foto di Elena Fiorio - Burano maggio 2009
Seggioline segnaposto
20 dicembre 2011

Un originale segnaposto per queste feste: la mini seggiolina ricavata dalla gabbietta metallica del tappo dello spumante.

Per realizzarla servono un tronchese, una piccola pinza (o meglio due una tonda e una piatta), della colla cianoacrilica e ovviamente una gabbietta dello spumante completa di copritappo.

Si inizia smontando la gabbietta tagliando con il tronchese il filo metallico che la assicura al collo della bottiglia.
La struttura del sedile con le quattro gambe è praticamente già pronta, basta sagomare un po' le gambe per assicurare la stabilità della seggiolina.
Dal filo metallico tagliato invece si ricava lo schienale modellandolo a piacere poi lo si assicura al sedile attorcigliando le due estremità attorno alle gambe posteriori della seggiolina.
In ultimo si riposiziona il copritappo incollandolo con due gocce di colla per creare la seduta. Ecco fatto.

Si possono ottenere seggioline diverse per ogni commensale con la struttura in oro o argento e differenti schienali e sedute.


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Trattoria del pescatore
17 dicembre 2011

Pranzo sociale vuol dire Trattoria del pescatore, linguine al granchio, astice alla catalana e qualcosa da portare in tintoria...

Storico locale in zona Porta Romana sempre affollatissimo che propone cucina sarda di mare. Ambiente rustico e un po’ troppo rumoroso ma cucina assolutamente convincente della moglie del patron Giuliano.

I piatti, elencati a voce in modo del tutto informale, non sono molti e variano a seconda dell’arrivo di pesce fresco del giorno.

L'antipasto è composto da una decina di assaggi freddi e caldi che spaziano dal polipo tiepido con patate ai moscardini in umido con polenta, dal salmone fresco con lumache di mare alle fritelline di gianchetti, dai gamberetti in salsa rosa alle cozze gratinate.

I primi prevedono spaghetti con vongole e bottarga, tagliolini al granchio, risotto alla marinara , zuppa di pesce e paccheri con pesce spada, calamari, peperoni e bottarga. I secondi branzino e orata al sale, tagliata di tonno, grigliata mista, sarde a beccafico, fritto misto.

Il piatto forte del locale è l'astice alla catalana (astice bollito a pezzi, cipolle rosse di Tropea, pomodori camone sardi e corposo olio extravergine).

Dopo il secondo viene servito del pecorino fresco, scucchiaiato direttamente da una mezza forma. Ad accompagnare le portate un pane irresistibile e vini sardi.

Per finire sorbetto al limone o alla mela, mirto e fil'e ferru.

www.trattoriadelpescatore.it

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Categorie: cibo · ristoranti
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Ricetta: sformato di cavolfiore
11 dicembre 2011

Ricetta dell'infanzia... quando per farmi mangiare la verdura bisognava un po' occultarla...

Sformato di cavolfiore

1 cavolfiore medio (1 kg. circa)
3 uova
5/6 cucchiai di parmigiano grattugiato
1 noce di burro
pangrattato
noce moscata
sale e pepe

Cuocere il cavolfiore a vapore (diviso in cimette cinque minuti nella pentola a pressione).
Schiacciare grossolanamente il cavolfiore cotto con una forchetta e aggiungere le uova, il parmigiano, una generosa grattata di noce moscata, sale e pepe amalgamando il tutto sino a ottenere un composto omogeneo.
Imburrare una teglia rettangolare media e cospargerla di pangrattato quindi riempirla con il composto di cavolfiore, rigando la superficie con una forchetta in modo da formare una griglia.
Infornare a 180° per 20/30 minuti sino a quando lo sformato avrà un bel colore dorato.


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Categorie: cibo · ricette
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Aelita Andre
8 dicembre 2011

Aelita Andre quattro anni, artista astratta.
Australiana, abita a Melbourne, è figlia di Michael Andre pittore e Nikka Kalashnikova fotografa, parla l’inglese e il russo.

Aveva meno di ventiquattro mesi quando i genitori l’hanno messa seduta su una tela circondandola di colori. Lei ha messo le mani nei vasetti, ha cominciato a scivolare sul quadro come se stesse danzando e quando si è fermata il risultato era sbalorditivo.

L'estate scorsa ha proposto a New York, all'Agora Gallery di Manhattan, una esposizione dal titolo “I prodigi del colore” e non si trattava della sua prima personale.

I suoi quadri valgono oltre seimila dollari.

“Mi ci sono voluti quattro anni per dipingere come Raffaello, tutta la vita per farlo come un bambino” amava dire Picasso.

Per spiegare il suo rapporto con la tela e i colori, il settimanale Panorama Magazine ha usato quattro parole: “È rinato Jackson Pollock” e il professor Robert Nelson della Monash University ha spiegato alle televisioni inglesi e cinesi che i quadri di Aelita “… sono un antidoto contro l’oppressione e i vincoli dell’arte moderna. La sua pittura è una finestra sull’inconscio creativo primordiale. Un mondo esplorato da Freud e Jung ed elevato da Dalì e Picasso a manifestazione suprema”. Anche la BBC ha voluto dire la sua: “Aelita? The Next Big Thing”. Una creatura geniale, destinata a segnare il futuro.

“Io dipingo la musica e il cosmo” dice. E alla domanda “Quando ti senti di più una bambina?” risponde “Io non sono una bambina. Sono una fatina pittrice che sta crescendo. Mi piacciono i miei giocattoli, fare le torte, andare a cavallo, la mia mamma e il mio papà.”



www.aelitaandreart.com

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Ricetta: zuppa di cipolle
5 dicembre 2011

Oggi zuppa di cipolle! Come da tradizione di famiglia almeno una volta all'anno, a novembre o dicembre, zuppa di cipolle e Beaujolais nouveau...

Zuppa di cipolle

8 cipolle grosse (4 rosse e 4 dorate)
320 gr. di emmental (metà dolce e metà stagionato)
8 cucchiai di grana grattugiato
60 gr. di burro
4 francesini o ciabattine
2 litri di brodo
3 cucchiai di cognac
1 cucchiaio di farina
zucchero
sale e pepe

Pulire e affettare sottilmente le cipolle (sotto un filo d'acqua corrente se non si vuole piangere).
Fare fondere il burro in una casseruola e unire le cipolle affettate con un cucchiaino da tè di zucchero.
Cuocere le cipolle coperte a fuoco dolcissimo mescolando spesso, quando iniziano a essere leggermente dorate cospargerle con un cucchiaio di farina. Aggiungere il brodo caldo (può essere fatto con due litri d'acqua e due dadi) portare il tutto a bollore quindi abbassare la fiamma e fare cuocere per 20/30 minuti.
Nel frattempo affettare il pane e tostarlo nel forno a bassa temperatura.
Poco prima di servire insaporire la zuppa con tre cucchiai di cognac, pepe macinato fresco e un pizzico di sale se necessario.
Disporre le fette di pane in ciotole individuali coprendole con l'emmental tagliato a fettine sottili e il grana grattugiato quindi versare sopra la zuppa bollente.
Se non piace il pane ammollato si può servire la zuppa con il formaggio lasciando il pane tostato a parte da intingere come un crostino.

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L’Artigiano in Fiera
3 dicembre 2011

Pronti... via! Anche quest'anno conto di uscirne distrutta ma felice, piena di sacchetti e avendo assaggiato di tutto di più...

Sedicesima edizione dell’Artigiano in Fiera dal 3 all'11 dicembre 2011.

L'appuntamento è con circa 3.000 artigiani, provenienti da 110 Paesi del mondo, in 9 padiglioni del nuovo polo fieristico di Fieramilano a Rho.

Idee regalo originali, colori, tradizioni, storie e incontri con artigiani di tutto il mondo.

La mappa.

www.artigianoinfiera.it

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Categorie: eventi
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Chapati
1 dicembre 2011

Si avvicina la data d’inizio dell’Artigiano in Fiera e cresce la voglia di Chapati. Come resistere al richiamo di un nuovo vestito da elfo con un lungo cappuccio a punta con tanto di campanellino tintinnante?

Marchio berlinese, creato da Hamid Mohammadi di origini iraniane, Chapati è una parola indiana e significa pane.

Chapati moda propone tre linee d'abbigliamento Chapati Design, Alltag Berlin e Saphira Night.
Tutti i capi sono prodotti utilizzando materiali d’alta qualità e secondo i principi del commercio equosolidale.

Chapati Design
è la linea classica fiabesca che ha reso famoso il marchio Chapati con i tipici cappucci lunghi e le linee morbide e fluide. Vestiti con arditi ornamenti cuciti a vista e appariscenti accostamenti di colore, realizzati con materiali morbidi come il soffice tessuto sherpa e l’elegante velluto.

Alltag Berlin
è la linea pensata per la quotidianità. Abiti comodi e sportivi per il tempo libero e modelli più eleganti per l’ufficio ma sempre con un pizzico di magia, in materiali avvolgenti per un’ottimale vestibilità e resistenza.

Saphira Night
è la linea più nuova, gotica e trasognata. Modelli romantici e molto femminili con preziosi e seducenti dettagli. Tessuti caldi per una notte buia illuminata dalla luna.

Anche nella loro diversità tutte le linee rivelano una grande attenzione per il dettaglio e sono create per incantare. Nei vestiti Chapati è piacevole avvolgersi per farsi condurre in meravigliosi mondi abitati da creature fantastiche.



www.chapati.de

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Categorie: abbigliamento
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Simon’s Cat
27 novembre 2011

Il primo video che ho visto (Cat Man Do) è proprio quello che mi è rimasto nel cuore… solo chi vive con un gatto può averlo disegnato. Geniale!

Chi non conosce Simon’s Cat? E’ alla rete e in particolare a YouTube che si deve la grande popolarità del cliccatissimo felino.

Si tratta, per chi non lo sapesse, di brevi animazioni realizzate in flash, ideate e realizzate a partire dal 2008 dal grafico inglese Simon Tofield direttore dello studio grafico Tandem Films di Londra, dove i protagonisti sono delineati con tratti essenziali in bianco e nero come in una striscia a fumetti.

Protagonista indiscusso delle animazioni è un micione domestico (il gatto di Simon) che in ogni episodio ne combina di tutti i colori spesso con il solo scopo di riuscire a ottenere da mangiare, adora infatti le sue scatolette ma non disdegna uccellini, topi e i pesci dello stagno nel giardino di Simon.

Altri personaggi oltre a Simon, il tormentato e bersagliato proprietario del gatto, sono: il cane della sorella di Simon che appare nell’episodio Fed Up e mangia da sotto il tavolo durante il pranzo, l’uccellino che in Business Snow provoca il gatto con il lancio di palle di neve, il riccio che vive nel giardino di Simon che il gatto ama infastidire e lo gnomo da giardino spesso considerato dal gatto come un amico e non un oggetto inanimato.

Il pulito e deciso disegno al tratto di Tofield riesce a rendere scene esilaranti, dove chi ha un gatto non potrà non riconoscere atteggiamenti e situazioni vissute.

Con il primo episodio della serie, dal titolo Cat Man Do, Simon Tofield si è aggiudicato il premio Best Comedy ai British Animation Awards 2008. Il secondo Let Me In! è stato premiato con il riconoscimento Most Outstanding Animation alla settima edizione del "Animae Caribe, Caribbean Animation Awards Festival". TV Dinner, il terzo episodio della serie, è stato trasmesso dal programma The Culture Show di BBC2 il 15 giugno 2008 prima ancora di essere caricato su YouTube.

Dal 2009 Simon Tofield ha realizzato, oltre alle animazioni, tre libri a fumetti che riportano numerose vignette con il gatto protagonista di divertenti avventure.

Simon Tofield disegna fumetti sin da quando era giovanissimo, ha studiato animazione alla De Montfort University e vive nel Bedforshire ovviamente con tre splendidi gatti.



www.simonscat.com

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“Bar Sport” di Stefano Benni
26 novembre 2011

Non ho visto il film ma mi è venuta voglia di leggere il libro...

Al bar Sport non si mangia quasi mai. C'è una bacheca con delle paste, ma è puramente coreografica. Sono paste ornamentali, spesso veri e propri pezzi d'artigianato. Sono lì da anni, tanto che i clienti abituali, ormai, le conoscono una per una. Entrando dicono: "La meringa è un po' sciupata, oggi sarà il caldo". Oppure: "E' ora di dar la polvere al krapfen". Solo, qualche volta, il cliente occasionale osa avvicinarsi al sacrario. Una volta, ad esempio, entrò un rappresentante di Milano. Aprì la bacheca e si mise in bocca una pastona bianca e nera, con sopra una spruzzata di quella bellissima granella di duralluminio che sola contraddistingue la pasta veramente cattiva. Subito nel bar si è sparsa la voce: "Hanno mangiato la Luisona!". La Luisona era la decana delle paste, e si trovava nella bacheca dal 1959. Guardando il colore della sua crema i vecchi riuscivano a trarre le previsioni del tempo. La sua scomparsa fu un colpo durissimo per tutti. Il rappresentante fu invitato a uscire nel generale disprezzo. Nessuno lo toccò, perchè il suo gesto malvagio conteneva già in sè la più tremenda delle punizioni. Infatti fu trovato appena un'ora dopo, nella toilette di un autogrill di Modena, in preda ad atroci dolori. La Luisona si era vendicata.

Il tecnico da bar, più comunemente chiamato "tennico" o anche "professore", è l'asse portante di ogni discussione da bar. Ne è l'anima, il sangue, l'ossigeno. Si presenta al bar dieci minuti prima dell'orario di apertura: è lui che aiuta il barista ad alzare la saracinesca. Il suo posto è in fondo al bancone, appoggiato con un gomito. Lo riconoscete perchè non si siede mai e porta impermeabile e cappello anche d'estate. Dal suo angolo il tecnico osserva e aspetta che due persone del bar vengano a contatto. Non appena questo una delle due apre bocca, lui accende una sigaretta e piomba come un rapace sulla discussione. Nell'avvicinarsi, emette il verso del tecnico: "Guardi, sa che cosa le dico", e scuote la testa. (...)
Di cosa parla un tecnico? Di calcio, di sport in genere, di politica, di morale, di macchine, di agricoltura, di prezzi della frutta, di diabete, di sesso, di trattori, di cinema, di imbottigliamento, di spionaggio. In una parola, di tutto. Quale che sia l'argomento trattato, il tecnico lo conosce almeno dieci volte meglio dell'occasionale interlocutore, anzi dirà, è una delle cose che lo ha interessato di più fin da piccolo. Il vero tecnico suffraga spesso la sua competenza con parentele. (...)
Il tecnico (...) vive in simbiosi con un altro personaggio, che è "l'uomo con il cappello". In tutti i capannelli, infatti, se osservate bene, mentre al centro si trova il tecnico, leggermente defilato alla periferia c'è un uomo con il cappello calato sul naso e le braccia dietro la schiena. Questo secondo personaggio sembra avere il compito di intervenire con bestialità tremende che fanno perdere le staffe al tecnico.

Queste signore sono sedute appartate, a un tavolino d'angolo. Hanno al collo una stola di volpi spelacchiate, che vi fissano con gli occhi di vetro sbarrati. Ai loro piedi ci sono due barboncini ottantenni, che vi fissano con gli occhi sbarrati. A volte, se le anziane signore sono molto povere, addestrano i barboncini ad arrampicarsi sul collo, e quelli stanno immobili, fingendosi pellicce. Le signore mangiano dei piccoli bignè, schizzandosi la crema in faccia, e bevono tè, ingollando anche il sacchettino perchè non ci vedono. I barboncini dormono sotto il tavolo, poi di colpo si svegliano in preda a un raptus arteriosclerotico e cominciano a tremare e ringhiare come un motore che non parte, finchè le signore non danno una tiratina al guinzaglio e li strafocano.
Le signore parlano di disgrazie. Si comunicano il numero di morti della settimana, le operazioni, le figlie incinte, le macchine rubate e i mariti fuggiti. Il loro tono di voce è gaio e stupito: se state a qualche metro, potete pensare che stiano parlando di ricamo; ma se vi avvicinate, sentite un ping-pong di necrologie da far rizzare i capelli in testa. Gli amici e conoscenti delle signore, quando le vedono, scendono con una mano all'interno del cappotto in uno strano gesto di saluto.

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Barometro di Paola Rizzi
24 novembre 2011

Barometro - 24 novembre 2011

Il grana padano esiste? Si, quindi esiste anche la Padania. Il sillogismo perfetto di Buonanno Gianluca, sindaco di Varallo e deputato leghista non fa una grinza. Rubacchio dalla rete: esiste l’insalata russa, quindi esiste la Russia. Esiste la parmigiana, quindi esiste Parma. Ma ecco quello che spazza via secoli di dispute teologiche: esiste il Caprice de Dieux? Sì, quindi esiste Dio. (Paola Rizzi)

www.metronews.it

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