Rovinose cadute3 settembre 2019
La vita è fatta a scale: c'è chi scende e c'è chi sale. C'è poi chi ruzzola e si fa male! Tanto male...
Sandro Giordano in arte Remmidemmi, nato a Roma nel 1972 e con un passato di attore alle spalle, dal 2013 lavora al progetto fotografico
IN EXTREMIS (corpi senza rimpianti).
Pare che tutto sia nato dall'esigenza dell'autore di "immortalare" un suo brutto incidente in bicicletta, dove l'istinto di salvare l'oggetto che teneva in mano ha prevalso su quello di parare il colpo della caduta, e dalla conseguente riflessione che in un mondo dominato dall'apparenza e da un consumismo bulimico talvolta gli oggetti tendono a diventare più importanti della vita stessa.
Scrive: "Le mie fotografie sono racconti di un mondo che sta crollando. Ogni caduta racconta di personaggi sfiniti che, in un improvviso oscuramento della mente e del corpo, si schiantano senza tentare di salvarsi. Non sono in grado di farlo, a causa della fatica della rappresentazione quotidiana della vita, oppressi dall'apparenza anziché mossi dal desiderio di esistere" e spiega "Nascondo il volto dei miei personaggi affinché il loro corpo parli per loro. Le cadute sono il punto di non ritorno".
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Categorie: fotografia · umorismo
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“Once Upon a Zombie. Il colore della paura”1 ottobre 2017
di Billy Phillips e Jenny Nissenson
All'improvviso, due delicate mani fredde e morte la afferrarono per le spalle.
Caitlin si ritrovò strattonata indietro e sentì un naso gelido che le annusava la nuca.
«Non provarci neanche, Cindy!» esclamò la ragazza dai lunghi capelli.
«Giusto un assaggio?» replicò la voce a cui corrispondevano quelle mani graziose.
«Un assaggio non basta mai!» ribatté Lunga Chioma. «Lo sai che un morso tira l'altro. Guarda che non sto scherzando, Cenerentola! Lasciala andare!»
Ma che...
Cenerentola?
Le delicate mani morte voltarono di scatto Caitlin, che si ritrovò a fissare dal vivo il volto della vera...
Cenerentola?
Solo che Cenerentola non era proprio viva, anzi. Aveva la carnagione grigio bianca della morte, le guance appena incavate e gli occhi cerchiati di scuro, come un demone uscito dal sepolcro. Eppure manteneva integra una sfuggente bellezza. E per quanto fosse in via di decomposizione, i suoi capelli biondi e le unghie lucide parevano ben curati. Caitlin aveva sempre adorato la fiaba di Cenerentola. Rimase lì a fissarla con ammirato stupore. (...)
La morta dalla lunga chioma fece guizzare un sorriso di scuse.
«Vi prego di perdonarmi, ho dimenticato le buone maniere: non mi sono ancora presentata. Mi chiamo Raperonzolo.»
La bimba che c'era in Caitlin si ritrovò doppiamente colpita... e sorpresa.
Come ho fatto a non riconoscerla dopo aver visto quelle lunghe e meravigliose trecce dorate?
«Dove mi trovo?» domandò Caitlin. (...)
Raperonzolo lanciò uno sguardo di disapprovazione a Cenerentola. Proprio in quel momento, un'altra zombie apparve dal nulla. La nuova arrivata era piacevolmente snella e aveva capelli nero corvino, labbra rosso ciliegia e un volto pallido, di un bianco lucente.
Bianco come... come... la neve? Non poteva essere! O invece sì?
«Sono Biancaneve.» disse la zombie facendo la riverenza. «Piacere di conoscervi.»
Caitlin sbatté gli occhi.
Raperonzolo sfoderò un gran sorriso. «C'è ancora un'amica che voglio presentarti. Guarda dietro di te.» Caitlin si girò di scatto e poco distante vide un'attraente zombie dai capelli biondo cenere.
I suoi occhi scintillarono di stupore. «Tu sei... La Bella Addormentata!»
Bella tese la mano pallida. «È un onore conoscerti, Caitlin.» (...)
La Bella Addormentata tirò fuori uno specchietto compatto e iniziò a picchiettarsi sul naso un piccolo piumino da cipria.
«Il nostro incarnato è sempre minacciato dalla muffa. Provate voi a essere all'altezza del nome Bella quando il viso tende a marcirvi.»
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