foto di Elena Fiorio - Burano maggio 2009
“Madama sbatterflay” di Luciana Littizzetto
10 gennaio 2013

Adesso, quasi quasi, mi faccio un tatuaggio. Sulla coscia. Blu. A forma di vena varicosa, così mi porto avanti col lavoro.

Vogliamo parlare dei maschi che si tingono? Guarda, solo a pensarci mi viene la congiuntivite. Non è tanto il tingersi in sè, che va be', se uno si fa schifo grigio, che cosa vuoi mai dirgli, ma è che le tinte maschili sono sempre orride. Sono sempre colori che non esistono in natura. Smalti da carrozzeria.
... hanno quei neri mantello di Zorro, biondo vimini, mogano cruscotto della Jaguar. (...)
Con sto' castano castoro che persino il castoro, se ti vede, ti dice: "Minchia, esagerato!". Ma com'è che le donne riescono ad avere tinte naturali e i maschi sembrano colorati col trattopen?

Poi, non so se avete notato, ma quelli che si fanno fotografare nudi sono sempre unti... ma perchè? Li devi mica friggere... Te li devi portare a letto, che, oltrettutto, uno così vuncio ti fa subito l'alone sulle lenzuola. Cosa te ne fai? Prima di coricarti lo impani?

... esistono donne insignite della fighitudine imperitura. Che non è questione di bellezza, ma di stato di grazia che ti porti dietro finchè campi, anche a ottant'anni e oltre. La fighitudine, alcune donne ce l'hanno e altre no. Io, per esempio, non ce l'ho.
Sono dotate di fighitudine quelle che si alzano dal letto come se fossero appena uscite dal parrucchiere. Io invece esco dal parrucchiere come se fossi appena scesa dal letto. Rendo l'idea? (...)
Io con il ciclo ho delle occhiaie come Voldemort mentre loro fanno paracadutismo. Sono quelle che hanno mani lunghe e affusolate senza bisogno di unghie finte. Io una volta ho messo le unghie finte e sembravo uno di quei rastrelli di alluminio da giardino per tirar su le foglie. Quelle che, dopo aver fatto l'influenza, non appaiono sciupate, sono bianco perla. Se faccio io l'influenza, sembra che mi abbia masticato un mastino senza denti.

Io ho quarantotto anni ma me ne sento ottantaquattro portati a stento. Alla sera apro la "Settimana Enigmistica" ma non riesco nemmeno a risolvere il primo rebus. Piego la testa come un papavero e crollo. Quelle che ho intorno agli occhi una volta somigliavano alle crepette che di tanto in tanto trovi sopra i formaggi. Adesso sono più come le venature della pipa, le pieghe della bandiera, i lampi che i monsoni tropicali disegnano nel cielo. Non sono rughe, sono dei plissè.
Anche agli uomini, però, lasciatemelo dire, la stagionatura non porta tutte queste migliorie... Il vostro boy ce li ha già i peli bianchi nell'infracoscie? E il ginocchio coi risvolti in pelle? Il tatuaggio che cola come le scritte dei film dell'orrore? L'allungamento verso il basso degli amici di maria? I peli sulle orecchie che gli crescono già a velocità maggiorata? Gli sono già spuntati i peloni sulle sopracciglia simili alle antenne delle aragoste?

E il vostro boy? E' tornato brontolosauro? Che, se fosse il suo unico difetto, pazienza, una dice: "E' lagnoso, ma ha tanti di quei pregi...". Invece no, la lagnosità è il collante che tiene insieme una caterva di magagne. Convincetelo almeno a farsi un tatuaggio, magari una bella flebo sul braccio.

Per visualizzare eventuali immagini legate a questo post cliccare qui.


Commenti
Categorie: lettura · umorismo
Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

“L’educazione delle fanciulle” di Littizzetto e Valeri
6 gennaio 2012

Ho deciso di farmi gli auguri per la Befana con un post tutto al femminile...

Dialogo tra due signorine perbene.

Io sono abbastanza educata e so che le parolacce non si devono dire, ma non riesco a non dirle. Perchè sono liberatorie. Se le dici in maniera aggressiva sono volgari, se invece le usi per lo sberleffo perdono quella connotazione lì. Io non ce la faccio a non dirle. Vado proprio in astinenza. (...)
Forse basterebbe fare con le parolacce come per le sigarette. Ne dici solo tre al giorno. Una dopo pranzo, una dopo cena e una la sera guardando la tv. Quella te la godi proprio. (...)
Il problema è che io sono un'estimatrice della parolaccia. Ci sono momenti della vita in cui la parolaccia è d'obbligo. E' proprio necessaria. La parolaccia vera, liberatoria, autentica. (...)
E poi vaffanculo, perchè ci sono cose nella vita che si risolvono solo con un vaffanculo.
Luciana Littizzetto

Il tuo "elogio della parolaccia" non tiene conto del fatto che l'hai personalizzata; è diventata un tuo simpatico vezzo, prima o poi ne butti lì una e sembra quasi che si sistemi bene nel linguaggio più che definibile "un buon italiano". Del resto l'ingresso delle parolacce nel vocabolario aggiornato credo sia riscontrabile. Chi parla male anche senza scendere nel turpiloquio è come se lo facesse. Ne abbiamo quotidiani esempi.
(...) non è il mio sfogo preferito, la parolaccia. Sbattere una porta neanche, perchè casca la chiave. Forse la rabbia bisogna tenersela. Prima o poi passa.
Franca Valeri

Le bugie da dire a un uomo.
A un uomo si possono raccontare molte bugie, perchè non ascolta molto. Fatica spesso sprecata di cui si compiace la fantasia femminile. F.V.
"Mi sembri dimagrito". Con questa bugia qua ti si spalancano tutte le porte. Dopo puoi fare tutto quel che ti pare. L.L.

Per visualizzare eventuali immagini legate a questo post cliccare qui.


Commenti
Categorie: lettura · umorismo
Tags: , , , , , , , , , , , , ,