Bacheca per la cucina22 gennaio 2012
Sto già raccogliendo tappi di sughero usati, soprattutto quelli macchiati di vino rosso che hanno un fascino tutto particolare…
Un’idea per una originale bacheca per la cucina da realizzare con i tappi di sughero, ma volendo anche con quelli sintetici. Un posto dove appendere con delle puntine ricette, bollette, biglietti e messaggi di ogni genere.
Si realizza incollando su una tavola, preferibilmente con una bella cornice in legno, dei tappi formando delle colonne in orizzontale o in verticale o alternando colonne orizzontali e verticali o componendo una scacchiera in modo da riempire al meglio tutta la superficie disponibile.
Se a disposizione si ha una tavola con una cornice piuttosto alta o, ancora meglio un vecchio cassetto di una credenza, i tappi possono essere messi anche in piedi ottenendo così una superficie tutta a circoli.
E se proprio la voglia di decorazione non è del tutto soddisfatta, o se la cornice della tavola è un semplice bordo di legno non trattato si possono incollare o inchiodare lungo tutto il bordo dei tappi a corona o dei copritappo in metallo dello spumante.
Buon lavoro!
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Muji7 gennaio 2012
Il mio primo acquisto Muji un classico: la canottierina in cotone riciclato multicolor. A seguire pennarelli di mille colori, scatoline e scatolette lattiginose…
Il nome deriva dall’abbreviazione di
Mujirushi Ryōhin che tradotto significa "prodotti di qualità senza marchio". L’obiettivo che ha sempre accompagnato Muji è quello di produrre dei prodotti dal design seducente a un prezzo economico.
Dall’apertura del primo punto vendita, all’interno di una catena di grandi magazzini giapponesi nel 1980, Muji ha fatto parecchia strada fino ad essere attualmente conosciuto in tutto il mondo. In Giappone oggi vende più di 5mila prodotti diversi dal design semplice e naturale.
Muji propone accessori da viaggio e per il bagno, cancelleria e biglietti d’auguri, oggetti per la casa e la cucina, elettronica, mobili, abbigliamento uomo e donna, calzature, accessori per l’ufficio e l’organizzazione dello spazio. Ogni singolo prodotto in vendita si presenta caratterizzato da un design moderno, molto sobrio e minimalista.
La filosofia di Muji prevede la ricerca delle migliori materie prime naturali ma anche l’utilizzo di materiali industriali e riciclati di qualità, tenendo sempre presente l'impatto ambientale. Anche gli imballi sono pensati per eliminare gli sprechi, gli oggetti negli scaffali dei negozi si presentano con una confezione ridotta al minimo e un’etichetta con il prezzo e le basilari informazioni legate al prodotto.
Chi entra in un negozio Muji cerca piccoli oggetti di quotidiana in-utilità. Il popolo di Muji non ama le firme (o così crede), ha un abbigliamento monocolore apparentemente semplice, ama l’arredo minimale e ha la pazienza, prima di un viaggio, di trasferire la giusta dose di shampoo nei flaconi Mujitravel!
www.muji.eu
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Seggioline segnaposto20 dicembre 2011
Un originale segnaposto per queste feste: la mini seggiolina ricavata dalla gabbietta metallica del tappo dello spumante.
Per realizzarla servono un tronchese, una piccola pinza (o meglio due una tonda e una piatta), della colla cianoacrilica e ovviamente una gabbietta dello spumante completa di copritappo.
Si inizia smontando la gabbietta tagliando con il tronchese il filo metallico che la assicura al collo della bottiglia.
La struttura del sedile con le quattro gambe è praticamente già pronta, basta sagomare un po' le gambe per assicurare la stabilità della seggiolina.
Dal filo metallico tagliato invece si ricava lo schienale modellandolo a piacere poi lo si assicura al sedile attorcigliando le due estremità attorno alle gambe posteriori della seggiolina.
In ultimo si riposiziona il copritappo incollandolo con due gocce di colla per creare la seduta. Ecco fatto.
Si possono ottenere seggioline diverse per ogni commensale con la struttura in oro o argento e differenti schienali e sedute.
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Cooperativa Rio Terà dei Pensieri6 novembre 2011
Il mio nuovo sacchetto portatutto in tela Spritz Venezia (con tanto di ricetta)… e una bella storia da raccontare…
Nell'autunno 1994 detenuti e volontari costituiscono la
Cooperativa Sociale Rio Terà dei Pensieri a Venezia.
I due fondatori, uno da una parte e uno dall'altra del tavolo del parlatorio del carcere, realizzano una "alternativa allo stare in branda in cella".
Il progetto parte nella Casa Circondariale Maschile S. Maria Maggiore, senza un ufficio ne una segretaria ma solo un telefono e tanta voglia di lavorare silenziosamente sei giorni su sette. Le attività si sviluppano, con il tempo, attorno a due fulcri principali e fondamentali: la formazione professionale e la produzione di manufatti.
Oggi la struttura della Cooperativa si è adeguata all'incremento delle attività con un ufficio e del personale assunto seppure il contributo del lavoro volontario sia ancora indispensabile.
La Cooperativa adesso opera nella
Casa Circondariale Maschile S. Maria Maggiore (dove sono attivi i laboratori di serigrafia, taglio del vetro per mosaico, pelletteria, sartoria, assemblaggio e i corsi di formazione professionale di editoria elettronica, serigrafia, pelletteria, sartoria) e nella
Casa di Reclusione per Donne della Giudecca (dove sono attivi i laboratori di orto, cosmesi, legatoria, calzoleria e i corsi di formazione professionale di orticoltura, cosmetica, legatoria, calzoleria).
Alla Cooperativa Sociale Rio Terà dei Pensieri di Venezia producono cosmetici, articoli in cuoio e pelle, simpaticissime magliette e borse in tela serigrafate e originali borse realizzate con i manifesti in PVC realizzati per pubblicizzare gli eventi della cittàa.
Nel progetto
"Malefatte... di città di Venezia" (ideato dall’art director Fabrizio Olivetti) un rifiuto vero e proprio, come il manifesto in PVC, viene completamente riutilizzato con estro artistico, impegno sociale e tanta ironia. Le borse, pezzi unici creati a mano, diventano un ricercato fenomeno di moda.
"Malefatte... di città di Venezia" affianca i altri progetti
“Design in gabbia” sempre della Cooperativa Sociale Rio Terà dei Pensieri.
I prodotti si trovano in vendita diretta nel negozio di Calle Zancana Cannaregio 2433, nel chiosco in Campo S. Stefano e altri chioschi itineranti a Venezia e Mestre. Sono inoltre presenti presso parecchi rivenditori sia a Venezia che a Mestre (per l’elenco completo consultare il sito).
www.rioteradeipensieri.org
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Kukuxumusu21 giugno 2011
Mi sono imbattuta in un vestito Kukuxumusu a Tarragona nell’agosto 2009… ed è stato mio… un fantastico groviglio di mostriciattoli color carta da zucchero...
Kukuxumusu, una fabbrica di idee e disegni.
Kukuxumusu è la trovata di tre amici di Pamplona messa in atto per guadagnare qualche soldo da investire in vino durante i festeggiamenti di San Fermin.
L’idea ha preso forma durante un viaggio in Australia che i tre amici Mikel, Koldo e Gonzalo hanno fatto nel 1989.
Il progetto iniziale era decisamente minimale: vendere per strada t-shirts durante i giorni di festa e bersi di litro in litro tutti i ricavati.
A parte qualche incidente di percorso la trovata cominciò ad avere successo.
Poco a poco quella che era semplicemente una
"idea divertente" si trasformò in un
"progetto interessante".
Altre persone sono state coinvolte e la storia è cresciuta fino a diventare quello che è oggi Kukuxumusu.
Ovviamente il progetto continua a divertire i tre amici di Pamplona e il vino continua a piacere loro molto!
Kukuxumusu, “bacio di pulce” in lingua basca, partorisce idee bizzarre creando disegni per t-shirts e un’infinità di altri prodotti: borse e zaini, penne, asciugamani, quaderni, ombrelli, copriwater, tende da bagno, occhiali, caschi da moto e persino elicotteri.
Kukuxumusu è l'insieme di tante e varie cose, generalmente divertenti. O almeno questo è il suo obiettivo.
Dicono di loro stessi:
“A seconda del punto di vista, possiamo sembrarti una cosa o esattamente un’altra. Quello che ci è fermamente chiaro è che ci diverte quello che realizziamo, e facciamo quello che facciamo soprattutto per divertirci.”
www.kukuxumusu.com
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