foto di Elena Fiorio - Burano maggio 2009
“L’assassino del Marais” di Claude Izner
22 marzo 2017

Il campanile della chiesa della Trinité aveva appena battuto le otto del mattino. All'improvviso, una terribile esplosione scosse il quartiere. In pochi secondi, in rue de Clichy, un edificio di cinque piani vacillò sulla propria base, la scala crollò dal mezzanino fino al sottotetto e tutti i vetri andarono in frantumi.
L'onda d'urto fece vibrare il suo corpo. Il suo cervello tradusse: Apocalisse. La strada cominciò a girare su se stessa. La polvere gli pizzicava le narici, ma ciò che lo invadeva era qualcosa di diverso da quell'odore acre: sembrava riemergere dal ricordo di un'esperienza antica, soffocata da molto tempo. L'eco di quello che era successo. Un segno.
La fede ardente nell'esistenza di una risolutezza divina, il rispetto delle Scritture e il terrore dei sacramenti provocarono in lui la visione del suo tutore che puntava l'indice rigido verso il cielo oscuro. Era tornato, la sua voce tuonava. Sempre le stesse parole: «Ci fu un violento terremoto. Il sole divenne nero come sacco di crine, la luna diventò tutta del colore del sangue... A sguazzare nell'eresia si ottiene la dannazione! Castigo! Castigo!»
Cocci di vetro cospargevano il selciato. Un vecchio che tremava si era seduto sul bordo del marciapiede. Una donna dai vestiti laceri e coi capelli coperti d'intonaco urlò. Già arrivavano i primi soccorsi.

Poco desideroso di saperne di più, Victor si era vestito e si apprestava a uscire. Avrebbe voluto baciare Tasa, ma non riusciva a decidersi a farlo sotto lo sguardo sarcastico di Laumier.
«E il caffè?» esclamò lei.
«Sono in ritardo, un appuntamento in rue des Saints-Pères. Torno questo pomeriggio.»
«Non sono sicura di esserci...»
«Pazienza », biascicò.
Prima che potesse afferrare la maniglia, la porta si aprì, rivelando un omino con la bombetta, gli occhiali e un sigaro.
Non appena lo vide, Laumier urlò: «Lautrec! Che coincidenza! Sono andato agli Indépendants, l'allesti-
mento è splendido, mi piace terribilmente il vostro La Goulue entra al Moulin-Rouge, un'autentica faccia da sabba!»
Era davvero troppo. Victor percorse in pochi passi la distanza che lo separava dal suo appartamento e andò a chiudersi nella camera oscura. Che cosa importava se Tasa gli rimproverava il suo brutto carattere? Lui non sopportava proprio di saperla circondata da uomini l'uno più volgare dell'altro. Da creativi, sosteneva lei. E il suo talento dove lo metteva? La pittura, la pittura, sempre la pittura! E la fotografia?

Claude Izner è lo pseudonimo letterario delle sorelle Liliane Korb e Laurence Lefèvre, entrambe parigine e libraie, che da diversi anni scrivono romanzi a quattro mani. La loro passione per la storia e i romanzi gialli le ha spinte a creare il personaggio di Victor Legris, libraio e investigatore della Parigi del XIX secolo.

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Ricetta: polenta a ciode
19 marzo 2017

La polenta di zia Nerina, introvabile nei ricettari, replicata per la Festa del papà...

Polenta a ciode

300 gr. di farina di grano saraceno macinata grossa
300 gr. di farina di mais bramata
1,8 l. di acqua
1 cucchiaio di sale grosso
4 cipolle dorate (500 gr. circa)
180 gr. di burro
80 gr. di parmigiano grattugiato
sale e pepe


Mischiare la farina nera con quella gialla. Tagliare le cipolle in quarti poi a fette piuttosto sottili.
Fare bollire in un paiolo di rame l'acqua, aggiungere il sale grosso e successivamente la farina versata a pioggia continuando a mescolare con una frusta per evitare la formazione di grumi. Appena il composto diventa consistente rimestare con un bastone di legno (tarai).
Metterle le cipolle in una grande padella e soffriggerle con circa la metà del burro. Quando sono ben dorate, salarle e aggiungere il burro rimanente.
Cuocere la polenta per almeno 40 minuti continuando a girarla. E' pronta quando la consistenza è decisamente soda e il composto tende a staccarsi facilmente dal paiolo dove si è formata la tipica crosticina.
Rovesciare la polenta su un tagliere e tagliarla a grosse fette con l'apposito coltello di legno. Adagiare le fette leggermente sovrapposte in una teglia di ceramica, spolverizzarle con abbondante parmigiano grattugiato, coprirle con il condimento di cipolle poi completare con altro parmigiano e una macinata di pepe.
Servire da sola o accompagnata da formaggi valtellinesi di differenti stagionature. Tenere la polenta in caldo al forno per un eventuale bis.

Le ciode, in dialetto valtellinese, sono le tegole in ardesia tipiche dei tetti locali.



Vocabolario dialettale di Chiuro e Castionetto

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Ricetta: spezzatino di cappello del prete al vino rosso
18 marzo 2017

Ricetta capace di nobilitare un vino non eccezionale o un novello dimenticato in dispensa...

Spezzatino di cappello del prete al vino rosso

900 gr. di carne di manzo (cappello del prete)
300 gr. di passata di pomodoro
250/270 ml. di vino rosso
200 gr. di misto per soffritto surgelato
2 noci di burro (30 gr. circa)
olio extravergine d'oliva
3 foglie di alloro
farina
mezzo cucchiaino di zucchero
sale


Tagliare la carne a dadi e passarla velocemente nella farina.
Fare sciogliere il burro con poco olio nella pentola a pressione poi rosolare la carne dopo aver tolto la farina in eccesso. Quando carne e farina sono dorate aggiungere il misto per soffritto e mescolare bene sino quando tutta la farina è staccata dalla pentola.
Aggiungere quindi il vino, che deve quasi coprire la carne, la passata di pomodoro, lo zucchero, il sale e l'alloro.
Chiudere la pentola a pressione e fare cuocere per 30/40 minuti circa a partire dal fischio poi spegnere il fuoco e aspettare che si abbassi la valvola senza sfiatare.
Una volta aperta la pentola addensare, se necessario, lo spezzatino a fuoco vivace continuando a rimestare.
Servire caldissimo con polenta, patate lessate o riso bollito.

Il vino novello è prodotto mediante macerazione carbonica, una tecnica enologica particolare, elaborata in Francia nel 1934, che non prevede la pigiatura delle uve. Messo in commercio nel mese di novembre dello stesso anno di vendemmia è da bere preferibilmente entro sei mesi.


Io che odio il grasso della carne quando faccio lo spezzatino procedo così: taglio dal pezzo intero le parti grasse e connettive poi taglio il muscolo a dadi, quindi metto tutto in pentola. Sapore assicurato e bocconcini a prova di bambina schifiltosa...

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Cubes
17 marzo 2017

Pappa pixelata... tutta da indovinare...


Il quotidiano olandese De Volkskrant ha commissionato allo studio Lernert & Sander un progetto fotografico sull'alimentazione con il cibo come soggetto.

I designer Lernert e Sander hanno trasformato 98 alimenti crudi in cubi perfetti di 2,5 cm. per lato e hanno composto un'accattivante e minimale griglia geometrica.

Il progetto "Cubes" è stato seguito da "Cheese": 72 cubi di formaggio per illustrare il tema Storie olandesi.



lernertandsander.com

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Ricetta: pizza bianca con zucca e gorgonzola piccante
8 marzo 2017

Altro che torta mimosa...

Pizza bianca con zucca e gorgonzola piccante

800/900 gr. di pasta per la pizza
400 gr. di mozzarella
70/80 gr. di gorgonzola piccante
400 gr. di zucca
olio extravergine d'oliva
rosmarino
sale e pepe


Lasciare l'impasto leggermente infarinato a temperatura ambiente per almeno un'ora.
Mondare la zucca e tagliarla a fette sottili poi cuocerle, senza sovrapporle, in una larga padella antiaderente con poco olio e sale.
Tagliare la mozzarella a pezzi e il gorgonzola a dadini piccolissimi.
Oliare una grande teglia rettangolare e stendere al suo interno con le mani l'impasto lievitato. Guarnire con la mozzarella, i dadini di gorgonzola ben distribuiti, le fettine di zucca e pochi aghi di rosmarino.
Salare, pepare e infornare a 220° per 20/30 minuti.
Togliere la pizza dalla teglia, tagliarla in quattro e servire ben calda.


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Gli animali nascosti nelle ciotole di Geraldine
5 marzo 2017

Una colazione piena di poesia...


Le chat, le loup et l’oiseau
è il kit di ciotole realizzato da Geraldine de Beco, giovane designer francese, per il prestigioso marchio di porcellane Bernardaud.

Queste eleganti ciotole, bianche all’esterno e smaltate a colori internamente, nascondono tra le misteriose forme ondulate dei piccoli segreti.
Solo riempiendole, quasi sino all'orlo, appariranno magicamente le sagome degli animali celate al loro interno.

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Ricetta: blue cheese burger
23 febbraio 2017

Fatti con i panini al latte con semi di sesamo dell'Andreina...

Blue cheese burger (hamburger con gorgonzola piccante e cipolle grigliate)

4 panini per hamburger (burger buns)
4 hamburger di scottona da 150 gr.
80 gr. di gorgonzola piccante
1 cipolla dorata grossa
1 pomodoro cuore di bue
ketchup all'aceto balsamico
sale


Togliere gli hamburger dal frigorifero con un certo anticipo.
Affettare il pomodoro e ricavare quattro grandi fette piuttosto alte. Tagliare sottilmente il gorgonzola.
Mondare la cipolla e ottenere dalla parte centrale quattro fette intere non troppo sottili poi farle grigliare su una bistecchiera di ghisa con poco sale facendo in modo che non si aprano gli anelli.
Tolte le cipolle dalla griglia ben calda mettere al loro posto gli hamburger senza aggiungere condimenti. Cuocere la carne, a fiamma media, il tempo necessario per raggiungere il grado di cottura desiderato poi abbassare la fiamma e salare leggermente. Coprire gli hamburger con il gorgonzola e lasciarlo sciogliere appoggiando un coperchio sulla bistecchiera.
Tagliare in due i panini e scaldarli brevemente in forno. Spalmare le basi con il ketchup, aggiungere le fette di pomodoro, gli hamburger al gorgonzola e terminare con le cipolle grigliate. Chiudere i panini o appoggiare di lato le calotte e servire gli hamburger al piatto con coltello e forchetta.

Accompagnare con una insalata fresca e croccante di cuori di lattuga o igeberg.
L'ottimo ketchup all'aceto balsamico di Modena IGP De Nigris può essere sostituito con del ketchup normale o piccante oppure della salsa barbecue.



www.acetobalsamico.it

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Ricetta: fiori di patatine
15 febbraio 2017

Un omaggio floreale per un non San Valentino...


Fiori di patatine

patatine chips
palline di mais
pretzel sticks
paprica
curcuma


Scegliere delle patatine regolari e dalle dimensioni simili. Passare le palline di mais nella paprica o nella curcuma in polvere per ottenere dei colori brillanti.
Infilzare delicatamente in ogni pallina di mais quattro patatine a raggiera in modo da formare un fiore, se necessario con l'aiuto di un coltellino molto affilato, poi inserire uno stick a creare il gambo.
Disporre i fiori ottenuti su un vassoio o infilati in un cestino riempito con le palline di mais avanzate.

I fiori possono essere realizzati con chips di diversi tipi e colori: rigate, gusto barbecue, senape o wasabi oppure di patate viola o patate dolci.


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Parole d’amore intraducibili
14 febbraio 2017


In alcune lingue del mondo ci sono parole che indicano delle situazioni tipiche dell’innamoramento che in italiano possono essere descritte solo dalla combinazione di più parole o addirittura da frasi complesse.

Ecco dieci paole d'amore intraducibili:

Merak, serbo. Amore profondo per tutto l’universo che nasce dalla capacità di apprezzare le piccole cose.
Cwtch, gallese. Un abbraccio della persona amata che fa sentire di essere a casa e protetti.
Flechazo, spagnolo. Amore a prima vista, momento in cui si vede una persona per la prima volta e si capisce di volerla al fianco per tutta la vita.
Gezelligheid, olandese. Calore che si sente tra lo stomaco e la gola quando si pensa alla persona amata.
Manabamate, rapanui. Improvvisa mancanza di appetito causata dall'innamoramento.
Mamihlapinatapei, yamana. Sguardo di desiderio tra due persone troppo timide per fare la prima mossa.
Oodal, tamil. Finta rabbia che gli innamorati si mostrano a vicenda dopo un banale litigio.
Viraha, hindi. Rendersi conto di amare una persona soltanto poco prima di una separazione.
Retrouvailles, francese. Gioia che si prova quando si ritrova la persona amata dopo una lunga separazione.
Dor, rumeno. Avere l’impressione che il tempo che separa dal rivedere la persona amata non passi mai.

L’illustratrice britannica Emma Block ha realizzato per la campagna "More than just a word", del produttore di diamanti Vashi, 29 immagini che rappresentano altrettante parole intraducibili.



emmablock.co.uk
www.vashi.com/more-than-just-a-word

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Il filosofo, il teologo e il gatto nero
12 febbraio 2017

Filosofeggiando...

"Se un filosofo è un uomo cieco, in una stanza buia, che cerca un gatto nero che non c'è, un teologo è l'uomo che riesce a trovare quel gatto." Bertrand Russell

it.wikiquote.org/wiki/Bertrand_Russell

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