Sonno ristoratore IKEA27 settembre 2018
Premio GAC in salsa svedese...
Dal catalogo IKEA svizzero: "Sonno ristoratore: un nuovo status symbol?"
Poter dormire bene dovrebbe essere scontato, ma con il nostro stile di vita attivo è diventato quasi un lusso. Il riposo notturno è comunque prezioso: dalla qualità del sonno dipende infatti la nostra risposta alle sfide della vita quotidiana.
Torbjorn Akerstedt, professore e studioso del sonno, ti rivela tre semplici trucchetti per un riposo notturno davvero rigenerante.
Prima di andare a letto, rilassati e stacca la spina. L'orario ideale per andare a dormire è sedici ore dopo il consueto risveglio. Due ore prima di coricarti inizia a rallentare le tue attività, smetti di lavorare ed evita di guardare un qualsiasi schermo.
Mantieni fresco l'ambiente: 15-17° sono la temperatura ideale per dormire.
Metti la sveglia e non pensarci più. Non usare il cellulare, ma una sveglia normale. Impostala, girata verso la parete e se durante la notte ti svegli non guardare l'ora: non farebbe che stressarti e riaddormentarti sarebbe più difficile.
Buonanotte!
Per visualizzare eventuali immagini legate a questo post cliccare qui.
Commenti
Categorie: varie ed eventuali
Tags: buonanotte, catalogo, cellulare, dormire, fresco, IKEA, letto, lusso, notte, ore, premio GAC, rallentare, riaddormentarsi, rigenerante, rilassarsi, riposo, risveglio, schermo, sfide, sonno, status symbol, stile di vita, stress, studioso, sveglia, Svezia, temperatura, Torbjorn Akerstedt, trucchetti, vita
Le Regionali Moretti27 giugno 2016
Manca solo la pugliese da assaggiare... ma è già del frigorifero...
Pugliese: birra chiara con selezioni di fico d'india e grano arso pugliesi
Lucana: birra chiara con selezioni di alloro e malto d'orzo lucani
Friulana: birra chiara con selezioni di mela renetta friulana
Siciliana: birra chiara con selezioni di fiori di zagara siciliana
Piemontese: birra chiara con selezioni di mirtillo e riso piemontesi
Toscana: birra chiara con selezioni di pregiato orzo e farro toscani
www.birramoretti.it
Per visualizzare eventuali immagini legate a questo post cliccare qui.
Commenti
Categorie: bere
Tags: alloro, birra chiara, birre, colore, farro, fermentazione, fico d'india, fiori di zagara, Friulana, gradazione, grano arso, gusto, lager, Le Regionali, Lucana, malto d'orzo, mela renetta, mirtillo, Moretti, orzo, Piemontese, Pugliese, riso, selezioni, Siciliana, temperatura, Toscana
Polvere di Ippocrasso12 dicembre 2015
Assaggiato per la prima volta a Golosaria 2011 e... ritrovato!
Il vino medioevale Polvere di Ippocrasso, prodotto esclusivo dell’Agriturismo Parco Verde, è una fedele riproduzione di una prelibatezza medioevale preparata sulla base di un’antica ricetta del 1.000 d.C. custodita al Museo Archeologico Nazionale della Val D’Agri a Grumentum.
Il vino medioevale Polvere d’Ippocrasso viene prodotto a lotti da 20 litri esclusivamente con una procedura artigianale che prevede il filtraggio attraverso panni come da tradizione medioevale. La base costituita da vino Bordolese dell’Alta Val d’Agri, con una piccola percentuale di Aglianico del Vulture, secondo le indicazioni della ricetta viene speziata con l’aggiunta di cannella, pepe nero, zenzero, galanga secca e miele.
Il risultato è un vino unico e piacevolissimo con profumo di cannella e frutta del sottobosco tipica del vitigno aglianico che rivela al palato un armonico sapore di zenzero e pepe nero. Ottimo per accompagnare i dolci ma anche i formaggi erborinati e medio-stagionati, è sorprendente in abbinamento alla carne di cinghiale.
Bevanda di origine greca a base di vino rosso, si presume fosse utilizzata intorno al 460 a.C., anche se il suo largo uso inizia a partire dal medioevo sino al 1700, per poi scomparire del tutto con il trascorrere dei secoli.
Polvere di Ippocrasso vino medievale
Agriturismo Parco Verde, Contrada Spineta (Potenza)
Formato: 0,50 l.
Classificazione: bevanda alcolica speziata.
Casa produttrice: azienda agrituristica "Parco Verde".
Zona di produzione: Grumento Nova (Basilicata).
Contenuto alcolico: 15%.
Ingredienti: vino, zucchero e/o miele, cannella, zenzero e/o galanga secca, pepe nero.
Colore: rosso rubino intenso.
Profumo: molto intenso, speziato.
Sapore: equilibrato, caldo, di spiccata personalità.
Temperatura di servizio: 6/8° C.
www.agriturismoparcoverde.it
Per visualizzare eventuali immagini legate a questo post cliccare qui.
Commenti
Categorie: bere
Tags: Aglianico, Agriturismo Parco Verde, artigianale, Basilicata, Bordolese, cannella, carne di cinghiale, colore, Contrada Spineta, dolci, filtraggio, formaggi erborinati, galanga secca, Grumentum, ingredienti, miele, Museo Archeologico Nazionale della Val D’Agri, origine, panni, pepe nero, Polvere di Ippocrasso, Potenza, profumo, ricetta, sapore, speziato, temperatura, vino medioevale, vino rosso, vitigno, zenzero
Un sorso di Gatão31 agosto 2015
Grazie Giuliana e grazie a tutti i meravigliosi gatti rossi...
Gatão Bianco
Giallo chiaro. Leggermente frizzante. Giovane e fruttato. Delicato, morbido e fresco. E' un vino semisecco da bere giovane.
Regione: Vinho Verde (Portogallo)
Tipo: vino bianco
Alcol: 9%
Dimensione bottiglia: 750 ml.
Vitigno: Azal, Pedernã, Trajadura, Avesso, Loureiro
Enologo: José Maria Machado
In una regione temperata dall'influenza dell'Atlantico, dove il paesaggio rimane verde anche in piena estate, nasce un vino con una freschezza e morbidezza senza confronto. Gatão è un vino fresco e liscio, giovane, divertente e audace. Un vino ideale per ogni giorno che allieta lo spirito con la sua naturale freschezza.
Conservazione e consigli: servire a una temperatura tra 6° e 8°.
Abbinamenti: ottimo con pesce e crostacei, ideale come aperitivo leggero.
Gatão Rosè
Rosa chiaro. Leggermente frizzante. Giovane e fruttato. E' delicato, morbido e fresco.
Regione: Tras-os-Montes (Portogallo)
Tipo: vino rosato
Alcol: 10,5%
Dimensione bottiglia: 750 ml.
Vitigno: vitigni portoghesi
Enologo: José Maria Machado
Gatão Rosè ha la freschezza e la giovinezza tipica anche di Gatão Bianco che rappresenta infatti un punto di riferimento. E' un vino ricco di emozioni indicato per persone giovani.
Conservazione e consigli: servire a una temperatura tra 8° e 10°.
Abbinamenti: ottimo con grigliate di carne magra, pasta e pizza, ideale come aperitivo.
www.portugalvineyards.com
Per visualizzare eventuali immagini legate a questo post cliccare qui.
Commenti
Categorie: bere
Tags: abbinamenti, alcol, aperitivo, Avesso, Azal, bottiglia, colore, delicato, enologo, fresco, fruttato, Gatão Bianco, Gatão Rosè, giallo, giovane, Loureiro, morbido, Pedernã, Portogallo, rosa, temperatura, Trajadura, Tras-os-Montes, Vinho Verde, vino, vino bianco, vino rosato, vitigno
“Il morso della lucertola” di David Hewson20 marzo 2013
Molto bella questa ambientazione lagunare...
"Bella" mormorò tra sè, e rimase sconvolto da quanto suonasse vecchia e roca la sua stessa voce. Uriele Arcangelo aveva quarantanove anni. Una vita passata a lavorare di notte nella fornace, quella maledetta e amata fornace, con il fuoco che gli spezzava le vene delle guance indurite, gli aveva conferito la carnagione e l'aspetto spento e depresso di un vecchio.
II lavoro teneva Scacchi sull'acqua, posto che piaceva sia a lui che al suo cane, lontano da Venezia con i suoi vicoli oscuri e gli esseri umani ancora più oscuri. Era cresciuto sulla laguna, nella fattoria isolata che sua madre gli aveva lasciato in eredità dieci anni prima. Quando Scacchi si trovava lì, o sulla sua barca, si sentiva a casa, al sicuro dalla città e dai suoi pericoli. (...)
Nonostante la sua vita appartata o, forse, proprio a causa di essa, era un uomo loquace ed espansivo, a cui piaceva bere e scherzare con i suoi simili. Non tornava mai a casa in barca dai giri mattutini al mercato di Rialto completamente sobrio.
Uriele Arcangelo lavorava lì da quando aveva dodici anni. Il procedimento gli era così familiare che ormai non ci pensava quasi più. Intorno alle cinque di un pomeriggio di lavoro, era solito aggiungere legna e alzare il bruciatore a gas a 1250 gradi centigradi prima di collocare nel forno il primo ammasso grezzo. Nelle prime ore della sera, lui o Bella tornavano di quando in quando a controllare che la temperatura salisse costantemente a 1400 gradi, aggiungendo legna secondo le istruzioni di suo padre, finchè la fornace non era abbastanza calda da eliminare tutte le bolle del vetro. Poi, verso le tre, Uriele, e lui soltanto, in qualità di
omo de note, faceva l'ultimo giro e iniziava ad abbassare gradualmente la temperatura. Entro le sette del mattino, il vetro che aveva creato sarebbe stato sufficientemente malleabile perché Gabriele potesse iniziare a foggiare i singoli calici e vasi costosi che recavano il marchio della fonderia, un angelo scheletrico, sulla base.
Nulla che avesse visto nei decenni di scrupoloso lavoro notturno lo aiutò a spiegare quanto gli si trovava davanti adesso: una fornace che stava diventando inspiegabilmente ingovernabile.
L'incendio era spento, domato da una marea di acqua e schiuma. Era stata conseguita una specie di vittoria, troppo tardi per Uriele Arcangelo, ma in tempo per salvare la sua famiglia, quel clan isolato che adesso, pensò Scacchi, si sarebbe radunato per appurare le conseguenze della tragedia strana e inspiegabile che si era consumata nella notte, portando una morte infuocata a due passi da casa loro.
"Non possiamo permetterci San Michele!" gridò al suo indirizzo, non riuscendo a controllare le emozioni. "Le pompe funebri vogliono soldi, non promesse. Nessuno ci fa più credito. Non capisci?" (...)
Michele Arcangelo si diresse verso una vetrinetta ed estrasse uno degli oggetti più preziosi contenuti al suo interno. Si trattava di un vaso del XVI secolo a forma di galea, un pezzo bellissimo, con la carena di vetro trasparente e il sartiame blu. Su un lato era apposto il sigillo della fornace dei Tre Mori, garanzia che avrebbe spuntato un buon prezzo ovunque. Lo possedevano da sempre, o così le sembrava. Angelo, in particolare, lo adorava, ed era per questo che non l'avevano venduto fino ad allora.
Michele si rigirò l'oggetto prezioso tra le mani, ammirandolo con un occhio acuto, professionale.
"Allora seppelliscilo con questo" disse senza nemmeno una traccia di emozione.
"Glielo dico io. Lavorano in un museo. Quella stupida vecchia fornace, dieci volte più grande del necessario. Non hanno attrezzature moderne, nulla che gli permetta di risparmiare tempo o denaro. Usano tutte quelle vecchie ricette e quei vecchi modelli. Ci mettono il quadruplo del tempo rispetto a noi altri per produrre cose che, agli occhi di quasi tutto il mondo esterno, sono esattamente identiche. Credete che spunteranno un prezzo quadriplo? No. Nemmeno doppio. A volte neppure lo stesso prezzo, perchè vendono roba vecchia. Modelli superati da anni. Con imperfezioni, perché il vecchio sistema comporta imperfezioni e nessuno si beve che in realtà sono soltanto caratteristiche tipiche, nient'altro. Sapete qual'è il loro genere? Il fallimento, ecco qual'è.
Enzo si sbagliava. La notte scese lentamente su Venezia, come faceva alla fine di ogni bella giornata limpida, con un tramonto così incantevole da sembrare irreale, una lunga ora di splendore dorato che intrappolava la città sull'acqua nell'ambra fulgida.
"Non è affrettata. E' da anni che desidero andarmene. Il fatto è che mi sentivo legata a quella stupida isola e ai ridicoli sogni di Michele. Si crede una specie di eroe perchè si attiene ancora ai vecchi sistemi. Cerca di mantenere in vita un antico mestiere artigianale quando tutti gli altri producono solo paccottiglia per i turisti. E' un'illusione. Ho passato qui tutta la vita e vedo cosa sta diventando Venezia. Un cimitero, bello, devo ammettere, ma pur sempre un cimitero. Finisce per prosciugarti delle forze. E' quanto è già capitato a Michele, ma lui resterà qui ignorando la realtà finchè non lo logorerà. Io no."
"Veneziani! Veneziani! Fissate il prezzo e facciamola finita. Un uomo come me ha già comprato tipi come tutti voi. Comprerò di nuovo tutti voi, due volte, se sarà necessario."
Piero Scacchi non si mosse, nè distolse lo sguardo dall'inglese tronfio intrappolato contro il vetro luccicante.
"Ha commesso due errori" disse. "Io non sono veneziano. E lei non è un uomo."
Per visualizzare eventuali immagini legate a questo post cliccare qui.
Commenti
Categorie: lettura
Tags: acqua, angelo, barca, Bella Bracci, cimitero, David Hewson, fallimento, famiglia Arcangelo, fornace, fuoco, giallo, Gianni Peroni, Hugo Massiter, Il morso della lucertola, incendio, isola, ispettore Nic Costa, laguna, legna, Leo Falcone, libro, mestiere, Michele, morte, Murano, omo de note, Piero Scacchi, Raffaella, sigillo, temperatura, Uriele, Venezia, vetro