foto di Elena Fiorio - Burano maggio 2009
Moodboard
3 gennaio 2012

Una moodboard (dall'inglese mood umore e board tavola) è solitamente una serie di immagini unite come in un collage che i designer utilizzano per esporre al cliente un progetto e il suo concept in un formato visivo.

I confini fra inspirationboard e moodboard sono solitamente molto sfumati e spesso vengono confuse le une con le altre. Sono comunque entrambi strumenti utilizzati da varie tipologie di progettisti (fashion, visual e interior designer).

La moodboard ha comunque un livello di dettaglio maggiore rispetto a quello della inspirationboard: raccoglie elementi legati al progetto e al suo stile come forme, texture, palette cromatiche, immagini evocative, ecc.

Capito, tutto chiaro? Non è così importante…


Il sito olioboard rende tutto ciò un gioco facile e immediato. Si scelgono degli oggetti e si crea un ambiente dallo stile personalissimo, improvvisandosi arredatori.



www.olioboard.com

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Categorie: creatività
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Playlist: “Rain” The Cult
2 gennaio 2012

Difficile scegliere il primo brano di una playlist... ma in realtà non ci ho pensato molto, in ricordo del mio primo concerto dove ho rischiato di essere travolta da una pogata...


"Rain" The Cult

... l’ho aspettata così tanto
apri il cielo e lasciala scendere
arriva la pioggia
lei arriva ancora...



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“Una vacanza da cane” di J.F. Englert
1 gennaio 2012

Una lettura rilassante...

Un giallo a quattro zampe.

C'era un gruppo di membri dell'equipaggio la cui unica responsabilità era quella di sorridere e distribuire, tutt'intorno a noi, antipastini monoporzione adagiati su tovagliolini di carta. Erano talmente esperti, così impassibili e concentrati sull'arte di servire gli hors d'œuvres, che nemmeno due dozzine di cani aggrovigliati accanto ai loro piedi e fervidamente dediti  a espedienti volti a rovesciare i vassoi riuscirono a far loro cadere sia pure un unico boccone sul ponte.
Benchè gli antipasti stessero sfrecciando ben al di sopra del livello degli occhi canini, sui soprastanti vassoi d'argento, il naso mi consentì di stilare rapidamente un elenco ipotetico delle invisibili leccornie. Non avevano un ordine particolare: insalata di polpa di riccio di mare su barchette di indivia belga; caprino al pepe su castagne in salamoia con crème fraîche al litchi; serpente di mare con prosciutto, farcito con uva moscatella e avvolto nel bacon con composta di prugne; crostini con lumache selvatiche; filetto di manzo con fettine di pastinaca fritte.

(...) in quanto cane conosco le semplici e inenarrabili gioie dell'esistenza, e so che per inseguirle non si può essere troppo orgogliosi, altrimenti si è destinati a lasciarsele sfuggire.
E una di queste gioie - una gioia che non bisogna assolutamente perdersi - fluttuò in un punto imprecisato sopra la mia testa, su uno di quei vassoi d'argento. Il mio naso non era tormentato da sofisticate barchette di indivia belga o da crème fraîche al litchi, bensì da qualcosa di ordinario, l'orfanello degli antipasti che negli Stati Uniti fa immancabilmente la sua comparsa a ogni matrimonio, anniversario e veglia funebre: sto parlando, naturalmente, di quella sublimità ricca di conservanti, i "porcellini vestiti" ossia pezzetti di würstel avvolti nella pasta sfoglia.

"Andare dove? A cena?" L'altro parve sconcertato. "Oddio, no. Io cenerò nella mia cabina con Marlin, stasera. Sai gli ci vuole un po' di tempo per acclimatarsi in un nuovo ambiente, e il meglio che la nave ha potuto offrigli è stata una palma nana che pende nettamente verso dritta. Ogni volta che la nave si inclina leggermente in quella direzione, negli occhi del ragazzo compare un'evidente espressione di terrore. Non posso proprio lasciarlo solo troppo a lungo."
Harry sapeva dell'affetto di Jackson per il suo bradipo del Guatemala, ma non accettò per buona quella spiegazione: "Qual è il vero motivo?".

Era una sensazione strana, per questo cane di Manhattan, percepire il pulsare costante dei motori della nave, vedersi rammentare i bui e freddi bracci di mare sotto di noi che brulicavano di strane e probabilmente fameliche creature acquatiche e sapere che il possente Atlantico, rovina di innumerevoli uomini e cani sopraffini, si estendeva tutt'intorno. Eppure, la vita di bordo - come la vita in genere, a dire il vero - è spesso basata sull'ignorare simili cose per concentrarsi invece sulle tiepide e appaganti certezze che ci circondavano quali la moquette color crema, l'acciottolio di porcellane pregiate che tintinnavano felici e il lontano profumo di trota alle mandorle.

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Cin cin
31 dicembre 2011

Auguri! Buon 2012...

"Chi beve solo acqua ha un segreto da nascondere." Charles Baudelaire

"Non ci può essere un buon modo di vivere dove non c'è un buon modo di bere." Benjamin Franklin

"Il vino conforta la speranza." Aristotele

"La vita è troppo breve per bere vini mediocri." Johann Wolfgang von Goethe

"Il vino è uno dei maggiori segni di civiltà nel mondo." Ernest Miller Hemingway

"Trovo che l'alcol, assunto in dosi adeguate, provochi tutti i sintomi dell'ubriachezza." Oscar Wilde

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Metroman
30 dicembre 2011

Mi ha subito ricordato Coliandro, un po’ figo e un po’ sfigato, un po’ strafottente e un po’ impacciato, istintivamente simpatico anche quando politicamente scorretto…

Si aprono le porte del vagone della metropolitana ed entra con un salto. Amplificatore trolley e microfono, felpa, cappellino con visiera ben calcato sulla testa, occhiali da sole e una faccia da schiaffi: è Metroman l'artista da metropolitana di Milano. Un ragazzone alto sulla trentina che si esibisce soprattutto sulla linea rossa della metropolitana in zona centro ma che non disdegna come palcoscenico anche i tram della città.

Canta spaziando da Domenico Modugno a Michael Jackson, da Renato Zero a George Michael, da Amedeo Minghi ai Queen passando per la sigla di Tiger Man.

Talvolta improvvisa una sorta di lap dance con il palo di sostegno per i passeggeri poi fa avanti e indietro sul vagone incitando un pubblico un po’ perplesso ad applaudire e partecipare attivamente alla sua performance. “Dai che sono migliorato” dice e poi “Non ridete”, “Tutti insieme anche gli anziani” (o la variante politicamente scorretta anche i peruviani), “Me lo merito un applauso” per concludere con un “Adesso basta!”. Prima di uscire di scena e cambiare carrozza l’ultimo annuncio: “Sto anche su facebook: Metroman”.

Si vede che è il primo a divertirsi, tanto che talvolta si dimentica persino di raccogliere i soldi che qualche passeggero ha già pronti in mano oppure concede un lungo bis una volta ritirato l’incasso. Non tanto intonato e con un repertorio musicale discutibile ma sicuramente capace di far sorridere, talvolta ridere, applaudire e cantare, persone che vanno o tornano dal lavoro su carrozze strapiene e maleodoranti, sempre troppo fredde o troppo calde e rigorosamente vergognosamente in ritardo. Pare poco?

Non stupirebbe vederlo tra poco in televisione in qualche reality o in qualche programma a fare l’opinionista o il tronista. Un po’ egoisticamente ai milanesi non resta che sperare di non perdere una delle poche belle e spontanee novità che offre la città.



www.facebook.com/metromanmilano

Il canale ufficiale YouTube:
www.youtube.com/milano777

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Il garante della privacy (cat vs human)
29 dicembre 2011

E’ bello sapere che certe cose non succedono solo a me…



Per tutti i gattofili un blog da tenere d’occhio:
catversushuman.blogspot.com

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Ricetta: bis di seppioline
26 dicembre 2011

Per Santo Stefano quest'anno bis di seppioline con polenta...

Seppie al pomodoro

1 kg. di seppie surgelate
500 gr. di passata di pomodoro
mezza cipolla
1 spicchio d'aglio
1 peperoncino piccante piccolo
olio extravergine d'oliva
prezzemolo

Fare scongelare le seppie e asciugarle bene.
Preparare un soffritto con olio extra vergine d'oliva, mezza cipolla affettata sottilmente e un peperoncino sbriciolato quindi aggiungere le seppie, la passata di pomodoro e uno spicchio d'aglio schiacciato con lo spremiaglio.
Cuocere con la pentola pressione per circa un quarto d'ora se le seppie sono piccole o 20/25 minuti se sono grandi. A fine cottura se il sugo dovesse risultare troppo liquido fare asciugare a fuoco vivo e pentola scoperta. Aggiungere abbondante prezzemolo tritato e salare solo se necessario.

Seppie al brandy

1 kg. di seppie surgelate
1 scatoletta piccola di tonno al naturale
2 filetti d'acciuga sott'olio
1 manciata scarsa di capperi sotto sale
1 manciata di olive nere denocciolate
mezza cipolla
olio extra vergine d'oliva
brandy

Fare scongelare le seppie e asciugarle bene.
Preparare un soffritto con olio extra vergine d'oliva e mezza cipolla affettata sottilmente, aggiugere le acciughe a pezzettini e le seppie quindi sfumare con due cucchiai di brandy. Unire il tonno sgocciolato e sminuzzato, i capperi ben lavati e tritati e le olive nere tagliate a rondelle. Aggiungere mezzo bicchiere scarso d'acqua e cuocere con la pentola pressione per circa un quarto d'ora se le seppie sono piccole o 20/25 minuti se sono grandi. A fine cottura se necessario fare asciugare a fuoco vivo e pentola scoperta.

Servire il bis di seppie con fette di polenta gialla o bianca passate alla griglia.

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Natale con Elvis
25 dicembre 2011

Niente da dire, bisogna solo ascoltare...

Santa Claus is back in town & Blue Christmas


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Ricetta: insalata russa (non la solita!)
24 dicembre 2011

Che Natale è senza l'insalata russa della mamma? Questa ricetta arriva dalla Somalia...

Insalata russa

4 tuorli d'uovo
2 bicchieri di olio extravergine d'oliva delicato
mezzo limone
2 scatolette piccole di tonno sott'olio
2 grosse patate lesse
1 vasetto piccolo di giardiniera sott'aceto
sale


Sciacquare e asciugare bene la giardiniera e tagliarla a dadini molto piccoli.
Aggiungere il tonno sgocciolato e sminuzzato (eventualmente tenere l'olio per la preparazione della maionese) e le patate lessate tagliate a dadi quando sono ben fredde.
Tirare fuori dal frigorifero le uova almeno un'ora prima di fare la maionese.
Montare i tuorli aggiungendo l'olio poco alla volta (soprattutto all'inizio) aumentando la velocità delle fruste gradatamente. Aggiungere solo alla fine sale e succo di limone.
Tenere la maionese non troppo acida e salata vista la presenza di giardiniera e tonno nella ricetta.
Unire delicatamente la maionese al composto di patate, tonno e giardiniera. Tenere in frigorifero sino al momento di servire.


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Solstizio d’inverno
22 dicembre 2011

Il solstizio d’inverno quest'anno cade il 22 dicembre.

Il termine solstizio viene dal latino solstitium che letteralmente significa sole fermo (da sol sole e sistere stare fermo).

Se ci si trova nell’emisfero nord della terra infatti, nei giorni che vanno dal 22 al 24 dicembre, si può osservare come il sole paia fermarsi in cielo. Il fenomeno è tanto più evidente quanto più ci si avvicina all’equatore. In termini astronomici, in questo periodo il sole inverte il proprio moto nel senso della “declinazione”, cioè raggiunge il punto di massima distanza dal piano equatoriale. Il buio della notte raggiunge quindi la massima estensione e la luce del giorno la minima, si ha così la notte più lunga e il giorno più corto dell’anno.

Subito dopo il solstizio, la luce del giorno torna gradatamente ad aumentare e il buio della notte a ridursi fino al solstizio d’estate, il 20 o 21 giugno, quando si ha il giorno più lungo dell’anno e la notte più corta.

Il giorno del solstizio cade il 21 o 22 dicembre e l’inversione apparente del moto solare diventa visibile il terzo o quarto giorno successivo. Il sole, quindi che nel solstizio d’inverno giunge nella sua fase più debole e pare precipitare nell’oscurità, ritorna vitale e sembra rinascere invincibile sulle tenebre proprio il 25. Questa interpretazione astronomica può spiegare perché il 25 dicembre sia una data celebrativa presente in culture e paesi così distanti tra loro.

I popoli primitivi erano intimamente legati al ciclo della natura. I fenomeni naturali apparivano indecifrabili, incombenti, potente espressione di forze da venerare. Vedere il sole perdere forza e ridurre sempre più il suo corso nel cielo era una minaccia per la vita stessa, il timore che il sole non sorgesse più doveva essere esorcizzato con riti che avessero lo scopo di aiutarlo nel momento di minor forza.

Partendo da questa considerazione si possono individuare le origini dei rituali e delle feste pagane collegate al solstizio d’inverno. Durante queste feste venivano accesi fuochi che con il loro calore e la loro luce, avevano la funzione di ridare forza al sole indebolito.

Uno dei luoghi più caratteristici per festeggiare la notte più lunga dell'anno e aspettare il sorgere del sole è sicuramente il sito di Stonehenge in Inghilterra.
Centinaia di persone si riuniscono all'interno di questo anello di pietra per celebrare il sorgere del sole con balli e canti, sono neopagani vestiti da sacerdoti druidi ma anche turisti e curiosi.

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