foto di Elena Fiorio - Burano maggio 2009
“Lenticchie alla julienne” di Antonio Albanese
31 marzo 2018

Un libro di ricette geniali come i "Piselli ripieni all'astice bipolare" ed eventi mondani e show cooking imperdibili a partire da "Il Fuorissimo Salone" di Sondrio...

Estratto da "La sfilata della Maison Tonné"

Ci avevano provato, a dirgli di no. Lo avevano costretto a una maratona burocratica così complessa che il cerimoniale di corte degli Asburgo, in confronto, sembrava un picnic sulla spiaggia di Fregene. Aveva chiesto invano permessi al questore, al prefetto, al sindaco, a svariati cardinali, agli uscieri di Palazzo Chigi, ai gladiatori del Colosseo e ad altre dozzine di autorità cittadine, per poi capire che il nulla osta che contava davvero era quello di Goran il Burbero, un gitano accigliato e di poche parole che, da una tenda a Villa Pamphilj, gestiva il racket dei suonatori di fisarmonica nelle metropolitane.
Alain non si era dato per vinto e aveva trionfato, anche se era la prima volta che gli toccava pagare una tangente in fisarmoniche. Avrebbe avuto la location che voleva, per l'evento che avrebbe reso indimenticabile quella Settimana della Moda milanese. Già il fatto che l'evento si tenesse a Roma era piuttosto memorabile, ma non bastava Roma, lui voleva di più.
Lui voleva il Vaticano.
La collezione autunno-inverno della neonata Maison Tonné sarebbe stata presentata con una sfilata esclusiva sul Cupolone di San Pietro, riservata a circa duecento selezionatissimi ospiti di prestigio, venuti da tutto il mondo: a parte una certa quantità di porporati, tutto il consiglio d'amministrazione dello Iorr e il fantasma di papa Borgia, c'erano almeno cinque teste coronate, una era quella di Luigi XVI, riesumata per l'occasione perché Alain non trovava chic che la Francia fosse una repubblica.

Ora però doveva concentrarsi. Presto il sole avrebbe cominciato a calare, gli ultimi raggi avrebbero incendiato il Cupolone, le ombre delle guglie si sarebbero allungate sulla città e i suoi cinque aiutanti californiani avrebbero potuto cominciare a tirar fuori le modelle dai frigoriferi. Alain aveva dovuto refrigerarle nelle ore più calde del giorno perché le sue creazioni di moda non andassero a male, dato che tutti i capi d'abbigliamento della Maison Tonné avevano una caratteristica in comune: si mangiavano.
Ovviamente, lo show cooking con il relativo buffet sarebbe a sua volta stato a tema fashion: flanella di asparagi, tagliatelle a nido d'ape, capocollo all'americana, e la portata principale di pesce - che gli era costata ore di studio e giorni di tentativi -, il tonno a ruota, in cui la difficoltà maggiore era sempre convincere il tonno a indossare la sottogonna di tulle.

Alanis era sicura del fatto suo. (...) era infatti diventata un'accanita sfogliatrice di rotocalchi: "Donna", "Donna e Madre", "Donna e Basta", "Vip", "Vippissimo", "Vip-hip-hurrà", "Chi", "Come", "In che senso" e persino "Qualora", che costava solo dieci centesimi e non conteneva nemmeno una frase di senso compiuto. Non se ne perdeva uno, Alanis. O quasi. Per disporre gli ospiti al grande evento di Tonné, dalle regine alle capitane d'industria e dai banchieri redenti ai fidanzati di cardinali, aveva calibrato al millimetro l'assegnazione dei posti a sedere, calcolando ogni variabile, dai matrimoni alle annessioni, dagli incesti alle stragi, dai cambiamenti di sesso alle impiccagioni di parenti e amici. Non c'è niente di più sgradevole, in fondo, che sedere accanto a qualcuno che ti ha fatto fallire la banca o ti ha impedito per un pugno di voti di essere eletto papa.

I problemi erano infiniti. La modella vegana rifiutava di indossare i pantaloni in manzo balbettante della Bassa Sassonia. La modella della Bassa Sassonia, offesa, rifiutava di far cambio e lasciarla sfilare con il suo poncho sformato di melanzane, dopo che la modella ebrea l'aveva sgridata per aver provato il cappello di pelle di pollo assieme alla casacca in tessuto di stracciatella di bufala, dato che abbinare carne e latte non è kosher. La modella californiana le aveva detto di non lamentarsi: il suo bikini in peperoncino venezuelano era peggio di un cilicio.

Il resto della sfilata si svolse senza intoppi, la modella californiana svenne per il dolore ma solo dopo aver finito la sua passerella, fu quindi spalmata di yogurt ai cetrioli e portata all'interno della Basilica ai piedi della statua di San Longino, che ci pensasse lui.

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South Park
19 novembre 2011

Serie televisiva satirica statunitense a cartoni animati, creata e doppiata da Matt Stone e Trey Parker, è distribuita e trasmessa negli Stati Uniti da Comedy Central. Trasmessa per la prima volta nel 1997, è giunta alla sua quindicesima stagione.

South Park narra le avventure di Stan, Kyle, Eric e Kenny, quattro ragazzi che frequentano la scuola elementare e vivono nella piccola città di South Park, sulle Montagne Rocciose, in Colorado.

In principio la serie era realizzata utilizzando la tecnica della cutout animation, tipo di stop motion bidimensionale dove l’animazione viene applicata ad oggetti piatti come ritagli di cartone, giornale, stoffa o altro creando una sorta di collage in movimento. Successivamente questa tecnica è stata rimpiazzata dall'animazione al computer.

South Park è un cartone per adulti che tratta temi di attualità, politica e religione infrangendo molti tabù della società americana attraverso la satira, i contenuti spesso politicamente scorretti e lo slang triviale.

Negli Stati Uniti la serie animata è stata aspramente criticata da gruppi religiosi che la giudicano moralmente offensiva e antistatunitense.

Anche in Italia la serie, quando è stata trasmessa dall’emittente Italia 1, ha avuto delle censure subendo un doppiaggio non letterale e la soppressione di alcuni episodi sino alla cancellazione dalla programmazione alla fine della quarta stagione. Successivamente Comedy Central italiana, via satellite e MTV Italia hanno trasmesso integralmente la quinta stagione e le quattro stagioni precedenti ridoppiate.

Come tutto ebbe inizio: i giovani Matt Stone e Trey Parker crearono per un progetto universitario un cortometraggio in cutout animation intitolato Jesus vs Frosty in cui un pupazzo di neve omicida è animato da un cappello magico. Il lavoro fu notato da Brian Graden, produttore della Fox, che chiese loro di realizzare una stringa animata da inviare ai suoi contatti internet per gli auguri di Natale. Nasce così The Spirit of Christmas, in cui Gesù e Babbo Natale si scontrano per stabilire il vero significato del Natale. Il filmato, che avrebbe dovuto rimanere privato, ebbe un successo incredibile e inaspettato, scaricato su internet e duplicato in cassetta, tanto da essere messo in onda sul canale Fox. Dalla sua naturale evoluzione ecco nascere South Park!


www.southparkstudios.com

La community italiana:
www.southpark.it

Per creare un personalissimo personaggio (magari un autoritratto):
www.sp-studio.de

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