Bella ciao25 aprile 2020
La mia ninna nanna (di un'infanzia alternativa). Grazie mamma...
Una mattina mi son svegliato
o bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao
una mattina mi son svegliato
e ho trovato l'invasor
O partigiano portami via
o bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao
o partigiano portami via
che mi sento di morir
E se io muoio da partigiano
o bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao
e se io muoio da partigiano
tu mi devi seppellir
E seppellire lassù in montagna
o bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao
e seppellire lassù in montagna
sotto l'ombra di un bel fior
E le genti che passeranno
o bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao
e le genti che passeranno
mi diranno che bel fior
E questo è il fiore del partigiano
o bella ciao, bella ciao, bella ciao ciao ciao
e questo è il fiore del partigiano
morto per la libertà
E questo è il fiore del partigiano
morto per la libertà
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Categorie: eventi · musica
Tags: #propagandaorkestra, 25 aprile, Bella ciao, canto popolare, canzone, fiore, genti, Italia, liberazione, libertà, lotta, montagna, morire, movimento partigiano, nazifascismo, occupazione nazista, ombra, partigiano, Propaganda Live, regime fascista, resistenza, ribellione, seconda guerra mondiale, seppellire
Nani zombie da giardino10 settembre 2019
Il mio personalissimo processo di zombificazione è iniziato!
RevenantFX è una piccola azienda di Newmarket, città vicina a Toronto, composta da due artisti indipendenti
Sadie e
Casper specializzati in arte horror: nani zombie da giardino, decorazioni per la casa, trucchi, abbigliamento e tutto quello che riguarda i non morti.
Sul sito di RevenantFX un'apposita pagina spiega come prendersi cura del proprio nano zombie. Per prima cosa mostrarlo sempre con orgoglio ad amici e vicini, poi posizionarlo al riparo (sotto un portico o un albero) in un posto all'asciutto e all'ombra, in ultimo portarlo preferibilmente in casa nella stagione invernale perchè i nani zombie odiano: il sole, la luce, la neve, il ghiaccio e l'umidità.
In ultimo un discutibile invito: "Ricorda di far sterilizzare o castrare il tuo gnomo!"
www.revenantfx.com
www.instagram.com/revenantfx
www.facebook.com/revenantfx
www.etsy.com/revenantfx
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Categorie: oggetti
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Shanghai Tango1 giugno 2018
Elvis-style e il gatto nero...
Gao Youjun, noto come
Shanghai Tango, è un fumettista cinese che vive a Shanghai.
Le sue vignette, diffusissime in rete, sono tanto semplici quanto geniali. Fatte di pochi tratti, generalmente monocromatiche e senza testo, raccontano storie e svelano ironici inganni universalmente comprensibili a tutte le latitudini.
Gao, che ha fatto studi matematici, ha sviluppato un modo di pensare non convenzionale che ha avuto un notevole impatto sul suo stile artistico e afferma: "Disegnare le mie vignette è molto simile a lavorare su un problema di matematica. Provo una grande gioia nel sorprendere gli altri con un risultato inaspettato dopo un processo di ragionamento impeccabile".
tangogao.com
tango2010weibo.tumblr.com
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Categorie: animali · fumetti e vignette · gatti · umorismo
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“Mi ricordo di te” di Yrsa Sigurdardottir14 luglio 2017
Finalmente un libro inquietante dove non solo il cane non è il primo a morire ma è forse l'unico che si salva...
«Com'è tranquillo, qui». Garòar ruppe il silenzio che la barca aveva lasciato. «Credo di non essere mai stato in un posto così isolato». Si chinò e la baciò sulla guancia chiazzata di salsedine.
«Ma è indubbio che ci abiti gente in gamba».
Katrin gli sorrise e non gli chiese se aveva dimenticato quella malaticcia di Lif. Volse le spalle al mare, dove non desiderava affatto vedere la barca sparire del tutto alla vista, e osservò invece la riva e la terra. Lif si era alzata in piedi e si sbracciava verso di loro. Katrin sollevò la mano per farle un cenno a sua volta, ma la lasciò cadere quando vide qualcosa muoversi velocemente alle spalle dell'amica vestita di bianco. Era un'ombra nera come la pece, molto più scura dell'ambiente in penombra.
Sparì altrettanto in fretta com'era apparsa, così Katrin non riuscì a distinguere chi fosse. Però le era parsa simile a una persona di bassa statura. Si aggrappò forte al braccio di Garòar.
«Cos'era?»
«Cosa?» Garòar aguzzò la vista seguendo l'indicazione di Katrin. «Vuoi dire Lif?»
«No. C'era qualcosa che si muoveva dietro di lei».
«No». Garòar la guardò stupito. «Non c'è niente. Solo una donna con il mal di mare e una tuta da sci addosso. Magari era solo il cane, no?»
Katrin cercò di apparire tranquilla. Poteva anche darsi che avesse avuto un abbaglio. Ma quello non era Putti, di questo era certa, era davanti a Lif e annusava l'aria. Forse il vento aveva spostato qualche oggetto. In ogni modo, non spiegava la rapidità con cui era sfrecciato, anche se naturalmente poteva essere arrivata una raffica improvvisa o una corrente. Lasciò il braccio di Garòar e si concentrò a respirare lentamente per il tratto che le restava da percorrere lungo il pontile. Non disse nulla nemmeno
quando ebbero raggiunto Lif. Si sentì un fruscìo e la vegetazione secca e ingiallita davanti a loro scricchiolò, come se qualcuno l'avesse calpestata. Né Garòar né Lif sembravano aver notato niente, ma Katrin non poté fare a meno di pensare che non fossero da soli, lì a Hesteyri.
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Categorie: lettura
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