foto di Elena Fiorio - Burano maggio 2009
Ricetta: risomilla miele e vaniglia
14 maggio 2017

Stai tranqui...


Risomilla miele e vaniglia

Per porzione:
mezza tazza di latte di riso alla vaniglia
mezza tazza d'acqua
1 bustina di camomilla
1 cucchiaino di miele


Portare a bollore l'acqua in un pentolino poi versarla in una tazza e mettere in infusione la camomilla. Nel frattempo scaldare anche il latte di riso alla vaniglia.
Ottenuta una camomilla dal colore bello carico togliere la bustina, aggiungere il miele e il latte di riso caldo.
Mescolare, bere la risomilla ben calda e... buona notte!



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Chocoroscopo
1 gennaio 2016

Non credo più alle stelle ma al cioccolato si...


Che cioccolato sei?

Ariete: cioccolato fondente all'85 o addirittura al 99% rigorosamente in tavoletta oppure aromatizzato al peperoncino, al pepe o al sale.
Toro: un cremino alla nocciola o alla vaniglia oppure una cioccolata in tazza spruzzata di cannella.
Gemelli: una tavoletta con cereali o riso soffiato oppure cioccolato alla menta, all'anice o al rosmarino.
Cancro: cioccolato al latte o bianco ma anche al miele o alla vaniglia oppure una fonduta al cioccolato con frutta fresca.
Leone: un boero o delle scorzette tuffate nel cioccolato fondente oppure un marron glacé o del marzapane ricoperto.
Vergine: una tavoletta alla nocciola o al muesli oppure cioccolato fondente all'80%.
Bilancia: una pralina al barolo, al caramello, allo champagne o ai frutti di bosco oppure un classico bacio.
Scorpione: una fonduta al fondente oppure cioccolato allo zenzero, al ginseng, al pepe o al peperoncino.
Sagittario: cioccolato alla mandorla, alla noce, al cocco o al pistacchio oppure speziato alla cannella, ai chiodi di garofano o allo zenzero.
Capricorno: cioccolato fondente al caffè o un frollino con pezzettoni di cioccolato.
Acquario: una fonduta con spiedini di frutta oppure cioccolato alla liquirizia, al limone o al sale.
Pesci: una cioccolata bianca in tazza oppure un gianduiotto o un cioccolatino con cuore cremoso.


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Polvere di Ippocrasso
12 dicembre 2015

Assaggiato per la prima volta a Golosaria 2011 e... ritrovato!


Il vino medioevale Polvere di Ippocrasso, prodotto esclusivo dell’Agriturismo Parco Verde, è una fedele riproduzione di una prelibatezza medioevale preparata sulla base di un’antica ricetta del 1.000 d.C. custodita al Museo Archeologico Nazionale della Val D’Agri a Grumentum.

Il vino medioevale Polvere d’Ippocrasso viene prodotto a lotti da 20 litri esclusivamente con una procedura artigianale che prevede il filtraggio attraverso panni come da tradizione medioevale. La base costituita da vino Bordolese dell’Alta Val d’Agri, con una piccola percentuale di Aglianico del Vulture, secondo le indicazioni della ricetta viene speziata con l’aggiunta di cannella, pepe nero, zenzero, galanga secca e miele.

Il risultato è un vino unico e piacevolissimo con profumo di cannella e frutta del sottobosco tipica del vitigno aglianico che rivela al palato un armonico sapore di zenzero e pepe nero. Ottimo per accompagnare i dolci ma anche i formaggi erborinati e medio-stagionati, è sorprendente in abbinamento alla carne di cinghiale.

Bevanda di origine greca a base di vino rosso, si presume fosse utilizzata intorno al 460 a.C., anche se il suo largo uso inizia a partire dal medioevo sino al 1700, per poi scomparire del tutto con il trascorrere dei secoli.

Polvere di Ippocrasso vino medievale
Agriturismo Parco Verde, Contrada Spineta (Potenza)
Formato: 0,50 l.
Classificazione: bevanda alcolica speziata.
Casa produttrice: azienda agrituristica "Parco Verde".
Zona di produzione: Grumento Nova (Basilicata).
Contenuto alcolico: 15%.
Ingredienti: vino, zucchero e/o miele, cannella, zenzero e/o galanga secca, pepe nero.
Colore: rosso rubino intenso.
Profumo: molto intenso, speziato.
Sapore: equilibrato, caldo, di spiccata personalità.
Temperatura di servizio: 6/8° C.

www.agriturismoparcoverde.it

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Ricetta: arista all’arancia
15 febbraio 2013

L'arrivo di otto casse di arance in ufficio mi ha fatto venire voglia di cercare ricette non ancora sperimentate con l'arancia come ingrediente protagonista... ecco l'arrosto che è stato promosso a pieni voti...

Arista all'arancia

1 kg. di arista o lonza di maiale
2 grosse arance bionde
1 bicchiere di marsala (o un bicchierino di brandy)
1 cucchiaino di semi di senape (o mezzo di senape in polvere)
1 cucchiaino di miele
1 spicchio d'aglio
rosmarino
olio extravergine d'oliva
sale


In una pentola a pressione rosolare l'arista intero con l'olio e lo spicchio d'aglio tagliato in due e privato del germoglio. Quando la carne è ben rosolata da tutti i lati aggiungere i semi di senape e il rosmarino quindi sfumare con il marsala. Aggiungere dopo qualche minuto il succo delle due arance, girare bene la carne e chiudere la pentola a pressione. Fare cuocere per 15/20 minuti dal fischio.
Terminata la cottura nella pentola a pressione tagliare la carne a fette abbastanza sottili e metterle in una teglia da forno che le contenga leggermente sovrapposte. Togliere i pezzi d'aglio dal sugo all'arancia, che si presenterà ancora molto liquido, aggiungere il miele e mescolare il sugo sul fuoco in modo che il miele si sciolga bene. Versare il sugo sulle fette di carne, salare e infornare a 180° sino a quando il sugo è ben addensato.

Se le arance non sono trattate si può anche aggiungere al succo la scorza di mezza arancia grattugiata o tagliata a julienne, avendo l'accortezza di non intaccare la parte bianca amara.

Ho tentato di farmi una cultura sui tagli del maiale: carrè, arista, lombata, lonza, lombo e filetto ma a parte il fatto che provengono tutti dalla zona dorsale ben poche sono le altre certezze. Sfido a trovare due fonti che dicano la stessa cosa!

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Miele
2 agosto 2012

Miele di acacia
Viene prodotto in tutta Italia, tipico delle Prealpi viene raccolto anche in Toscana, Abruzzo, Campania e alcune zone dell’Emilia Romagna.
Ha un profumo tenue e delicato di fiori, una consistenza liquida e setosa, un colore molto chiaro. Il gusto è delicato con sentori di vaniglia e non sovrasta i sapori.
Si abbina a formaggi erborinati come il gorgonzola ma anche al provolone e al pecorino romano.

Miele di eucalipto
Proviene soprattutto dall’Italia centro-meridionale, in particolare dal litorale tirrenico e dalle isole.
Mediamente aromatico e dal colore bruno ha sapore forte e persistente, non troppo dolce e con un retrogusto leggermente salato.
E’ adatto per arricchire vinagrette o salse a base di burro, si accompagna bene anche a formaggi saporiti come il ragusano stagionato e il parmigiano reggiano.

Miele di girasole
E’ prodotto nelle regioni dell’Italia centrale.
Compatto, dal colore giallo vivo e dal profumo leggero che ricorda la paglia, ha sapore fresco e fruttato.
Le sue note aromatiche esaltano formaggi di buona personalità come il taleggio e l’asiago.

Miele di lavanda
Proviene soprattutto da Francia e Spagna, in Italia si produce in Sardegna.
Dal profumo fragrante e molto intenso di piante aromatiche ha un colore che va dal giallo paglierino a quello ambrato. Il sapore è fruttato e aromatico con un persistente retrogusto in cui si percepiscono note di fico maturo e mandorla.
L’abbinamento ideale è con il montasio, il pecorino sardo e il pecorino siciliano.

Miele di agrumi
Originario dell’Italia meridionale e delle isole.
Ha un colore che va dal bianco al beige chiaro e una consistenza sabbiosa con cristalli piuttosto grossi. Il profumo è spiccato e il sapore mediamente intenso, fruttato e floreale con una nota piacevolmente acidula.
Si sposa con formaggi tipici del sud come il caciocavallo, la mozzarella e la scamorza. Perfetto anche con il pesce, crudo e cotto, oltre che nel tè e nello yogurt.

Miele di corbezzolo
Prodotto in autunno dal tipico sempreverde della macchia mediterranea è molto diffuso soprattutto nell’Italia centro-meridionale e nelle isole, in particolare in Sardegna.
Ha colore ambrato, profumo pungente e sapore amaro che ricorda la cicoria.
Si abbina con alimenti dal retrogusto amarognolo come cardi o carciofi. Per contrasto si serve anche con latticini grassi e dolci come la ricotta romana, il mascarpone o la robiola.

Miele di tiglio
E’ prodotto su gran parte del territorio italiano.
Molto aromatico a partire dal profumo floreale, ha cristalli grossi e irregolari e colore ambrato. Il sapore è rinfrescante, mediamente dolce e leggermente acidulo.
Il suo gusto fresco e aromatico si abbina a i formaggi molto saporiti come il bagoss, il castelmagno e il bitto. Perfetto anche negli infusi caldi e nella frutta cotta.

Miele di castagno
Si produce in tutta Italia nella fascia collinare e montana.
Ha profumo forte e penetrante con una piacevole nota tannica e sapore gradevolmente amarognolo. La consistenza è liquida e il colore spazia dall’ambra scuro al nero.
Ideale per aromatizzare le carni a partire dagli arrosti, ottimo anche per accompagnare i formaggi di capra, la caciotta toscana, il caciocavallo il parmigiano reggiano.

Miele di rododendro
Prodotto nelle regioni dell’arco alpino italiano dalla Valle d’Aosta al Friuli Venezia Giulia.
Quasi incolore allo stato liquido cristallizzando diventa beige chiaro. Ha un profumo molto lieve e un sapore dolce, fine e poco persistente.
Accompagna formaggi importanti come il bra e il vezzena.

Miele di erica
E’ prodotto in particolare in Toscana ma anche in Liguria, Umbria e Sardegna.
Molto torbido e piuttosto acido, ha un colore marrone con sfumature arancio. Il profumo è fresco e caramellato e il sapore ricorda la liquirizia.
Accompagna egregiamente formaggi stagionati e piccanti come il puzzone di Moena e il fiore sardo.


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Il latte e la vita
31 marzo 2012

Scrive Fabio Picchi nel mensile di marzo del Teatro del Sale di Firenze:

Il latte e la vita

Va da sè la mia passione per il cibo, con il mestiere che mi porto appresso (...)
Io d'altronde temo sempre che l'argomentazione intorno all'essere cuoco diventi unica, pesante e noiosa. Tengo così nascosta la cosa più cara che mi porto sin da quando ho memoria, dove il tempo dedicato allo studio e ai giochi, al fine, mi portava sempre in cucina. E se non aprivo il frigorifero era la dispensa. L'occhio correva  rapido a comporre mentalmente le possibili merende e la mano cominciava i primi allenamenti per la precisione dei tagli, anche di semplici fette di pane. Sì, i morsi che seguivano mi davano un'estasi di piacere nell'atto della deglutizione. A quel punto le endorfine già giravano vorticose, placando le ansie giovanili e portandomi in uno stato di estrema felicità. (...)
Era sufficiente la speranza della fragranza di un panino al lampredotto. E, nei pomeriggi passati in casa, erano sufficienti quelle fette di pane e burro e marmellata, o quelle fette di panettone, o le marie farcite di miele e sovrapposte, o i bucaneve inzuppati, sempre e comunque, in quelle tazze di latte. (...)
Fu per quelle endorfine che ho scelto, per sfrenata passione, il mio mestiere misurandolo con il mio talento più prezioso, quello di saper mangiare.



www.ambasciatateatrale.com
www.ilfattoquotidiano.it/blog/FPicchi/

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