Lasagne con ragù di lenticchie3 febbraio 2018
Gustose lasagne vegetariane perfette anche per Capodanno...
Lasagne con ragù di lenticchie
12 lasagne fresche all'uovo sfoglia sottile (250 gr.)
240 gr. di lenticchie lessate
400 gr. polpa di pomodoro
4 cucchiai di concentrato di pomodoro
120 gr. di misto per soffritto surgelato
15 gr. di porcini secchi
400 ml. di besciamella
2 mozzarelle piccole (200 gr.)
40 gr. di grana grattugiato
rosmarino
mezza noce di burro
olio extravergine d’oliva
sale e pepe
Fare ammollare i porcini secchi in poca acqua tiepida.
In una pentola rosolare nell'olio il misto per soffritto poi aggiungere le lenticchie lessate ben scolate, la polpa di pomodoro, i porcini strizzati e tritati, il concentrato di pomodoro, l'acqua dei funghi filtrata, rosmarino tritato, sale e pepe. Lasciare cuocere sino a quando il sugo è ben ristretto.
Tagliare la mozzarella a cubetti e dividerla in cinque mucchietti uguali.
Imburrare una piccola teglia rettangolare e comporre la lasagna mettendo un velo di besciamella poi due sfoglie di lasagna sovrapposte, un quinto del ragù di lenticchie, mezzo cucchiaio di grana grattugiato, un mucchietto di mozzarella a dadini e un leggero strato di besciamella. Continuare con questa sequenza terminando con abbondante besciamella, grana, rosmarino e pepe.
Infornare a 180/200° per 15 minuti circa con calore solo dal basso poi terminare la cottura con il grill.
Lasciare riposare le lasagne alcuni minuti prima di tagliarle e servirle in tavola.
Al posto delle dodici lasagne all'uovo sottili possono essere usate sei sfoglie fresche di spessore normale (per lo stesso peso complessivo) spennellate con il latte.
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Tags: besciamella, burro, capodanno, carota, cipolla, concentrato, forno, grana, lasagne, lasagne fresche all’uovo, lenticchie, mozzarelle, olio, pepe, polpa, pomodoro, porcini secchi, ragù di lenticchie, ricetta, rosmarino, sale, sedano, sfoglia sottile, teglia
Foglie di carciofo con ragù di salsiccia26 dicembre 2017
Nuovo gu-gù per Santo Stefano...
Foglie di carciofo con ragù di salsiccia al Marsala
400 gr. di foglie di carciofo (pasta il Viaggiator Goloso)
240 gr. di trita scelta di vitellone
160 gr. di salsiccia di maiale
400 gr. di passata di pomodoro
120 gr. di misto per soffritto surgelato
mezzo spicchio d'aglio
1 bicchiere piccolo di Marsala secco
2 chiodi di garofano
noce moscata
cubebe
olio extravergine d’oliva
sale
Spellare e sbriciolare la salsiccia quindi metterla a rosolare nella pentola a pressione con poco olio. Quando la salsiccia è ben sgranata unire la carne trita e subito dopo le verdure per il soffritto continuando a mescolare a fiamma vivace.
Sfumare con il Marsala, aggiungere i chiodi di garofano pestati, la noce moscata grattugiata, l'aglio schiacciato con uno spremiaglio, la passata di pomodoro e poca acqua.
Salare, chiudere la pentola a pressione e cuocere per 10/15 minuti. Aperta la pentola fare addensare il sugo completando con una generosa macinata di cubebe.
Lessare le foglie di carciofo in abbondante acqua salata poi condirle con il ragù mantecando sul fuoco aggiungendo, se necessario, poca acqua di cottura della pasta.
Servire in tavola mettendo a disposizione del parmigiano grattugiato.
Il cubebe (Piper cubeba) è conosciuto anche come pepe di Giava o pepe grigio. La pianta, arbusto sempreverde rampicante della famiglia delle Piperaceae diffuso nelle zone di Giava e Sumatra, produce bacche simili al pepe nero alle quali rimane attaccato, anche una volta essiccate, il peduncolo col quale erano unite alla pianta. Il cubebe ha odore pungente e aromatico e sapore pepato simile al pimento ma con note più amare e agrumate. Le sigarette al cubebe, usate fino a non molti anni fa per il trattamento dell'asma, pare abbiano effetti assimilabili a uno spinello di cannabis.
www.ilviaggiatorgoloso.it
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Gnocchi di zucca al sugo rosso23 settembre 2017
La festeggiata non dovrebbe mettersi ai fornelli... ma come dire di no a questi favolosi gnocchi!?!
Gnocchi di zucca al sugo rosso
1 kg. di zucca mantovana già pulita
1 uovo
noce moscata
farina 00
600 gr. di polpa fine di pomodoro
1 cipolla piccola
4 foglie di basilico
8/10 cucchiai di parmigiano grattugiato
sale
Ricavare un chilogrammo di polpa da una zucca mantovana del peso quasi doppio e tagliarla a grossi pezzi. Lessare la polpa a vapore (mezz'ora circa nel cestello della pentola a pressione).
Preparare un semplice sugo di pomodoro con un soffritto di cipolla e foglie di basilico intere da togliere a fine cottura.
Schiacciare la zucca ben calda con una forchetta e quando è intiepidita aggiungere l'uovo, il sale e una grattata di noce moscata, successivamente unire la farina, poca alla volta, sino a ottenere un composto consistente ma ancora morbido da porzionare a cucchiaiate.
Cuocere gli gnocchi in una grossa pentola con acqua salata in ebollizione, verificandone prima la giusta consistenza nel seguente modo: prendere dal composto di zucca una dose corrispondente a un cucchiaio da minestra non troppo pieno e calare nell'acqua lo gnocco, appena torna a galla, dopo pochi minuti, assaggiarlo per valutare se aggiungere altra farina. Lo gnocco perfetto non deve tendere a disfarsi ma deve essere estremamente morbido e soffice.
Trovata la consistenza ideale cuocere con lo stesso sistema tutti gli gnocchi in tre o quattro tornate a seconda della capienza della pentola.
Condire ogni stato di gnocchi con sugo caldo e abbondate parmigiano grattugiato. Usare per portare in tavola una pirofila che possa essere tenuta in forno al caldo sino al momento di servire.
Il sugo di pomodoro che contrasta la dolcezza della zucca può essere preparato anche con uno spicchio d'aglio al posto della cipolla e con alcune foglie di salvia o un rametto di rosmarino in sostituzione del basilico ma sempre senza caratterizzazioni troppo marcate.
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Ampalaya al garam masala con patate17 settembre 2017
Cinquanta sfumature di amaro...
Ampalaya al garam masala con patate
500 gr. di ampalaya
500 gr. di patate
1 cipolla
1 spicchio d'aglio
2 cucchiaini di garam masala
prezzemolo
peperoncino (facoltativo)
olio extravergine d’oliva
sale
Tagliare le ampalaya in due nel senso della lunghezza, togliere i semi e l’interno spugnoso con l'aiuto di un cucchiaino, poi metterle a bagno per una notte in una ciotola con acqua e sale.
Pelare e cuocere a vapore nella pentola a pressione le patate (12/14 minuti). Affettare la cipolla e farla soffriggere brevemente con l'olio, il garam masala e lo spicchio d'aglio diviso a metà, poi unire le ampalaya tagliate a fette.
Salare, aggiungere poca acqua e cuocere a padella coperta per una ventina di minuti. Scoperchiare, togliere l'aglio, unire le patate lessate tagliate a dadini e saltare le verdure a fiamma vivace aggiungendo altro olio, prezzemolo e peperoncino a piacere.
Buone servite con un formaggio fresco e morbido in grado di mitigare il sapore spiccatamente amaro di questo speziato contorno.
L'ampalaya (Momordica charantia) detta anche "zucca amara" ha l'aspetto di un cetriolo dalla buccia bitorzoluta. E' molto più ricca di acqua e amara di una zucca e per consistenza e utilizzo in cucina risulta simile a una zucchina o un cetriolo. Frutto di una pianta rampicante tropicale e sub-tropicale della famiglia delle Cucurbitaceae, particolarmente diffusa in Asia e Africa, viene raccolta prima che giunga a completa maturazione. L'ampalaya si consuma sia cotta che cruda, per ridurne il sapore amaro può essere lasciata in ammollo in acqua fredda salata per alcune ore o una notte intera oppure sbollentata brevemente. Perfetta in abbinamento a curry e paprica.
Il garam masala, letteralmente spezia calda, è una mistura di spezie tipica della cucina indiana e pakistana. E' preparato tostando, macinando e miscelando cannella, cumino, coriandolo, cardamomo, chiodi di garofano, pepe nero, curcuma e talvolta peperoncino, aglio, zenzero, sesamo, senape, noce moscata e altro. Il sapore è intenso e pungente ma non particolarmente piccante. Il garam masala, diversamente da altre spezie, è spesso aggiunto a termine cottura per mantenerne intatto l'aroma.
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Barattieri con greek salad12 agosto 2017
E così, travestito da cetriolo, ho mangiato un melone che solitamente detesto...
Barattieri con greek salad
4 barattieri
220 gr. di pomodorini ciliegia
160 gr. di feta
100 gr. di olive nere denocciolate
1 cipollotto rosso
olio extravergine d'oliva
origano
sale e pepe
Dividere i barattieri a metà poi pelarli con un pelapatate e svuotarli dai semi. Salare interamente le scodelline così ottenute e riporle in frigorifero.
Tagliare a cubetti molto piccoli i pomodori e il formaggio feta, a rondelle sottili le olive e tritare grossolanamente il cipollotto. Unire gli ingredienti in una ciotola e condire con sale, pepe, olio e origano.
Asciugare i barattieri dall'acqua di vegetazione e riempirli con la greek salad a dadini.
Completare con altro olio e origano e servire ben freddi.
Barattieri e caroselli sono meloni immaturi, appartenenti alla specie Cucumis melo, che vengono consumati in alternativa ai cetrioli, rispetto ai quali risultano più dolci e digeribili. La loro coltivazione è molto diffusa in Puglia. Il barattiere ha forma sferica, superficie glabra e colore verde chiaro mentre il carosello ha forma da cilindrica a sferica con colore che varia dal verde chiaro allo scuro con eventuale presenza di macchie, striature e peluria. Numerosi i termini dialettali per indicare questi ortaggi.
L’insalata greca (horiatiki) è un piatto tradizionale greco che può essere servito come contorno, antipasto o piatto unico leggero. La ricetta originale prevede pomodori, cetrioli e cipolle a fette con feta a dadini e olive kalamata, il tutto condito con sale, origano e olio d’oliva.
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Spezzatino di cappello del prete al vino rosso18 marzo 2017
Ricetta capace di nobilitare un vino non eccezionale o un novello dimenticato in dispensa...
Spezzatino di cappello del prete al vino rosso
900 gr. di carne di manzo (cappello del prete)
300 gr. di passata di pomodoro
250/270 ml. di vino rosso
200 gr. di misto per soffritto surgelato
2 noci di burro (30 gr. circa)
olio extravergine d'oliva
3 foglie di alloro
farina
mezzo cucchiaino di zucchero
sale
Tagliare la carne a dadi e passarla velocemente nella farina.
Fare sciogliere il burro con poco olio nella pentola a pressione poi rosolare la carne dopo aver tolto la farina in eccesso. Quando carne e farina sono dorate aggiungere il misto per soffritto e mescolare bene sino quando tutta la farina è staccata dalla pentola.
Aggiungere quindi il vino, che deve quasi coprire la carne, la passata di pomodoro, lo zucchero, il sale e l'alloro.
Chiudere la pentola a pressione e fare cuocere per 30/40 minuti circa a partire dal fischio poi spegnere il fuoco e aspettare che si abbassi la valvola senza sfiatare.
Una volta aperta la pentola addensare, se necessario, lo spezzatino a fuoco vivace continuando a rimestare.
Servire caldissimo con polenta, patate lessate o riso bollito.
Il vino novello è prodotto mediante macerazione carbonica, una tecnica enologica particolare, elaborata in Francia nel 1934, che non prevede la pigiatura delle uve. Messo in commercio nel mese di novembre dello stesso anno di vendemmia è da bere preferibilmente entro sei mesi.
Io che odio il grasso della carne quando faccio lo spezzatino procedo così: taglio dal pezzo intero le parti grasse e connettive poi taglio il muscolo a dadi, quindi metto tutto in pentola. Sapore assicurato e bocconcini a prova di bambina schifiltosa...
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Salsicce con cicerchie11 febbraio 2017
A tutto sapore...
Salsicce con cicerchie
4 salsicce (740 gr. circa)
320 gr. di cicerchie secche
2 pomodori
1 gambo di sedano
1 carota grande
1 cipolla
2 cucchiai di concentrato di pomodoro
1 foglia d'alloro
peperoncino
vino rosso
olio extravergine d'oliva
sale
Mettere in ammollo le cicerchie per ventiquattro ore cambiando spesso l'acqua, preferibilmente tiepida, poi sciacquarle bene sotto l'acqua corrente eliminando eventuali pellicine coriacee.
Lessare le cicerchie con una foglia di alloro nella pentola a pressione per 20 minuti circa o quanto indicato sulla confezione dei legumi. A fine cottura aprire la pentola e tuffare nell'acqua ancora calda i pomodori incisi a croce sulle estremità, togliere l'alloro e lasciare intiepidire le cicerchie.
Mondare e tagliare a piccoli cubetti la cipolla, il sedano e la carota. Soffriggere il trito ottenuto con l'olio e il peperoncino in un grande tegame aggiungendo la salsiccia privata del budello e sbriciolata grossolanamente.
Quando la salsiccia è rosolata sfumare con poco vino rosso poi unire i pomodori spellati e sminuzzati, il concentrato di pomodoro e le cicerchie ben scolate. Salare e fare insaporire a fiamma vivace mescolando spesso sino a quando il tutto è ben ristretto e amalgamato.
Servire le salsicce con cicerchie ben calde accompagnate con friselle o pane tostato.
Il piatto può essere realizzato sostituendo le cicerchie con un altro legume a piacere.
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Vellutata di fagioli neri con mozzarella e pancetta14 novembre 2016
Ancora fagioli neri...
Vellutata di fagioli neri con mozzarella di bufala e pancetta
360 gr. di fagioli neri secchi
120 gr. di mozzarella di bufala
60 gr. di pancetta
1 carota
1 gambo di sedano
1 cipolla piccola
1 foglia di alloro
olio extravergine d’oliva
sale e pepe
Ammollare in acqua fredda i fagioli neri per dodici ore circa poi risciacquarli bene.
Mettere nella pentola a pressione con poco olio la cipolla, la carota e il sedano mondati e tagliati a grossi pezzi, fare rosolare brevemente poi aggiungere i fagioli, l'alloro e acqua sino a comprire di un dito le verdure. Cuocere per 30/40 minuti, a partire dal fischio, tenendo la fiamma bassa.
Tagliare la mozzarella di bufala a fette poi a striscioline e lasciarla scolare bene in un colino. Fare a striscioline molto sottili anche la pancetta e rosolarla in un padellino senza condimento sino a renderla croccante.
Terminata la cottura dei fagioli, togliere dalla pentola solo la foglia di alloro e frullare il tutto con un frullatore a immersione. Salare, pepare e aggiungere, se necessario, altra acqua sino a ottenere una consistenza densa e cremosa.
Impiattare la vellutata e completare con la mozzarella di bufala, la pancetta croccante e un filo d'olio a crudo.
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Frittata di ravanelli30 ottobre 2016
A me piace di più chiamarli rapanelli...
Frittata di ravanelli
5 uova
1 mazzo di ravanelli con le foglie (200/250 gr. circa)
2 patate lesse piccole
mezza cipolla
prezzemolo
olio extravergine d’oliva
sale e pepe
Togliere le uova dal frigorifero. Lavare i ravanelli e affettare sottilmente sia le radici che le foglie tenendole separate.
Cuocere in una padella con l'olio la cipolla tritata insieme alle foglie dei ravanelli sino a quando sono ben rosolate e asciutte poi unire brevemente le patate lesse tagliate a dadini e salare.
In una ciotola sbattere le uova con una forchetta poi unire le verdure intiepidite, il prezzemolo, le fette di ravanello, un pizzico di sale e una generosa macinata di pepe.
Ungere con un goccio d’olio una padella antiaderente doppia per frittata, scaldare e versare il composto in un alto strato omogeneo. Cuocere a fuoco non troppo vivace per una decina di minuti il lato a contatto con la padella sino a quando è colorito al punto giusto quindi girare la frittata e cuocere l’altro lato.
Servire tiepida o fredda.
Bella frittata con un tocco pink e un gioco di consistenze morbido e croccante...
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Risotto con melanzane rosse e scamorza25 settembre 2016
Ricetta dedicata a mamma che ha pazientemente assistito a tutte le fasi di preparazione e still life prima di poter passare all'assaggio...
Risotto con melanzane rosse di Rotonda e scamorza affumicata
400 gr. di riso superfino o parboiled per risotti
560 gr. di melanzane rosse di Rotonda (400 gr. nel riso e 160 gr. per le decorazioni)
80/100 gr. di scamorza affumicata
6 cucchiai di concentrato di pomodoro
mezza cipolla
1 spicchio d'aglio
1 dado vegetale
mezzo bicchiere di vino bianco
olio extravergine d'oliva
8 foglie di basilico (4 nel riso e 4 per le decorazioni)
sale e pepe
Scegliere quattro melanzane piccole, tagliare la parte superiore e svuotarle con l'aiuto di un coltellino. Infornare sotto il grill sia i cestini ottenuti che le calotte (una decina di minuti poi spegnere e lasciare nel forno caldo).
Tagliare le melanzane rimaste e la polpa di quelle svuotate a dadini molto piccoli. Cuocere la dadolata in padella a fuoco vivace con l'olio e lo spicchio d'aglio tagliato a metà. Quando le melanzane sono ben rosolate togliere l'aglio e salare.
Soffriggere nella pentola a pressione la cipolla affettata sottilmente con poco olio poi unire il dado sbriciolato e il riso a tostare. Sfumare con il vino, aggiungere le melanzane, il concentrato di pomodoro e acqua calda sino a superare di un dito abbondante il livello del riso quindi chiudere la pentola a pressione, cuocere per cinque minuti dal fischio poi spegnere il fuoco e aspettare due minuti prima di fare sfiatare la valvola.
Aggiungere al riso la scamorza affumicata a dadini e quattro foglie di basilico spezzettate. Mantecare sul fuoco aggiungendo, se necessario, altra acqua calda e pepare.
Riempire con il riso le melanzane svuotate e chiuderle con le rispettive calottine. Impiattare il risotto con i cestini di melanzane rosse e le foglie di basilico.
La melanzana rossa (Solanum aethiopicum L.) ha una pianta simile alla melanzana (Solanum melongena L.) e un frutto arrotondato simile a un pomodoro (Solanum lycopersicum L.) di colore arancione intenso con striature verdi. Coltivata principalmente in Africa e in Asia tropicale, in Italia è tipica del comune di Rotonda in Basilicata, nel cuore del Parco nazionale del Pollino. I frutti della melanzana rossa sono consumati sia crudi che cotti, hanno una polpa carnosa che non tende ad annerire con il taglio, un profumo intenso e fruttato e un sapore piccante con un gradevole finale amarognolo. Anche le foglie sono commestibili. La melanzana rossa di Rotonda (Presidio Slow Food, marchio DOP dal 2007) è conosciuta anche come melanzana a pomodoro (dal nome lucano merlingiana a pummadora).
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