foto di Elena Fiorio - Burano maggio 2009
Messaggio elettorale
4 febbraio 2013

Indecisi?



Per seguire le puntate de L'uomo senza cervello:
www.nicolabrusco.com

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A letto con micio
29 gennaio 2013

RONF...



Il sito extra ordinary di Li Chen:
www.exocomics.com

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Meteo felino
7 dicembre 2012

Nevica...



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“Lezioni di vita randagia” di Susan Wilson
16 settembre 2012

E' risaputo che la mia è una razza difficile da piazzare. La nostra reputazione di cani aggressivi, gli usi a cui veniamo notoriamente destinati ci impediscono di essere adottati facilmente. Nessuna vecchietta bisognosa di compagnia sceglierà di portarsi a casa un pit-bull, nemmeno se è un incrocio, come lo sono io. Tanto per cominciare sembriamo troppo forti. Secondo, sembriamo feroci. Terzo, non siamo per niente belli. Insomma, alle vecchiette lasciamo i cagnetti dal pelo lungo e vaporoso. Poi ci sono i giovanotti che vengono a farsi un giro in cerca di un cane virile. Niente da fare. Le autorità non sono mica nate ieri. Non si vendono combattenti di secoda mano, qui. Restano le coppie più giovani che vogliono prendere un cane dalla cattiva reputazione e con problemi di relazione. Non è che ce ne siano molte, a dire il vero, e noi invece siamo tantissimi.

Adam aguzza le orecchie, per capire se riesce a localizzare dov'è, nel mezzo acro di quel terreno incolto. Ma è scomparso. Scappato. Adam pensa alle ciotole vuote sul pavimento della cucina.
Arrotola il guinzaglio. Non può nemmeno chiamarlo, perchè non ha nome. Ha quel cane da quasi tre settimane e si è rifiutato di chiamarlo in qualsiasi modo che non fosse "bello", "amico", o "tu". Si è rifiutato di considerarlo qualcosa di più di un ospite fastidioso. "Vieni, bello. Qui, amico."
La sensazione della pelliccia morbida era come raso sotto le sue dita. La cosa più morbida che abbia mai toccato dopo la pelle di Ariel appena nata.
In lontananza coglie il suono di un fiutare forsennato.
"Ehi. bello!"
E dal buio spunta il cane, che agita la coda.
Un incredibile senso di sollievo inonda Adam e gli trema un po' la mano quando riaggancia il guinzaglio al collare. "Bravo, bello." E gli accarezza la testa.

"Forse dovresti chiamarlo Chance. In fondo tu gliene stai offrendo una, no? E credo che anche lui ne stia dando una a te." Gina arrossisce un po'(...)
"Una chance per cosa?"
Gina si allontana, recupera il retino e torna a spostare i pesci. Qualunque cosa pensi, non ha intenzione di dirla, e Adam si chiede se forse non sia imbarazzata anche lei della propria presunzione.
"Chance. Sì. Forse. A te piace? Ehi, Chance!"
Il cane, che stava ficcando il naso nell'espositore di cibo per pesci, piega la testa guardando Adam e la sua bocca enorme si apre in un sorriso canino.
"Credo che gli piaccia."
Gina appende di nuovo il retino e si avvicina a Adam (...) Si china sul cane. "Ehi, a quanto pare abbiamo qui un vincitore." Carezza la grossa testa, poi sfiora l'avambraccio di Adam. "Stai facendo una buona cosa."
Ora è il suo turno di arrossire. Gli piace quel tocco, così semplice, così umano. Svela una solitudine che è il tema centrale della sua vita.

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“Il rifugio dei cuori solitari” di Lucy Dillon
5 luglio 2012

"Ma smettila. Rachel, quello è per te."
Lei guardò il panino e le venne l'acquolina in bocca.
"Per me?"
"Sì! Prepariamo sandwich al bacon per tutti i volontari che vengono a portare fuori i cani nel weekend, fa parte dell'accordo. Non posso certo permetterti di uscire a stomaco vuoto." Megan spuntò una voce sul suo elenco e distribuì qualche biscotto ai cani. "Mentre mangi quello, lascia che ti spieghi rapidamente come funziona la cosa."
Rachel esitò. Normalmente non mangiava pane - o meglio, non si permetteva di tenerlo in casa - ma quello aveva un profumo delizioso. E, in fondo, era improbabile che le capitasse presto di infilarsi di nuovo in qualche capo di biancheria intima La Perla donatole da Oliver. Prima di poterselo impedire, aveva preso il panino e ne aveva strappato un boccone squisito, stillante ketchup. Le sue papillle gustative vacillarono per il piacere.

Come pronosticato da Megan, Rachel si sentì meglio grazie all'aria fresca che le riempiva i polmoni e, nonostante le iniziali proteste delle sue gambe che camminavano a papera con gli stivaloni di riserva di Dot, scoprì che tenere il passo con l'andatura spedita di Megan non le faceva scorrere in tutto il corpo soltanto il sangue: sembrava farle funzionare meglio anche il cervello e, per la prima volta da giorni, un pensiero portò a un altro invece di continuare a girare e rigirare in tondo, in una spirale opprimente.

Il campanello suonò e lei balzò in piedi. "Dev'essere Rachel, quella del rifugio per cani. Trovi opportuno che io sia in tailleur?" Arricciò il naso. "Mi fa sembrare troppo pignola per tenere un cane? Aspetta, vado a cambiarmi. Tu falla accomodare, mostrale la casa. Preparale un tè o qualcos'altro."
Si fiondò fuori dalla stanza e lui sentì la serie di tonfi prodotti dai suoi piedi scalzi su per le scale.
Guardò verso la porta da cui era uscita, sbigottito. Come diavolo facevano le donne a passare, nell'arco di dieci secondi, da un totale collasso emotivo al pensiero dell'abbigliamento più adatto per accogliere una sconosciuta che salvava cani abbandonati? Come poteva Natalie preoccuparsi più del fatto che la casa fosse abbastanza pulita per un cane che per il proprio licenziamento? Scuotendo il capo, tornò nell'ingresso e aprì la porta.

"Assistenza diurna? Per un cane? Parla con il mio avvocato." Era quello il nuovo slogan di David, insieme a: "Dobbiamo passare attraverso i debiti canali." (...)
"E' piccolo, non lo si può lasciare solo per tutto il giorno, e sai che io devo lavorare a tempo pieno. Be', evidentemente lo sai che devo lavorare a tempo pieno, visto che hai appena dimezzato il nostro assegno per il mantenimento."
David si voltò a guardarla, il suo sorriso conciliante che gli si allargava sul volto, e le posò una mano sulla spalla: un gesto che un tempo la faceva sentire sicura e protetta. Il gesto andrà-tutto-bene che, adesso lo aveva capito, non significava assolutamente nulla.
"Non essere ridicola, Zoe, è un cane! Non puoi semplicemente trovare una tua vicina disposta a occuparsene? Insomma, avanti" disse. "E' un periodo difficile per tutti. Io ho comprato quel coso, non hai idea di quanto costino!"
"Toffee non è un coso" sbottò Zoe. "E' un cane."
David fece un mezzo sorriso. "Okay, come preferisci. E' un cane."

"Cosa c'è che non va in Zoe?" Johnny fece la sua faccia non-capisco-le-donne. "E' carina, è giovane, e ha quell'adorable cucciolo! Cos'ha che Bill non possa amare?"
Erano imbottigliati nel traffico e aveva iniziato a piovere. Natalie azionò i tergicristalli e tentò di stabilire cosa ci fosse in Zoe che non andava bene per Bill. (...)
"Non lo so" ammise alla fine. "Forse è perchè lui è sempre stato così specifico riguardo a ciò che vuole."
"E ha fatto davvero uno splendido lavoro nel trovarlo, finora. Si è innamorato di un barboncino quando era andato al canile per uno spaniel, giusto?" osservò Johnny.
"E guarda com'è finita."
"Vero."
"E noi che non siamo andati là per prendere un cane ora abbiamo Bertie il tritarifiuti canino, qui dietro. Le persone non capiscono mai cos'è giusto per loro finchè non lo incontrano (...)"

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Io gatto (2)
7 giugno 2012

"I gatti riconoscono in maniera infallibile il momento della concentrazione e si intromettono tra essa e te." Arthur Bridges

"Quando la chiamavo fingeva di non sentire, ma arrivava un po' dopo quando poteva sembrare che avesse deciso di venire spontaneamente." Arthur Weigall

"Uno scrittore senza un gatto è inconcepibile. Certo è una scelta perversa, poichè sarebbe più semplice scrivere con un bufalo nella stanza piuttosto che con un gatto. Si accucciano tra i vostri appunti, mordicchiano le penne e camminano sui tasti della macchina da scrivere." Barbara Holland

"Mi era stato detto che l'addomesticamento con i gatti è molto difficile. Non è vero. Il mio mi ha addomesticato in un paio di giorni." Bill Dana

"Vieni, sul mio cuore innamorato, mio bel gatto: trattieni gli artigli e lasciami sprofondare nei tuoi occhi belli, misti d'agata e metallo." Charles Baudelaire

"I gatti che si lasciano scappare un topo solitamente fingono che era una foglia morta quella che stavano puntando." Charlotte Gray

"Nessuno che non sia pronto a viziare un gatto riceverà in cambio quella ricompensa che solo i gatti sono in grado di dare a coloro che li viziano." Compton Mackenzie

"Ogni oggetto in movimento serve ad interessare e divertire un gatto. Egli è convinto che la natura lo tenga occupato con le sue distrazioni: non può concepire che l'universo abbia altro scopo." F.A. Paradis de Monarif

"Dovremmo essere saggi la metà di quanto è saggio il gatto. E anche belli la metà." Frank Snepp

"Un gatto non vuole che tutto il mondo lo ami, solo quelli che lui ha scelto di amare." Helen Thompson

"Ho trovato che il mio amore per i gatti mi ha molto spesso aiutato a capire le donne." John Simon

"I gatti sanno calcolare con matematica precisione il luogo esatto nel quale daranno più disturbo se vi si siederanno." Pam Brown

"Poichè ognuno di noi ha il dono di una sola vita, perchè non decidere di passarla con un gatto?" Robert Starns

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Pesce d’aprile
1 aprile 2012

Buon pesciolone...


Il sito dell'illustratrice Nicoletta Ceccoli:
www.nicolettaceccoli.com

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Zarathustra il gatto russo
1 marzo 2012

Dedicato a tutti i meravigliosi gatti rossi...

Merita di essere visto il sito di Zarathustra il gatto russo dal manto fulvo e dalle forme generose che posa per i grandi artisti.



www.fatcatart.ru

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Famous Faces
25 febbraio 2012

Famous Faces è una galleria fotografica di cani, gatti, criceti e talvolta conigli vestiti digitalmente da personaggi famosi, di ieri e di oggi, con una buona dose di irriverente humour britannico.

Le Famous Faces sono raccolte in un libro pubblicato da teNeues, che è già alla seconda edizione, ma si trovano anche su tazze, magliette, portachiavi, agende e gadget vari.

Gli autori sono un gruppo di fotografi inglese i Takkoda (parola sioux che significa “amico di tutti”).

Le foto non riportano i nomi dei vip presi a modello ma riconoscerli non dovrebbe risultare difficile!

"Le foto ritraggono animali reali, non celebrità. I personaggi famosi e ben riconoscibili non sono stati coinvolti nella creazione di queste immagini e non le hanno approvate. Così come non è stata richiesta la loro approvazione per la pubblicazione di queste foto". Takkoda



www.takkoda.com
www.teneues.com

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Festa del gatto
17 febbraio 2012

Oggi è la Festa del gatto e in particolare di quello nero.

Si celebra in Italia dal 1990, anno in cui è stata istituita grazie a un sondaggio proposto dalla rivista italiana Tuttogatto che chiedeva ai propri lettori di indicare quale secondo loro sarebbe stato il giorno più appropriato per festeggiare gli amici felini.

La scelta è caduta sul 17 febbraio, non a caso quindi, ma perchè febbraio è il mese dell'Acquario considerato il segno zodiacale degli spiriti liberi, dell'intuito, della libertà e dell'anticonformismo mentre il numero diciassette sfida la superstizione, per sfatare tutte le credenze che hanno accompagnato la storia di questo magnifico felino.


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