foto di Elena Fiorio - Burano maggio 2009
A tavola con micio
15 gennaio 2014

Confermo, confermo...



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Storie di vita vissuta
24 maggio 2013

Pronta per affrontare le intemperie di fine maggio: calze a righe (ma non si vedono), stivali di gomma viola, jeans grigi scoloriti, canotta + maglietta + maglioncino di cotone bianco e viola effetto groviera, giubbottino nero imbottito senza maniche, impermeabile grigio corto, pareo nero come sciarpa e cappellino da pesca delle trote. Afferro l'ombrello rosso, lo zainetto e la borsa dove ho appena infilato Topolino e mezzo chilo di ragù congelato. Una voce: "Hai presente quei film dove c'è sempre il personaggio della zia un po' strana..." "Vuoi dire che non sono carina?" "Diciamo che sei particolare" "Come una borsa con i pesci attaccati?" (questa la capiscono Francesca e pochi intimi) "Più o meno". Parla chi si è appena fatto fotografare con un pigiama a quadretti giapponese simil british, con i capelli da pazzo, rannicchiato in posa plastica con un gatto in mezzo alle gambe...

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Par condicio
24 febbraio 2013

Così... giusto per par condicio!

 
vauro.globalist.it

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Al computer con micio
16 febbraio 2013

Cosa non si fa per un'adorabile palla di pelo...



Seo Kim Comics:
www.seokim.tumblr.com

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Ragazza rosa & gatto
14 febbraio 2013



Potevo essere felice ma sono nata femmina.

Scrive Mila: con lo slogan “Potevo essere felice ma sono nata femmina” nasce nel 2008 Ragazza Rosa & Gatto, fumetto autobiografico con il quale ho cominciato ad esorcizzare le innumerevoli gaffe che collezionavo in giro per il mondo, come quella volta a Londra quando invece di dire ad un’amica “attenta quando attraversi” le augurai la morte. Ragazza Rosa & Gatto non sono altro che il modo migliore che conosco per ridere su quello che mi capita, sperando che, in questo modo, anche altre persone possano farlo.

facebook.com/pages/Ragazza-Rosa-Gatto

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A letto con micio
29 gennaio 2013

RONF...



Il sito extra ordinary di Li Chen:
www.exocomics.com

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Meteo felino
7 dicembre 2012

Nevica...



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Calendario dell’avvento
1 dicembre 2012

Albero o presepe? Io che non sono appassionata di addobbi natalizi ho un debole per il calendario dell’avvento… ricordarmi di aprire le caselline poi è un’altra storia…



Il calendario dell’avvento mostra i giorni nel mese di dicembre che mancano all’arrivo del Natale.

L’idea di costruire un calendario che segna i giorni che separano dal Natale sembra abbia avuto origine in Germania, già intorno all’inizio dell’Ottocento, dove alcune famiglie hanno iniziato a segnare con dei gessi delle linee sulle pareti delle proprie case man mano che si avvicinava il 25 dicembre.
Inizialmente il conto alla rovescia cominciava dalla prima domenica dell’avvento mentre i calendari attuali iniziano dal primo di dicembre.

I calendari dell’avvento più comuni, realizzati in cartone con ventiquattro finestrelle in successione, da aprire giorno per giorno con all’interno cioccolatini raffiguranti motivi natalizi, disegni o filastrocche, si diffondono a partire dal 1920 in Germania e successivamente in maniera sempre più ampia in Europa e negli Stati Uniti.
In Europa del nord esistono molte varianti sul tema, come la calza dell’avvento che contiene ventiquattro regalini, la ghirlanda dell’avvento con ventiquattro candeline o la candela danese suddivisa in ventiquattro sezioni da accendere tutte le sere di dicembre sino a Natale.

Nelle ultime edizioni del mercatino di Natale di Bolzano la società Alto Adige Marketing ha trasformato il palazzo della propria sede, la casa natale dell’astronomo Max Valier, in un gigantesco calendario dell'avvento con ventiquattro finestre contenenti immagini natalizie che vengono scoperte giorno dopo giorno come i dolcetti nelle caselline.

Cercardo in rete sono tantissime le versioni proposte del calendario dell’avvento, da quelle faidate a quelle online. Il calendario virtuale di Penelope Schenk, realizzato del 2004, racconta le avventure di un gatto nero di nome Tate.
www.catwholaughed.com

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“Cadaveri innocenti” di Kathy Reichs
24 novembre 2012

Mi tornò alla mente Elisabeth Nicolet. La sua era stata una vita da reclusa. FEMME CONTEMPLATIVE recitava la targa. Ma ormai non contemplava più nulla da oltre un secolo. E se avevamo recuperato la bara sbagliata? Ecco un'altra cosa a cui non avevo voglia di pensare. Almeno per quella sera.

Apettando di udire la sua casella vocale farfugliai qualcosa di incomprensibile.
"Mamma? Sei tu?"
"Sì. Ciao, come mai sei a casa?"
"Ho un brufolo sul naso grande quanto un criceto. Sono troppo orrenda per uscire. E tu, che cosa ci fai a casa?"
"Mi sembra difficile che tu possa essere orrenda. Quanto al brufolo, no comment." Mi appoggiai a un cuscino e allungai i piedi verso il camino. "Ho passato due giorni a dissotterrare morti e sono troppo stanca per uscire."
"Non voglio sapere nulla." La sentii armeggiare con qualcosa.
"Questo coso fa davvero schifo."

Il mattino seguente mi alzai di buon'ora e andai in istituto. Il lunedì è una giornata molto piena per i patologi perchè durante il fine settimana gli atti di generica brutalità, le bravate incoscienti, i gesti di solitario autolesionismo e la fatale mancanza di tempismo subiscono una decisa e generale accelerazione. E i cadaveri arrivano in obitorio, dove aspettano nelle celle frigorifere l'autopsia del lunedì.
Quel lunedì non faceva eccezione.

In quel momento Birdie fece la sua comparsa, stirandosi una zampa anteriore, poi l'altra, e infine acquattandosi su tutt'e quattro in un rettangolo perfetto. Mi puntò gli occhi dritti in faccia ma non si avvicinò.
"Ehi Bird. Ti sono mancata?"
Nessuna reazione.
"Hai ragione, Pete. E' irritato."
Gettai la borsa sul divano e seguii il mio ex marito in cucina. Le sedie alle due estremità del tavolo erano occupate da pile e pile di posta, per lo più non aperta. Lo stesso poteva dirsi dei sedili sotto la finestra e dello scaffale in legno sotto il telefono. Non dissi nulla. Non era più un mio problema.
Trascorremmo una piacevole oretta mangiando spaghetti e parlando di Katy e di altre questioni familiari. Gli dissi che sua madre mi aveva chiamata lamentando di sentirsi trascurata. Pete rispose che avrebbe offerto a lei e a Birdie un pacchetto assistenza legale cumulativo. Gli consigliai di farsi sentire e lui disse che l'avrebbe fatto.
Alle otto e mezzo portai Birdie in auto e Pete mi seguì carico di tutto il suo corredo: il mio gatto è abituato e spostarsi con più bagaglio di me.
Mentre aprivo la portiera, appoggiò la mano sopra la mia.
"Sei sicura che non vuoi fermarti qui?"
Me la strinse e con l'altra mano mi accarezzò delicatamente i capelli.
Ero sicura? Il suo tocco era talmente gradevole, e cenare con lui mi era sembrato così normale, mi aveva fatta sentire così a mio agio. Qualcosa dentro di me cominciava a sciogliersi.
Rifletti, Brennan. Sei stanca. E arrapata. Meglio andare a casa.

"E adesso, che facciamo?" domandai.
"Bè, io non ho mai mangiato quella roba... hush puppy, si chiama così, vero?"
"Parlava delle indagini. Quanto alla cena, considerati libero. Io ho intenzione di rientrare in barca, farmi una doccia e prepararmi un delizionso piatto di maccheroni già pronti. Esattamente in quest'ordine."
"Gesù, Brennan, ma quella roba ha più conservanti del cadavere di Lenin."

"Ma che casa promette?"
"Hai centrato il punto. Non tutte le sette sono religiose. Si tende ad avere questa idea perchè negli anni Sessanta e Settanta qui da noi molti gruppi dichiaravano di avere fini religiosi per non pagare le tasse. Ma le sette sono entità di tutti i tipi e di tutte le dimensioni e promettono ogni genere di beneficio. Una gita nello spazio. L'immortalità."
"Continuo a non capire come sia possibile che qualcuno con più di un grammo di cervello possa credere a queste stronzate."
"Attenta. Non sono solo le persone marginali a rimanere invischiate nelle sette. Secondo alcuni studi, circa due terzi degli adepti venivano da famiglie normali e dimostravano di avere una condotta adeguata all'età prima di entrare in questi gruppi." (...)
"Per caso le tue ricerche dicono qualcosa di utile sul perchè le persone cercano questi movimenti?"
"Spesso non li cercano affatto. Sono i gruppi a cercare le persone. E come ho detto, i loro leader sanno essere terribilmente affascinanti e persuasivi." (...)
"Quante sette esistono negli Stati Uniti?" domandai a Red.
"Dipende dalla definizione che dai di una setta." Sorrise e allargò le braccia. "Diciamo fra le tre e le cinquemila."
"Stai scherzando?" (...)
"L'idea di far parte di un'élite è molto affascinante. Ci si sente scelti. E quasi tutte le sette convincono i loro membri che solo loro sono gli illuminati e tutti gli altri sono esclusi. Inferiori, in un certo senso. Vedi bene che siamo di fronte a roba potente."

"Bird?" lo chiamai sottovoce, sporgendo un braccio verso di lui.
Sollevò la testa e scrutò la mia faccia con gli occhi gialli. Scoccò un lampo. Birdie si alzò, inarcòla schiena e emise un: ""Prrrrr".
Voltai il palmo verso l'alto. "Forza , Birdie, vieni qua", sussurrai.
Lui esitò, poi venne vicino, si strusciò contro la mia coscia a ripetè il suo "Prrrrrrr".
Lo presi in braccio, lo strinsi forte e rientrai di corsa a casa.
Birdie aveva affondato le zampe anteriori nella mia spalla e si premeva contro di me come un cucciolo di scimmia contro la madre, facendomi sentire le unghiette attraverso la camicia zuppa di pioggia.
Dieci minuti dopo avevo finito di asciugarlo. I suoi peli bianchi fluttuavano nell'aria e coprivano gli stracci che avevo usato. Per una volta non c'erano state proteste.
Birdie trangugiò una scodella del suo cibo preferito e un piattino di gelato alla crema, poi lo portai di sopra, in camera da letto. S'infilò sotto le coperte e si allungò contro la mia gamba. Sentii il suo corpo teso che si rilassava e infine si accoccolava nella posizione più comoda. Il pelo era ancora umido ma non m'importava. Il mio gatto era ancora con me.
"Ti voglio bene. Birdie", dissi alla notte che mi circondava.
Mi addormentai cullata dal rumore delle fusa e dal ticchettio della pioggia.

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Io gatto (2)
7 giugno 2012

"I gatti riconoscono in maniera infallibile il momento della concentrazione e si intromettono tra essa e te." Arthur Bridges

"Quando la chiamavo fingeva di non sentire, ma arrivava un po' dopo quando poteva sembrare che avesse deciso di venire spontaneamente." Arthur Weigall

"Uno scrittore senza un gatto è inconcepibile. Certo è una scelta perversa, poichè sarebbe più semplice scrivere con un bufalo nella stanza piuttosto che con un gatto. Si accucciano tra i vostri appunti, mordicchiano le penne e camminano sui tasti della macchina da scrivere." Barbara Holland

"Mi era stato detto che l'addomesticamento con i gatti è molto difficile. Non è vero. Il mio mi ha addomesticato in un paio di giorni." Bill Dana

"Vieni, sul mio cuore innamorato, mio bel gatto: trattieni gli artigli e lasciami sprofondare nei tuoi occhi belli, misti d'agata e metallo." Charles Baudelaire

"I gatti che si lasciano scappare un topo solitamente fingono che era una foglia morta quella che stavano puntando." Charlotte Gray

"Nessuno che non sia pronto a viziare un gatto riceverà in cambio quella ricompensa che solo i gatti sono in grado di dare a coloro che li viziano." Compton Mackenzie

"Ogni oggetto in movimento serve ad interessare e divertire un gatto. Egli è convinto che la natura lo tenga occupato con le sue distrazioni: non può concepire che l'universo abbia altro scopo." F.A. Paradis de Monarif

"Dovremmo essere saggi la metà di quanto è saggio il gatto. E anche belli la metà." Frank Snepp

"Un gatto non vuole che tutto il mondo lo ami, solo quelli che lui ha scelto di amare." Helen Thompson

"Ho trovato che il mio amore per i gatti mi ha molto spesso aiutato a capire le donne." John Simon

"I gatti sanno calcolare con matematica precisione il luogo esatto nel quale daranno più disturbo se vi si siederanno." Pam Brown

"Poichè ognuno di noi ha il dono di una sola vita, perchè non decidere di passarla con un gatto?" Robert Starns

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