“Lenticchie alla julienne” di Antonio Albanese31 marzo 2018
Un libro di ricette geniali come i "Piselli ripieni all'astice bipolare" ed eventi mondani e show cooking imperdibili a partire da "Il Fuorissimo Salone" di Sondrio...
Estratto da "La sfilata della Maison Tonné"
Ci avevano provato, a dirgli di no. Lo avevano costretto a una maratona burocratica così complessa che il cerimoniale di corte degli Asburgo, in confronto, sembrava un picnic sulla spiaggia di Fregene. Aveva chiesto invano permessi al questore, al prefetto, al sindaco, a svariati cardinali, agli uscieri di Palazzo Chigi, ai gladiatori del Colosseo e ad altre dozzine di autorità cittadine, per poi capire che il nulla osta che contava davvero era quello di Goran il Burbero, un gitano accigliato e di poche parole che, da una tenda a Villa Pamphilj, gestiva il racket dei suonatori di fisarmonica nelle metropolitane.
Alain non si era dato per vinto e aveva trionfato, anche se era la prima volta che gli toccava pagare una tangente in fisarmoniche. Avrebbe avuto la location che voleva, per l'evento che avrebbe reso indimenticabile quella Settimana della Moda milanese. Già il fatto che l'evento si tenesse a Roma era piuttosto memorabile, ma non bastava Roma, lui voleva di più.
Lui voleva il Vaticano.
La collezione autunno-inverno della neonata Maison Tonné sarebbe stata presentata con una sfilata esclusiva sul Cupolone di San Pietro, riservata a circa duecento selezionatissimi ospiti di prestigio, venuti da tutto il mondo: a parte una certa quantità di porporati, tutto il consiglio d'amministrazione dello Iorr e il fantasma di papa Borgia, c'erano almeno cinque teste coronate, una era quella di Luigi XVI, riesumata per l'occasione perché Alain non trovava chic che la Francia fosse una repubblica.
Ora però doveva concentrarsi. Presto il sole avrebbe cominciato a calare, gli ultimi raggi avrebbero incendiato il Cupolone, le ombre delle guglie si sarebbero allungate sulla città e i suoi cinque aiutanti californiani avrebbero potuto cominciare a tirar fuori le modelle dai frigoriferi. Alain aveva dovuto refrigerarle nelle ore più calde del giorno perché le sue creazioni di moda non andassero a male, dato che tutti i capi d'abbigliamento della Maison Tonné avevano una caratteristica in comune: si mangiavano.
Ovviamente, lo
show cooking con il relativo buffet sarebbe a sua volta stato a tema fashion: flanella di asparagi, tagliatelle a nido d'ape, capocollo all'americana, e la portata principale di pesce - che gli era costata ore di studio e giorni di tentativi -, il tonno a ruota, in cui la difficoltà maggiore era sempre convincere il tonno a indossare la sottogonna di tulle.
Alanis era sicura del fatto suo. (...) era infatti diventata un'accanita sfogliatrice di rotocalchi: "Donna", "Donna e Madre", "Donna e Basta", "Vip", "Vippissimo", "Vip-hip-hurrà", "Chi", "Come", "In che senso" e persino "Qualora", che costava solo dieci centesimi e non conteneva nemmeno una frase di senso compiuto. Non se ne perdeva uno, Alanis. O quasi. Per disporre gli ospiti al grande evento di Tonné, dalle regine alle capitane d'industria e dai banchieri redenti ai fidanzati di cardinali, aveva calibrato al millimetro l'assegnazione dei posti a sedere, calcolando ogni variabile, dai matrimoni alle annessioni, dagli incesti alle stragi, dai cambiamenti di sesso alle impiccagioni di parenti e amici. Non c'è niente di più sgradevole, in fondo, che sedere accanto a qualcuno che ti ha fatto fallire la banca o ti ha impedito per un pugno di voti di essere eletto papa.
I problemi erano infiniti. La modella vegana rifiutava di indossare i pantaloni in manzo balbettante della Bassa Sassonia. La modella della Bassa Sassonia, offesa, rifiutava di far cambio e lasciarla sfilare con il suo poncho sformato di melanzane, dopo che la modella ebrea l'aveva sgridata per aver provato il cappello di pelle di pollo assieme alla casacca in tessuto di stracciatella di bufala, dato che abbinare carne e latte non è kosher. La modella californiana le aveva detto di non lamentarsi: il suo bikini in peperoncino venezuelano era peggio di un cilicio.
Il resto della sfilata si svolse senza intoppi, la modella californiana svenne per il dolore ma solo dopo aver finito la sua passerella, fu quindi spalmata di yogurt ai cetrioli e portata all'interno della Basilica ai piedi della statua di San Longino, che ci pensasse lui.
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Degattoupage 2 – Oliver ortolano23 marzo 2018
Adesso verdura...
Degattoupage 2
Oliver ortolano
collage 14,8x21 cm.
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Degattoupage 1 – Oliver fruttivendolo18 marzo 2018
Nuova mania... in punta di forbici!
Degattoupage 1
Oliver fruttivendolo
collage 14,8x21 cm.
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Ricetta: tagliatelle allo sforzato con verza e pancetta7 marzo 2018
Tagliatelle allo sforzato con verza e pancetta
340 gr. di tagliatelle allo sforzato
400 gr. di verza
120 gr. di pancetta dolce
mezza cipolla
grana grattugiato
olio extravergine d’oliva
burro
sale e pepe
Lavare e mondare il cuore di una verza eliminando le coste più dure poi tagliarlo a strisce sottili. Affettare finemente anche la cipolla.
Rosolare in un saltapasta la verza e la cipolla nell'olio sino a quando quest'ultima è trasparente, poi aggiungere mezzo bicchiere d'acqua e cuocere a fuoco basso con il coperchio. Quando la verza è tenera togliere il coperchio, alzare la fiamma, fare asciugare l'acqua rimanente e salare.
In un piccolo padellino senza condimenti fare dorare la pancetta.
Lessare le tagliatelle allo sforzato in acqua salata e scolarle al dente. Versarle nel saltapasta con la verza quindi mantecare con acqua di cottura della pasta, un pezzettino di burro e 4 cucchiai di grana grattugiato facendo attenzione a non asciugare troppo le tagliatelle che tendono ad assorbire molto i condimenti.
Completare con una macinata di pepe e la pancetta rosolata.
Servire in tavola mettendo a disposizione altro grana grattugiato e pepe nero.
Lo Sforzato (o Sfursat) di Valtellina è un vino, passito rosso secco DOCG, prodotto in provincia di Sondrio. È ottenuto da una selezione di uve Nebbiolo (localmente denominato Chiavennasca) sottoposte ad appassimento per circa tre mesi su graticci prima della pigiatura. Ha un affinamento minimo di venti mesi, dei quali almeno 12 in botti di legno. Lo Sforzato è un vino complesso e strutturato con grado alcolico minimo del 14%.
Tagliatelle allo sforzato Bosco pastificio valtellinese.
www.pizzoccheri.it
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Le colazioni letterarie di Petunia Ollister2 marzo 2018
Una piacevole scoperta grazie all'articolo "Aggiungi un post a tavola" di Giuliano Pavone...
Petunia Ollister (Stefania Soma) è una photoblogger diventata famosa per i suoi #bookbreakfast: scatti alla luce del mattino dove un libro viene immortalato con una colazione a tema.
Ha da poco pubblicato il libro "Colazioni d'autore" con Slow Food Editore dove le sue fotografie sono corredate da citazioni tratte dai libri e ricchi compendi di ricette.
Dice Petunia: "... non mi sento una fotografa, così come chi studia filosofia non è un filosofo. Le mie immagini funzionano sul web per la loro immediatezza, ma i fotografi fanno un lavoro diverso dal mio. Oggi, con l'evoluzione delle tecnologie digitali, avere delle conoscenze tecniche è meno importante di prima, anche se cresce il peso della postproduzione. Per fare una bella foto ci vuole soprattutto buon gusto, lo stesso che permette di vestirsi bene, di scegliere il vino giusto, insomma di
inquadrare il mondo nella maniera migliore". E ancora: "Non concepisco un pasto triste. Anche i piatti più semplici devono essere fatti bene."
«Dopo aver messo le valigie in uno degli armadietti della stazione, mi sono infilato in un bar e ho fatto colazione. Una colazione molto abbondante, per me: succo d’arancia, uova col bacon, pane tostato e caffè. In genere bevo solo un po’ di succo d’arancia. Sono uno che mangia pochissimo. Sul serio. Ecco perché sono magro da far paura.» da "Il giovane Holden" di J.D. Salinger.
www.instagram.com/petuniaollister
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Ricetta: plumcake di lenticchie23 febbraio 2018
Ancora lenticchie...
Plumcake di lenticchie
720 gr. di lenticchie lessate
200 ml. di besciamella densa
2 uova
4 cucchiai di parmigiano grattugiato
mezza cipolla
1 foglia di salvia grande
rosmarino
pangrattato
olio extravergine d'oliva
burro
sale e pepe
Tritare la cipolla e farla rosolare nell'olio poi aggiungere la salvia e il rosmarino tagliati molto finemente e successivamente le lenticchie ben scolate. Fare insaporire per alcuni minuti.
In una ciotola capiente unire alla besciamella le uova, il parmigiano grattugiato, le lenticchie intiepidite, sale e una generosa macinata di pepe. Amalgamare e aggiungere 2 o 3 cucchiai di pangrattato sino a ottenere una consistenza piuttosto soda.
Imburrare e cospargere di pangrattato uno stampo da plumcake, riempirlo con il composto, livellarlo e spolverarlo con altro pangrattato.
Infornare a 180° circa per almeno 40 minuti con calore solo dal basso.
Quando lo sformato tende a staccarsi dallo stampo toglierlo dal forno e capovolgero su un piatto da portata che possa andare in forno quindi passarlo sotto al grill sino a doratura desiderata.
Fare riposare il plumcake di lenticchie alcuni minuti prima di tagliarlo e servirlo in tavola.
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Ricetta: lasagne con ragù di lenticchie18 febbraio 2018
Gustose lasagne vegetariane perfette anche per Capodanno...
Lasagne con ragù di lenticchie
12 lasagne fresche all'uovo sfoglia sottile (250 gr.)
240 gr. di lenticchie lessate
400 gr. polpa di pomodoro
4 cucchiai di concentrato di pomodoro
120 gr. di misto per soffritto surgelato
15 gr. di porcini secchi
400 ml. di besciamella
2 mozzarelle piccole (200 gr.)
40 gr. di grana grattugiato
rosmarino
mezza noce di burro
olio extravergine d’oliva
sale e pepe
Fare ammollare i porcini secchi in poca acqua tiepida.
In una pentola rosolare nell'olio il misto per soffritto poi aggiungere le lenticchie lessate ben scolate, la polpa di pomodoro, i porcini strizzati e tritati, il concentrato di pomodoro, l'acqua dei funghi filtrata, rosmarino tritato, sale e pepe. Lasciare cuocere sino a quando il sugo è ben ristretto.
Tagliare la mozzarella a cubetti e dividerla in cinque mucchietti uguali.
Imburrare una piccola teglia rettangolare e comporre la lasagna mettendo un velo di besciamella poi due sfoglie di lasagna sovrapposte, un quinto del ragù di lenticchie, mezzo cucchiaio di grana grattugiato, un mucchietto di mozzarella a dadini e un leggero strato di besciamella. Continuare con questa sequenza terminando con abbondante besciamella, grana, rosmarino e pepe.
Infornare a 180/200° per 15 minuti circa con calore solo dal basso poi terminare la cottura con il grill.
Lasciare riposare le lasagne alcuni minuti prima di tagliarle e servirle in tavola.
Al posto delle dodici lasagne all'uovo sottili possono essere usate sei sfoglie fresche di spessore normale (per lo stesso peso complessivo) spennellate con il latte.
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Ricetta: cavolini di Bruxelles viola all’arancia28 gennaio 2018
Bellissime queste screziature viola e verdi...
Cavolini di Bruxelles viola all'arancia
700 gr. di cavolini di Bruxelles viola
30 gr. di burro
1 arancia bionda biologica
1 spicchio d'aglio
2 foglie di salvia
sale e pepe
Lavare e mondare i cavolini poi cuocerli a vapore nella pentola a pressione per 3 minuti circa.
Rosolarli successivamente in una padella con il burro, lo spicchio d'aglio tagliato a metà e le foglie di salvia quindi aggiungere il succo dell'arancia, un po' di buccia grattugiata, sale e pepe.
Appena il succo è ben ristretto togliere l'aglio e servire cavolini viola in tavola.
Se si vuole aggiungere un tocco croccante al contorno possono essere aggiunti in ultimo semi di sesamo o di papavero, mandorle a lamelle o più semplicemente del pane grattugiato tostato in padella.
I cavolini di Bruxelles viola sono simili alla variante verde ma più piccoli e con meno foglie. Hanno sapore dolce e delicato con un leggero retrogusto di noce.
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Mr. Miao e il tè al formaggio20 gennaio 2018
Giornata di shopping, un "tè verde macchiato dolce" per scaldarsi e un bicchiere con il logo di Mr. Miao da portare a casa...
Mr. Miao è un bar rosticceria nel cuore della Chinatown milanese che propone una vasta gamma di bubble tea, cheese tea, tè alla frutta, yogurt, granite e ice roll oltre a dim sun, rotoli di riso glutinoso e curiose "piadine cinesi" da gustare sul posto o da portare a casa.
Il valore aggiunto del locale: il nome e il logo tutto micioso!
Bubble tea: mangia e bevi taiwanese a base di tè e latte, aromatizzato con diversi gusti di frutta o sciroppo e arricchito con perle nere di tapioca gommose e gelatine di frutta. Servito sia freddo che caldo, si beve con una grossa cannuccia che permette di raccogliere anche le palline precipitate sul fondo. E' generalmente molto dolce.
Cheese tea (in mandarino zhì shì chá): tè non zuccherato coperto da una densa schiuma di formaggio in polvere montato.
Ice roll: rotolini di gelato preparati al momento e guarniti con sciroppo, granella o frutta. Nato in Tailandia, l'ice roll si ottiene versando un composto liquido di base, lavorato insieme ad altri ingredienti, su una piastra refrigerata di metallo e staccando successivamente il gelato che si solidifica in pochi istanti sulla superficie con una spatola in modo da ottenere strisce arrotolate su stesse a forma di grossi riccioli.
Scopro ora che lo strano "tè verde macchiato dolce" altro non era che una versione zuccherata del cheese tea. Adesso capisco tante cose... cosa non si fa per un bicchiere con un micio baffuto!
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Ricetta: club sandwich con senape e cetriolini14 gennaio 2018
Club sandwich con senape e cetriolini
6 fette di pancarrè senza crosta
4 fette sottilissime di pollo o tacchino (200 gr.)
6 fette di bacon o pancetta tesa affumicata
2 pomodori ramati piccoli
4 foglie di lattuga iceberg
2 cetrioli in agrodolce
sale alle erbe aromatiche
maionese
senape
Tostare leggermente d'ambo i lati le fette di pane su una piastra di ghisa poi metterle da parte. Sulla stessa piastra fare rosolare le fettine di bacon tagliate a metà sino a renderle croccanti e in ultimo, tolto il bacon, cuocere brevemente le fettine di pollo salandole leggermente con il sale aromatico.
Affettare sottilmente il pomodoro e i cetrioli in agrodolce poi rifilare le foglie di lattuga e le fettine di pollo in misura delle fette di pancarrè.
Iniziare a comporre il club sandwich con la seguente sequenza: una fetta di pane spalmata con abbondante maionese, una foglia di lattuga, petto di pollo, tre pezzi di bacon, fette di pomodoro e di cetriolini. Poi un'altra fetta di pane tostato spalmata con poca senape da tutti e due i lati, una foglia di lattuga, petto di pollo, tre pezzi di bacon, fette di pomodoro e di cetriolini. Infine a coprire il tutto una fetta di pane spalmata con abbondante maionese solo dal lato inferiore.
Terminati i due sandwich pressarli leggermente con le mani e tagliarli diagonalmente con un grosso coltello seghettato. Fermare i quattro triangoli ottenuti con lunghi stuzzicadenti di legno e servirli subito possibilmente ancora leggermente tiepidi.
Il club sandwich o clubhouse sandwich, letteralmente "panino condominio", pare sia stato inventato dallo chef Danny Mears nel 1899 in locale di gioco d’azzardo per soli uomini: il Saratoga Club-house di Saratoga Springs (New York). A renderlo famoso contribuì l'ex sovrano d'Inghilterra Edoardo VIII che ne andava ghiotto e pare se lo facesse preparare solo dalla moglie Wallis Simpson. Il club sandwich classico è una sorta di tramezzino doppio realizzato con tre fette di pane tostato ripiene di petto di pollo, bacon croccante, fette di pomodoro, insalata verde e maionese.
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