Ricetta: patate al forno ai due colori15 marzo 2013
In Francia è facile trovare le chips di patate vitelotte per un aperitivo colorato...
Patate al forno ai due colori
500 gr. di patate vitelotte
500/600 gr. di patate a pasta gialla
olio extravergine d'oliva
1 rametto di rosmarino
sale
Pelare le patate e tagliarle a dadi non troppo piccoli. Asciugarle bene e metterle in due teglie separate (in modo che le patate viola non macchino le altre durante la cottura). Condire con olio e aghi di rosmarino e infornare le due teglie affiancate per 40 minuti a circa 180°. Se alla prova stecchino le patate risultano cotte ma non ancora ben dorate alzare la temperatura del forno o accendere il grill per alcuni minuti. Salare, mischiare le patate viola con quelle gialle e servire calde in unica teglia.
Per una buona riuscita del piatto le patate devono stare in un unico strato nelle teglie ed è importante non girarle sino a quando non iniziano a dorare e salarle solo a fine cottura.
La patata vitelotte (detta anche patata nera o patata tartufo e erroneamente patata viola) è una varietà antica e rara di patata originaria del territorio dell’America meridionale compreso fra il Perù e il Cile
Appartiene alla famiglia delle Solanum, ha una forma oblunga e irregolare ed è di dimensioni ridotte. La buccia è scura e piuttosto spessa, la polpa interna appiccicosa e profumata di nocciola ha un caratteristico colore viola intenso. E' piuttosto farinosa e ha un sapore che ricorda la castagna.
Molto usata nella cucina dei grandi chef è utilizzata soprattutto per creare piatti originali e d'effetto per il suo colore. Si cucina come le normali patate.
Da non confondere con la patata violetta coltivata in Val Di Susa che ha la polpa gialla o con la patata turchesa del Gran Sasso che ha la polpa bianca, la vitelotte è ampiamente coltivata in Francia, soprattutto nella zona della Picardie.
Non facilissima da reperire è molto ricca di antocianine, pigmenti che possiedono proprietà antiossidanti e antiradicali, presenti anche, ma in quantità inferiori, in mirtilli, ribes, lamponi, uva rossa e melanzane.
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Saint-Marcellin3 gennaio 2013
La mia passione casearia...
Il Saint-Marcellin è un formaggio francese di latte vaccino crudo, ma originariamente fatto con latte di capra, prodotto nel dipartimento dell'Isère (regione del Rodano-Alpi) nei dintorni dell'accogliente città da cui prende il nome. La sua origine è molto antica, le prime fonti risalgono al XIII secolo, dove in alcuni testi si parla di una "toma" prodotta in quella zona con il latte caprino. Ma è nel XV secolo che il formaggio diventa famoso con l'attuale nome.
Si tratta di un piccolo formaggio di forma circolare, simile a un tomino, con una pasta bianca, cremosa e vellutata e una crosta naturale bianca e fiorita molto sottile. Dal sapore deciso e profumato con un perfetto equilibrio tra dolcezza, acidità e salinità, ha un gusto di latte che si intensifica con la stagionatura esprimendo una vasta gamma di aromi di nocciola.
Ha un periodo di stagionatura di uno o due mesi. Si presenta in confezione di legno o in ciotoline di terracotta ideali per cottura al forno.
L'abbinamento enologico consigliato è con i rossi Saint-Emilion, Saint-Estèphe, Chateauneuf-du-Pape e Saint-Julien o un Chateau di Bellet bianco. Un must: con una punta di sale tartufato (per non farsi mancare nulla!)
... lo consiglio nelle patate al cartoccio con una bella macinata di pepe.
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Ricetta: zuppa di cipolle5 dicembre 2011
Oggi zuppa di cipolle! Come da tradizione di famiglia almeno una volta all'anno, a novembre o dicembre, zuppa di cipolle e Beaujolais nouveau...
Zuppa di cipolle
8 cipolle grosse (4 rosse e 4 dorate)
320 gr. di emmental (metà dolce e metà stagionato)
8 cucchiai di grana grattugiato
60 gr. di burro
4 francesini o ciabattine
2 litri di brodo
3 cucchiai di cognac
1 cucchiaio di farina
zucchero
sale e pepe
Pulire e affettare sottilmente le cipolle (sotto un filo d'acqua corrente se non si vuole piangere).
Fare fondere il burro in una casseruola e unire le cipolle affettate con un cucchiaino da tè di zucchero.
Cuocere le cipolle coperte a fuoco dolcissimo mescolando spesso, quando iniziano a essere leggermente dorate cospargerle con un cucchiaio di farina. Aggiungere il brodo caldo (può essere fatto con due litri d'acqua e due dadi) portare il tutto a bollore quindi abbassare la fiamma e fare cuocere per 20/30 minuti.
Nel frattempo affettare il pane e tostarlo nel forno a bassa temperatura.
Poco prima di servire insaporire la zuppa con tre cucchiai di cognac, pepe macinato fresco e un pizzico di sale se necessario.
Disporre le fette di pane in ciotole individuali coprendole con l'emmental tagliato a fettine sottili e il grana grattugiato quindi versare sopra la zuppa bollente.
Se non piace il pane ammollato si può servire la zuppa con il formaggio lasciando il pane tostato a parte da intingere come un crostino.
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Ricetta: quiche lorraine29 agosto 2011
Per portare a casa un po’ di sapore di Francia…
Quiche lorraine
1 disco di pasta brisèe
150/200 g. di pancetta affumicata a cubetti
150 g. di emmental francese
2 uova
1 confezione di panna da cucina
mezzo scalogno
2 cucchiai di grana grattugiato
noce moscata
sale e pepe
Rosolare molto bene la pancetta con lo scalogno affettato finemente senza condimento.
Tagliare a piccoli cubetti l’emmental.
Preparare un composto con le uova, la panna, il grana, una spolverata di noce moscata, sale e pepe.
Stendere la pasta brisèe in una teglia tonda abbastanza grande. Mettere sulla pasta l’emmental a cubetti e la pancetta rosolata e versare in ultimo il composto di uova e panna.
Cuocere la quiche in forno a 180/200° per circa 30 minuti, preferibilmente nei primi minuti con calore solo dal basso.
Consiglio: servire con una insalatina tenera a foglie piccole condita con un’emulsione di senape, olio extravergine e un goccino di latte.
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Tour Eiffel18 agosto 2011
Onomastico parigino!
Costruita in occasione dell'Esposizione univerale del 1889, la torre progettata da Gustave Eiffel avrebbe dovuto essere un'opera temporanea, molto criticata dagli esteti del XIX secolo (il poeta Paul Verlaine cambiava strada pur di non vederla) divenne invece il simbolo di Parigi.
E' stata la più alta costruzione al mondo fino al 1931 quando fu completato l'Empire state Building a New York.
Il primo livello, a 57 metri, può essere raggiunto in ascensore o salendo 360 gradini, vi si trova anche un ufficio postale.
Salendo altri 700 gradini, o prendendo l'ascensore, si arriva al secondo livello dove vi è il ristorante Jules Verne, uno dei migliori di Parigi.
Altri ascensori portano al terzo livello, a 274 metri di altezza, che può ospitare sino a 800 persone alla volta.
Alcuni numeri:
compresa l'antenna è alta 320 metri;
con il caldo l'altezza aumenta sino a 15 centimetri per la dilatazione del metallo;
i gradini fino al terzo livello sono 1652;
la tengono insieme 2,5 milioni di chiodi ribattuti;
non oscilla più di 12 centimetri;
pesa 10100 tonnellate;
40 tonnellate di vernice vengono usare ogni quattro anni per riverniciarla.
La torre ha ispirato molti gesti di folle coraggio. E' stata scalata da alpinisti, discesa in bicicletta da un giornalista, usata come base di lancio da paracadutisti e come palcoscenico da trapezisti. Nel 1911 un sarto parigino, Reisfeldt, tentò di volare lanciandosi giù dalla torre munito solamente di un mantello di sua creazione adattato per formare delle ali. Si schiantò davanti a una grande folla, secondo l'autopsia morì d'infarto prima di toccare terra.
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Settimana a Parigi16 agosto 2011
Personalissima selezione di cosa vedere in sette giorni… dando per scontato un piacevole ritorno altrettanto ricco di cose imperdibili…
Île de la Cité
Notre-Dame
Ste-Chapelle
mercato dei fiori de l'Île de la Cité
Île St-Louis
Quartiere Latino
St-Séverin
Musée de Cluny (anche solo in esterno se il tempo è tiranno...)
Musée d'Orsay
Grand Palais e Petit Palais (solo in esterno... bisogna essere realistici...)
Hôtel des Invalides (solo in esterno)
Tour Eiffel
Musée de l'Orangerie
Jardin des Tuileries
Place du Carrousel
Musée du Louvre (in questa giornata solo in esterno...)
la Pyramide
Centre Pompidou (Beaubourg)
St-Eustache
Forum des Halles (giusto un'occhiata per curiosità...)
St-Germain l'Auxerrois
lungo Senna
St-Sulpice e lo gnomone astronomico
Palais du Luxembourg (solo in esterno)
Jardin du Luxembourg
Cimetière du Montparnasse
Tour Maine-Montparnasse (salita alla terrazza panoramica)
Boulevard du Montparnasse e statua di Balzac (se resta del tempo…)
Musée du Louvre (dodici ore minimo minimo… a patto di resistere…)
Muséum National d'Histoire Naturelle
Jardin des Plantes
metropolitana Abbesses (merita una fotografia…)
Montmartre
Sacré-Coeur
Au Lapin Agile e Moulin Rouge (solo in esterno???)
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