Tartine al salmone e kiwi5 gennaio 2016
Tartine al salmone e kiwi
4 fette rettangolari di pane per tramezzini senza crosta
6 fette di salmone affumicato
3 kiwi
burro
pepe bianco
Scegliere dei kiwi sodi e non troppo maturi, sbucciarli e tagliarli a fettine sottilissime.
Ricavare da ogni fetta di pancarrè, con un coppapasta rotondo, tre cerchi poi fare tostare dolcemente i dodici dischetti ottenuti sotto il grill del forno.
Spalmare le tartine con il burro e peparle poi disporre su ognuna di esse tre fettine di kiwi leggermente sovrapposte a formare un trifoglio e mezza fetta di salmone tagliata per il lungo e arrotolata come un bocciolo.
Un fingerfood semplice ed elegante dal sapore gradevolmente insolito.
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Tags: bocciolo, burro, coppapasta, fingerfood, grill, kiwi, pancarrè, pepe bianco, ricetta, salmone, tartine, trifoglio
Risotto ai topinambur e acciughe15 dicembre 2015
Risotto ai topinambur e acciughe
400 gr. di riso parboiled per risotti o superfino
300 gr. di topinambur
1 scalogno piccolo
4 filetti d’acciuga sott’olio
mezzo bicchiere di vino bianco
1 dado vegetale
2 cucchiai di succo di limone
prezzemolo
olio extravergine d’oliva
burro
pepe
Pelare i topinambur e immergerli in una ciotolina con acqua e limone perchè non anneriscano poi tagliarli a pezzettini molto piccoli.
Soffriggere nella pentola a pressione in poco olio lo scalogno tritato poi aggiungere le acciughe spezzettate. Quando i filetti sono sciolti unire il dado sbriciolato e il riso a tostare poi sfumare con il vino bianco.
Aggiungere i topinambur e acqua calda sino a superare di un dito il livello del riso. Chiudere la pentola a pressione, abbassare la fiamma a partire dal fischio e cuocere per cinque minuti, quindi spegnere il fuoco e aspettare ancora 2/3 minuti prima di fare sfiatare la valvola.
Aprire la pentola e mescolare il riso, se necessario aggiungendo poca acqua calda, in ultimo unire una noce di burro, il succo del limone, il prezzemolo e fare mantecare.
Pepare e servire il risotto all’onda.
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Tags: acciughe, burro, dado, limone, mantecare, olio, onda, pentola a pressione, pepe, prezzemolo, ricetta, riso, risotto, scalogno, sfumare, succo, topinambur, tostare, vino bianco
Cavolini di Bruxelles gratinati al parmigiano17 novembre 2015
Cavolini di Bruxelles gratinati al parmigiano
700 gr. di cavolini di Bruxelles
30 gr. di burro
6 cucchiai di parmigiano grattugiato
aceto balsamico tradizionale
sale e pepe
Mondare e lavare i cavolini poi cuocerli a vapore nella pentola a pressione per 3/4 minuti.
Imburrare una teglia che li contenga di misura. Sistemare i cavolini, salare, pepare poi coprire con il parmigiano e i fiocchetti di burro.
Infornare sotto il grill sino a quando sono ben dorati. Una volta tolti dal forno completare il piatto con un filo di aceto balsamico tradizionale.
L'aceto balsamico tradizionale può essere sostituito da una riduzione ottenuta a partire da un aceto balsamico di Modena di buona qualità.
Aceto balsamico tradizionale: condimento della cucina emiliana, prodotto con soli mosti cotti d'uve (prevalentemente Lambrusco e Trebbiano) provenienti esclusivamente dalle province di Modena o Reggio Emilia, fermentati, acetificati e invecchiati in botti di legno per un periodo minimo di dodici anni. Il prodotto è tutelato, dall'anno 2000, dal marchio di denominazione di origine protetta (DOP) e riconosciuto in due differenti denominazioni aceto balsamico tradizionale di Modena e aceto balsamico tradizionale di Reggio Emilia, da non confondersi con l'aceto balsamico di Modena IGP che è un aceto di vino unito a del concentrato di mosto e talvolta del caramello.
Consorzio tutela aceto balsamico tradizionale di Reggio Emilia:
www.acetobalsamicotradizionale.it
Consorzio tutela aceto balsamico tradizionale di Modena:
www.balsamicotradizionale.it
Consorzio tutela aceto balsamico di Modena:
www.consorziobalsamico.it
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Categorie: CONTORNI · Menù Inverno · Vegetariani · verdura
Tags: aceto balsamico, aceto balsamico tradizionale, aceto di vino, botti, burro, caramello, cavolini di Bruxelles, dodici anni, DOP, forno, gratinare, IGT, legno, Modena, mosto d'uva, parmigiano, pentola a pressione, pepe, Reggio Emilia, ricetta, sale, teglia, vapore
Pollo Winchester15 novembre 2015
Questo pollo si chiama Winchester perchè non tutti sanno pronunciare Worcester sauce...
Pollo Winchester
2 petti di pollo (1 kg. circa)
2 cipolle bionde grandi
8 cucchiai di Worcester sauce Lea & Perrins
mezzo bicchiere di vino bianco
maggiorana
olio extravergine d'oliva
burro
sale
Pulire le cipolle e tagliarle in quattro poi dividere i petti di pollo in due eliminando eventuali ossa e cartilagini.
Mettere nella pentola pressione poco olio e una noce di burro poi rosolare bene a fuoco vivace i pezzi di pollo e successivamente aggiungere le cipolle.
Dopo aver rosolato brevemente anche le cipolle unire la salsa Worcester e il vino bianco. Salare moderatamente e chiudere la pentola a pressione.
Cuocere per quindici minuti circa dal fischio, terminata la cottura estrarre i petti di pollo ben sgocciolati e frullare con un frullatore a immersione le cipolle con il fondo di cottura.
Quando sono intiepiditi tagliare i petti di pollo in diagonale a fettine non troppo sottili.
Disporre le fette di pollo in una teglia da forno e coprirle con la salsa alle cipolle alla quale è stata aggiunta una presa di maggiorana. Scaldare in forno sino a quando il sugo è ben ristretto.
L'arrosto Winchester può essere realizzato anche con della fesa di tacchino o un taglio di vitello o maiale.
La salsa Worcester (o Worcestershire) è una salsa agrodolce e leggermente piccante che prende il nome dalla contea inglese del Worcestershire. Di colore bruno scuro è utilizzata per la preparazione di carni, sughi, minestre ed è inoltre indispensabile per la realizzazione di alcuni cocktail. Inventata nel 1835 da due farmacisti (John Wheeley Lea e William Perrins) dalla sua creazione non è mai stata cambiata. La ricetta tra gli ingredienti annovera cipolle britanniche, aglio francese, acciughe sotto sale spagnole, cipolla scalogna olandese, erbe aromatiche e l'aggiunta, dopo un invecchiamento di tre anni in botti di legno, di aceto di malto, tamarindo di Calcutta, chiodi di garofano del Madagascar, peperoncino rosso della Cina e melassa di canna da zucchero dei Caraibi.
www.leaperrins.com
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Tags: 1835, burro, cipolle, contea, farmacisti, forno, frullatore, Inghilterra, John Wheeley Lea, Lea & Perrins, maggiorana, olio, pentola a pressione, petto, pollo, ricetta, sale, salsa, teglia, vino bianco, William Perrins, Winchester, Worcester, Worcestershire
Frittata di pak choi4 febbraio 2015
Lo punto al supermercato, il nome fa subito simpatia... il commesso: "E' una novità in assortimento". Comprato e cucinato!
Frittata di pak choi
500 gr. di pak choi
6 uova
2 cucchiai di grana grattugiato
1 spicchio d'aglio
2 noci di burro
sale e pepe
Togliere le uova dal frigorifero. Lavare e tagliare i pak choi a strisce piuttosto alte e cuocerle a vapore per 2/3 minuti con la pentola a pressione. Insaporirle successivamente in padella con una noce di burro e l'aglio sino a quando risultano ben asciutte e in ultimo salare.
In una ciotola sbattere le uova con una forchetta insieme al grana, un pizzico di sale e il pepe, unire quindi i pak choi dopo aver eliminato lo spicchio d'aglio.
Ungere una padella antiaderente per frittata con la noce di burro rimasta, scaldare e versare il composto in uno strato omogeneo. Cuocere a fuoco medio per alcuni minuti il lato a contatto con la padella sino a quando è colorito al punto giusto quindi girare la frittata e cuocere l’altro lato.
Servire calda o tiepida.
Il pak choi (o bok-choy) è un cavolo cinese dalle foglie carnose e croccanti. Alimento molto diffuso nella cucina asiatica si trova ora facilmente anche in Europa dove viene coltivato principalmente in Olanda. Molto simile alle bietole coste, appartiene però al genere Brassica, come il cavolo cappuccio, il cavolo nero, il cavolo verza, i broccoli e il cavolfiore. Ha sapore delicato e leggermente amarognolo.
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Tags: aglio, burro, cavolo cinese, cucina asiatica, frittata, grana, pak choi, pentola a pressione, pepe, ricetta, sale, uova
Pancake con sciroppo d’acero10 maggio 2014
Tentando di cercare ai fornelli un po' di confortante normalità e un briciolo di serenità...
Pancake con sciroppo d'acero
200 gr. di farina 00
250 ml. di latte parzialmente scremato
2 uova
20 gr. di burro
1 cucchiaio di zucchero
2 cucchiaini di lievito vanigliato
1 cucchiaino di succo di limone
1 pizzico di sale
sciroppo d'acero
Versare un cucchiaino di succo di limone nel latte e lasciare riposare per circa 15 minuti. Mescolare in un ampia ciotola la farina, lo zucchero, il lievito e il sale.
Unire le uova al latte e miscelare con una frusta a mano o brevemente con un frullatore a immersione poi unire il composto liquido, lentamente e continuando a mescolare, agli ingredienti secchi. Se necessario, in presenza di grumi, frullare ancora con il frullatore a immersione. Aggiungere alla pastella il burro fatto sciogliere dolcemente sul fuoco.
Scaldare bene una padellina antiaderente per crepes di 10/12 centimetri di diametro leggermente oliata e versare un mestolo di pastella in modo da ottenere un pancake alto circa 3/4 millimetri. Fare cuocere il pancake a fuoco medio per pochi minuti, sino a quando è dorato, poi girarlo con l'aiuto di una spatolina e cuocerlo dall'altro lato.
Servire i pancake ottenuti (10/12 circa) caldi e cosparsi di sciroppo d'acero.
Il pancake è un dolce tipico per la prima colazione dell'America settentrionale e presente, con molte varianti, in parecchie altre parti del mondo. E' tradizionalmente preparato con il buttermilk (latticello o latte fermentato) un sottoprodotto della trasformazione della panna in burro. 250 ml. di buttermilk possono essere sostituiti con 250 ml. di latte fresco scremato lasciato a temperatura ambiente per circa quindici minuti con l'aggiunta di un cucchiaio (15 ml.) di succo di limone, per consentire al latte di inacidirsi e ispessirsi leggermente, oppure con un composto ottenuto con 125 ml. di latte fresco scremato e 125 ml. di yogurt magro non compatto.
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Tags: America settentrionale, burro, buttermilk, crepiera, frullatore, frusta, latte, latte fermentato, latticello, lievito vanigliato, limone, pancake, pastella, prima colazione, ricetta, sale, sciroppo d'acero, uova, yogurt, zucchero
Torta salata ai carciofi20 aprile 2014
Una valida alternativa alla torta pasqualina...
Torta salata ai carciofi
500 gr. di pasta brisèe (2 fogli rotondi)
800 gr. di carciofi surgelati
500 gr. di ricotta
4 uova
40 gr. di grana grattugiato
20 gr. di pecorino grattugiato
2 spicchi d'aglio
olio extravergine d'oliva
prezzemolo
maggiorana
burro
latte
sale e pepe
Mettere i carciofi ancora congelati in padella con l'olio, il sale e l'aglio. Cuocerli sino a quando sono ben asciutti e iniziano a colorirsi, quindi aggiungere abbondante prezzemolo, togliere gli spicchi d'aglio e lasciarli raffreddare. Tagliare gli spicchi di carciofi a fettine sottili poi amalgamarli alla ricotta, le uova, il parmigiano, il pecorino, poca maggiorana, sale e una generosa macinata di pepe.
Stendere un disco di pasta brisèe in una teglia a cerniera piccola, precedentemente imburrata, facendolo aderire ai bordi. Rovesciare il composto di carciofi, livellare bene e chiudere con il secondo disco. Bucare la superficie della torta con uno stuzzicadenti e spennellarla con poco latte.
Cuocere in forno preriscaldato a 180° per un'ora circa (calore solo sotto, almeno all'inizio). Servire preferibilmente tiepida.
Dimezzando tutti gli ingredienti è possibile preparare una quiche mettendo un disco di pasta brisèe in una teglia più grande di quella usata per la torta chiusa (in modo che il bordo risulti piuttosto basso) e versandoci dentro il composto di carciofi.
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Categorie: ANTIPASTI · Menù Primavera · torte salate e quiche · Vegetariani
Tags: aglio, burro, carciofi, forno, grana, latte, maggiorana, olio, Pasqua, pasta brisèe, pecorino, pepe, prezzemolo, ricetta, ricotta, sale, teglia rotonda, uova
Filetti di trota salmonata al mascarpone18 marzo 2014
Filetti di trota salmonata con salsa delicata al mascarpone
4 grossi filetti di trota salmonata (800/900 gr.)
1 spicchio d'aglio
2 cucchiai di mascarpone
1 bicchierino di latte
1 noce di burro
prezzemolo
sale e pepe bianco
Mettere la trota dalla parte della pelle in una padella con poco burro e lo spicchio d'aglio tagliato a metà. Fare cuocere a fuoco medio sino a quando la pelle è ben dorata quindi salare e girare i filetti.
Mentre cuoce il lato senza pelle preparare una salsina fluida e omogenea mescolando il mascarpone con il latte, abbondante prezzemolo tritato, un pizzico di sale e pepe bianco macinato al momento.
Girare per l'ultima volta il pesce facendo attenzione a non romperlo. Togliere gli spicchi d'aglio e versare la salsa sui filetti facendola addensare velocente.
Servire subito.
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Tags: aglio, burro, latte, mascarpone, pepe bianco, prezzemolo, ricetta, sale, salsa, trota salmonata
Chicche di patate tricolori con fontina filante5 marzo 2014
Nonna alla piemontese li chiamava gnocchi alla bava (nome tradizionale ma forse poco invitante)...
Chicche di patate tricolori con fontina filante
1 kg. di chicche di patate tricolori (o gnocchi di patate)
300 gr. di fontina (o toma piemontese)
40 gr. di burro
latte
noce moscata
sale e pepe bianco
Tagliare la fontina a striscioline sottili e tenerla a bagno nel latte per circa un'ora.
Lessare gli gnocchi in acqua salata e scolarli appena vengono a galla.
Mettere metà del burro a dadini in quattro tegliette monoporzione poi gli gnocchi, un pizzico di sale, una spolverata di noce moscata, la fontina (senza il latte), il burro rimasto e una macinata di pepe bianco.
Infornare le teglie a 200° sino a quando la fontina sarà ben sciolta ma non gratinata.
La ricetta non prevede l'aggiunta di parmigiano (o grana) grattugiato ma può essere portato in tavola a disposizione dei commensali.
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Tags: burro, chicche, fontina, forno, gnocchi alla bava, gnocchi e canederli, latte, noce moscata, patate, pepe bianco, sale, teglie monoporzione, toma piemontese
Arrosto alle albicocche21 febbraio 2014
Arrosto alle albicocche
1 kg. di lonza di maiale (o noce di vitello)
10/15 albicocche secche
2 spicchi d'aglio
1 bicchiere di marsala secco
1 dado vegetale
1 noce di burro
olio extravergine d'oliva
rosmarino
sale e pepe
Con un coltello lungo e affilato praticare un taglio nella carne in modo da formare un'ampia tasca. Ammollare le albicocche secche nel marsala (se sono molto morbide può non essere necessario).
Riempire la tasca con le albicocche poi chiudere l'arrosto con dello spago da cucina per evitare la fuoriuscita del ripieno durante la cottura.
Rosolare bene da tutti i lati la carne nella pentola a pressione con il burro, l'olio e l'aglio poi aggiungere il marsala, il dado e il rosmarino. Chiudere la pentola a pressione e cuocere per 15/20 minuti circa dal fischio.
Una volta cotto tagliare l'arrosto a fette e disporle in una teglia insieme al fondo di cottura dal quale è stato eliminato l'aglio. Salare e pepare.
Passare la teglia in forno sino a quando il sugo è ristretto e le fette hanno assunto un bel colore caramello.
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Categorie: arrosti · carne di maiale · Menù Inverno · Onnivori · SECONDI
Tags: aglio, albicocche secche, arrosto, burro, dado, forno, lonza, maiale, marsala, olio, pentola a pressione, pepe, ricetta, rosmarino, sale, spago da cucina, tasca
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