foto di Elena Fiorio - Burano maggio 2009
Avocado Stone Faces
24 luglio 2017

Esci da questo nocciolo...


Jan Campbell, creatrice di Avocado Stone Faces, vive nell'ovest dell'Irlanda e ha iniziato a scolpire noccioli di avocado per hobby nel 2014.
Nelle sue sapienti mani semplici noccioli di avocado si trasformano in straordinarie sculture in miniatura ispirate al folklore celtico.

Nel sito la giovane artigiana racconta come un giorno aprendo un avocado maturo sia stata colpita dal suo nocciolo perfettamente integro simile a una pietra e di come decise istintivamente di non buttarlo via ma di lavarlo e metterlo nella tasca del suo impermeabile. Nei giorni successivi, durante una passeggiata in campagna sotto una leggera pioggia ritrovò il nocciolo nell'impermeabile e tenendolo a lungo nel palmo della mano avvertì che era un oggetto capace di rassicurarla come un animale segreto che dimorava nella sua tasca. Il nocciolo rimase così nella tasca ancora per settimane sino a quando si accorse che la sua superficie era stata graffiata, forse da delle chiavi. Un pigmento arancione aveva riempito il graffio e la sensazione fu quella che l'animale segreto chiedesse di essere tirato fuori dalla pietra. Iniziò così l'intaglio del primo nocciolo di avocado, il primo di una lunga serie.

www.avocadostonefaces.com
www.instagram.com/avocadostonefaces

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Kaspar il quattordicesimo commensale
17 gennaio 2017

Un racconto curioso da "111 gatti e le loro pazze storie" di Elke Pistor...


In molte culture il dodici è considerato un numero fortunato: dodici sono i mesi dell'anno, le ore di una giornata sono due volte dodici, dodici erano gli apostoli.
Diffusa è invece la credenza che essere tredici a tavola porti sfortuna e di qui la convinzione più generale che il tredici sia un numero iellato. Bisogna ammettere però che, almeno in un caso, la superstizione si è rivelata fondata.
Siamo a Londra, nel 1898. Il proprietario di miniere Woolf Joel, di origini sudafricane, invita a cena all'Hotel Savoy di Londra un gruppo di colleghi d'affari e amici. La rinuncia di uno di loro fa sì che i convitati si ritrovino in tredici a tavola. Inevitabilmente la conversazione va a cadere sulla sfortuna che colpirà il primo che si congederà dagli ospiti. Woolf Joel, che il mattino deve partire presto per far ritorno a casa, deride la superstizione e accetta la sfida di essere il primo a lasciare la tavola. Durante il viaggio per Johannesburg viene ucciso a colpi di fucile dal barone Kurt von Veltheim, un ricattatore: casualità o verità della profezia?
Quando al Savoy si viene a sapere dell'incidente nessuno ha dubbi: mai più tavoli con tredici commensali. Inizialmente si pensa di far partecipare alle cene un dipendente dell'albergo, ma la proposta non incontra il favore degli ospiti, per nulla bendisposti a condividere pasti e conversazioni con un estraneo.
Nasce allora l'idea di un invitato muto e negli anni Venti l'hotel incarica l'artista Basil Ionides di scolpire un gatto. Da allora Kaspar, questo è il nome del felino di legno, siede a tavola, con tanto di piatto e posate e provvede a tenere lontana la sfortuna dagli altri commensali.
Nel 2007 l'hotel è stato completamente ristrutturato e gran parte degli arredi degli anni ruggenti sono stati venduti all'asta, tranne naturalmente Kaspar, il quattordicesimo convitato, della cui compagnia al tavolo è possibile godere ancora oggi.

www.kaspars.co.uk

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Barbie. The Icon
11 novembre 2015

Barbie. The Icon
Mudec - Museo delle Culture, Milano, dal 28 ottobre 2015 al 13 marzo 2016

Il suo vero nome è Barbara Millicent Robert, ma per tutti è solo Barbie. Definirla una bambola sarebbe riduttivo. Barbie è un’icona globale, che in 56 anni di vita è riuscita ad abbattere ogni frontiera linguistica, culturale, sociale, antropologica. Per questo motivo il Museo delle Culture di Milano le dedica una mostra, curata da Massimiliano Capella, dal titolo "Barbie. The Icon".



La mostra racconta l’incredibile vita di questa bambola che si è fatta interprete delle trasformazioni estetiche e culturali della società lungo oltre mezzo secolo di storia ma che, a differenza di altri miti della contemporaneità che sono rimasti stritolati dallo scorrere del tempo, ha avuto il privilegio di resistere allo scorrere degli anni e attraversare epoche e terre lontane, rappresentando ben 50 diverse nazionalità e rafforzando così la sua identità di specchio dell’immaginario globale.



La mostra è articolata in 5 sezioni e preceduta da una sala introduttiva, Who is Barbie, dove si trovano sette pezzi iconici che rappresentano le decadi dal 1959 ad oggi, la time line, le curiosità, i numeri e il making off globale di Barbie.



www.mudec.it/ita/barbie
www.thebarbiecollection.com

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Elephant Parade
10 ottobre 2011

Dopo la Cow Parade che mi ha vista a caccia di scatti fotografici…


Debutta in Italia la Elephant Parade. Dal 16 settembre al 15 novembre 2011 Milano ospita oltre ottanta riproduzioni di cuccioli di elefante, a grandezza naturale, dipinte da artisti famosi ed emergenti.

La mostra open air colora la città dal centro storico al quadrilatero della moda, dai Navigli alle zone della movida meneghina, fino all’aeroporto di Malpensa. coinvolgendo cittadini e turisti.

Si tratta di un evento itinerante organizzato per sostenere The Asian Elephant Foundation e salvaguardare la sopravvivenza dell’elefante asiatico, specie a rischio di estinzione.

La Elephant Parade, nata nel 2007, ha avuto edizioni di grande successo in città come Rotterdam, Anversa, Amsterdam, Londra e dopo Milano approderà a Singapore.

Per l’edizione milanese la star Kate Perry ha ideato un cucciolo per Swarovski, Alonso e Massa hanno autografato quello Ferrari e altri elefanti sono stati realizzati dal designer Mendini, gli street artist Blue & Joy e Kayone, la modella Jodie Kidd, l’artista egiziano Medath Shafik, il disc jockey Federico l’Olandese Volante e il disegnatore Vincino.

ViviMilano, inserto di cultura e tempo libero del Corriere della Sera, promuove un concorso aperto a tutti per la creazione di due nuovi elefanti. Fino al 13 ottobre è possibile proporre idee per decorare i pachidermi situati in corso Vittorio Emanuele e in corso Garibaldi, un ghost artist realizzerà i progetti selezionati che saranno visibili a partire dal 2 novembre.

Tutti gli elefanti, a fine esposizione, saranno portati ai Frigoriferi Milanesi (19/21 novembre) quindi battuti all’asta da Christie’s, il 22 novembre, in una speciale serata al Palazzo del Ghiaccio.

Tanti sono gli eventi collaterali organizzati. Cocktail a tema durante la settimana della moda donna, workshop per adulti e ragazzi, una mostra di disegni di bambini delle scuole elementari e medie e un temporary shop presso la Rinascente dove si possono acquistare gadget “elephant friendly”.


www.elephantparade.com

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Settimana a Parigi
16 agosto 2011

Personalissima selezione di cosa vedere in sette giorni… dando per scontato un piacevole ritorno altrettanto ricco di cose imperdibili…

Île de la Cité
Notre-Dame
Ste-Chapelle
mercato dei fiori de l'Île de la Cité
Île St-Louis
Quartiere Latino
St-Séverin
Musée de Cluny (anche solo in esterno se il tempo è tiranno...)

Musée d'Orsay
Grand Palais e Petit Palais  (solo in esterno... bisogna essere realistici...)
Hôtel des Invalides (solo in esterno)
Tour Eiffel

Musée de l'Orangerie
Jardin des Tuileries
Place du Carrousel
Musée du Louvre (in questa giornata solo in esterno...)
la Pyramide

Centre Pompidou (Beaubourg)
St-Eustache
Forum des Halles (giusto un'occhiata per curiosità...)
St-Germain l'Auxerrois
lungo Senna

St-Sulpice e lo gnomone astronomico
Palais du Luxembourg (solo in esterno)
Jardin du Luxembourg
Cimetière du Montparnasse
Tour Maine-Montparnasse (salita alla terrazza panoramica)
Boulevard du Montparnasse e statua di Balzac (se resta del tempo…)

Musée du Louvre (dodici ore minimo minimo… a patto di resistere…)

Muséum National d'Histoire Naturelle
Jardin des Plantes
metropolitana Abbesses (merita una fotografia…)
Montmartre
Sacré-Coeur
Au Lapin Agile e Moulin Rouge (solo in esterno???)

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