Ham Holy Burger18 luglio 2015
La mia ordinazione tipo: fries gourmet (patate fritte con la buccia tagliate a grossi spicchi servite con cinque salsine) e polpettine gipsy (polpette di vitellone di razza piemontese servite con guacamole, chutney di mango e salsa allo yogurt)...
Ham Holy Burger è una catena di piccoli locali decisamente originali, a Milano sono tre, che servono hamburger gourmet di sola carne razza piemontese Presidio Slow Food.
Si ordina con l’iPad componendo il proprio hamburger per sottrazione o addizione di ingredienti, grado di cottura della carne e preparazione a panino o al piatto.
Oltre all'hamburger di manzo, hamburger di pollo, di maiale e di seitan per accontentare proprio tutti.
Altre interessanti proposte: hot dog di wurstel di carne italiana, piattini (polpette, tartare e tagliate), taglieri, patate fritte (a chips o a spicchi), insalate e dolci.
Un menu ridotto (cinque piatti per tipologia) che cambia con una certa frequenza, corredato da una buona selezione di birre e qualche vino.
Consigliatissimo.
www.hamholyburger.com
Un saluto allo staff di Via Marghera a Milano!
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Categorie: bere · cibo · ristoranti
Tags: birra, catena, cinque, cottura, design, dolci, gourmet, Ham Holy Burger, hamburger, hi-tech, hot dog, ingredienti, insalate, locali, maiale, manzo, menu, Milano, panino, patate, piacere, piatto, pollo, polpette, Presidio Slow Food, razza piemontese, sacro, salse, seitan, tagliate, taglieri, tartare, valori, vino, wurstel
Una mimosa…8 marzo 2015
In Italia il ramo fiorito di mimosa viene tradizionalmente offerto alle donne il giorno dell'8 marzo per la Giornata internazionale della donna, questo a partire dal 1946 per iniziativa della parlamentare comunista Teresa Mattei.
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Categorie: animali · eventi · gatti
Tags: 8 marzo, cane, comunista, criceto, donne, gatto, giornata della donna, maiale, mimosa, mucca, oca, panda, pappagallo, parlamentare, pesce rosso, pulcino, Teresa Mattei
Ricetta: tagliatelle rigate con coppa ubriaca27 febbraio 2015
Dall'Abruzzo con furore queste inusuali tagliatelle rigate... perfette per un sugo di carattere...
Tagliatelle rigate con coppa ubriaca
400 gr. di tagliatelle rigate (o bucatini)
400 gr. di polpa di pomodoro
140 gr. di coppa (o capocollo)
1 cipolla grande
2 peperoncini secchi
1 bicchierino di gin o vodka
prezzemolo
olio extravergine d’oliva
sale e pepe
Affettare finemente la cipolla e farla appassire in una larga padella con poco olio, aggiungere la coppa tritata al coltello poi sfumare con il gin. Unire i peperoncini sbriciolati, la polpa di pomodoro, sale e pepe poi fare cuocere il sugo per una decina di minuti.
Lessare le tagliatelle rigate in abbondante acqua salata, scolarle al dente e versarle nel sugo. Mescolare bene aggiungendo del prezzemolo tritato e, se necessario, poca acqua di cottura della pasta.
Servire mettendo a dispozione del parmigiano grattugiato o del pecorino.
Coppa: insaccato detto anche capocollo, capicollo, lonza o lonzino presente in varie regioni italiane. E'ottenuto dalla lavorazione della porzione superiore del collo e da parte della spalla del maiale, le carni vengono salate e massaggiate poi insaccate in un budello naturale e fatte stagionare. Nel corso della lavorazione sono aggiunte spezie ed erbe aromatiche tipiche delle diverse località di produzione.
Tagliatelle rigate Pastificio Maiella, pasta di semola di grano duro trafilata in bronzo
www.pastificiomaiella.com
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Categorie: cibo · ricette
Tags: Abruzzo, capicollo, capocollo, cipolla, collo, coppa, erbe aromatiche, gin, insaccato, lonza, lonzino, maiale, olio, passata, pasta, pepe, peperoncini, pomodoro, prezzemolo, ricetta, sale, spalla, spezie, tagliatelle rigate, vodka
Ricetta: arrosto di maiale con pesteda valtellinese11 novembre 2014
Dalla toccata e fuga estiva in Valtellina sono tornata con un vasetto di pesteda...
Arrosto di maiale con pesteda valtellinese
1 kg. di arista o lonza di maiale
2 cucchiaini di pesteda
50 gr. di misto per soffritto surgelato
50 gr. di pancetta affumicata a dadini
1 bicchiere di latte
olio extravergine d’oliva
In una pentola a pressione rosolare il pezzo di arista intero con l’olio. Quando la carne è leggermente dorata da tutti i lati aggiungere la pesteda, la pancetta a dadini piccolissimi e successivamente il misto per soffritto. Quando anche le verdure sono rosolate versare il latte e chiudere la pentola a pressione. Fare cuocere per 20 minuti circa a partire dal fischio.
Terminata la cottura lasciare intiepidire la carne nella pentola a pressione poi tagliarla a fette abbastanza sottili. Mettere le fette in una teglia da forno che le contenga leggermente sovrapposte. Addensare il sugo, se ancora molto liquido, nella pentola a pressione aperta poi versarlo sulla carne. Infornare a 180° sino a quando l'arrosto è ben caldo e il sugo addensato al punto giusto.
Due piccole variazioni sul tema nella preparazione di questo arrosto possono essere fatte sostituendo il latte con del vino bianco o del vino rosso.
Pesteda: sale, pepe nero, vino rosso, aglio, timo, ginepro, erba iva (Achillea Moscata). Insaporitore della cucina tradizionale di Grosio.
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Tags: arista, arrosto, carota, cipolla, forno, latte, maiale, pancetta affumicata, pentola a pressione, pesteda, ricetta, sedano, Valtellina, vino bianco, vino rosso
Ricetta: arrosto alle albicocche21 febbraio 2014
Arrosto alle albicocche
1 kg. di lonza di maiale (o noce di vitello)
10/15 albicocche secche
2 spicchi d'aglio
1 bicchiere di marsala secco
1 dado vegetale
1 noce di burro
olio extravergine d'oliva
rosmarino
sale e pepe
Con un coltello lungo e affilato praticare un taglio nella carne in modo da formare un'ampia tasca. Ammollare le albicocche secche nel marsala (se sono molto morbide può non essere necessario).
Riempire la tasca con le albicocche poi chiudere l'arrosto con dello spago da cucina per evitare la fuoriuscita del ripieno durante la cottura.
Rosolare bene da tutti i lati la carne nella pentola a pressione con il burro, l'olio e l'aglio poi aggiungere il marsala, il dado e il rosmarino. Chiudere la pentola a pressione e cuocere per 15/20 minuti circa dal fischio.
Una volta cotto tagliare l'arrosto a fette e disporle in una teglia insieme al fondo di cottura dal quale è stato eliminato l'aglio. Salare e pepare.
Passare la teglia in forno sino a quando il sugo è ristretto e le fette hanno assunto un bel colore caramello.
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Tags: aglio, albicocche secche, arrosto, burro, dado, forno, lonza, maiale, marsala, olio, pentola a pressione, pepe, ricetta, rosmarino, sale, spago da cucina, tasca
Ricetta: arista all’arancia15 febbraio 2013
L'arrivo di otto casse di arance in ufficio mi ha fatto venire voglia di cercare ricette non ancora sperimentate con l'arancia come ingrediente protagonista... ecco l'arrosto che è stato promosso a pieni voti...
Arista all'arancia
1 kg. di arista o lonza di maiale
2 grosse arance bionde
1 bicchiere di marsala (o un bicchierino di brandy)
1 cucchiaino di semi di senape (o mezzo di senape in polvere)
1 cucchiaino di miele
1 spicchio d'aglio
rosmarino
olio extravergine d'oliva
sale
In una pentola a pressione rosolare l'arista intero con l'olio e lo spicchio d'aglio tagliato in due e privato del germoglio. Quando la carne è ben rosolata da tutti i lati aggiungere i semi di senape e il rosmarino quindi sfumare con il marsala. Aggiungere dopo qualche minuto il succo delle due arance, girare bene la carne e chiudere la pentola a pressione. Fare cuocere per 15/20 minuti dal fischio.
Terminata la cottura nella pentola a pressione tagliare la carne a fette abbastanza sottili e metterle in una teglia da forno che le contenga leggermente sovrapposte. Togliere i pezzi d'aglio dal sugo all'arancia, che si presenterà ancora molto liquido, aggiungere il miele e mescolare il sugo sul fuoco in modo che il miele si sciolga bene. Versare il sugo sulle fette di carne, salare e infornare a 180° sino a quando il sugo è ben addensato.
Se le arance non sono trattate si può anche aggiungere al succo la scorza di mezza arancia grattugiata o tagliata a julienne, avendo l'accortezza di non intaccare la parte bianca amara.
Ho tentato di farmi una cultura sui tagli del maiale: carrè, arista, lombata, lonza, lombo e filetto ma a parte il fatto che provengono tutti dalla zona dorsale ben poche sono le altre certezze. Sfido a trovare due fonti che dicano la stessa cosa!
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