foto di Elena Fiorio - Burano maggio 2009
Cat chat
6 giugno 2017

Confidenze feline...


"Miao Menelao! Sono Juan, un gatto persiano di ormai otto anni. Il mio padrone ha comprato i sassetti al profumo di rosa, come faccio a fargli capire che io preferisco i sassolini inodore?" Juan

"Ciao Juan; alla rosa? A te è andata bene! A me una volta Giovanni ha comprato dei granuli di argilla naturale alla citronella. Quando era il momento di usare la lettiera, mi avvicinavo e per lunghi minuti stavo fuori a guardare la mia cassettina di plastica color avorio e sentivo quell'insopportabile odore. Entravo lentamente, cercando di tenere la porticina di plastica basculante aperta e la coda fuori, e facevo tutto in velocità.
Se i nostri padroni fossero più informati sulle cose di noi gatti, saprebbero che abbiamo una capacità olfattiva quattordici volte più forte di quella umana. Io annuso tutto, dal cibo prima di mangiarlo, al trolley di Giovanni quando torna a casa dopo un viaggio. Sono estremamente sensibile e quando ci sono nella mia lettiera dei sassetti dai profumi più improbabili, raspo con rabbia gettando la sabbia ovunque. È una strategia che ti consiglio, caro Juan: i sassi finiscono molto prima del previsto e il tuo padrone sarà costretto a comprarne di nuovi! Giovanni ha comprato una volta dei sassi stranissimi, che assomigliano più a dei cristalli, inodori e trasparenti, che mi pungevano i polpastrelli! Di male in peggio, insomma. Che periodaccio, Juan; non mi ci far pensare!
Però, Juan, non ti devi scoraggiare. Ora la mia lettiera ha una consistenza molto strana ma gradevole all'olfatto: sembra qualcosa di vegetale, direi mais, se la memoria non m'inganna. Quell'odore mi ricorda proprio quando ero piccolino, e ancora Giovanni non mi aveva trovato, e me ne andavo in mezzo ai campi di mais all'alba a fare i miei bisognini e trovavo quella morbida terra bagnata dalla rugiada. Ho sentito Giovanni tutto orgoglioso dire che è una sabbietta a base di fibre vegetali, che copre perfettamente gli odori e dura fino a dieci volte più di quella normale. Inoltre è biodegradabile, nel senso che può essere buttata nel WC, grandissima comodità. Certo, a proposito di WC, sogno che un giorno mi compri la lettiera automatica e autopulente, così non troverò più i miei "ricordini" nella sabbietta. Ma forse non si può pretendere troppo: in fondo sono solo umani..." Menelao

Tratto da "Vivi di gusto" lifestyle magazine di Carrefour, giugno 2017.

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Ricetta: crostata al cioccolato con marshmallow
30 maggio 2017

La versione morigerata della "pizza sacrilega" di Cisco...


Crostata al cioccolato fondente con marshmallow

1 disco di pasta frolla (230 gr.)
50 gr. di cioccolato fondente
60/70 gr. di mini marshmallow


Adagiare il disco di pasta frolla in una tortiera a cerniera, creare un bordo e punzecchiare il fondo della crostata in più punti con una forchetta.
Infornare a 200° per 12 minuti circa sino a quando la pasta assume un colore dorato. Togliere dal forno e lasciare intiepidire.
Ridurre a scaglie il cioccolato fondente con una grattugia a fori larghi.
Riempire il guscio di pasta frolla con uno strato omogeneo di riccioli di cioccolato, poi coprire completamente con i mini marshmallow disposti in un unico strato.
Infornare sotto il grill per i pochi minuti necessari a far dorare i marshmallow.
Tagliare a fette la crostata quando è ancora calda e mangiarla preferibilmente tiepida con i marshmallow ancora filanti.

Se non si hanno a disposizione i mini marshmallow tagliare a fette di meno di un centimetro i marshmallow tradizionali.

I marshmallow sono dei cilindretti soffici di zucchero evoluzione di un dolce preparato in origine con il succo dell'Althaea officinalis, una malvacea. Di colore bianco o tinte pastello sono consumati principalmente negli Stati Uniti. Oltre a essere mangiati come caramelle si prestano a diverse preparazioni: cotti sulla fiamma diretta, inseriti tra due biscotti insieme a un pezzo di cioccolato a formare lo s'more o come ingrediente principale di una marshmallow pie.

Un americanata senza appello... ma con queste dosi e rigorosamente con l'utilizzo di cioccolato fondente garantisco che si lascia mangiare!

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Rice Design
25 maggio 2017

Oggi che risotto indosso?


Nel sito RiceDesign di riso Scotti c'è una interessante pagina dal titolo Rice4Fashion curata da Anna Marconi che accosta golose ricette a base di riso a creazioni di alta moda.

La ricedesigner è autrice del blog "Taste of Runway" nato nel 2011 dall'unione delle sue due più grandi passioni: la moda e il cibo. Il blog offre ricette di cucina ispirate agli outfit più interessanti che sfilano sulle passerelle del mondo con immagini evocative cariche di creatività.

Dice di se stessa: "Sono un'assaggiatrice di moda. Traduco in meraviglie per la gola tutto ciò che vorrei indossare".



www.ricedesign.it
www.tasteofrunway.com

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“La notte ritorna” di Mary Higgins Clark
16 maggio 2017

Al parco giochi della Quindicesima Strada a Manhattan, non lontano da casa, il dottor Greg Moran spingeva il suo bambino, Timmy, sull'altalena.
«Ultimi due minuti», annunciò ridendo e dando un'altra spinta abbastanza forte da far contento il piccolo monello di tre anni, ma non tanto forte da rischiare di farlo cadere. Era una scena a cui in passato aveva spesso assistito e quando metteva Timmy su una di quelle altalene era sempre estremamente prudente. Come medico del pronto soccorso era un esperto di incidenti.
Erano le sei e mezzo di sera e l'aria si era fatta un po' pungente, a ricordargli che il successivo weekend si celebrava il Labor Day. «Ancora un minuto», disse con fermezza. Prima di portare Timmy al parco giochi, Greg era stato in servizio per dodici ore in un pronto soccorso più caotico che mai. In una gara di macchine sulla Prima Avenue i giovani che si trovavano a bordo di due auto erano rimasti coinvolti in un terribile schianto. Miracolosamente nessuno aveva perso la vita, ma tre dei ragazzi avevano riportato ferite molto gravi.
Greg staccò le mani dall'altalena in modo che rallentasse fino a fermarsi. Se Timmy non aveva tentato inutilmente di protestare significava che era pronto a tornare a casa anche lui. In ogni caso in tutto il parco giochi c'erano solo loro due.
«Dottore!»
Quando si girò, Greg si trovò faccia a faccia con un uomo di statura media, muscoloso, il viso nascosto sotto una sciarpa. Gli puntava una pistola alla testa. Con una mossa istintiva, Greg si spostò di lato per allontanarsi il più possibile da Timmy. «Senti, il portafogli è in questa tasca», disse in un tono pacato. «Prendilo pure».
«Papà».
Timmy era spaventato. Ancora sul seggiolino dell'altalena, si era girato e aveva guardato lo sconosciuto negli occhi.
Nei suoi ultimi istanti di vita, Greg Moran, trentaquattro anni, medico apprezzato, marito e padre affettuoso, cercò di lanciarsi sul suo aggressore, ma non poté in alcun modo sottrarsi al colpo fatale che lo raggiunse con micidiale precisione al centro della fronte.
«PAPÀÀÀÀÀÀÀ!» strillò Timmy.
L'assassino corse verso la strada, poi si fermò e si voltò. «Timmy», gridò, «di' a tua madre che adesso tocca a lei. Poi sarà il tuo turno».
Margy Bless, un'anziana signora che stava tornando a casa dalla panetteria del quartiere dove lavorava part-time, udì il colpo di pistola e le minacce. Restò immobile per alcuni lunghi secondi come per capacitarsi della scena spaventosa di cui era stata testimone: l'uomo che scompariva correndo dietro l'angolo con la pistola ancora in pugno, il bambino che urlava sull'altalena, l'altro uomo accasciato al suolo.
Le tremavano così forte le mani che le ci vollero tre tentativi prima di riuscire a digitare il 911.
All'operatrice che rispose, Margy riuscì solo a balbettare: «Presto! Presto! Potrebbe tornare! Ha ucciso un uomo e poi ha minacciato il bambino!»
La voce le morì in gola mentre Timmy si metteva a gridare: «Occhi Blu ha ucciso il mio papà... Occhi Blu ha ucciso il mio papà!»

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Ricetta: risomilla miele e vaniglia
14 maggio 2017

Stai tranqui...


Risomilla miele e vaniglia

Per porzione:
mezza tazza di latte di riso alla vaniglia
mezza tazza d'acqua
1 bustina di camomilla
1 cucchiaino di miele


Portare a bollore l'acqua in un pentolino poi versarla in una tazza e mettere in infusione la camomilla. Nel frattempo scaldare anche il latte di riso alla vaniglia.
Ottenuta una camomilla dal colore bello carico togliere la bustina, aggiungere il miele e il latte di riso caldo.
Mescolare, bere la risomilla ben calda e... buona notte!



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Gatto casetta di cartone
28 aprile 2017

Nuova casetta per Oliver...


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Cento gufi di Benjamin Mills
27 aprile 2017

Segnalazione gufosa di Giuliana...


In vendita su Etsy la stampa "One Hundred Owls" che riproduce l'opera a inchiostro e acquerello dell'illustratore inglese Benjamin Mills che raffigura ben cento gufi differenti.

www.etsy.com
www.benjamintmills.co.uk

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Polentoteca Chalet Gabriele
23 aprile 2017

Dopo anni e anni... desiderio esaudito...


La Polentoteca Chalet Gabriele si trova in Località Prà Filippo, a Piano Rancio, ai piedi del Monte San Primo. A 1012 metri sul livello del mare, si affaccia sul Lago di Como tra i due rami lariani (quello di Como e quello di Lecco) e offre una suggestiva vista sulle Alpi che abbracciano il lago.

Piatto forte del locale è ovviamente la polenta (con salmì di cervo, brasato e porcini trifolati ma anche polenta uncia e toc) ma sono molte le altre specialità presenti nel menu.

Costruito nel 1957 da Nuccia e Gabriele, il ristorante semplice e caratteristico è dotato di due sale da pranzo con ampie vetrate e terrazze.

Il toc è una polenta, di consistenza particolarmente cremosa, tipica della zona di Bellagio fatta con farina di mais, burro e formaggio. Si tratta di un'antica ricetta contadina, preparata per festeggiare occasioni speciali, che veniva servita agli invitati direttamente nel paiolo e posta al centro della stanza. Ogni commensale si serviva col proprio cucchiaio di legno e appoggiava il pezzo di polenta nell’incavo della mano prima di portarlo alla bocca, da qui il nome toc. E' una preparazione semplice ma che richiede la mano esperta di un "maestro del toc" nel rimestare e dosare correttamente il calore in cottura.

Tre i piatti felicemente sperimentati: Chalet (polenta, zola al forno, salsiccia ai ferri e porcini); Misto (polenta, salmì di cervo, brasato, porcini, cotechino e lenticchie); toc alla griglia con salami d'asino, di cavallo e di cervo. E per concludere... zabaione caldo!

www.polentoteca.com

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Ricetta: sigari di pasta fillo con caprino e pepe
18 aprile 2017

Ancora pasta fillo...

Sigari di pasta fillo con caprino e pepe

4 fogli di pasta fillo rettangolari (130 gr. circa)
2 caprini freschi di latte di capra (160 gr.)
olio extravergine d'oliva
pepe nero (o mix creola)
sale


Ricavare da ogni foglio di pasta fillo tre strisce di circa 15x35 cm. In una ciotola lavorare il caprino con abbondante pepe macinato fresco e un pizzico di sale.
Appoggiare su un assetto una striscia di pasta fillo, spennellarla con poco olio poi mettere un cucchiaino di farcia al caprino su una estremità del lato corto, piegare verso l'interno i bordi per il lungo, quindi arrotolare strettamente il sigaro attorno al ripieno. Spennellare d'olio anche esternamente. Procedere così per tutte e dodici le strisce.
Infornare su una placca a 180° per 13 minuti circa sino a quando i sigari hanno assunto un colore dorato.
Servire caldi o freddi.

Consiglio: lavorare velocemente le sfoglie, lasciandole il meno possibile fuori dalla confezione e dal frigorifero ma evitando di inumidirle.

La pasta fillo (o phyllo), dal greco φύλλο "foglia", è composta da farina e acqua senza lievito ed è tirata in sfoglie sottilissime. Tradizionalmente impiegata nella cucina medio orientale e della penisola balcanica, versatile e scenografica trova svariato impiego anche nella cucina italiana. E' una pasta molto delicata che si asciuga velocemente e una volta cotta è estremamente leggera e croccante. Di gusto neutro si presta per preparazioni sia dolci che salate.



www.exquisa.it

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Ricetta: börek con spinaci e feta
17 aprile 2017

E al posto della torta pasqualina? Börek di spinaci, perchè no...

Börek con spinaci e feta

300 gr. di pasta fillo (7 fogli rettangolari)
500 gr. di spinaci (freschi già puliti)
200 gr. di feta
1 porro
1 peperoncino piccante fresco
1 uovo
2 cucchiai di latte
olio extravergine d'oliva
semi di sesamo
sale


Mondare e tagliare a rondelle il porro. Aprire il peperoncino, eliminare i semi e i filamenti bianchi e sminuzzarlo.
In una grande pentola fare rosolare, con poco olio, il porro e il peperoncino poi unire gli spinaci e lasciarli appassire aggiungendo poco sale. Cuocere sino a quando gli spinaci sono ben asciutti quindi farli raffreddare.
Sbriciolare la feta e unirla agli spinaci a temperatura ambiente tritati grossolanamente al coltello, successivamente dividere il composto in sette parti uguali (o nel numero pari a quello di fogli di pasta fillo disponibili).
Preparare una ciotolina con l'uovo sbattuto, due cucchiai d'olio e due di latte.
Iniziare a comporre il börek: spennellare con l'uovo un foglio di pasta fillo poi aggiungere una parte della farcia di spinaci lungo una estremità del lato corto e arrotolare attorno al ripieno in modo da formare un cilindro. Sistemarlo a spirale al centro di una teglia rotonda a cerniera di 22 centimetri. Procedere con il resto dei fogli di pasta fillo sino a esaurimento degli ingredienti e di spazio disponibile nella teglia, terminare spennellando sulla spirale farcita il composto d'uovo rimasto e completare con una pioggia di semi di sesamo.
Infornare a 180° (calore solo dal basso) per circa circa 30 minuti poi, se necessario, concludere la cottura con la funzione grill. Servire tiepido.

Consiglio: se si ha a disposizione solo una teglia di diametro maggiore legare la preparazione con dello spago da cucina per tenerla in forma durante la cottura.

Il börek (o burek) è uno piatto tradizionale turco di origini antichissime diffuso anche nei Paesi balcanici a seguito dell'espansione ottomana. Consiste in una base di yufka (pasta in sfoglie sottilissime simile alla fillo) ripiena di formaggio, carne macinata, spinaci o altra verdura e arrotolata (dal termine turco bur "arrotolare"). Il termine börek è spesso è accompagnato da un'altra parola che meglio definisce la forma, gli ingredienti, il metodo di cottura o la regione di appartenenza del piatto. Preparazioni simili sono la banitza bulgara e il lakror albanese. Esiste anche una versione dolce.



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