Affettuosità feline13 aprile 2018
Sembra proprio Cleopazza in tutta la sua dolcezza...
Vignetta tratta da
"Cat getting out of a bag and other observations" a cat book by Jeffrey Brown.
Jeffrey Brown è un fumettista nato nel 1975, a Grand Rapids nel Michigan, che vive e lavora a Chicago. In tema felino ha scritto "Cat getting out of a bag and other observations" seguito da "Cats are weird and more observations".
www.jeffreybrowncomics.com
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Categorie: animali · fumetti e vignette · gatti · umorismo
Tags: affetto, bite, Cat getting out of a bag and other observations, Cats are weird and more observations, dolcezza, fumetto, gatto, graffiare, hey, Jeffrey Brown, leccare, libro, lick, mano, mordere, ow, pazzia, snif
Avocado Stone Faces24 luglio 2017
Esci da questo nocciolo...
Jan Campbell, creatrice di
Avocado Stone Faces, vive nell'ovest dell'Irlanda e ha iniziato a scolpire noccioli di avocado per hobby nel 2014.
Nelle sue sapienti mani semplici noccioli di avocado si trasformano in straordinarie sculture in miniatura ispirate al folklore celtico.
Nel sito la giovane artigiana racconta come un giorno aprendo un avocado maturo sia stata colpita dal suo nocciolo perfettamente integro simile a una pietra e di come decise istintivamente di non buttarlo via ma di lavarlo e metterlo nella tasca del suo impermeabile. Nei giorni successivi, durante una passeggiata in campagna sotto una leggera pioggia ritrovò il nocciolo nell'impermeabile e tenendolo a lungo nel palmo della mano avvertì che era un oggetto capace di rassicurarla come un animale segreto che dimorava nella sua tasca. Il nocciolo rimase così nella tasca ancora per settimane sino a quando si accorse che la sua superficie era stata graffiata, forse da delle chiavi. Un pigmento arancione aveva riempito il graffio e la sensazione fu quella che l'animale segreto chiedesse di essere tirato fuori dalla pietra. Iniziò così l'intaglio del primo nocciolo di avocado, il primo di una lunga serie.
www.avocadostonefaces.com
www.instagram.com/avocadostonefaces
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Categorie: creatività · oggetti · scultura
Tags: animale, arancione, artigiana, avocado, Avocado Stone Faces, celtico, dee della fertilità, folklore, funghi, graffio, guardiani della foresta, hobby, impermeabile, intaglio, Irlanda, Jan Campbell, mano, noccioli, pietra, pigmento, scolpire, sculture, segreto, superficie, talismani, tasca
Polentoteca Chalet Gabriele23 aprile 2017
Dopo anni e anni... desiderio esaudito...
La
Polentoteca Chalet Gabriele si trova in Località Prà Filippo, a Piano Rancio, ai piedi del Monte San Primo. A 1012 metri sul livello del mare, si affaccia sul Lago di Como tra i due rami lariani (quello di Como e quello di Lecco) e offre una suggestiva vista sulle Alpi che abbracciano il lago.
Piatto forte del locale è ovviamente la polenta (con salmì di cervo, brasato e porcini trifolati ma anche polenta uncia e toc) ma sono molte le altre specialità presenti nel menu.
Costruito nel 1957 da Nuccia e Gabriele, il ristorante semplice e caratteristico è dotato di due sale da pranzo con ampie vetrate e terrazze.
Il toc è una polenta, di consistenza particolarmente cremosa, tipica della zona di Bellagio fatta con farina di mais, burro e formaggio. Si tratta di un'antica ricetta contadina, preparata per festeggiare occasioni speciali, che veniva servita agli invitati direttamente nel paiolo e posta al centro della stanza. Ogni commensale si serviva col proprio cucchiaio di legno e appoggiava il pezzo di polenta nell’incavo della mano prima di portarlo alla bocca, da qui il nome toc. E' una preparazione semplice ma che richiede la mano esperta di un "maestro del toc" nel rimestare e dosare correttamente il calore in cottura.
Tre i piatti felicemente sperimentati: Chalet (polenta, zola al forno, salsiccia ai ferri e porcini); Misto (polenta, salmì di cervo, brasato, porcini, cotechino e lenticchie); toc alla griglia con salami d'asino, di cavallo e di cervo. E per concludere... zabaione caldo!
www.polentoteca.com
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Categorie: cibo · ristoranti
Tags: Alpi, asino, Bellagio, brasato, burro, cavallo, cervo, cotechino, cucchiaio di legno, farina di mais, formaggio, funghi, lago, Lago di Como, lenticchie, mano, menu, montagne, Monte San Primo, paiolo, Piano Rancio, polenta, polenta uncia, Polentoteca Chalet Gabriele, porcini, ricetta contadina, ristorante, salamini, sale, salmì, salsiccia, specialità, terrazze, toc, vetrate, vista, zabaione, zola
Amigurumi di Halloween31 ottobre 2016
Shove Mink, della California, con esperienze in disegno, pittura e scultura tradizionale si è avvicinata al crochet nel 2009.
Il lavoro all'uncinetto è presto sbocciato in un'ossessione e Shove ha cominciato a preparare i disegni dei suoi specialissimi amigurumi creando rapidamente una vasta gamma di personaggi tanto affascinanti quanto inquietanti.
Bellissimo l'
Exorcist playset.
croshame.com
www.etsy.com/shop/croshame
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Categorie: creatività
Tags: amigurumi, California, crochet, diavolo, disegni, esorcista, Exorcist playset, Halloween, indemoniata, inquietanti, mano, personaggi, posseduta, prete, RIP, Shove Mink, suora, tomba, uncinetto
Un animaletto stretto al collo20 gennaio 2015
C'è chi si mette un fenicottero al collo... e chi dorme con un gatto in testa...
Nina Führer (Vaals, Paesi Bassi) produce accessori a maglia fuori dagli schemi, ma non per questo meno eleganti, da abbinare a capi più classici della sua collezione. Sciarpe e stole pensate come vere sculture figurative sono realizzate con una macchina per maglieria e successivamente rifinite a mano. I materiali di alta qualità utilizzati sono la lana Merinos, Mohair, Cashmere, Alpaca e il cotone per ottenere accessori piacevolmente indossabili e funzionali.
www.ninafuehrer.com
www.etsy.com/it/shop/Ninafuehrer
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Categorie: abbigliamento · animali · creatività
Tags: accessori, alpaca, animali, cashmere, collezione, cotone, fenicottero, lana, maglieria, mano, merinos, mohair, Nina Führer, oca, Paesi Bassi, pappagallo, procione, sciarpe, sculture, stole, tasso, volpe
“L’omicidio di Lord Arthur Savile” di Oscar Wilde14 marzo 2013
Era davvero uno straordinario insieme di persone. Splendide nobildonne chiacchieravano affabilmente con violenti radicali, predicatori famosi sfioravano con le code di rondine eminenti filosofi scettici, un codazzo di vescovi inseguiva di sala in sala una formosa primadonna, sulle scale erano radunati membri dell'Accademia Reale travestiti da artisti e a un certo punto si disse che la sala da pranzo era letteramente zeppa di geni. Insomma, era una delle serate meglio riuscite di Lady Windermere (...)
Aveva cambiato marito più d'una volta; a dire il vero, Debrett le accreditava almeno tre matrimoni, ma poiché non aveva mai cambiato amante, il mondo aveva cessato da un pezzo di gridare allo scandalo. A quell'epoca aveva quarant'anni, era senza figli, e possedeva quella smodata sete di piacere che costituisce il segreto per rimanere giovane.
A un certo punto diede un'occhiata alla sala con aria inquieta, e chiese, con la sua chiara voce di contralto: "Dove si sarà cacciato il mio chiromante?" (...)
"Certo che è qui. Non mi sognerei mai di dare una festa senza di lui. Dice che ho una mano puramente psichica, e che se il mio pollice fosse stato solo un tantino più corto sarei diventata una pessimista acclarata e mi sarei rinchiusa in convento."
"Sybil e io sappiamo ogni cosa l'uno dell'altro."
"Oh, mi spiace che lei dica questo. L'elemento basilare di un matrimonio è l'incomprensione reciproca. No, non sono affatto cinica, ho una certa esperienza, ecco tutto, il che in fondo è la stessa cosa."
"Dica quello che ha visto qui" disse "mi dica la verità. Devo saperla. Non sono un bambino."
Gli occhi di Podgers ammiccarono dietro le lenti cerchiate d'oro e si dondolò con impaccio da un piede all'altro, mentre le sue dita giocherellavano nervosamente con la vistosa catena dell'orologio.
"Lord Arthur, che cosa le fa pensare che abbia letto nella sua mano più di quanto non le ho già detto?"
"Ne sono sicuro, e insisto perché mi dica cos'è. La pagherò. Le firmerò un assegno da cento sterline."
Omicidio! Ecco ciò che il chiromante aveva letto nella sua mano. Omicidio!
Quale felicità avrebbero mai gustato insieme, quando egli poteva essere chiamato in ogni istante a compiere la profezia tremenda impressa sulla sua mano? Che vita sarebbe mai stata la loro, mentre il fato serbava sulla sua bilancia una tale sventura? Il matrimonio doveva essere rimandato, a ogni costo. Lord Arthur ne era convinto. Per quanto amasse ardentemente Sybil e il solo tocco delle sue dita, quando sedevano vicini l'uno all'altra, facesse vibrare di emozione ogni nervo del suo corpo, il giovane si rendeva perfettamente conto di quale fosse il suo preciso dovere ed era conscio di non avere alcun diritto di sposarla finchè non avesse commesso il delitto. Una volta che avesse ucciso avrebbe potuto recarsi all'altare con Sybil Merton e dedicarle la propria vita, senza il terrore di sbagliarsi. Avrebbe potuto prenderla tra le braccia sapendo che mai ella avrebbe avuto da arrossire per causa sua, mai avrebbe dovuto nascondersi il volto per la vergogna. Ma doveva consumare il suo delitto: il più presto possibile e per il bene di entrambi.
Si chiese con meraviglia come aveva potuto essere tanto sciocco da disperarsi e smaniare sull'inevitabile. Solo una questione lo preoccupava: chi avrebbe dovuto eliminare.
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“Testimone inconsapevole” di Gianrico Carofiglio5 febbraio 2012
Abdou Thiam era un uomo molto bello, con una faccia da cinema e occhi profondi. Tristi e distanti.
Rimase in piedi davanti alla porta fino a quando mi avvicinai, gli diedi la mano e gli dissi che ero il suo avvocato.
La stretta di mano di una persona dice un sacco di cose, se uno ha voglia di farci attenzione. La stretta di Abdou diceva che non si fidava di me e, forse, che non si fidava più di nessuno. (...)
Ci sedemmo sulle due sedie e mi accorsi quasi subito che non sarebbe stata una conversazione facile.
Poi per la prima volta da quando eravamo insieme in quella stanza Abdou Thiam mi guardò come se esistessi realmente. Parlò a voce bassa.
"Non ho ucciso Ciccio. Lui era mio amico". (...)
Esitò un attimo ma fu lui il primo ad allungare la mano per stringere la mia. La stretta era leggermente, solo leggermente diversa da quella di circa un'ora prima.
Parlò solo dopo aver finito la sigaretta, quando il silenzio stava diventando insopportabile.
"Se facessimo il rito abbreviato, posso anche essere assolto?"
Era fin troppo intelligente. Facendo il giudizio abbreviato sarebbe stato sicuramente condannato. Non lo avevo detto ma lui l'aveva capito.
Risposi a disagio.
"Teoricamente, teoricamente sì".
"Che vuol dire?"
"Sei intelligente, avvocato. Io ho sempre pensato di essere più intelligente degli altri. Questo non è una fortuna, ma è difficile capirlo. Se pensi di essere più intelligente degli altri non capisci molte cose, fino a quando non ti cadono addosso. Allora è tardi".
La domanda me l'aspettavo, e infatti arrivò.
"Tu credi che questo ragazzo senegalese sia innocente?"
"Non lo so. In un certo senso non è un problema mio. Ci tocca difenderli meglio che possiamo, siano innocenti o colpevoli. La verità, se esiste, la devono trovare i giudici. Noi dobbiamo difendere degli imputati.
Scoppiò a ridere.
"Complimenti. Cos'era, la prolusione al corso La nobile professione dell'avvocato? Vuoi entrare in politica?" (...)
"Hai ragione ero ridicolo. Io credo che Abdou sia innocente, ma ho paura a dirlo".
"Perchè?"
"Perchè lo penso in base ad una mia intuizione, alle mie fantasie. Lui mi piace e allora penso che sia innocente. Perchè vorrei che fosse innocente. E poi ho paura che venga condannato - ed è probabile che sia condannato - sarà un brutto colpo, per me. Bhe, sarà un colpo peggiore per lui".
"Perchè ti piace?"
Mi sorpresi a rispondere senza pensare. E a scoprire la risposta nel momento stesso in cui la dicevo.
"Perchè riconosco qualcosa, di me, credo".
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