2011

Pranzo sociale vuol dire Trattoria del pescatore, linguine al granchio, astice alla catalana e qualcosa da portare in tintoria...

Storico locale in zona Porta Romana sempre affollatissimo che propone cucina sarda di mare. Ambiente rustico e un po’ troppo rumoroso ma cucina assolutamente convincente della moglie del patron Giuliano.

I piatti, elencati a voce in modo del tutto informale, non sono molti e variano a seconda dell’arrivo di pesce fresco del giorno.

L'antipasto è composto da una decina di assaggi freddi e caldi che spaziano dal polipo tiepido con patate ai moscardini in umido con polenta, dal salmone fresco con lumache di mare alle fritelline di gianchetti, dai gamberetti in salsa rosa alle cozze gratinate.

I primi prevedono spaghetti con vongole e bottarga, tagliolini al granchio, risotto alla marinara , zuppa di pesce e paccheri con pesce spada, calamari, peperoni e bottarga. I secondi branzino e orata al sale, tagliata di tonno, grigliata mista, sarde a beccafico, fritto misto.

Il piatto forte del locale è l'astice alla catalana (astice bollito a pezzi, cipolle rosse di Tropea, pomodori camone sardi e corposo olio extravergine).

Dopo il secondo viene servito del pecorino fresco, scucchiaiato direttamente da una mezza forma. Ad accompagnare le portate un pane irresistibile e vini sardi.

Per finire sorbetto al limone o alla mela, mirto e fil'e ferru.

www.trattoriadelpescatore.it

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