foto di Elena Fiorio - Burano maggio 2009
La maestrina dalla penna rossa
18 novembre 2011

Averne di maestrine così...

"Napolitano ci correggeva ogni decreto con la matita rossa, come una maestrina delle elementari." (Silvio Berlusconi, ex premier)

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Barometro di Michele Fusco
10 novembre 2011

Barometro - 10 novembre 2011

Non ho notato deliri da Carnevale di Viareggio.
Non ho visto neanche fuochi artificiali.
Non mi hanno chiamato quei dieci amici che lo odiano.
E pure il Fatto Quotidiano non esulta.
Paura che non si dimetta, eh?
(Michele Fusco)

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L’amaca quotidiana di Michele Serra
5 novembre 2011

L'amaca del 5 novembre 2011

«Dicono tutti che c'è la crisi ma i ristoranti sono pieni» è un classico dell'uomo della strada. Lo dice il tassista, lo dice l'avventore del bar, probabile che lo abbia detto ciascuno di noi in uno di quei momenti di spensierata dabbenaggine che costellano la vita di ogni persona qualunque. Sentire per la prima volta pronunciare quella frase al G20, da un capo di governo, è una svolta storica: vuol dire che l'uomo della strada, con tutta la sua spensierata dabbenaggine, è arrivato al vertice. Ci ritroviamo dunque a essere governati da uno qualunque, che quando pensa una fesseria qualunque la dice a tutti. Probabile che alcuni italiani ne siano soddisfatti: “che bello, finalmente un pirla come me è al potere, questa sì che è democrazia”. Ma è probabile, anche, che altri italiani, tra i quali mi annovero, ne siano invece desolati. Forse suggestionati da vecchie letture scolastiche (Pericle, per esempio) pensavano che la democrazia fosse una selezione dei migliori. Aperta a tutti, ma destinata a individuare i migliori. Il vecchio concetto di classe dirigente, insomma. Ritrovarsi rappresentati nel mondo da uno che pensa e parla come l'ultimo di noi è un bruciante fallimento. Votare per uno “come noi” significa sprecare il voto e sprecare la democrazia. Vogliamo votare per uno che sia migliore di noi. Per questo –soprattutto– non abbiamo mai votato Berlusconi. (Michele Serra)

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