foto di Elena Fiorio - Burano maggio 2009
Barometro di Michele Fusco
10 novembre 2011

Barometro - 10 novembre 2011

Non ho notato deliri da Carnevale di Viareggio.
Non ho visto neanche fuochi artificiali.
Non mi hanno chiamato quei dieci amici che lo odiano.
E pure il Fatto Quotidiano non esulta.
Paura che non si dimetta, eh?
(Michele Fusco)

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Cooperativa Rio Terà dei Pensieri
6 novembre 2011

Il mio nuovo sacchetto portatutto in tela Spritz Venezia (con tanto di ricetta)… e una bella storia da raccontare…

Nell'autunno 1994 detenuti e volontari costituiscono la Cooperativa Sociale Rio Terà dei Pensieri a Venezia.

I due fondatori, uno da una parte e uno dall'altra del tavolo del parlatorio del carcere, realizzano una "alternativa allo stare in branda in cella".

Il progetto parte nella Casa Circondariale Maschile S. Maria Maggiore, senza un ufficio ne una segretaria ma solo un telefono e tanta voglia di lavorare silenziosamente sei giorni su sette. Le attività si sviluppano, con il tempo, attorno a due fulcri principali e fondamentali: la formazione professionale e la produzione di manufatti.

Oggi la struttura della Cooperativa si è adeguata all'incremento delle attività con un ufficio e del personale assunto seppure il contributo del lavoro volontario sia ancora indispensabile.

La Cooperativa adesso opera nella Casa Circondariale Maschile S. Maria Maggiore (dove sono attivi i laboratori di serigrafia, taglio del vetro per mosaico, pelletteria, sartoria, assemblaggio e i corsi di formazione professionale di editoria elettronica, serigrafia, pelletteria, sartoria) e nella Casa di Reclusione per Donne della Giudecca (dove sono attivi i laboratori di orto, cosmesi, legatoria, calzoleria e i corsi di formazione professionale di orticoltura, cosmetica, legatoria, calzoleria).

Alla Cooperativa Sociale Rio Terà dei Pensieri di Venezia producono cosmetici, articoli in cuoio e pelle, simpaticissime magliette e borse in tela serigrafate e originali borse realizzate con i manifesti in PVC realizzati per pubblicizzare gli eventi della cittàa.

Nel progetto "Malefatte... di città di Venezia" (ideato dall’art director Fabrizio Olivetti) un rifiuto vero e proprio, come il manifesto in PVC, viene completamente riutilizzato con estro artistico, impegno sociale e tanta ironia. Le borse, pezzi unici creati a mano, diventano un ricercato fenomeno di moda.

"Malefatte... di città di Venezia" affianca i altri progetti “Design in gabbia” sempre della Cooperativa Sociale Rio Terà dei Pensieri.

I prodotti si trovano in vendita diretta nel negozio di Calle Zancana Cannaregio 2433, nel chiosco in Campo S. Stefano e altri chioschi itineranti a Venezia e Mestre. Sono inoltre presenti presso parecchi rivenditori sia a Venezia che a Mestre (per l’elenco completo consultare il sito).

www.rioteradeipensieri.org

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L’amaca quotidiana di Michele Serra
5 novembre 2011

L'amaca del 5 novembre 2011

«Dicono tutti che c'è la crisi ma i ristoranti sono pieni» è un classico dell'uomo della strada. Lo dice il tassista, lo dice l'avventore del bar, probabile che lo abbia detto ciascuno di noi in uno di quei momenti di spensierata dabbenaggine che costellano la vita di ogni persona qualunque. Sentire per la prima volta pronunciare quella frase al G20, da un capo di governo, è una svolta storica: vuol dire che l'uomo della strada, con tutta la sua spensierata dabbenaggine, è arrivato al vertice. Ci ritroviamo dunque a essere governati da uno qualunque, che quando pensa una fesseria qualunque la dice a tutti. Probabile che alcuni italiani ne siano soddisfatti: “che bello, finalmente un pirla come me è al potere, questa sì che è democrazia”. Ma è probabile, anche, che altri italiani, tra i quali mi annovero, ne siano invece desolati. Forse suggestionati da vecchie letture scolastiche (Pericle, per esempio) pensavano che la democrazia fosse una selezione dei migliori. Aperta a tutti, ma destinata a individuare i migliori. Il vecchio concetto di classe dirigente, insomma. Ritrovarsi rappresentati nel mondo da uno che pensa e parla come l'ultimo di noi è un bruciante fallimento. Votare per uno “come noi” significa sprecare il voto e sprecare la democrazia. Vogliamo votare per uno che sia migliore di noi. Per questo –soprattutto– non abbiamo mai votato Berlusconi. (Michele Serra)

www.repubblica.it

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