Ricetta: banane e fragole con pudding di semi di chia18 giugno 2016
Ormai è chia-mania... potevo rimanerne totalmente immune?
Banane e fragole con pudding di semi di chia
2 banane piccole
20 fragole
200 ml. di latte di riso alla vaniglia
4 cucchiai di semi di chia (40 gr.)
3 cucchiaini di zucchero di canna
Versare in un recipiente di vetro il latte di riso alla vaniglia, i semi di chia e un cucchiaino di zucchero di canna. Mescolare, coprire con della pellicola e lasciare riposare in frigorifero per una decina di ore.
Tagliare a fette sottili le banane e frullare le fragole con lo zucchero rimasto (due cucchiaini) sino a ottenere un composto fluido.
Foderare il fondo di quattro bicchieri o barattolini di vetro con le fettine di banana poi versare il pudding di semi di chia ben mescolato e finire con il coulis di fragole.
Servire fresco.
Il latte di riso alla vaniglia può essere sostituito con latte di mandorla o di cocco e lo zucchero di canna con sciroppo d'acero.
La chia (Salvia hispanica) è una pianta nativa del Guatemala e del Messico centrale e meridionale coltivata dagli Aztechi già in epoca precolombiana. I semi di chia sono ricchi di omega-3.
www.isolabio.com
Per visualizzare eventuali immagini legate a questo post cliccare qui.
Commenti
Categorie: cibo · ricette
Tags: banane, barattolini, bicchieri, coulis, fragole, frigorifero, frullatore, Guatemala, latte di riso, Messico, omega-3, pudding, riposare, Salvia hispanica, semi di chia, vaniglia, zucchero di canna
To do list16 giugno 2016
Una lista di cose da fare... e tanti simpatici foglietti con il gufo da perdere nei meandri della borsa...
DON’T FORGET blocco note magnetico
Un blocco per gli appunti di cui non fare più a meno, con una piccola matita e il retro magnetico per appenderlo al frigorifero.
www.legami.com
Per visualizzare eventuali immagini legate a questo post cliccare qui.
Commenti
Categorie: animali · gufi · oggetti
Tags: appunti, blocco note, cancelleria, dimenticare, Don't forget, foglietti, frigorifero, gufi, Legami, magnete, matita, To do list
Ricetta: tartufi di mortadella con granella di pistacchi12 giugno 2016
Attenzione... creano dipendenza!
Tartufi di mortadella con granella di pistacchi
150 gr. di mortadella
200 gr. di ricotta
30/40 gr. di parmigiano grattugiato
granella di pistacchi (80 gr. circa)
pepe
Macinare finemente la mortadella con un tritatutto poi mescolarla in una ciotola con la ricotta, il parmigiano e il pepe.
Una volta ottenuto un composto soffice e omogeneo formare con le mani delle palline grandi circa come delle noci.
Mettere i tartufi di mortadella in frigorifero per almeno mezz'ora poi rotolarli nella granella di pistacchi sino a ricoprirli completamente.
Le dosi sono per 16/20 tartufi.
Per visualizzare eventuali immagini legate a questo post cliccare qui.
Commenti
Categorie: cibo · ricette
Tags: frigorifero, granella, mortadella, palline, parmigiano, pepe, pistacchi, ricetta, ricotta, tartufi, tritatutto
Ricetta: girelle di pancarrè travestite da sushi4 gennaio 2016
Girelle di pancarrè travestite da sushi
3 fette rettangolari di pane per tramezzini senza crosta
200/250 gr. di salmone affumicato
200 gr. di robiola (o altro formaggio spalmabile)
rucola
semi di papavero
pepe
Appiattire leggermente il pancarrè facendo scorrere un matterello lungo il lato corto delle fette poi spalmarlo uniformemente con uno strato di robiola.
Pepare le fette così preparate poi coprirle con il salmone affumicato e le foglie di rucola.
Arrotolare bene su se stessa ogni fetta di pancarrè partendo dal lato corto in modo da ottenere tre involtini cilindrici molto compatti. Avvolgere singolarmente i rotolini nella pellicola trasparente e farli riposare in frigorifero per almeno mezz'ora.
Quando i rotolini sono ben freddi rimuovere delicatamente la pellicola, spalmarli con un velo sottilissimo di robiola e farli rotolare nei semi di papavero poi tagliarli, con un coltello molto affilato, a fette alte circa un centimetro.
Disporre le girelle ottenute (21/24 circa) in un piatto da portata.
Ipnotico fingerfood che si presta a una infinità di variazioni salate per aperitivi, antipasti, pranzi e cene a buffet. Dolce può essere presentato infilzato in uno stecco come un lecca-lecca.
Per visualizzare eventuali immagini legate a questo post cliccare qui.
Commenti
Categorie: cibo · ricette
Tags: fingerfood, frigorifero, girelle, matterello, pancarrè, pellicola trasparente, pepe, ricetta, robiola, rotolini, rucola, salmone affumicato, semi di papavero, sushi
Ricetta: guacamole con tortilla chips24 settembre 2015
Guacamole con tortilla chips
2 avocado maturi
1 peperoncino piccante fresco (verde o rosso)
1 pomodoro grande e sodo
1 cipollotto piccolo
1 spicchio d'aglio
1 lime
cumino in polvere
foglie fresche di coriandolo (o prezzemolo)
olio extravergine d'oliva
tequila (facoltativa)
sale e pepe
100 gr. di tortilla chips di mais giallo
100 gr. di tortilla chips di mais bianco
Scegliere degli avocado ben maturi (il frutto deve cedere alla pressione delle dita), tagliarli a metà ed estrarre la polpa quindi schiacciarla grossolanamente con una forchetta e unire immediatamente il succo del lime perchè non annerisca.
Tritare finemente il cipollotto e il peperoncino fresco, eliminando semi ed eventuali filamenti bianchi. Fare a cubetti molto piccoli il pomodoro dopo aver tolto i semi.
Sfregare bene con lo spicchio d'aglio una ciotola poi raccogliere tutti gli ingredienti: la polpa di avocado, il cipollotto, il peperoncino e il pomodoro unendo anche una spolverata di cumino in polvere, un goccio di tequila, un filo d'olio, sale e pepe.
Tenere la guacamole coperta in frigorifero sino al momento di portarla in tavola cosparsa di un trito di coriandolo.
Servire con le tortilla chips.
La famosa guacamole messicana è un antichissima salsa a base di avocado, ormai diffusa in tutto il mondo, la cui ricetta risale al tempo degli Atzechi. In origine era costituita dalla sola purea di avocado condita con succo di lime e sale ma con il tempo si è arricchita sino ad arrivare alla versione attuale che generalmente comprende anche peperoncino, pomodoro, cipolla, aglio, pepe, cumino e coriandolo.
Il coriandolo (Coriandrum sativum) o prezzemolo cinese è conosciuto anche con il nome spagnolo cilantro. E' una pianta erbacea annuale della famiglia delle Apiaceae (o Umbelliferae) la stessa del cumino, dell'aneto, del finocchio e del prezzemolo. Anche se originario dei paesi del Mar Mediterraneo il coriandolo è utilizzato prevalentemente nella cucina indiana e latino americana dove si utilizzano le foglie fresche e i semi essiccati.
Per visualizzare eventuali immagini legate a questo post cliccare qui.
Commenti
Categorie: cibo · ricette
Tags: aglio, Atzechi, avocado, cipollotto, coriandolo, cumino, frigorifero, guacamole, lime, mais bianco, mais giallo, Messico, olio, pepe, peperoncino fresco, pomodoro, ricetta, sale, salsa, tequila, tortilla chips
Ricetta: frullato leggero di banane e albicocche29 luglio 2015
Frullato leggero di banane e albicocche
4 banane
12 albicocche
2 bicchieri rasi di latte di riso
2/3 cucchiaini di zucchero a velo vanigliato
Tagliare la frutta a pezzi e metterla insieme al latte di riso nella brocca del frullatore.
Frullare sino a ottenere un composto fluido e spumoso. Aggiungere lo zucchero sino a ottenere il grado di dolcezza desiderato.
Servire con grosse cannucce colorate!
Per preparare un frullato senza l'aggiunta di ghiaccio è importante avere tutti gli ingredienti ben freschi da frigorifero o anche da congelatore.
Il frullato è una bevanda fresca, relativamente liquida, che si ottiene frullando della frutta (e talvolta anche alcuni tipi di verdura) con acqua o più spesso latte, yogurt o simili e l'aggiunta opzionale di zucchero e altri ingredienti (soprattutto cacao o vaniglia).
Il frappè è un frullato più denso al quale è aggiunto ghiaccio tritato o gelato, si chiama frappè anche anche il frullato di solo gelato e latte.
Con il termine smoothie è spesso indicata una bevanda di frutta o verdura frullata (talvolta precedentemente congelata) con l’aggiunta di sola acqua oppure yogurt magro, latte di riso o di soia.
Per visualizzare eventuali immagini legate a questo post cliccare qui.
Commenti
Categorie: bere · cibo · ricette
Tags: acqua, albicocche, banane, cacao, congelatore, frappè, frigorifero, frullato, frullatore, frutta, gelato, ghiaccio, latte, latte di riso, latte di soia, ricetta, smoothie, vaniglia, verdura, yogurt, zucchero, zucchero a velo
Il latte e la vita31 marzo 2012
Scrive Fabio Picchi nel mensile di marzo del
Teatro del Sale di Firenze:
Il latte e la vita
Va da sè la mia passione per il cibo, con il mestiere che mi porto appresso (...)
Io d'altronde temo sempre che l'argomentazione intorno all'essere cuoco diventi unica, pesante e noiosa. Tengo così nascosta la cosa più cara che mi porto sin da quando ho memoria, dove il tempo dedicato allo studio e ai giochi, al fine, mi portava sempre in cucina. E se non aprivo il frigorifero era la dispensa. L'occhio correva rapido a comporre mentalmente le possibili merende e la mano cominciava i primi allenamenti per la precisione dei tagli, anche di semplici fette di pane. Sì, i morsi che seguivano mi davano un'estasi di piacere nell'atto della deglutizione. A quel punto le endorfine già giravano vorticose, placando le ansie giovanili e portandomi in uno stato di estrema felicità. (...)
Era sufficiente la speranza della fragranza di un panino al lampredotto. E, nei pomeriggi passati in casa, erano sufficienti quelle fette di pane e burro e marmellata, o quelle fette di panettone, o le marie farcite di miele e sovrapposte, o i bucaneve inzuppati, sempre e comunque, in quelle tazze di latte. (...)
Fu per quelle endorfine che ho scelto, per sfrenata passione, il mio mestiere misurandolo con il mio talento più prezioso, quello di saper mangiare.
www.ambasciatateatrale.com
www.ilfattoquotidiano.it/blog/FPicchi/
Per visualizzare eventuali immagini legate a questo post cliccare qui.
Commenti
Categorie: cibo
Tags: Ambasciata teatrale, burro, cucina, cuoco, dispensa, endorfine, estasi, Fabio Picchi, Firenze, frigorifero, Il latte e la vita, lampredotto, latte, mangiare, marmellata, merende, mestiere, miele, pane, passione, piacere, scrittore, talento, Teatro del Sale
Moltalbano e il cibo26 febbraio 2012
Post(ino) numero cento... chi l'avrebbe mai detto...
Estratti da “La caccia al tesoro” di Andrea Camilleri.
Annò in cucina, raprì il frigorifero e gli cadero le vrazza.
Tanticchia di caciocavallo, quattro passuluna, cinco sarde sottoglio e 'na troffa d'acci, chiuttosto scarso il contenuto. Però meno mali che Adelina il pani frisco glielo aviva accattato.
Raprì il forno. E fici un ululato lupigno di filicità.
'Na porzione bastevole per quattro di milinciane alla parmigiana, fatte con tutti i sacramenti!
Addrumò il forno per quadiarle, annò nella verandina, conzò la tavola, sciglienno 'na buttiglia di vino speciali.
Aspittò che la parmigiana quadiasse bona, e po' se la portò a tavola nella teglia stissa, senza travasarla in un piatto.
Quando finì, un'ora e mezza doppo, alla teglia non ci sarebbi stato nisciun bisogno di lavarla. L'aviva accuraramenti puliziata col pani, il suco era 'na maraviglia.
Alla trattoria di Enzo, pur avenno fatto il proposito di mantinirsi dintra limiti ragionevoli di mangiata, sbracò davanti a un piatto di involtini di pisci spata e sinni fici portari un’altra porzioni, pur avennosi agliuttuto in precedenza ‘na bella varietà d’antipasti di mari e un gran piatto di spachetti alle vongole.
La passiata al molo fino a sutta al faro fu perciò cchiù che necessaria e magari l’assittatina supra allo scoglio chiatto con relativa sicaretta.
Doppo essirsi stipato con pasta al nìvuro di siccia e ‘na mezza chilata di gammaroni, si fici la solita passiata fino al faro, s’assittò supra allo scoglio chiatto e passò ‘na mezzorata bona a scassare i cabasisi a un granchio.
Po’ sinni tornò in ufficio (…)
Forsi Adelina aviva fatto la bella pinsata di celebrari in forma sullenne il so ritorno in servizio.
Fatto sta che raprenno prima di tutto il frigorifero, s’attrovò davanti a ‘na decina d’involtini di pisci spata fatti come piacivano a lui e dù grossi finocchi tagliati e puliziati, quelli che ci volivano per rinfriscari la vucca. E c’era macari ‘na buttiglia di vino in friddo. Nella parti interna dello sportello ci stava ‘mpiccicato un foglio di carta con supra scritto: taliare macari nel forno. E lui taliò.
Dintra al forno risplendeva ‘na teglia di pasta ‘ncasciata!
Manco con l’uso della forza o della seduzioni si sarebbi fatto persuaderi da Ingrid ad annari a mangiare in qualchi ristorante.
“Che mi porti?”.
“Tutto quello che voli”.
“E io tutto voglio”.
“Oggi havi pititto?”.
“Non tanto. Però spilluzzicanno canticchia di tutto, alla fini avrò mangiato a malgrado che non avivo pititto”.
Finì che s’abbuffò suo malgrado. E sinni vrigugnò, per la prima volta nella sò vita.
Po’, mentri s’addirigeva verso il molo, si spiò pirchì si era vrigugnato d’aviri mangiato a tinchitè.
S’arricampò a Marinella che erano squasi le tri del matino. Aviva un pititto che si sarebbi mangiato vivo un liofanti. Dintra al forno, ‘na gran teglia di pasta ‘ncasciata. E otto arancini, ognuno cchiù grosso di ‘n arancio. Mentri sinni annava in bagno a farsi ‘na doccia, si misi a cantare ad alta voci. Stunato come ‘na campana. E quanno finì di mangiare, divitti squasi strascinarisi fino al tilefono per chiamari a Livia (…)
www.youtube.com
Per visualizzare eventuali immagini legate a questo post cliccare qui.
Commenti
Categorie: cibo · lettura
Tags: Adelina, Andrea Camilleri, appetito, arancini, cantare, cibo, commissario, cucina, doccia, Enzo, faro, finocchi, forno, frigorifero, giallo, Ingrid, involtini, La caccia al tesoro, libro, Livia, Marinella, melanzane alla parmigiana, molo, Montalbano, pasta 'ncasciata, pesce spada, piatto, polpa di granchio, ristorante, scoglio, Sicilia, sigaretta, spaghetti, teglia, telefono, verandina, vino, vongole