Bandiere a tutto sapore1 febbraio 2019
Molto incuriosita dagli spinaci cheera thoran indiani...
Per promuovere il Sydney International Food Festival del 2009 l’agenzia australiana di comunicazione WHYBIN\TBWA ha rivisitato le bandiere di diciotto nazioni utilizzando come tavolozza colori gli alimenti tipici di ogni paese.
Australia: meat pie e salsa
Brasile: foglie di banano, lime, ananas e frutto della passione
Cina: pitaya e carambola
Corea del Sud: kimbap e salse
Francia: roquefort, brie e uva
Giappone: tonno e riso
Grecia: olive kalamata e feta
India: pollo al curry, riso, cheera thoran e papadum
Indonesia: salsa sambal oelek e riso
Italia: basilico, spaghetti e pomodori
Libano: fattoush, pita e prezzemolo
Regno Unito: scone, panna e marmellata
Spagna: chorizo e riso allo zafferano
Stati Uniti: senape e hot dog con ketchup
Svizzera: prosciutto e emmental
Thailandia: salsa agrodolce piccante, cocco grattugiato e granchio blu
Turchia: lokum
Vietnam: rambutan, litchi e carambola
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Categorie: cibo · creatività · fotografia
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Ricetta: barattieri con greek salad12 agosto 2017
E così, travestito da cetriolo, ho mangiato un melone che solitamente detesto...
Barattieri con greek salad
4 barattieri
220 gr. di pomodorini ciliegia
160 gr. di feta
100 gr. di olive nere denocciolate
1 cipollotto rosso
olio extravergine d'oliva
origano
sale e pepe
Dividere i barattieri a metà poi pelarli con un pelapatate e svuotarli dai semi. Salare interamente le scodelline così ottenute e riporle in frigorifero.
Tagliare a cubetti molto piccoli i pomodori e il formaggio feta, a rondelle sottili le olive e tritare grossolanamente il cipollotto. Unire gli ingredienti in una ciotola e condire con sale, pepe, olio e origano.
Asciugare i barattieri dall'acqua di vegetazione e riempirli con la greek salad a dadini.
Completare con altro olio e origano e servire ben freddi.
Barattieri e caroselli sono meloni immaturi, appartenenti alla specie Cucumis melo, che vengono consumati in alternativa ai cetrioli, rispetto ai quali risultano più dolci e digeribili. La loro coltivazione è molto diffusa in Puglia. Il barattiere ha forma sferica, superficie glabra e colore verde chiaro mentre il carosello ha forma da cilindrica a sferica con colore che varia dal verde chiaro allo scuro con eventuale presenza di macchie, striature e peluria. Numerosi i termini dialettali per indicare questi ortaggi.
L’insalata greca (horiatiki) è un piatto tradizionale greco che può essere servito come contorno, antipasto o piatto unico leggero. La ricetta originale prevede pomodori, cetrioli e cipolle a fette con feta a dadini e olive kalamata, il tutto condito con sale, origano e olio d’oliva.
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Categorie: cibo · ricette
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Venerdì 1717 giugno 2016
Attacco di eptacaidecafobia?
L'
eptacaidecafobia (dal greco ἑπτακαίδεκα, diciassette e φόβος phobos, paura) è la paura del numero 17. Questo numero, in particolare abbinato al giorno venerdì, è ritenuto sfortunato in Italia, una superstizione non riscontrabile altrove ma del tutto analoga a quella anglosassone per venerdì 13. E il giorno più temuto per spagnoli e greci? Martedì 13.
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Categorie: animali · gatti · leggende
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“La lunga estate calda del Commissario Charitos”27 settembre 2013
di Petros Markaris
Adriana ogni tanto socchiude gli occhi e, con una certa inquietudine, si raccomanda:
"Fanis, caro, non correre così. Ci aspettano a pranzo, non al pronto soccorso."
Prima che Fanis possa risponderle, lei è già tornata in letargo, con la testa che le ciondola, per poi risvegliarsi di lì a poco e ripetere esattamente la stessa osservazione, che sortisce il medesimo risultato ben poco. È una cosa che ci fa saltare i nervi, a me e a Caterina, ma Fanis ha un modo tutto suo di tranquillizzarla, forse perché non la prende mai troppo sul serio.
"Sta tranquilla, signora Adriana" le dice. "Vado giusto a 100 all'ora, ma siccome sei abituata alla Mirafiori di tuo marito che non supera i 30 ti sembra che corro troppo."
"Io non entro mai nella macchina di mio marito, Fanis" replica Adriana. "Non voglio rischiare di trovarmi a spingerla in mezzo alla strada per dare spettacolo, alla mia età."
Adriana mi spinge con lo sguardo a prendere la parola, in quanto padre. Ma mi trovo completamente spiazzato. Ricordo che la seconda volta che ero uscito con Adriana ero tormentato dalla paura di perderla. E lo stesso capitava a Adriana, sicché in capo a tre mesi i nostri genitori ci diedero la loro benedizione e io ottenni il diritto di tenerla sottobraccio. Come facevo a spiegare a Adriana la differenza tra un tempo, in cui uno temeva che l'altro se ne andasse, e il giorno d'oggi in cui uno teme che l'altro rimanga?
"Koula, sono Charitos. Il direttore è lì?"
"Credo che il direttore si trovi già a Creta, commissario Charitos. È partito più di due ore fa con l'elicottero."
"Devo parlargli."
Segue una prevedibile pausa di esitazione.
"Questo non è facile, commissario Charitos, però ci proverò."
"Koula, stammi a sentire. Sulla nave c'è Caterina."
Ora la pausa è ancora più lunga e quindi Koula mi fa, come se le avessi voluto fare uno scherzo:
"Ma che dice, commissario?"
"Quel che ho detto. Caterina e Fanis sono sulla nave. Andavano in vacanza a Creta."
Incasso il terzo "Oh mio dio!" della serata.
Squilla il telefono. Adriana balza in piedi per prima, ma la fermo.
"Lascia stare, è Koula. Mi deve dire di Ghikas."
È Ghikas in persona. "Dimmi che non è vero!" esclama. "Dimmi che è uno scherzo!"
"Purtroppo, è vero. Andava in vacanza con il fidanzato." Ma guarda un po': non oso dire il suo ragazzo. Persino in un momento come questo, dico tra me e me, la faccio fidanzare suo malgrado.
Mentre entro alla base, alle 8.30 del mattino, osservo la nave da lontano e so che da qualche parte, là dentro, in qualche sala o in qualche cabina ci sono Caterina e Fanis, forse insieme, forse separati, se hanno separato le donne dagli uomini.
Stathakos si volta per uscire e piomba su di me. Vedermi non lo entusiasma affatto e si limita a un secco: "Ah! Anche tu qui?" La sua reazione non mi impressiona, perché tutti sanno in centrale che Stathakos e io siamo come cane a gatto. Lui mi ritiene uno sbirro fuori moda, che non ci capisce niente dei nuovi metodi, e io lo ritengo un coglione che gioca a fare il Rambo mentre non è altro che un greco complessato.
"Capo, accendi la televisione" chiedo al barista.
Lui smette di ripulire il banco a mi dà un'occhiata incavolata.
"E perché? Senti tanto la mancanza di Anche i ricchi piangono?" mi chiede ironico.
Sto per dirgli che sento la mancanza di mia figlia e di Fanis che degli stronzi tengono come ostaggi sull'El Greco, ma mi mordo la lingua.
"No, ma i dirottatori stanno rilasciando dei passeggeri dell'El Greco."
Tutti e sei smettono all'unisono di giocare.
"Thanassis, accendi la tele" fa uno.
Al barista, c'è poco da fare, non piace che qualcuno gli dica quello che deve fare nel suo negozio, e continua a opporre resistenza.
"E tu chi sei? Un giornalista?"
"Sbirro" gli rispondo secco e lui schiaccia il telecomando.
"Di che si tratta?" chiedo per cambiare argomento e per non stare a spiegare l'inesplicabile.
"Copia conforme" risponde Stavròpoulos. Colpo alla fronte a bruciapelo e a quel che sembra con la stessa pistola. Ora ci sta lavorando Palioritis, ma se vuole il mio parere non c'è dubbio."
"La vittima?"
"Un modello della pubblicità televisiva. Più anziano di Yfandidis. Sui trent'anni."
"Ho preso le impronte per le analisi di laboratorio, ma si vede chiaramente che è la stessa pistola."
"E comunque, neanche questo qui l'hanno ammazzato nel posto in cui l'abbiamo trovato. Probabilmente, l'hanno trasportato qui come l'altro" nota Stavròpoulos.
Tutte pessime notizie, perché confermano quel che temevo sin dall'inizio: un serial killer. Se, tra l'altro, si confermerà che anche a questo qui piacevano gli uomini, allora non sapremo a chi dare la precedenza: ai terroristi o al mostro? Meno male che non sono partito, mi dico tra me.
La prima differenza con l'appartamento di Yfandidis è nell'ordine. Infatti, qui regna il classico disordine dello scapolo. II letto è sfatto, in bagno gli asciugamani sono buttati nel bidet e in cucina i píatti sporchi e gli avanzi di pizze e di hamburger coprono il marmo del lavello. La seconda differenza è nell'arredamento. Yfandidis aveva buon gusto. Koutsoùvelos buttava i soldi in pannelli di novopan e manifesti. Questo, dal punto di vista delle indagini, può significare che mentre Yfandidis era un ragazzo tranquillo e ben educato, Koutsoùvelos era probabilmente di "facili costumi", come si diceva una volta sui giornali e nei vecchi film drammatici. Però, dato che ci troviamo di fronte alla seconda esecuzione in cinque giorni, i costumi non hanno alcuna importanza.
"E Koutsoùvelos era bravo?"
"Molto bravo. Per questo ci ricattava con la minaccia delle altre agenzie che l'avrebbero pagato molto meglio. Quando non soddisfacevamo le sue richieste gli prendeva la crisi isterica. Io dovevo ballare con Forsythe urlava. E voi mi mettete ad ancheggiare al bar come l'ultimo studente della scuola di danza."
"Chi sarebbe questo Forsythe?" chiedo ad Andreòpoulos, perché il nome non mi dice nulla.
"Un ballerino rap, credo. Perché il nostro spot pubblicizzava la piña colada e Koutsoùvelos ballava il rap e beveva piña colada."
Non so cosa siano né il rap né la piña colada, quindi decido che prima o poi mi guarderò lo spot, in cerca di illuminazione.
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