Arrosto al caffè5 maggio 2013
Arrosto al caffè
1 kg. di fesa di tacchino (o noce di vitello)
2 tazzine di caffè
1 dado vegetale
1 grosso spicchio d'aglio
1 peperoncino
1 foglia di alloro
erba cipollina
rosmarino
timo
maggiorana
olio extravergine d'oliva
burro
Preparare con la moka due tazzine colme di caffè forte. Rosolare bene nella pentola a pressione la carne con l'olio, il burro, l'aglio e il peperoncino sbriciolato. Aggiungere il dado, la foglia d'alloro, le erbe tritate e il caffè.
Chiudere la pentola a pressione e cuocere per venti minuti circa dal fischio. Una volta cotto tagliare l'arrosto a fette piuttosto sottili. Disporre le fette in una teglia da forno insieme al fondo di cottura al caffè, eliminando l'aglio e l'alloro. Scaldare in forno sino a quando il sugo è ben ristretto. Salare se necessario.
Ottimo anche freddo (la nota di caffè sarà più evidente).
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Cous cous con manzo alla tunisina1 marzo 2013
Una festa di compleanno speciale... per il festeggiato polpettine di manzo con le candeline e per gli ospiti un ricco cous cous...
Cous cous con manzo alla tunisina
300/350 gr. cous cous precotto (2 bicchieri)
300/350 ml. acqua (2 bicchieri)
700 gr. di polpa scelta di manzo
2 patate
2/3 carote
2/3 zucchine
2 cipolle rosse
1 melanzana piccola oblunga
1 lattina di ceci lessati
1 bottiglia di passata di pomodoro (700 gr. circa)
1 spicchio d'aglio
2 cucchiaini di spezie per cous cous
mezzo cucchiaino di cumino
1 cucchiaino di curcuma (o una bustina di zafferano)
olio extravergine d'oliva
peperoncino
sale e pepe
harissa
Tagliare la carne a cubettoni regolari e rosolarla con poco olio, l'aglio, le spezie per cous cous e eventualmente una punta di peperoncino, in una pentola a pressione. Quando è ben dorata togliere l'aglio, aggiungere i semi di cumino, la passata di pomodoro (eventualmente un po' d'acqua se la passata è molto densa) e il sale, chiudere la pentola e cuocere per 15/20 minuti.
Pulire e tagliare le verdure a grossi pezzi: le patate a dadoni, le carote e le zucchine a rondelle molto spesse, le cipolle a grossi spicchi e la melanzana in modo che ogni pezzo abbia una parte di buccia. Cuocere separatamente tutte le verdure a vapore con la pentola a pressione (sei minuti la patata e la carota, quattro minuti la zucchina e la cipolla, due minuti la melanzana).
Riunire tutte le verdure insieme ai ceci in una larga padella e farle insaporire velocemente con olio, sale e pepe (mescolando il meno possibile per non rompere i pezzi di verdura).
Mettere in una pentola l'acqua con una presa di sale, un goccio d'olio e la curcuma. Spegnere appena raggiunge il bollore e versare il cous cous. Lasciare gonfiare per circa tre minuti (o quanto indicato sulla scatola) poi riaccendere la fiamma e sgranare i chicci con una forchetta aggiungendo altro olio se necessario.
Rovesciare il cous cous il un grande piatto da portata e mettendo tutt'attorno le verdure. Servire a parte la carne con il sugo e una ciotolina con l'harissa.
Il cous cous è fatto generalmente con semola di grano duro (grano duro macinato grossolanamente) ma può essere anche prodotto con farine diverse, di orzo, miglio, sorgo, riso o mais. E' ottenuto facendo passare in un setaccio della semola lavorata con acqua in modo da formare dei piccoli grani che verranno poi fatti essiccare per essere successivamente cotti al vapore. Il cous cous che si trova in commercio è di solito precotto e deve essere unicamente fatto rinvenire in acqua bollente o brodo.
La harissa è una salsa tipica del Nordafrica diffusa soprattutto in Tunisia, a base di peperoncino rosso fresco, aglio e olio d'oliva (talvolta con l'aggiunta di altri ingredienti quali coriandolo, cumino, carvi). Ha la consistenza di una pasta simile al concentrato di pomodoro.
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Risotto all’acciuga5 febbraio 2013
Lo dico subito: pentola a pressione, riso parboiled e dado. Per me così è... punto e basta!
Risotto all'acciuga
400 gr. di riso parboiled per risotti o superfino
200 gr. di passata di pomodoro
8 filetti d'acciuga sott'olio
1 scalogno
1 spicchio d'aglio
1 dado vegetale (o poco meno)
mezzo bicchiere di vino bianco
2/3 cucchiaini di concentrato di pomodoro
peperoncino
prezzemolo
olio extravergine d'oliva
Soffriggere nella pentola a pressione lo scalogno tritato in poco olio poi aggiungere le acciughe e lo spicchio d'aglio spremuto. Quando i filetti sono sciolti unire il dado sbriciolato, una punta di peperoncino e il riso a tostare. Mescolare bene quindi sfumare con il vino bianco, aggiungere la passata di pomodoro, il concentrato, un po' di prezzemolo e acqua calda sino a superare di un dito abbondante il livello del riso.
Chiudere la pentola a pressione, quando fischia abbassare la fiamma e cuocere per cinque minuti, quindi spegnere il fuoco e aspettare ancora tre minuti prima di fare sfiatare la valvola.
Aprire la pentola e mescolare bene il riso aggiungendo altro prezzemolo ed eventualmente ancora un goccio d'olio. Se necessario aggiustare la consistenza del riso facendolo cuocere ancora a pentola scoperta aggiungendo o meno altra acqua calda. Il riso deve essere all'onda e non troppo asciutto.
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Pollo in mole poblano22 dicembre 2012
Il pollo (o tacchino) in mole poblano è una specialità della cucina messicana. E' un piatto particolarmente elaborato, aromatico e piccante che ha tra i suoi ingredienti profumatissimo cacao, frutta secca, spezie e peperoncino.
La salsa mole poblano deve il suo nome alla città di Puebla, una leggenda racconta che sia stata preparata per la prima volta dalle suore del convento di Santa Rosa, in occasione di una visita vescovile, mescolando tutti gli ingredienti disponibili in dispensa.
Ci sono tantissime differenti ricette per la preparazione di questa salsa, David Lebovitz scrive nel suo libro Sweet life in Paris: “Mi rivolgo a tutti quelli che se-non-ci-metti-dieci-ore-non-è-vero-mole, non sprecate il vostro fiato a criticare dato che a Parigi non si trovano alcuni degli ingredienti. Farò il meglio che posso con ciò che ho a disposizione. La ricetta avrà circa sessantasette ingredienti in meno dell’originale e ci vorrà una frazione del tempo previsto per prepararla. E il risultato sarà altrettanto buono dell’originale. Quindi, se siete la polizia della salsa mole, mettete pure via le vostre manette.”
Ecco una ricetta decisamente semplificata ma efficace:
Pollo in mole poblano
2 petti di pollo
3/4 peperoncini ancho secchi
3/4 peperoncini pasilla secchi
200 gr. di pezzettoni di pomodoro
1 cipolla grossa
2 spicchi d'aglio
3 cucchiai di cacao amaro
4 cucchiai di uvetta
40 gr. di sesamo
100 gr. di arachidi e/o mandorle
6 chiodi di garofano
mezzo cucchiaino di cannella in polvere
mezzo cucchiaino di coriandolo in polvere
mezzo cucchiaino di cumino in polvere
1 cucchiaino di zucchero di canna
brodo di pollo
pangrattato (o farina di mais)
olio extravergine d'oliva delicato (o di arachidi)
sale e pepe
Pulire i peperoncini ancho e pasilla, eliminando i semi, quindi metterli in ammollo in poca acqua calda insieme all'uvetta per una ventina di minuti circa.
Tostare separatamente in una padella antiaderente, senza condimento, i semi di sesamo, le archidi e le mandorle.
Rosolare nell'olio la cipolla tritata grossolanamente insieme ai chiodi di garofano (che verranno tolti prima di aggiungere gli altri ingredienti) poi unire gli spicchi d'aglio, i peperoncini e l'uvetta ben stizzati, buona parte dei semi di sesamo, le arachidi e le mandorle. Spolverare il tutto con la cannella, il coriandolo e il cumino. Fare insaporire per qualche minuto quindi aggiungere i pezzettoni di pomodoro, il cacao amaro, lo zucchero di canna, il sale e il pepe.
Fare cuocere brevemente poi unire un bicchiere di brodo e frullare il tutto con un frullatore a immersione direttamente nella pentola, continuare la cottura a fuoco lento per circa trenta minuti.
Pulire e tagliare i petto di pollo (ogni petto in otto pezzi) poi dorarli in una padella con poco olio, sale e pepe e portarli a metà cottura, trasferirli quindi nella pentola con la salsa mole e completare la cottura.
La carne deve risultare tenera e la salsa densa e cremosa. Aggiungere altro brodo se la salsa tende a asciugare troppo o un po' di pangrattato (o farina di mais) se fatica ad addensarsi.
Assaggiare e regolare anche all'ultimo di sale, spezie o peperoncino.
Servire il pollo in salsa mole poblano spolverizzato con i semi di sesamo avanzati insieme a riso bollito o quinoa.
I peperoncini ancho e pasilla possono essere sostituiti con un peperone fresco, tre o quattro pomodori secchi e un cucchiaino di peperoncino in polvere. In questo caso il pepeperone, pulito e tagliato a pezzettoni, va soffritto con la cipolla; i pomodori secchi ammollati insieme all'uvetta e uniti alla salsa nello stesso momento; il peperoncino aggiunto insieme alle spezie.
Il cacao amaro può essere sostituito con cinquanta grammi di cioccolato fondente al 70% eliminando lo zucchero di canna.
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Cioccolata in tazza2 dicembre 2012
E' arrivato il vento gelido portato da Attila... quale scusa migliore per una tazza di cioccolata fumante?
Cioccolata in tazza
Per porzione:
1 tazza di latte intero
2 cucchiai di cacao amaro (Van Houten)
2 cucchiaini di zucchero di canna
2 cucchiaini di fecola di patate
Versare in un pentolino il cacao amaro, lo zucchero e la fecola di patate, mescolare bene e aggiungere lentamente il latte freddo in modo che non si formino grumi.
Mettere il pentolino sul fuoco e cuocere la cioccolata a fuoco basso continuando a mescolare. Dall'inizio del bollore fare addensare per tre minuti circa.
Per un tocco in più aromatizzare la cioccolata nell'ultimo minuto di cottura con un pizzico di peperoncino o di cannella in polvere.
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Spaghetti neri alle mazzancolle4 novembre 2012
Veramente buoni e scenografici... un piatto per sedurre...
Spaghetti neri alle mazzancolle
400 gr. di spaghetti (o linguine) al nero di seppia
500 gr. di mazzancolle
200 gr. di pomodorini
4 carciofini sott'olio
1 spicchio d'aglio
olio extravergine d'oliva
vino bianco
prezzemolo
peperoncino
sale affumicato della Danimarca
In un'ampia padella saltare le mazzancolle nell'olio quindi sfumarle con il vino bianco e aggiungere alcuni grani di sale della Danimarca.
Dopo una breve cottura unire i pomodorini tagliati a spicchi, l'aglio e il peperoncino.
Lessare gli spaghetti in abbondante acqua salata, scolarli al dente e versarli nella padella con le mazzancolle poi aggiungere i carciofini tagliati a spicchi molto sottili e il prezzemolo tritato.
Togliere l'aglio e mantecare bene gli spaghetti, se necessario aggiungendo un po' d'acqua di cottura della pasta.
Servire gli spaghetti in grandi piatti piani e mettere in tavola una ciotola dove poter raccogliere le teste e i carapaci delle mazzancolle.
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Tagliatelle all’alga spirulina con julienne di verdure18 luglio 2012
Cenetta vegan?
Tagliatelle all'alga spirulina con julienne di verdure
360 gr. di tagliatelle all'alga spirulina
1 porro
3/4 carote
3/4 zucchine
rucola
semi di sesamo
peperoncino
olio extravergine d'oliva
sale
Tagliare il porro (anche la parte verde tenera), le carote e le zucchine a julienne. Mettere l'olio e il peperoncino in un wok o in una padella molto ampia e cuocere brevemente a fuoco vivace le verdure (prima il porro, poi le carote e per ultime le zucchine).
Lessare le tagliatelle in abbondante acqua salata, scolarle al dente e saltarle con le verdure aggiungendo una manciata di rucola e una pioggia di semi di sesamo.
La pasta all'alga spirulina si presenta quasi nera da cruda e di un bel verde intenso da cotta.
Le verdure della ricetta possono essere integrate o sostituite con altre a piacere purchè tagliate a julienne (melanzane, peperoni, funghi o altro che suggerisce la fantasia).
La Spirulina platensis è una micro alga verde-azzurra spontanea lunga appena mezzo millimetro che cresce in laghi salati con acque alcaline e calde. E' conosciuta sin dall'antichità dai popoli delle regioni a clima tropicale. Attuamente viene coltivata in speciali fattorie acquatiche prevalentemente in Messico ed in Cina. Il nome che deriva deriva dal latino “piccola spirale” fa riferimento alla sua struttura appunto a spirale. Questa alga è una delle più antiche forme di vita, ha infatti iniziato a crescere sulla terra circa tre miliardi di anni fa. La Spirulina ha un altissimo contenuto di ferro, potassio, vitamina A, proteine ed è quindi considerata un ottimo ricostituente naturale.
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Chili con carne19 marzo 2012
Per la Festa del papà chili a volontà...
Chili con carne
400 gr. di fagioli neri (o rossi) secchi
300 gr. di carne di manzo macinata
1 peperone verde
700 gr. di passata di pomodoro
1 grossa cipolla
1 spicchio d'aglio
1 foglia di alloro
2 rametti di timo
2/3 cucchiaini di peperoncino in polvere
1/2 cucchiaini di paprica dolce
un pizzico di cumino in polvere (o mix cannella, garofano, moscate)
olio extravergine d'oliva
sale
8 tortillas (sostituibili con piadine sfoglia sottile)
1/2 confezioni di panna acida (sostituibili con yogurt greco denso)
1 vasetto di pasta di peperoncino sott’olio
Ammollare i fagioli secchi per 12 ore in acqua fredda, poi farli lessare con una foglia di alloro in abbondante acqua per 20 minuti circa nella pentola a pressione (o come indicato sul sacchetto dei fagioli). Scolarli e raffreddarli con acqua fredda, devono essere belli compatti e non troppo cotti.
Intanto affettare la cipolla e tagliare a striscioline il peperone. Mettere le verdure così preparare nella pentola a pressione con una generosa dose di olio e farle soffriggere bene quindi aggiungere la carne macinata e lo spicchio d'aglio spremuto, il peperoncino, la paprica e il cumino e fare rosolare mescolando spesso. Solo quando la carne è ben rosolata aggiungere la passata di pomodoro e le foglioline del timo. Chiudere la pentola a pressione e cuocere per un quarto d’ora circa. A fine cottura unire i fagioli lessati e il sale. Alzare al fiamma e fare addensare sino a raggiungimento della giusta consistenza.
Servire con tortillas calde e panna acida. Per i più temerari portare in tavola anche della pasta di peperoncino fresco sott’olio.
Consigli: se non si è sicuri del grado di
piccantezza che si vuole raggiungere procedere con cautela con le dosi di peperoncino, può sempre essere aggiunto anche nell’ultima fase di cottura. Se si ha il tempo di fare raffreddare completamente il chili e di riscaldarlo all’arrivo degli ospiti sarà ancora più buono e corposo.
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Seppie al pomodoro26 dicembre 2011
Per Santo Stefano quest'anno bis di seppioline con polenta...
Seppie al pomodoro
1 kg. di seppie surgelate
500 gr. di passata di pomodoro
mezza cipolla
1 spicchio d'aglio
1 peperoncino piccante piccolo
olio extravergine d'oliva
prezzemolo
Fare scongelare le seppie e asciugarle bene.
Preparare un soffritto con olio extra vergine d'oliva, mezza cipolla affettata sottilmente e un peperoncino sbriciolato quindi aggiungere le seppie, la passata di pomodoro e uno spicchio d'aglio schiacciato con lo spremiaglio.
Cuocere con la pentola pressione per circa un quarto d'ora se le seppie sono piccole o 20/25 minuti se sono grandi. A fine cottura se il sugo dovesse risultare troppo liquido fare asciugare a fuoco vivo e pentola scoperta. Aggiungere abbondante prezzemolo tritato e salare solo se necessario.
Servire le seppie con fette di polenta gialla o bianca passate alla griglia.
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Orecchiette alle cime di rapa21 novembre 2011
Questa sera orecchiette alle cime di rapa, il segreto è non lessare le cime con la pasta ma...
Orecchiette alle cime di rapa
400 gr. di orecchiette
2 kg. di cime di rapa
6 filetti d'acciuga sott'olio
2 spicchi d'aglio
2 peperoncini secchi piccoli
olio extravergine d'oliva
sale
Pulire e lavare le cime di rapa tenendo per questa ricetta solo le infiorescenze e le foglie più piccole e tenere.
Soffriggere dolcemente l'aglio tagliato a fettine sottili nell'olio poi aggiungere le acciughe spezzettate, il peperoncino sbriciolato e le cime di rapa.
Fare cuocere a fuoco lento, aggiungendo se necessario poca acqua per volta, fino a quando le cime risulteranno tenere.
Fare lessare al dente le orecchiette in abbondante acqua salata.
Scolare la pasta e versarla nelle cime di rapa, aggiungendo eventualmente un pizzico di sale e olio a crudo.
Le orecchiette possono essere sostituite da fusilli.
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