elena fiorio ricettario
Riso e latte con castagne
8 dicembre 2018

Il comfort food della mia nonna...

Riso e latte con castagne

1 l. di latte intero
280 gr. di riso (semifino o fino)
240 gr. di castagne secche reidratate
1 noce di burro (facoltativa)
sale


Mettere a bagno in acqua calda le castagne per almeno un'ora ed eliminare eventuali residui di pellicine.
Unire le castagne spezzettate grossolanamente al latte e fare scaldare lentamente. Appena il latte inizia a bollire aggiungere il riso e il sale, quindi continuare a mescolare sino a completa cottura del riso (senza fare formare la "pellicina" al latte). Se la minestra tende ad addensarsi troppo durante la cottura allungarla con poca acqua calda.
In ultimo aggiungere, se gradita, una piccola noce di burro.
Servire la minestra caldissima.

La minestra di riso latte e castagne può essere aromatizzata con noce moscata grattugiata o alloro.

Le Castagne Morbidelle Malerba sono castagne secche sgusciate e morbide che subiscono diverse fasi di lavorazione: un'essiccazione a fuoco lento per almeno 12 giorni su graticci di legno, un'attenta sgusciatura, una accurata selezione e una sapiente reidratazione. Il sapore è quello delle castagne secche ma più delicato e dolce.


Nonna Dindo preparava anche riso e latte con la zucca o semplicemente riso e latte...

www.malerbacastagne.it

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Arrosto di maiale al miele di castagno
15 novembre 2018

Arrosto di maiale al miele di castagno

1 kg. di lonza di maiale
200 gr. di misto per soffritto surgelato
2 cucchiai di miele di castagno
1 bicchiere di vino bianco
1 bicchierino di marsala
2 foglie di alloro
maggiorana
timo
olio extravergine d’oliva
burro
sale e pepe


In una pentola a pressione rosolare il pezzo di lonza intero in olio e burro. Quando la carne è leggermente dorata da tutti i lati aggiungere il misto per soffritto, quando anche le verdure sono rosolate versare il marsala e il vino bianco poi aggiungere il miele, l'alloro, il timo, la maggiorana, sale e pepe.
Chiudere la pentola a pressione e fare cuocere per 15/20 minuti a partire dal fischio. Terminata la cottura lasciare intiepidire la carne nella pentola a pressione poi tagliarla a fette abbastanza sottili.
Mettere le fette in una teglia da forno che le contenga leggermente sovrapposte e nel frattempo frullare il fondo di cottura dopo aver eliminato le foglie di alloro.
Infornare a 180° le fette di arrosto coperte con il sugo frullato sino a quando quest'ultimo è ben addensato.


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Tagliatelle allo sforzato con verza e pancetta
7 marzo 2018

Tagliatelle allo sforzato con verza e pancetta

340 gr. di tagliatelle allo sforzato
400 gr. di verza
120 gr. di pancetta dolce
mezza cipolla
grana grattugiato
olio extravergine d’oliva
burro
sale e pepe


Lavare e mondare il cuore di una verza eliminando le coste più dure poi tagliarlo a strisce sottili. Affettare finemente anche la cipolla.
Rosolare in un saltapasta la verza e la cipolla nell'olio sino a quando quest'ultima è trasparente, poi aggiungere mezzo bicchiere d'acqua e cuocere a fuoco basso con il coperchio. Quando la verza è tenera togliere il coperchio, alzare la fiamma, fare asciugare l'acqua rimanente e salare.
In un piccolo padellino senza condimenti fare dorare la pancetta.
Lessare le tagliatelle allo sforzato in acqua salata e scolarle al dente. Versarle nel saltapasta con la verza quindi mantecare con acqua di cottura della pasta, un pezzettino di burro e 4 cucchiai di grana grattugiato facendo attenzione a non asciugare troppo le tagliatelle che tendono ad assorbire molto i condimenti.
Completare con una macinata di pepe e la pancetta rosolata.
Servire in tavola mettendo a disposizione altro grana grattugiato e pepe nero.

Lo Sforzato (o Sfursat) di Valtellina è un vino, passito rosso secco DOCG, prodotto in provincia di Sondrio. È ottenuto da una selezione di uve Nebbiolo (localmente denominato Chiavennasca) sottoposte ad appassimento per circa tre mesi su graticci prima della pigiatura. Ha un affinamento minimo di venti mesi, dei quali almeno 12 in botti di legno. Lo Sforzato è un vino complesso e strutturato con grado alcolico minimo del 14%.



Tagliatelle allo sforzato Bosco pastificio valtellinese.
www.pizzoccheri.it

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Plumcake di lenticchie
23 febbraio 2018

Ancora lenticchie...

Plumcake di lenticchie

720 gr. di lenticchie lessate
200 ml. di besciamella densa
2 uova
4 cucchiai di parmigiano grattugiato
mezza cipolla
1 foglia di salvia grande
rosmarino
pangrattato
olio extravergine d'oliva
burro
sale e pepe


Tritare la cipolla e farla rosolare nell'olio poi aggiungere la salvia e il rosmarino tagliati molto finemente e successivamente le lenticchie ben scolate. Fare insaporire per alcuni minuti.
In una ciotola capiente unire alla besciamella le uova, il parmigiano grattugiato, le lenticchie intiepidite, sale e una generosa macinata di pepe. Amalgamare e aggiungere 2 o 3 cucchiai di pangrattato sino a ottenere una consistenza piuttosto soda.
Imburrare e cospargere di pangrattato uno stampo da plumcake, riempirlo con il composto, livellarlo e spolverarlo con altro pangrattato.
Infornare a 180° circa per almeno 40 minuti con calore solo dal basso.
Quando lo sformato tende a staccarsi dallo stampo toglierlo dal forno e capovolgero su un piatto da portata che possa andare in forno quindi passarlo sotto al grill sino a doratura desiderata.
Fare riposare il plumcake di lenticchie alcuni minuti prima di tagliarlo e servirlo in tavola.


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Lasagne con ragù di lenticchie
3 febbraio 2018

Gustose lasagne vegetariane perfette anche per Capodanno...

Lasagne con ragù di lenticchie

12 lasagne fresche all'uovo sfoglia sottile (250 gr.)
240 gr. di lenticchie lessate
400 gr. polpa di pomodoro
4 cucchiai di concentrato di pomodoro
120 gr. di misto per soffritto surgelato
15 gr. di porcini secchi
400 ml. di besciamella
2 mozzarelle piccole (200 gr.)
40 gr. di grana grattugiato
rosmarino
mezza noce di burro
olio extravergine d’oliva
sale e pepe


Fare ammollare i porcini secchi in poca acqua tiepida.
In una pentola rosolare nell'olio il misto per soffritto poi aggiungere le lenticchie lessate ben scolate, la polpa di pomodoro, i porcini strizzati e tritati, il concentrato di pomodoro, l'acqua dei funghi filtrata, rosmarino tritato, sale e pepe. Lasciare cuocere sino a quando il sugo è ben ristretto.
Tagliare la mozzarella a cubetti e dividerla in cinque mucchietti uguali.
Imburrare una piccola teglia rettangolare e comporre la lasagna mettendo un velo di besciamella poi due sfoglie di lasagna sovrapposte, un quinto del ragù di lenticchie, mezzo cucchiaio di grana grattugiato, un mucchietto di mozzarella a dadini e un leggero strato di besciamella. Continuare con questa sequenza terminando con abbondante besciamella, grana, rosmarino e pepe.
Infornare a 180/200° per 15 minuti circa con calore solo dal basso poi terminare la cottura con il grill.
Lasciare riposare le lasagne alcuni minuti prima di tagliarle e servirle in tavola.

Al posto delle dodici lasagne all'uovo sottili possono essere usate sei sfoglie fresche di spessore normale (per lo stesso peso complessivo) spennellate con il latte.


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Cavolini di Bruxelles viola all’arancia
28 gennaio 2018

Bellissime queste screziature viola e verdi...


Cavolini di Bruxelles viola all'arancia

700 gr. di cavolini di Bruxelles viola
30 gr. di burro
1 arancia bionda biologica
1 spicchio d'aglio
2 foglie di salvia
sale e pepe


Lavare e mondare i cavolini poi cuocerli a vapore nella pentola a pressione per 3 minuti circa.
Rosolarli successivamente in una padella con il burro, lo spicchio d'aglio tagliato a metà e le foglie di salvia quindi aggiungere il succo dell'arancia, un po' di buccia grattugiata, sale e pepe.
Appena il succo è ben ristretto togliere l'aglio e servire cavolini viola in tavola.

Se si vuole aggiungere un tocco croccante al contorno possono essere aggiunti in ultimo semi di sesamo o di papavero, mandorle a lamelle o più semplicemente del pane grattugiato tostato in padella.

I cavolini di Bruxelles viola sono simili alla variante verde ma più piccoli e con meno foglie. Hanno sapore dolce e delicato con un leggero retrogusto di noce.


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Polenta taragna di zia Ida
9 gennaio 2018

La vera polenta taragna valtellinese di una volta... tutta nera!

Polenta taragna di zia Ida

720 gr. di farina di grano saraceno macinata grossa
2 l. d'acqua
240 gr. di burro
280 gr. di casera giovane (latteria grasso)
200 gr. di casera stagionato
1 cucchiaio scarso di sale grosso


Fare bollire in un paiolo di rame l'acqua poi aggiungere il sale e 40 gr. di burro. Versare velocemente a pioggia la farina, incidere una croce nel composto ottenuto quindi coprire a metà il paiolo con un coperchio e lasciare cuocere a fuoco basso senza mescolare per una ventina di minuti.
Trascorso questo tempo scoperchiare e iniziare a mescolare con un bastone di legno (tarai) e con un movimento da sotto in su la polenta per almeno altri 20 minuti (è possibile che ci siano ancora tracce di farina asciutta).
Quando la polenta è cotta e ha formato una leggera crosticina sul fondo e le pareti del paiolo aggiungere il burro rimasto e successivamente i formaggi tagliati a grossi dadi.
Nel momento in cui il formaggio è fuso ma non completamente amalgamato con la polenta rovesciare la taragna su un tagliere o in un piatto di legno (basla).
Servire la polenta da sola o (per i non vegetariani) accompagnata da salumi tipici.

La polenta taragna valtellinese degli avi era interamente preparata con farina nera di grano saraceno così come la più povera polenta in frigole. L'aggiunta di farina di mais è invece prevista in altre ricette come quella della polenta cropa (o crupa) di Arigna, della polenta in fiur, della polenta cunscia (o uncia) e della polenta a ciödi. La taragna, piatto tipico della cucina valtellinese deve il suo nome dal "tarai" il bastone di legno che si usa per mescolarla all’interno del paiolo di rame in cui viene cotta direttamente sul fuoco a legna.



La verità: la zia di burro ne avrebbe messo un bel tocco di più!!!

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Salame di cioccolato con marshmallow
14 giugno 2017

Ancora marshmallow. Questa ricetta la dedico alla mia nonna...

Salame di cioccolato con marshmallow

80 gr. di biscotti (pain croûte integrali)
80 gr. di mini marshmallow
100 gr. di burro
75 gr. di cacao amaro
75 gr. di zucchero
2 uova


Spezzettare i pain croûte integrali in modo da ottenere pezzi all'incirca grandi come i mini marshmallow. Sciogliere il burro a bagnomaria o in un padellino a fiamma bassissima.
Montare con un frullatore le uova con lo zucchero, poi aggiungere alternativamente parte del cacao amaro setacciato e parte del burro liquefatto intiepidito continuando a mescolare con un cucchiaio di legno. Finiti gli ingredienti unire alla crema di cacao i biscotti sbriciolati e i marshmallow.
Amalgamare bene il composto e adagiarlo su un foglio di alluminio formando un cilindro di 20/25 centimetri. Chiudere il salame ben stretto a caramella e farlo raffreddare in freezer per almeno un'ora poi passarlo in frigorifero.
Prima di servire il salame di cioccolato con marshmallow togliere accuratamente la stagnola e tagliarlo a fette con un coltello molto affilato a lama liscia.

Se non si hanno a disposizione i mini marshmallow tagliare a piccoli cubetti i marshmallow tradizionali.

Il Rocky Road è un dolce diffuso in Australia, Stati Uniti e Regno Unito che ricorda il salame di cioccolato e viene generalmente servito porzionato a quadretti o barrette. Nell'impasto a base di cioccolato (al latte, fondente o bianco) oltre ai marshmallow possono essere presenti biscotti, frutta secca, cocco essiccato e più raramente ciliegie candite, riso soffiato e meringhe.


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Polenta a ciödi
19 marzo 2017

La polenta di zia Nerina, introvabile nei ricettari, replicata per la Festa del papà...

Polenta a ciödi

300 gr. di farina di grano saraceno macinata grossa
300 gr. di farina di mais bramata
1,8 l. di acqua
1 cucchiaio di sale grosso
4 cipolle dorate (500 gr. circa)
180 gr. di burro
80 gr. di parmigiano grattugiato
sale e pepe


Mischiare la farina nera con quella gialla. Tagliare le cipolle in quarti poi a fette piuttosto sottili.
Fare bollire in un paiolo di rame l'acqua, aggiungere il sale grosso e successivamente la farina versata a pioggia continuando a mescolare con una frusta per evitare la formazione di grumi. Appena il composto diventa consistente rimestare con un bastone di legno (tarai).
Metterle le cipolle in una grande padella e soffriggerle con circa la metà del burro. Quando sono ben dorate, salarle e aggiungere il burro rimanente.
Cuocere la polenta per almeno 40 minuti continuando a girarla. E' pronta quando la consistenza è decisamente soda e il composto tende a staccarsi facilmente dal paiolo dove si è formata la tipica crosticina.
Rovesciare la polenta su un tagliere e tagliarla a grosse fette con l'apposito coltello di legno. Adagiare le fette leggermente sovrapposte in una teglia di ceramica, spolverizzarle con abbondante parmigiano grattugiato, coprirle con il condimento di cipolle poi completare con altro parmigiano e una macinata di pepe.
Servire da sola o accompagnata da formaggi valtellinesi di differenti stagionature. Tenere la polenta in caldo al forno per un eventuale bis.

La ciöda (piöda), in dialetto valtellinese, è la tegola in ardesia tipica dei tetti locali.



Vocabolario dialettale di Chiuro e Castionetto

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Spezzatino di cappello del prete al vino rosso
18 marzo 2017

Ricetta capace di nobilitare un vino non eccezionale o un novello dimenticato in dispensa...

Spezzatino di cappello del prete al vino rosso

900 gr. di carne di manzo (cappello del prete)
300 gr. di passata di pomodoro
250/270 ml. di vino rosso
200 gr. di misto per soffritto surgelato
2 noci di burro (30 gr. circa)
olio extravergine d'oliva
3 foglie di alloro
farina
mezzo cucchiaino di zucchero
sale


Tagliare la carne a dadi e passarla velocemente nella farina.
Fare sciogliere il burro con poco olio nella pentola a pressione poi rosolare la carne dopo aver tolto la farina in eccesso. Quando carne e farina sono dorate aggiungere il misto per soffritto e mescolare bene sino quando tutta la farina è staccata dalla pentola.
Aggiungere quindi il vino, che deve quasi coprire la carne, la passata di pomodoro, lo zucchero, il sale e l'alloro.
Chiudere la pentola a pressione e fare cuocere per 30/40 minuti circa a partire dal fischio poi spegnere il fuoco e aspettare che si abbassi la valvola senza sfiatare.
Una volta aperta la pentola addensare, se necessario, lo spezzatino a fuoco vivace continuando a rimestare.
Servire caldissimo con polenta, patate lessate o riso bollito.

Il vino novello è prodotto mediante macerazione carbonica, una tecnica enologica particolare, elaborata in Francia nel 1934, che non prevede la pigiatura delle uve. Messo in commercio nel mese di novembre dello stesso anno di vendemmia è da bere preferibilmente entro sei mesi.


Io che odio il grasso della carne quando faccio lo spezzatino procedo così: taglio dal pezzo intero le parti grasse e connettive poi taglio il muscolo a dadi, quindi metto tutto in pentola. Sapore assicurato e bocconcini a prova di bambina schifiltosa...

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