foto di Elena Fiorio - Burano maggio 2009
Affettuosità feline
13 aprile 2018

Sembra proprio Cleopazza in tutta la sua dolcezza...


Vignetta tratta da "Cat getting out of a bag and other observations" a cat book by Jeffrey Brown.

Jeffrey Brown è un fumettista nato nel 1975, a Grand Rapids nel Michigan, che vive e lavora a Chicago. In tema felino ha scritto "Cat getting out of a bag and other observations" seguito da "Cats are weird and more observations".

www.jeffreybrowncomics.com

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“Lenticchie alla julienne” di Antonio Albanese
31 marzo 2018

Un libro di ricette geniali come i "Piselli ripieni all'astice bipolare" ed eventi mondani e show cooking imperdibili a partire da "Il Fuorissimo Salone" di Sondrio...

Estratto da "La sfilata della Maison Tonné"

Ci avevano provato, a dirgli di no. Lo avevano costretto a una maratona burocratica così complessa che il cerimoniale di corte degli Asburgo, in confronto, sembrava un picnic sulla spiaggia di Fregene. Aveva chiesto invano permessi al questore, al prefetto, al sindaco, a svariati cardinali, agli uscieri di Palazzo Chigi, ai gladiatori del Colosseo e ad altre dozzine di autorità cittadine, per poi capire che il nulla osta che contava davvero era quello di Goran il Burbero, un gitano accigliato e di poche parole che, da una tenda a Villa Pamphilj, gestiva il racket dei suonatori di fisarmonica nelle metropolitane.
Alain non si era dato per vinto e aveva trionfato, anche se era la prima volta che gli toccava pagare una tangente in fisarmoniche. Avrebbe avuto la location che voleva, per l'evento che avrebbe reso indimenticabile quella Settimana della Moda milanese. Già il fatto che l'evento si tenesse a Roma era piuttosto memorabile, ma non bastava Roma, lui voleva di più.
Lui voleva il Vaticano.
La collezione autunno-inverno della neonata Maison Tonné sarebbe stata presentata con una sfilata esclusiva sul Cupolone di San Pietro, riservata a circa duecento selezionatissimi ospiti di prestigio, venuti da tutto il mondo: a parte una certa quantità di porporati, tutto il consiglio d'amministrazione dello Iorr e il fantasma di papa Borgia, c'erano almeno cinque teste coronate, una era quella di Luigi XVI, riesumata per l'occasione perché Alain non trovava chic che la Francia fosse una repubblica.

Ora però doveva concentrarsi. Presto il sole avrebbe cominciato a calare, gli ultimi raggi avrebbero incendiato il Cupolone, le ombre delle guglie si sarebbero allungate sulla città e i suoi cinque aiutanti californiani avrebbero potuto cominciare a tirar fuori le modelle dai frigoriferi. Alain aveva dovuto refrigerarle nelle ore più calde del giorno perché le sue creazioni di moda non andassero a male, dato che tutti i capi d'abbigliamento della Maison Tonné avevano una caratteristica in comune: si mangiavano.
Ovviamente, lo show cooking con il relativo buffet sarebbe a sua volta stato a tema fashion: flanella di asparagi, tagliatelle a nido d'ape, capocollo all'americana, e la portata principale di pesce - che gli era costata ore di studio e giorni di tentativi -, il tonno a ruota, in cui la difficoltà maggiore era sempre convincere il tonno a indossare la sottogonna di tulle.

Alanis era sicura del fatto suo. (...) era infatti diventata un'accanita sfogliatrice di rotocalchi: "Donna", "Donna e Madre", "Donna e Basta", "Vip", "Vippissimo", "Vip-hip-hurrà", "Chi", "Come", "In che senso" e persino "Qualora", che costava solo dieci centesimi e non conteneva nemmeno una frase di senso compiuto. Non se ne perdeva uno, Alanis. O quasi. Per disporre gli ospiti al grande evento di Tonné, dalle regine alle capitane d'industria e dai banchieri redenti ai fidanzati di cardinali, aveva calibrato al millimetro l'assegnazione dei posti a sedere, calcolando ogni variabile, dai matrimoni alle annessioni, dagli incesti alle stragi, dai cambiamenti di sesso alle impiccagioni di parenti e amici. Non c'è niente di più sgradevole, in fondo, che sedere accanto a qualcuno che ti ha fatto fallire la banca o ti ha impedito per un pugno di voti di essere eletto papa.

I problemi erano infiniti. La modella vegana rifiutava di indossare i pantaloni in manzo balbettante della Bassa Sassonia. La modella della Bassa Sassonia, offesa, rifiutava di far cambio e lasciarla sfilare con il suo poncho sformato di melanzane, dopo che la modella ebrea l'aveva sgridata per aver provato il cappello di pelle di pollo assieme alla casacca in tessuto di stracciatella di bufala, dato che abbinare carne e latte non è kosher. La modella californiana le aveva detto di non lamentarsi: il suo bikini in peperoncino venezuelano era peggio di un cilicio.

Il resto della sfilata si svolse senza intoppi, la modella californiana svenne per il dolore ma solo dopo aver finito la sua passerella, fu quindi spalmata di yogurt ai cetrioli e portata all'interno della Basilica ai piedi della statua di San Longino, che ci pensasse lui.

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Cat astrology
17 febbraio 2018

Benvenuta Cleopatra!


Ariete: Fai attenzione ai morsi d'amore! Gli attivi gattini dell'Ariete amano cacciare e inseguono i topi per coccolarli.
Toro: Ancora per favore! I gattini del Toro alla ricerca del piacere amano indulgere in crocchette extra, seguite da un sacco di coccole.
Gemelli: Attivi, curiosi e maliziosi, i gattini dei Gemelli amano uscire e miagolare in continuazione!
Cancro: Cucù! Il tuo gatto dolce, affettuoso e un po' fifone ama nascondersi sotto il letto, dove si sente sicuro e tranquillo.
Leone: Sono un gattino, ascoltami ruggire! Gli amorevoli gattini del Leone richiedono tutta la tua attenzione, quindi coccolali con tanto amore e tanti giocattoli.
Vergine: I gattini della Vergine si aspettano il meglio. Compra il loro cibo preferito e tieni la loro lettiera pulita per evitare soffi e attacchi!
Bilancia: Ma che bel gattino! Governato da Venere, pianeta dell'amore e della bellezza, il gatto della Bilancia ama pavoneggiarsi e farsi coccolare.
Scorpione: Miaooo! I gattini dello Scorpione un attimo sono pieni di amore e un attimo dopo sono pronti a soffiare, soprattutto se si accarezza un altro gatto!
Sagittario: I giocosi gattini del Sagittario amano fare casino. A volte girovagando spariscono per giorni in cerca di avventure.
Capricorno: E' il capo! Serio e un po' schivo, il gatto del Capricorno è particolarmente fedele e a te chiede lo stesso.
Acquario: Gli schietti gattini dell'Acquario amano tutte le creature grandi e piccine e sanno come raccogliere un seguito di ammiratori adoranti.
Pesci: I fantasiosi gatti dei Pesci trasformeranno qualsiasi cosa in un nuovo gioco e adoreranno osservare il grande mondo fuori dalla finestra.

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Felice San Valentino da Catsu
14 febbraio 2018

Sono soddisfazioni...


Sei dichiarazioni d'amore tutte feline:
"Voglio vomitare solo sul tuo tappeto".
"Sei la mia preferita da mordere".
"Abbracciami. Vai via. Coccoliamoci? Ho cambiato idea..."
"Questo dimostra quanto ci tengo a te" (omaggiandoti di un povero topino morto).
"Non sei così cattiva... sei proprio cattiva".
"Ti sopporto molto".

www.catsuthecat.com

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Le vignette di Catsu the cat
13 gennaio 2018

Oliver è decisamente un gatto cappello...


Catsu è una piccola impresa familiare gestita da due persone e un gatto. Daria è la creativa a tutto tondo, il suo compagno D. offre consulenza e supporto e la gatta Dita svolge il prezioso compito di musa ispiratrice!
Catsu è un nome inventato simile alla parola gatto ma con un suono vagamente giapponese.

Il sito "Catsu the cat" raccoglie le divertenti vignette di Daria e propone in vendita piccoli oggetti che raffigurano un simpatico gattino nero.
Il web-shop estone garantisce le spedizioni ovunque ci sia una cassetta postale.

Qui si vedono: tecniche feline di appostamento ninja, variazioni stagionali di coccole e accessori moda imposti da un gatto addormentato.



www.catsuthecat.com


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Up yours cup!
22 dicembre 2017

Quando il buongiorno si vede dal mattino...



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Mappa del letto felina
2 febbraio 2017

Chi non conosce la gettonatissima postazione d'attacco dei piedi... alzi una mano!


La mappa prevede le seguenti zone: posto dove dormire la notte, spazio dove russare, palestra di yoga e stretching, salone di toelettatura, trampolino di lancio per la cassettiera, salotto, postazione di attacco dei piedi, area di meditazione, zona pisolino.

Rymes with orange è una striscia americana scritta e disegnata da Hilary Price. Il titolo "Fa rima con arancia" nasce dalla convinzione diffusa che nessuna parola in lingua inglese faccia rima con orange. La striscia non ha personaggi ricorrenti ma include spesso cani e gatti.

Il sito rymes with orange di Hilary Price:
rhymeswithorange.com

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Un weekend d’amore
28 ottobre 2016

Moga, il cui vero nome è Meg, si definisce una studentessa universitaria senior di arte digitale, femminista, bevitrice di cioccolata e amante dei gatti.
Moga è il soprannome che le hanno dato a pochi mesi i genitori ed è l'abbreviazione di Mowgli, il personaggio del libro della giungla.


artbymoga.tumblr.com

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“Roba da gatti” di Doreen Tovey
21 agosto 2016

Quando le zampe le divennero più robuste e Sugieh cominciò ad avventurarsi fuori casa da sola, i nostri guai si moltiplicarono. La prima volta che andò in giardino non accompagnata si arrampicò sul tetto del garage, scivolò giù dallo spiovente posteriore e cadde nella cisterna dell'acqua. Riuscì a venirne fuori da sola e, dopo essersi precipitata in casa con le zampe irrigidite dallo sdegno, pronunciò una tale arringa mentre rivoli d'acqua verdastra le gocciavano dalla coda sul povero tappeto indiano, che Charles, mosso da un istinto di autodifesa, sgusciò fuori e in un batter d'occhio fabbricò un coperchio per la cisterna.
Dopo di allora, la prima volta che la nostra micina entrò in bagno e vide Charles sdraiato nella vasca, disgraziatamente si ricordò dello scampato pericolo e, con un grido d'orrore, si tuffò per salvarlo. In quel momento Charles aveva gli occhi chiusi e, quando Sugieh gli atterrò sul petto strillando come un'invasata, balzò in piedi terrorizzato e quasi svenne battendo, la testa contro l'armadietto del pronto soccorso, appeso sopra la vasca per non essere alla portata di Blondin.
Da allora Sugieh cadde ripetutamente nella vasca tentando di salvarci da un annegamento certo, tanto che dovemmo attaccare ai rubinetti un avviso per ricordarci di chiudere a chiave la porta prima di aprirli. Forse per controbilanciare le conseguenze provocate dal fatto che ora si bagnava tanto spesso, Sugieh prese l'abitudine, quando conversava con noi, di mettersi con il di dietro proprio contro il caminetto elettrico. Per ben due volte la punta della coda le prese fuoco e, mentre lei era talmente occupata ad arringarci che nemmeno se ne accorgeva, Charles, lanciandosi attraverso la stanza in un magnifico placcaggio da rugby, spense la fiamma prima che le arrivasse alla pelle, asserendo però che certe cose alla sua età facevano male al cuore, e non facevano troppo bene neppure a me. Ci decidemmo dunque a comprare certi parafuochi a maglie strette, che deturpavano orrendamente l'aspetto di qualsiasi stanza in cui li si collocasse, e li legammo con lo spago a tutti i camini della casa.
Ma il problema più grave era il cibo. A quanto pare, finché era vissuta con Anna, Sugieh aveva consumato con docile obbedienza i suoi due pasti di cereali, i due di carne e le quattro tavolette quotidiane di lievito che le erano prescritte. Non così da noi. Già dal secondo giorno, quando ci aveva ormai classificati come una coppia di babbei proni a ogni suo volere, rifiutò di continuare a mangiare i cereali. Se mangiavamo fegato, che in teoria lei non avrebbe dovuto mangiare più di una volta alla settimana, o pancetta che, sempre in teoria, non avrebbe dovuto mangiare affatto, si metteva a sedere sul tavolo, indifferente all'eventuale presenza di altri commensali, e sbavava come Oliver Twist. Peraltro mangiava il coniglio - che le faceva bene ed era così a buon mercato che il macellaio assumeva un'espressione afflitta se io ne ordinavo meno di mezzo chilo - soltanto quando glielo dettava il cuore, sicché non facevo altro che preparargliene dei piatti che venivano regolarmente rifiutati e che poi abbandonavo nel viottolo a vantaggio di gattini meno fortunati. Inutile dire che non appena quelli sopraggiungevano, Sugieh usciva fuori, a spintoni si apriva un varco nel gruppetto famelico e si rimpinzava di coniglio con tanto gusto che una vecchia signora scavò un vero e proprio solco nel nostro vialetto d'accesso a forza di venirci a riferire che la nostra cara gattina stava mangiando gli avanzi nel viottolo. Eravamo proprio sicuri di darle cibo a sufficienza?

Il latte le piaceva, ma solo se le consentivamo di berlo stando sul tavolo e direttamente dalla brocca. Superammo questa difficoltà tenendo il suo latte nella brocca e riempiendo le nostre tazze clandestinamente, in modo da non offenderla, dalla bottiglia che nascondevamo dietro la libreria. La gente diceva che eravamo matti, e che avremmo dovuto farla bere in un piattino. Ma non conoscevano Sugieh, esempio vivente di un polso d'acciaio in un piccolo guanto di velluto azzurro.

Una sera tornai a casa (Sugieh era con noi da circa un mese) annunciando che la mia ditta mi pregava di recarmi a Liverpool per affari, il che significava che sarei rimasta fuori per una notte. Charles mi guardò terrorizzato. Chi, domandò, avrebbe badato al gatto?
Tu, risposi allegramente. (...)
In quell'istante si udì un tonfo clamoroso, seguito da un gemito. Sugieh, che da quando era stata esclusa dalla vasca da bagno aveva sempre cercato nuove terre di conquista, era caduta nel gabinetto. Non avrebbe potuto scegliere momento peggiore. Se mai avevo sperato, anche solo per pochi secondi, che Charles avrebbe accettato di occuparsi di lei, ebbene, quel momento era irrevocabilmente passato. Quando la estrassi dall'abisso, mentre si dimenava urlando, Charles le lanciò un'occhiata, indi rabbrividì e disse che gli era venuta un'idea. Avremmo chiesto alla nonna di tenerla per la notte, così lui mi avrebbe accompagnata a Liverpool in macchina, e ci saremmo presi entrambi un breve riposo.
Mia nonna amava gli animali, e per fortuna non aveva ancora conosciuto Sugieh, perciò non ci fu difficile combinare la cosa.

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Io Ti Maledico
18 maggio 2016

Io Ti Maledico nasce, nel dicembre 2013 a Torre Annunziata, da un'idea di Adam Romano e il gufetto Tiè, alterego del suo creatore, invade il web facendo onore allo slogan: Diffondiamo l’odio. Con amore.

Ma dove nascono i suoi pensierini tanto cattivi quanto liberatori? Risponde Adam Romano: "Il progetto è nato inizialmente per divertimento personale, stavo cercando un modo per esprimermi appieno e sono finito in questo vortice da cui non sono più riuscito ad uscire. Per quanto riguarda il primo post ho pensato a mia suocera... lunga storia".



iotimaledico.it
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